L’Abate Valperga di Caluso a 200 anni dalla morte

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In collaborazione con Vivant, mercoledì 1° aprile 2015, alle ore 18.00, in sede, un approfondimento su uno dei più importanti scienziati e pensatori europei del ‘700:

a 200 anni dalla morte dell’Abate Valperga di Caluso

Intervengono:

Tomaso Ricardi di Netro, L’Abate di Caluso e i suoi fratelli: una famiglia di successo nella Torino di fine Settecento

Gustavo Mola di Nomaglio, “Aperto a tutti gli orizzonti…”. Militare e teologo, scienziato e poeta, filosofo ed astronomo: l’Abate di Caluso un gigante della cultura europea tra Sette e Ottocento

Albina Malerba, L’Abate di Caluso nel catalogo del Centro Studi Piemontesi

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Le dame di Cristina di Francia

Lunedì 30 marzo, alle ore 18, per i “Colloqui del Lunedì” conferenza di Andrea Merlotti, Centro Studi della Reggia di Venaria, su

Donne e potere alla corte sabauda

Le dame di Cristina di Francia (1637-1663)

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Charles Dauphin, Ritratto equestre di Christine Wilcardel de Fleury (particolare dal ritratto di Christine Wilcardel de Fleury e del principe Emanuele Filiberto  di Carignano), Reggia di Venaria, Sala di Diana

 

«Era seguita con bell’equipaggio non solamente da’cavalieri, … ma dal vago stuolo delle sue dame, le quali parean quel giorno le amazzoni seguitrici della reina Arpalace»: così apparivano Cristina e le sue dame ad Emanuele Tesauro, il 9 giugno 1638 in uno Stato sabaudo ormai alle soglie della Guerra civile. E ancora «Amazone alpina» avrebbe definito la reggente nel panegirico Il Diamante, lo stesso in cui ribadiva la similitudine «tante amazoni quante dame». Amazoni che furono poi le protagoniste del Salone di Diana alla Reggia di Venaria. Sarebbe difficile trovare un’immagine più chiara ed efficace dell’importanza assunta dalle dame d’onore nella corte di Cristina, di cui furono, in effetti, il vero cuore pulsante. Proprio la presenza d’un numero crescente – e mai raggiunto prima o uguagliato dopo – di dame e figlie d’onore fu tale da conferire alla corte dei Savoia un tono che la distingueva dalle altre corti degli stati italiani. Ricostruire questa presenza femminile è quindi un punto essenziale per comprendere corti e poteri nello Stato sabaudo d’età barocca

 

 

Riti e tradizioni delle Valli di Lanzo

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Giovedì 26 marzo, ore 18,  per le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal territorio, Bruno Guglielmotto Ravet presenta il libro di Ariela Robetto, pubblicato dalla Società Storica delle Valli di Lanzo

Una maschera sul volto. Carnevale e Quaresima fra trasgressione e ordine

 

logo ssvallilanzo

John Singer Sargent e il Piemonte

Lunedì 23 marzo, alle ore 18, per i “Colloqui del Lunedì”,  conferenza di Michele Amedei, dell’Università degli Studi di Firenze, su

                    John Singer Sargent e Alberto Falchetti, 1905-1909.                           Dialoghi fra l’Impressionismo americano e il Divisionismo piemontese

falchetti2John Singer Sargent, Ritratto di Alberto Falchetti, 1905

 

L’argomento della conferenza verte sui rapporti intercorsi fra il pittore piemontese Alberto Falchetti e l’americano John Singer Sargent – uno dei massimi esponenti dell’Impressionismo americano – fra il 1905 e il 1909. L’intervento è il frutto di ricerche, in parte pubblicate nell’ultimo numero di “Studi Piemontesi” (2, 2014), che gettano nuova luce sui rapporti, finora poco indagati, intessuti dal grande artista statunitense con un gruppo ristretto di pittori piemontesi, fra cui, oltre Falchetti, Carlo Stratta e Carlo Pollonera, fra il primo e il secondo decennio del Novecento. Con Falchetti, in particolare, con cui viaggiò in Terra Santa negli ultimi mesi del 1905, Sargent si confronta dipingendo ampie e ariose vedute paesistiche ispirate alle alte vette alpine. Tracce utili a contestualiuzzare il dialogo pittorico tra Sargent e Falchetti sono anche conservate nel Fondo Arrigo Frusta del Centro Studi Piemontesi

Judaica Pedemontana – visita alla mostra

 

Judaica Pedemontana

Ai Soci è Amici del Centro Studi Piemontesi  riservata una visita guidata alla mostra “Judaica Pedemontana. Libri e argenti da collezioni piemontesi“, con i curatori Baruch Lampronti e Franca Porticelli.

L’appuntamento è  giovedì 19 marzo alle 17, alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, Piazza Carlo Alberto.

L’ingresso è gratuito. Chi fosse interessato a partecipare è pregato di segnalarlo in Segreteria: 011/537486 – info@studipiemontesi.it

 

 

Quando Pinerolo era… Provincia

Lunedì 16 marzo, alle ore 18,  l’arch. Agostino Magnaghi, Giuseppe Pichetto e Maria Teresa Reineri converseranno, in sede, in margine alla ristampa dell’opera di Amedeo Grossi Corografia della Città e Provincia di Pinerolo (1800) curata da  Giuseppe Pichetto  per i tipi del Centro Studi Piemontesi

Cartina

Corografia della Città e Provincia di Pinerolo (1800), ristampa anastatica a cura di Giuseppe Pichetto, Introduzione di Maria Teresa Reineri, Torino, Centro Studi Piemontesi, pagg. 144, 2014. ISBN: 978-88-8262-217-6.

Ristampa anastatica – cura et impensis di Giuseppe Pichetto, che ha donato alla Biblioteca l’edizione originale – del volumetto edito nel 1800 dalla Stamperia Pane e Barberis di Torino, opera di Giovanni Lorenzo Amedeo Grossi “redatta in seguito a diligenti ricerche ed esatte informazioni prese localmente” negli ultimi anni del Settecento. Grossi analizza città, borghi, terre, villaggi, casali e ville di Pinerolo e dintorni mettendo in luce le caratteristiche fisiche, le colture, le attività artigianali, le strade, non ignorando di ogni paese gli edifici civili e religiosi di prestigio, il numero degli abitanti, i nomi dei proprietari feudali e quelli dei professionisti di attività liberali. Ne risulta un libro ancora oggi di piacevolissima lettura, spunto per interessanti considerazioni sui problemi di ieri, purtroppo in molti casi ancora attuali. Il volume è corredato dalla Carta corografica della Provincia di Pinerolo disegnata dallo stesso Grossi, inserita ripiegata fuori testo, come nell’originale; e nel testo introduttivo pubblica l’elaborazione grafica dello studio Magnaghi su mappa cartografica, che evidenzia l’industria e proto industria a Pinerolo lungo il canale Moirano (L’epoca d’oro, prima metà del XX secolo).

La persistenza del sacro nella storia

Le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal Territori, sono un ciclo di incontri che il Centro Studi Piemontesi organizza nella sua sede di  Torino di via Ottavio Revel 15,  su argomenti interdisciplinari, come è nel DNA dell’attività di studi e ricerche del  Centro Studi Piemontesi, che sempre più si conferma un presidio aperto e dinamico di cultura e di civiltà, capace di coniugare insieme il “locale” e l’internazionale.

Il ciclo primaverile si apre giovedì 12 marzo alle ore 18 con una conferenza di DARIO SEGLIE e PIERANTONIO OPPEZZO sul tema Gli spiriti della natura. La persistenza del sacro dalla Preistoria al Medioevo, a margine della mostra allestita al Museo di arte Preistorica di Pinerolo.

Gli spiriti della natura 2

La mostra vuole sottolineare lo “stretto collegamento tra il sorgere del fenomeno religioso nell’uomo e le sue prime rappresentazioni simboliche e la persistenza della sacralità che tali simbologie ed i luoghi stessi in cui trovavano attuazione hanno assunto ed hanno continuato ad assumere nel tempo, dalla Preistoria al medioevo per giungere, in molti casi, sino ai nostri tempi”.

Sarà proiettato un video in collaborazione con il CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica di Pinerolo.

Clicca QUI per un approfondimento.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti in sala.

Torino 1864 alla Biblioteca della Regione Piemonte

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Il volume di Valerio Monti, La strage impunita. Torino 1864 (Edizioni Savej) viene presentato giovedì 12 marzo alle 15,30 alla Biblioteca della Regione Piemonte, in via Confienza 14.

Con l’Autore intervengono Gustavo Mola di Nomaglio, Vice Presidente del Centro Studi Piemontesi, e Enrico Eandi, Presidente della Fondazione Savej.

L’ingresso è libero.

Castelvecchio di Testona

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Da Fortezza a Condominio

Lunedì 9 marzo 2015, alle ore 18, nella sede di via Ottavio Revel 15
ELISA GRIBAUDI ROSSI, SIMONETTA GRIBAUDI e l’autrice MARINA PAOLA MILIA presentano il volume  Castelvecchio di Testona. Uno degli edifici più antichi della collina torinese.

 Il Castelvecchio di Testona è un antico castello medioevale immerso nel verde della collina moncalierese; oggetto di numerosi interventi architettonici in epoche successive, ha corso il rischio di diventare un rudere fino a quando, negli anni Settanta, è stato salvato da un intervento privato. Marina Milia, basandosi su fonti documentarie antiche e moderne, piante, consegnamenti, è riuscita a costruire le vicende architettoniche e quelle dei personaggi che hanno fatto la storia del Castelvecchio, accompagnando il testo con un ricco apparato fotografico.

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MARINA PAOLA MILIA, Castelvecchio di Testona. Introduzioni di ALBINA MALERBA, PAOLO CLARETTA-ASSANDRI, ELISA GRIBAUDI ROSSI, RICCARDO BEDRONE Torino, Centro Studi Piemontesi, pagg. 101, ill. , 2014.

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Colloqui del Lunedì e le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal Territori, sono i due seguitissimi cicli di incontri che il Centro Studi Piemontesi organizza nella sua sede di  Torino di via Ottavio Revel 15,  su argomenti interdisciplinari, come è nel DNA dell’attività di studi e ricerche del  Centro Studi Piemontesi, che sempre più si conferma un presidio aperto e dinamico di cultura e di civiltà, capace di coniugare insieme il “locale” e l’internazionale.

L’ingresso è libero, fino ad esaurimento dei posti in sala