L’eloquenza secondo Adriano Pennacini

Lunedì 30 maggio, ore 18.00

 in sede

Adriano Pennacini

Professore Emerito dell’Università di Torino

dialoga con Giovanni Tesio

intorno alla sua opera

Discorsi eloquenti da Ulisse ad Obama ed oltre con una giunta fino a papa Francesco

Edizioni dell’Orso, Alessandria 2015

penna

“Ecco un’opera che è la summa di una vita, sia scientifica, sia didattica. Perché qui si congiungono i due poli di un’attività di studio, che diventa professione, e professione che diventa lavoro appassionato. Vale a dire la ricerca di un grecista e latinista come Adriano Pennacini, docente (emerito) dell’Università di Torino e autore – tra le tante pubblicazioni – di una ponderosa Storia della letteratura latina pubblicata con Franco Gianotti da Loescher…[…]il grande corpus di exempla qui raccolti, da Omero a Obama a papa Francesco, passando per Sofocle, Erodoto, Tucidide, Pericle, Lisia, Isocrate, Demostene, Catone il Vecchio, Cicerone, Cesare, Sallustio, Virgilio, Livio, Plinio il Giovane, Tacito, Iordanes (forse un goto), un prete (forse ariano e poi cattolico e infine vescovo), che visse nel VI sec. Ma poi, ancora, Alcuino, Dante (una vera e propria lectura Dantis la preghiera di San Bernardo alla Vergine nell’ultimo del Paradiso), Boccaccio, Machiavelli, Bonaparte, Foscolo, Cattaneo, Cavour, Charles d’Aviernoz (deputato al Parlamento Subalpino: curioso perché Pennacini adotta nel caso l’espressione “spending rewiew” per designare il budget corrente di un Paese di cui d’Aviernoz, nella seduta del 29 aprile 1852, parla difendendo la sua “sabaudità”, ma non la sua “italianità”). E ancora: Vittorio Emanuele II, Garibaldi, Carducci, Lenin, Mussolini, Einaudi (Luigi), Pertini, Giovanni Paolo II, Rabin, Berlusconi, Obama, Benedetto XVI, Matteo Renzi, Beppe Grillo, Papa Francesco. E basti il semplice elenco a dire la ricchezza e la varietà del pescato tra prosa e poesia,tra oratoria e letteratura: una modalità che scavalca le barriere e fa parlare i secoli tra loro”. [Dalla recensione di Giovanni Tesio in corso di pubblicazione in “Studi Piemontesi”, XLV, 1 (2016)]