Torino Spettacoli per il CSP

Il Centro Studi Piemontesi ha attivato una convenzione con Torino Spettacoli per la stagione 2015/2016.

Ai Soci del Centro Studi Piemontesi sono riservate tariffe agevolate per l’acquisto degli abbonamenti  nei teatri Alfieri, Erba e Gioiello di Torino e dei biglietti per singoli spettacoli per i cartelloni Cultura ClassicaGrande ProsaOperettaPer farvi riderePiemonte in scenaMezzogiorno a teatroSolferino di mattina e di sera.

Per informazioni: www.torinospettacoli.it – 011/6618404

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La congiura napoleonica del 1814

Giovedì 29 ottobre alle ore 18

Incontro con

Massimo Novelli

autore del libro

I Congiurati di Napoleone. Storie di patrioti e di giacobini

arabAFenice edizioni, Boves 2015, pp. 319.

Interviene Gustavo Mola di Nomaglio

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Come scrive Giulio Massobrio nella prefazione, in “questo libro straordinario” Novelli compie “un’operazione di grande valore storiografico, insieme attenta alle vite quotidiane e ai grandi motori della Storia”. S’affollano tra il 1789 e il 1815, l’anno della battaglia di Waterloo, giacobini e realisti, corsari e nobildonne, impostori ed eroi. A dare il titolo è la narrazione del tentativo di alcuni patrioti nel 1814 d’incoronare Napoleone, esiliato all’Elba, a imperatore d’Italia. La cospirazione ovviamente fallì, ma da quei fatti, da quei tempi, come scrisse Carlo Pisacane “ha principio la storia de’ moderni italiani”. Sbarcato a Genova il 9 maggio del 1814 dal veliero inglese “Boyne”, che lo aveva accolto a Cagliari, il re Vittorio Emanuele I di Savoia entrò a Torino il giorno 20 di quel mese. Francesco Cognasso scrive nella sua storia della città che dopo aver fatto tappa a Moncalieri, scese di vettura all’altezza del Valentino e salì a cavallo. Da una guardia urbana si fece dare il cinturone della sciabola e lo mise al collo”. Al ponte nuovo il corpo decurionale, ricostituitosi dopo l’eliminazione della municipalità, gli offrì le chiavi della città. Mai in Torino fu veduta festa più commovente. Percorsa la contrada di Po, dove erano schierati i reparti austriaci, il sovrano si diresse a Palazzo Reale. Alla gioia di nobili, borghesi, popolani, campagnoli, uniti in un solo pensiero, non si associarono tutti. Nello stesso 20 di maggio, a Torino, alcuni uomini, che avevano trascorso senza dormire la notte precedente, non solo non esultavano per il ritorno di Vittorio Emanuele, ma stavano cospirando per farlo cadere dal trono appena riconquistato. Mentre la città era in festa, il 19 maggio 1814, un giovedì, a mezzanotte quattordici persone si riunivano segretamente e firmavano un indirizzo a Napoleone Bonaparte perché abbandonasse l’esilio dell’Elba, chiamasse a raccolta tutti i suoi fedeli sparsi per la penisola ed assumesse la corona d’Italia, ricreando l’impero romano.

Massimo Novelli, giornalista del quotidiano “la Repubblica”, è autore, tra gli altri libri, di L’uomo di Bordighera. Indagine su Guido Seborga (Spoon River, 2003); Corbari, Iris e gli altri. Un racconto della Resistenza (Spoon River, 2003); La furibonda anarchia (Araba Fenice, 2007); La cambiale dei Mille e altre storie del Risorgimento (Interlinea, 2011); La grande armata dei dispersi e visionari. Vita dello scrittore Stefano Terra (Ediesse, 2013) e Gli avvelenatori del duca di Savoia. Cronache scellerate del 1600 (Araba Fenice, 2013).

Barnaba Pecco, poeta in piemontese

Lunedì 26 ottobre alle ore 18

Ricordo di

      Barnaba Pecco (1905-1995)

        ingegnere poeta della Companìa dij Brandé

a vent’anni dalla morte

     Reading di poesie a cura di Vittorio Aime

 

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Barnaba Pecco nasce, all’inizio del secolo, da una famiglia della borghesia torinese, il nonno Edoardo ingegnere Capo della città di Torino, il bisnonno materno, Panizza, di cui porta il nome Barnaba, architetto tra i più affermati del tempo (a lui si devono i progetti e la direzione di notevoli edifici in Torino, consigliere ed assessore ai lavori pubblici del Comune di Torino dal 1860 al 1865).   Il padre, Pietro, industriale torinese fondatore della Stilus “fabbrica italiana di penne stilografiche” apparteneva a quella borghesia attenta al proprio profitto ma conscia del ruolo sociale e civile dell’impresa che a inizio secolo era il nerbo di un’Italia che si trasformava da contadina a operaia. Borghesia “etica” ma nello stesso tempo autoritaria e rigida, più legata al vecchio secolo che al nuovo, una borghesia uscita da due guerre mondiali smarrita e minata nelle sue certezze non solo economiche. Con questo retroterra Barnaba, dopo le scuole primarie, frequenta il liceo Cavour e successivamente ubbidendo al desiderio del padre, va a studiare a Liegi, città che ricorderà grigia e nebbiosa: triste come lui che patisce la lontananza da casa. Passa poi all’Università di Grenoble dove consegue la laurea in ingegneria, giusto in tempo per vedere disconosciuto il suo titolo da un fascismo autarchico e nazionalista.

Barnaba ha sempre avuto un profondo attaccamento a Torino, città sua e dei suoi avi, e amore per la poesia e per la poesia in lingua piemontese, grazie all’incontro con Nino Costa e Pinin Pacòt. Ingegnere, ha smorzato il tecnicismo di una razionalità che lo ha portato ad intraprendere studi e lavoro “tecnico “,  e ha guidato le scelte della sua vita materiale con un “ romanticismo” che proprio in questa razionalità affonda le sue radici. Un ingegnere poeta che non ha scritto una parola “che non rispondesse al (suo) bisogno”[…] “per sfogare una gioia troppo grande per essere tenuta racchiusa nel cuore o per cercare un conforto a un dolore, una rabbia o un accoramento troppo pesanti o perché restasse a quelli che amo la parte più vera di me quando la mia voce sarà spenta, o per rivivere la Storia o per cantare il mio amore per la città che mi ha visto nascere e dove i miei genitori mi stanno aspettando o per ruminarvi dentro, come si snocciola un confetto, un momento di bellezza, affinché, cercando rima e misura, mi durasse più a lungo il gusto in bocca” . Un ingegnere che ha saputo dominare con il cuore quella prepotente ragione che ha dominato i suoi tempi. Attivo nella Companìa dij Brandé e nel Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis.

Ha pubblicato una sola raccolta: E peui… j’arcòrd! Poesìe an lenga piemontèisa, cudì e presentà da Camillo Brero, edission “Piemontèis ancheuj”- Centro Studi Don Minzoni, 1992.

Napoleone III, Cavour e la questione italiana

Per le Lectiones Renzo Gandolfo / Pagine dal territorio

giovedì 22 ottobre alle ore 18

Jean-Yves Frétigné 

tiene una conversazione sul tema

Logica diplomatica versus logica nazionale:

Napoleone III e Cavour di fronte alla questione italiana (1859-1861)

 

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Jean-Yves Frétigné è Maître de conférences à l’Université de Rouen-Normandie e Président de la Société d’Études Françaises du Risorgimento italien.

Arrigo Frusta scrittore in piemontese

Arrigo Frusta scrittore in “padre lingua” piemontese: dai Tempi beati del “Birichin” alle “prediche inutili” de “IJ Brandé”

è il tema della conferenza di Albina Malerba
mercoledì 21 ottobre alle 17
alla Biblioteca della Regione Piemonte, via Confienza 14

 

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La conferenza fa parte del ciclo di incontri organizzato in occasione della mostra

Tempi beati. Arrigo Frusta (1875-1965). dagli anni della bohème di fine Ottocento e dalla stagione d’oro della Hollywood sul Po ai “Brandé”

allestita nella sala della Biblioteca della Regione Piemonte fino al 20 novembre, con orario: da lunedì a venerdì, 9-13 / 14-16; il mercoledì orario prolungato fino alle 18.

L’ingresso alla mostra e alle conferenze è libero, fino ad esaurimento dei posti in sala.

1943: l’eccidio di Boves, raccontato da Chiara Genisio

 Lunedì 19 ottobre, alle ore 18
Maurilio Guasco e l’autrice Chiara Genisio

presentano il volume

Martiri per amore

L’eccidio nazista di Boves

Edizioni Paoline, Milano 2015

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In una fase cruciale della seconda guerra mondiale, quella immediatamente successiva all’armistizio dell’8 settembre 1943, Boves, cittadina a pochi chilometri da Cuneo, è teatro della prima rappresaglia nazista in Italia. Chiara Genisio racconta, in Martiri per amore. L’eccidio nazista di Boves, lo svolgersi di quei giorni e in particolare la storia di don Giuseppe Bernardi e don Mario Ghibaudo, il parroco e il suo vice, di cui nel 2013 è iniziato l’iter per la beatificazione. Il 19 settembre due soldati tedeschi vengono fatti prigionieri dai partigiani. Il maggiore Peiper, capo delle SS, coinvolge il parroco, don Giuseppe Bernardi, e l’imprenditore Antonio Vassallo, in una trattativa per ottenerne la liberazione. La mediazione va a buon fine, ma i tedeschi mettono in atto comunque una rappresaglia: il paese viene incendiato, don Bernardi e Vassallo sono trucidati e il viceparroco don Mario Ghibaudo ucciso a colpi di mitragliatrice mentre aiuta i compaesani a fuggire. Oggi Boves è sede di una «Scuola di Pace», la prima sorta in Italia, per trasformare la tragedia del 19 settembre 1943 in forza che redime. Nel 2014 a suggellare questo impegno, alcuni esponenti della comunità parrocchiale di Boves hanno incontrato dei rappresentanti della comunità di Schondorf, il paese della Baviera dove è sepolto Peiper, il boia impunito morto misteriosamente in Francia negli anni ’70 dove era riparato dopo essere sfuggito alla giustizia, «per costruire ponti di amicizia e solidarietà proprio là dove la storia sembrava aver ravvisato fratture insuperabili». Scrive don Bruno Mondino, l’attuale parroco di Boves, nella postfazione: “Raccontare la vita di due preti morti più di settant’anni fa, è il compito che si è assunta Chiara Genisio. È una storia coinvolgente, resa bene dall’autrice. Una domanda, tuttavia, può emergere: ha ancora significato per noi questo raccontare? Questa domanda è ben presente nel testo e l’autrice fa emergere dalla storia stessa tanti elementi per la risposta”.

Maurilio Guasco, professore emerito di Storia del pensiero politico contemporaneo dell’Università del Piemonte Orientale. Presidente della giuria del premio Acqui Storia. Autore di numerose pubblicazioni di storia politica-religiosa tra cui Carità e giustizia. Don Luigi Di Liegro 1928-1997 (Il Mulino).

Chiara Genisiotorinese, giornalista, è direttore dell’Agenzia Giornali diocesani del Piemonte. Collaboratrice del quotidiano “Avvenire”, con le Paoline ha già pubblicato, Un prete ribelle. La storia di padre Carmelo Di Giovanni.

Tempi beati. Arrigo Frusta – la mostra

In collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e il Consiglio regionale del Piemonte, il Centro Studi Piemontesi allestisce la mostra

Tempi beati.  Arrigo Frusta (1875-1965)

Dagli anni della bohème di fine Ottocento e dalla stagione d’oro della Hollywood sul Po ai “Brandé”

 

L’inaugurazione è mercoledì 14 ottobre alle 17
alla Biblioteca della Regione Piemonte
in via Confienza 14 a Torino

Orari mostra: dal 14 ottobre al 20 novembre 2015; ingresso libero  dal lunedì al venerdì 9-13 / 14-16; il mercoledì orario prolungato fino alle 18

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La mostra è accompagnata da un ciclo di conferenze: mercoledì 14 ottobre alle 17, i curatori della mostra, Silvio Alovisio, Claudia Gianetto, Carla Ceresa, Albina Malerba, intervengono su

Tempi beati. Arrigo Frusta (1875-1965). Dagli anni della bohème di fine Ottocento e dalla stagione d’oro della Hollywood sul Po ai “Brandé”

 

Scarica QUI il programma completo delle conferenze e l’invito all’inaugurazione

 

Visite guidate al Polo Reale di Torino

Nel corso del mese di ottobre il Polo Reale di Torino propone tre cicli di visite guidate tematiche, per approfondire la conoscenza dello straordinario patrimonio custodito tra fasti barocchi, testimonianze di collezionismo dinastico e reperti archeologici. La partecipazione non comporta costi ulteriori, ma è compresa nel biglietto di ingresso.

I percorsi di Palazzo Reale, Armeria Reale Galleria Sabauda accolgono il pubblico Alla scoperta del Polo Reale: una serie di visite guidate attraverso le figure dei più importanti protagonisti che hanno vissuto e lavorato in questi ambienti, mettendo in luce gli interventi di rinnovamento stilistico eseguiti dagli artisti di corte, le scelte di Casa Savoia, le peculiarità di tecniche e apparati decorativi.

Palazzo Reale propone inoltre Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo, un itinerario tra devozione religiosa, committenza artistica e celebrazione dinastica che si snoda attraverso gli spazi adiacenti al Duomo, con l’opportunità di ammirare ambienti solitamente non aperti, quali la Galleria della Sindone, quella delle Battaglie, le Tribune Reali e la Cappella Regia.

Il Museo di Antichità offre invece un’occasione per scoprire il modo in cui si organizza la sezione di un museo con Prove di allestimento: le Collezioni cipriote del Museo di Antichità, permettendo al pubblico di confrontarsi con archeologi, commentare proposte e avanzare suggerimenti.

 CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI

Martedì 13 ottobre 2015:

dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

Mercoledì 14 ottobre 2015:

 dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

ore 11 Alla ricerca di antichi tesori: i primi scavi a Cipro a cura di Sara Lassa (Museo di Antichità)

Giovedì 15 ottobre 2015:

dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

ore10.30 «Una falcata spada infra le tante». Le collezioni dell’Armeria Reale a cura di Maria Giuseppina Romagnoli (Armeria Reale)

ore 11 Alla ricerca di antichi tesori: i primi scavi a Cipro a cura di Sara Lassa (Museo di Antichità)

ore 14.30 Le varie facce del ritratto tra Palazzo Reale Armeria Reale a cura di Valerio Mosso (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 15.30 Il collezionismo dinastico a cura di Alessandro Uccelli (Galleria Sabauda)

ore16.30 «Una falcata spada infra le tante». Le collezioni dell’Armeria Reale a cura di Maria Giuseppina Romagnoli (Armeria Reale)

Venerdì 16 OTTOBRE 2015:

ore10.30 Legno, oro smalti: le tecniche artistiche nei capolavori della Galleria Sabauda a cura di Anna Moretti (Galleria Sabauda)

ore11.30 Ilpiacere della luce: il Palazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali, storia tecnologia a cura di Barbara Improta (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore12.30 Il nuovo allestimento della Galleria Sabauda: come cambia un museo moderno a cura di Sara Comoglio (Galleria Sabauda)

ore15.30 Il piacere della luce: il Palazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali, storia tecnologia a cura di Erik Costamagna (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore16.30 Il nuovo allestimento della Galleria Sabauda: come cambia unmuseo moderno a cura di Sara Comoglio (Galleria Sabauda)

ore 17.30 Dagli antichi  templi di Cipro:  statue di dei e sacerdoti  a cura di Federica Pepi (Museo di Antichità)

SABATO 17 OTTOBRE 2015:

10,30 e 12,30 Il piacere della luce: iPalazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali, storia tecnologia a cura di Barbara Improta (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore15.30 «Sullo scudo divino sono effigiate molte storie». Il mito in Armeria Reale a cura di Fabio Uliana (Armeria Reale)

ore16.30 Il nuovo allestimento della Galleria Sabauda: come cambia unmuseo moderno a cura di Sara Comoglio (Galleria Sabauda)

ore 17.30 Splendenti dettagli:  ornamenti e gioielli dell’antica Cipro a cura di Daniela Speranza (Museo di Antichità)

Martedì  20 OTTOBRE 2015:  

 dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

Mercoledì 21 OTTOBRE 2015:

dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

ore 17.30 Tra uomini e dei: oggetti per il culto dalle collezioni cipriote a cura di Patrizia Petitti (Museo di Antichità)

Giovedì 22 OTTOBRE 2015:

dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

ore10.30 «Sullo scudo divino sono effigiate molte storie». Il mito in Armeria Reale a cura di Fabio Uliana (Armeria Reale)

ore 11 Dall’olio la luce: le lucerne dell’antica Cipro a cura di Alessia Monticone (Museo di Antichità)

11.30 Tra mito realtà: dei ed eroi alla corte sabauda tra Seicento Settecento a cura di Serena Manfredi (Galleria Sabauda)

ore12.30 Architettare il potere. La progettazione degli spazi servizio della dinastia sabauda attraverso segni effimeri duraturi a cura di Stefania Manassero (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 15.30 Le varie facce del ritratto tra Palazzo Reale Armeria Reale a cura di Valerio Mosso (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 16.30 Il collezionismo dinastico a cura di Alessandro Uccelli (Galleria Sabauda)

Venerdì  23 OTTOBRE 2015:

ore10.30 Legno, oro smalti: le tecniche artistiche nei capolavori della Galleria Sa bauda a cura di Anna Moretti (Galleria Sabauda)

ore11.30 Il piacere della luce: il Palazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali, storia tecnologia a cura di Erik Costamagna (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 15.30 Da celebrazione del potere a musei. Gli spazi dell’Appartamento di Rappresentanza e dell’Armeria Reale a cura di Silvia Blanchietti (Palazzo Reale-Armeria Reale)

16.30 Il nuovo allestimento della Galleria Sabauda: come cambia un museo moderno a cura di Sara Comoglio (Galleria Sabauda)

ore 17.30 Pietre traslucide: i vasi in alabastro delle collezioni cipriote a cura Paola Greppi (Museo di Antichità)

sabato 24 OTTOBRE 2015:

ore 17.30 Pietre traslucide: i vasi in alabastro delle collezioni cipriote a cura Paola Greppi (Museo di Antichità)

Mercoledì 28 OTTOBRE 2015:

ore 17.30 Fragranze divine: vasi per profumi  dall’isola di Afrodite a cura di Patrizia Petitti (Museo di Antichità)

Giovedì 29 OTTOBRE 2015:

ore10.30 Il piacere della luce: il Palazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali,storia tecnologia a cura di Barbara Improta (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 11 Splendenti dettagli:  ornamenti e gioielli dell’antica Cipro a cura di Daniela Speranza (Museo di Antichità)

ore11.30 Legno,oroesmalti:letecnicheartisticheneicapolavoridellaGalleriaSabauda a cura di Anna Moretti (Galleria Sabauda)

ore15.30 Le varie facce del ritratto tra Palazzo Reale Armeria Reale a cura di Valerio Mosso (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore16.30 Il collezionismo dinastico a cura di Alessandro Uccelli (Galleria Sabauda)

Venerdì 30 OTTOBRE 2015:

ore9.30 «Sullo scudo divino sono effigiate molte storie». Il mito in Armeria Reale a cura di Fabio Uliana (Armeria Reale)

ore10.30 Tra mito realtà: dei ed eroi alla corte sabauda tra Seicento Settecento a cura di Serena Manfredi (Galleria Sabauda)

ore11.30 «Sullo scudo divino sono effigiate molte storie». Il mito in Armeria Reale a cura di Fabio Uliana (Armeria Reale)

ore 12.30 Tra mito realtà: dei ed eroi alla corte sabauda tra Seicento e Settecento a cura d iSerena Manfredi (Galleria Sabauda)

ore 15.30 Da celebrazione del potere a musei. Gli spazi dell’Appartamento di Rappresentanza e dell’Armeria Realea cura di Silvia Blanchietti (Palazzo Reale-Armeria Reale)

 ore16,30 «Una falcata spada infra le tante». Le collezioni dell’Armeria Reale a cura di Maria Giuseppina Romagnoli (Armeria Reale)

ore 17.30 Dagli antichi  templi di Cipro:  statue di dei e sacerdoti  a cura di Federica Pepi (Museo di Antichità)

sabato 31 OTTOBRE2015:

ore 17.30 Dall’olio la luce: le lucerne dell’antica Cipro a cura di Alessia Monticone (Museo di Antichità)

 Info: Biglietteria presso Palazzo Reale – piazzetta Reale, 1; orario 8.30-18.

Tariffe: il costo delle visite è compreso nel biglietto di ingresso;biglietto intero € 12,00; ridotto € 6,00; in vigore riduzioni e gratuità di legge.

La durata di ogni visita è di circa un’ora; le partenze dei gruppi per le visite guidate avvengono presso i musei interessati, per tutte le informazioni rivolgersi al personale di biglietteria.

Contatti: per i cicli Alla scoperta del Polo Reale e Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo

tel. 0114361455, e-mail pr-to.reale@beniculturali.it;

per il ciclo Prove di allestimento: le Collezioni cipriote del Museo di Antichità

tel. 011 5212251; e-mail sar-pie.museoantichita@beniculturali.it

 

Un’infanzia di guerra per Tilde Giani Gallino

Lunedì 12 ottobre, alle ore 18

incontro con la scrittrice

 Tilde Giani Gallino

 che dialogherà con Albina Malerba e con il pubblico

sul suo libro

Non avevo sei anni ed ero già in guerra

 pubblicato da Einaudi

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“Il libro presenta in uno stile insolito, a volte scanzonato e ironico, a volte dolente e accorato, un periodo di undici anni, dal 1934 al 1945, durante il quale il fascismo e la Seconda guerra mondiale hanno imperversato in Italia, sull’esistenza dei singoli e delle famiglie. Il racconto si svolge come “un romanzo di formazione” o Bildungsroman, e narra – in prima persona – emozioni e sentimenti, eventi imprevedibili, e una storia di vita dall’infanzia alla preadoloscenza….”[dall’Introduzione dell’autrice]

Una infanzia dorata è interrotta a causa della guerra. È il 1940. Subito incominciano i bombardamenti su Torino e le città del nord. Inizia così una nuova vita per la protagonista, allora bambina, costretta a fuggire da un mondo cittadino ricco di interessi per sfollare in un ambiente rurale. Nell’estate del 1943 è a Trana dove l’esercito tedesco sta per fucilare per rappresaglia una persona alla quale è molto affezionata, e lei stessa implora il comandante tedesco di non ucciderla. Nessuno verrà fucilato, ma lei e i suoi genitori sono presi in ostaggio. Nel 1945 la Wehrmacht in rotta occupa la sua casa di sfollata. A guerra finita tornerà in città. Ma solo per assistere alla morte delle due persone che ama di più. E il suo “Ragnarök”, la morte dei suoi dèi, dopo un “gelido inverno durato tre anni”. Troverà un rilevante sostegno negli scrittori del “secolo d’oro della letteratura russa”: veri maestri di vita.

Tilde Giani Gallino, torinese, è stata ordinario di Psicologia dello Sviluppo nell’Università di Torino. Ha pubblicato numerosi libri e saggi scientifici sui processi cognitivi e socioemotivi e sull’immaginario, nell’infanzia e negli adulti. Collabora con «la Repubblica», «La Stampa», «il Corriere della Sera» e «Psicologia contemporanea».

L’Officina della scrittura dell’Aurora

Le Lectiones Renzo Gandolfo – Pagine dal Territorio si aprono

giovedì 8 ottobre alle ore 18

con Cesare VeronaPresidente e Amministratore delegato dell’Aurora, che racconterà

L’Officina della Scrittura dell’Aurora: una storia torinese proiettata nel mondo

 

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L’ Officina della Scrittura e del Segno è un progetto  realizzato dalla famiglia Verona e portato a compimento grazie al contributo di Aurea Signa , l’associazione culturale nata nel 2004 per  volontà di Cesare Verona con lo scopo di perpetuare il sapere e l’arte del leggere e dello scrivere. Il progetto nasce anche per rispondere all’esigenza di recupero della memoria storica  e si pone come finalità la diffusione della cultura della scrittura, del segno e del mondo che ruota attorno  grazie ad un percorso espositivo che attraversa quasi un secolo di storia. Un recupero della memoria attraverso il perpetuare del sapere, un’opportunità di sussidiarietà per la popolazione. L’Officina della Scrittura raccoglie un suggestivo percorso di strumenti scrittori, affiches pubblicitarie, antichi macchinari, attrezzi necessari alla creazione e alla manifattura di strumenti di scrittura e alcuni modelli di macchine da scrivere dalla fine dell’800 ai giorni nostri: tutto quello che può essere riconducibile al segno dell’uomo nel tempo.

Cesare Verona è Presidente e Amministratore Delegato di Aurora, la più antica Fabbrica Italiana di Penne a Serbatoio, fondata a Torino nel 1919 dai suoi antenati. E’, inoltre, Consigliere di Amministrazione della Holding Finanziaria Aurora Uno ed Amministratore Unico di Firma, società acquisita nel 2007 da Aurora. E’ Consigliere di Piccolindustria (Unione Industriale di Torino) e Consigliere di Industrie Varie (Unione Industriale di Torino). Particolarmente coinvolto in progetti culturali, è stato il principale promotore per la costituzione dell’Associazione Aurea Signa, di cui è Vice Presidente. La sua passione per la scrittura e gli strumenti che permettono di lasciare un segno lo accompagnano nel suo impegno per portare a un pubblico sempre più vasto la cultura dello scrivere.

La conferenza si tiene nella sede del Centro Studi Piemontesi, in Via Ottavio Revel 15 a Torino.

L’ingresso è libero, fino ad esaurimento dei posti in sala