E’ uscito il secondo fascicolo 2015 di “Studi Piemontesi”

copertina 2015 2

E’ uscito “Studi Piemontesi”, dicembre 2015, vol. XLIV, fasc. 2, pp. 305-664.

La politica internazionale può essere ansiogena, le condizioni climatiche della terra aleatorie, i mercati finanziari perplessi, ma «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità, edita dal 1972 dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, resta puntuale: così nella pausa natalizia i Soci, gli abbonati, gli appassionati di storia e civiltà del Piemonte, potranno viaggiare tra le pagine del secondo fascicolo 2015.

I saggi storici vertono sopra tutto sull’Ottocento: e l’attualità potrà spingere il lettore a cominciare da quello che scrive Barbara Curli su come il Piemonte fu coinvolto nel progetto del Canale di Suez; per poi fermarsi sul grande progetto italiano, il Risorgimento; troverà il saggio di Jean-Yves Frétigné su Massimo d’Azeglio e l’Oriente; alcuni appunti di d’Azeglio sull’ultimo viaggio di Carlo Alberto sono illustrati da Pierangelo Gentile e Georges Virlogeaux; Giorgio Federico Siboni scrive dell’attività diplomatica di Luigi Bossi fra rivoluzione ed età napoleonica; ancora di diplomazia nella prima metà dell’Ottocento tratta Alessandro Zussini che si occupa dei consoli piemontesi a Beirut.

Il lettore potrà farsi incuriosire da una specie di ossimoro: delle riforme giudiziarie di Carlo Felice, il re che è un po’ l’emblema della Restaurazione scrive Gianluca Smiriglia. Agli stessi decenni sono dedicati il saggio di Davide Arecco su scienza, letteratura e politica nella Restaurazione e quello di Pier Massimo Prosio sulla Beatrice di Tenda di Vincenzo Bellini e il Catello di Binasco di Diodata Saluzzo.

Un tassello per la storia del piemontese di quegli anni si trova in un documento di polizia illustrato da Andrea Bosio. Alla storia della scienza nel Settecento sono dedicati il saggio di Roberto Scoth sulle scienze matematiche nella Sardegna Sabauda e quello di Paolo Cozzo sul prete e medico Giuseppe Ragazzi.

Possono ricreare anche gli occhi con le illustrazioni i saggi di storia dell’arte: Franco Gualano scrive sui pittori della cattedrale di Ivrea; Simonetta Pozzati sui mobili di Palazzo Reale nel 1760; Angela Maisano dello scultore Carlo Marochetti; vertono sull’urbanistica l’intervento di Annalisa Dameri che dà notizia di un atlante di disegni di fortificazioni approntato fra Cinque e Seicento e quello di Luciano Re su un manoscritto (1681) di Donato Rossetti per il porto di Nizza.

La storia economica trova il suo spazio con i saggi di Luciano Frasson sull’associazione di mestiere dei ‘cerari’ fra Sei e Settecento; e di Valentina Lombardo sui Vincent, famiglia di commercianti di Gressoney, fra Sette e Ottocento.

Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia offrono una seconda puntata sull’onomastica piemontese, Patrizia Deabate scrive di Maria Jacobino interprete di Joan of Arc un successo del cinema muto torinese (1913); Deborah Guazzoni della partecipazione torinese al Congresso di educazione fisica di Parigi del 1913.

Tre i ritratti: Alessandro Roccati, Profilo di Silvio Curto; Francesco Malaguzzi, Per un ricordo di Francesco Federico Cerruti; Felice Pozzo, Ricordo di Mario Vugliano.  Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della morte di Nino Costa: Mario Chiesa propone una lettura ravvicinata del capolavoro del poeta torinese, Tempesta, l’opera che lo consacra come erede della tradizione civile della letteratura piemontese.

Come sempre chiudono il numero il «Notiziario bibliografico» e lo spoglio delle riviste: un aggiornamento bibliografico quasi esaustivo nel campo degli studi sul Piemonte.

Vijà di Natale 2015


slorenzo

e Natal l’é Natal

Vijà piemontèisa 2015

Torino, Chiesa di San Lorenzo

domenica 20 dicembre 2015

ore 16 precise

                                                

Enzo Vacca    arpa celtica e voce
Simona Colonna     violoncello e voce
Mario Brusa         attore

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

Scarica QUI i testi della Vijà

 logoCSP

logo regione

Torino e il Monte dei Cappuccini per Voyager

monte

Il programma Voyager (Rai2 – ore 21,15) dedicherà la trasmissione di venerdì 18 dicembre a Torino. Tra i contributi della puntata, l’intervista a Padre Luca Isella sulle vicende della  Bastita e Filippo d’Agliè.

 

Capucinorum in summo montem supra Padi ripam coenobium, Theatrum Sabaudiae, vol I, tav. 30, immagine tratta da  da www.museotorino.it

Piero Cazzola

Ieri, 13 dicembre, nella sua casa di Torino, è mancato il professor  avvocato Piero Cazzola, decano del Comitato Scientifico del Centro Studi Piemontesi, amico buono e generoso, galantuomo d’altri tempi.

Il Santo Rosario sarà recitato oggi,  lunedì 14 dicembre alle ore 18 nella Chiesa di Santa Rita; i funerali saranno celebrati domani 15 dicembre, alle ore 11, sempre nella Chiesa di Santa Rita.

Piero Cazzola è stato docente di lingua e letteratura russa all’Università di Bologna: ha firmato centinaia di studi sui suoi amati scrittori; Collaboratore assiduo, prezioso, attento, disponibile della nostra rivista “Studi Piemontesi”. Tra le edizioni del Centro Studi Piemontesi, che negli ultimi anni è stato “la sua casa”, segnaliamo:

A.V. Suvorov, La corrispondenza dalla Campagna d’Italia (marzo – agosto 1799), traduzione, introduzione e note di Piero Cazzola, 1999;

l’ autobiografia,  Una vita in 4/5 di secolo, presentazione di Giovanni Tesio, 2004;

Piero Cazzola sessant’anni intorno al pianeta Russia, Atti dell’incontro di studi, Torino 26 maggio 2006, a cura di A. Malerba, premessa di Rosanna Roccia, 2008.

 

Un libro per Natale, dal 12 dicembre

                                            J’angej a vòlo ant l’aria benedìa

      e a rij, tra l’aso e ‘l beu, Gesù Bambin

con la Madòna anginojà davsin

                Nino Costa (1886-1945)   

 

                                                                   

Sabato 12 dicembre, dalle ore 11 alle 13

inaugurazione della Mostra

Un libro per Natale

Tradizionale esposizione, in sede, dei libri pubblicati dal Centro Studi Piemontesi e di altre edizioni proposte a prezzi natalizi
Nell’occasione, solo per il 12 dicembre, saranno eccezionalmente esposte al pubblico alcune rarissime edizioni della Biblioteca Storica, di cui è in corso la catalogazione nel Servizio Bibliotecario Nazionale

✯  ✯  ✯

La mostra proseguirà fino al 22 dicembre

Sabato 12 dicembre apertura fino alle ore 18                       Sabato 19 dicembre apertura orario continuato 10-18     Domenica chiuso

 

12

 

Giuseppe Govone a Isola d’Asti

martedì 8 dicembre alle  ore 15,00

presso il Centro Congressi di Isola d’Asti – Via Repergo, 45

presentazione del libro di

Franco Contaretti

 

Al servizio dello Stato

Giuseppe Govone (1825-1872)

Prefazione di Rosanna Roccia

Torino, centro Studi Piemontesi, 2015

Saluti di:

Fabrizio Pace, Sindaco di Isola d’Asti

Albina Malerba, Direttore Centro Studi Piemontesi

Intervento di: Franco Contaretti, Autore del Libro

Coordinatore e Moderatore: Prof. Erildo Ferro

govone

Breve, intensa, povera di routine e ricca di azione, sempre segnata da lampi di intelligenza e di intuito. Così si potrebbe definire la vita di Giuseppe Govone (Isola d’Asti, 1825 – Alba, 1872). Dal 1848 al 1870, gli eventi centrali del Risorgimento, tutti vissuti in prima fila, talvolta in posizioni tanto innovative da essere largamente incomprese, come nel caso della fondazione e guida dei primi servizi segreti militari. Oppure improvvisamente rivelatisi strategiche, addirittura in grado di modificare il corso degli eventi che poi la storia ci avrebbe consegnato, come nella fatale giornata di Custoza del 1866. Nei primi anni ’50 proiettato nel lontano teatro danubiano e poi in Crimea, si rivela capace di coniugare la freddezza dello stratega con l’entusiasmo spericolato dell’uomo d’azione, partecipando alla tanto romanticamente mitizzata carica dei 600 di Balaklava. Dopo l’unificazione, schierato sul difficile e logorante fronte del brigantaggio meridionale, ne fornirà un’interpretazione capace di coglierne i tratti salienti.

Divenuto ministro con Giovanni Lanza e Quintino Sella, Govone predispone i piani militari per la conquista di Roma nel fatidico settembre 1870, ma dovrà rinunciare a condurli a termine, vittima di una terribile depressione che lo porterà di lì a due anni ad una prematura morte suicida, in circostanze mai completamente chiarite.

La precoce uscita dall’agone politico e militare in età ancora giovane, ne segnerà il rapido oblio nella memoria collettiva e più tardi l’incomprensione in ricostruzioni storiografiche frettolose o ideologiche, incapaci di cogliere le molte sfaccettature del personaggio. A riscattare Giuseppe Govone da un destino immeritato, è giunta l’appassionata e attenta biografia di Franco Contaretti che, attraverso l’attento esame di documenti inediti, propone in questo volume (di cui una prima edizione è stata pubblicata dall’Arciere nel 2008) un ritratto efficace ed esauriente del soldato albese.