Il CSP al 30° Salone del Libro di Torino

Da giovedì 18 a lunedì 22 maggio 2017
il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

vi aspetta al

30° Salone Internazionale del Libro Torino

Lingotto Fiere via Nizza 294 – Torino

Padiglione 2 – Stand L 01

 

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis ha partecipato con un suo stand fin dalla prima edizione del Salone Internazionale del Libro Torino, e sarà presente anche quest’anno al Padiglione 2 – Stand L01.  Per festeggiare i suoi 30 anni di presenza ininterrotta al Salone, il Centro Studi Piemontesi ha realizzato un nuovo segnalibro anamorfico, appositamente creato dall’artista Daniela Rissone. L’oggetto disegnato in anamorfosi piana è “un solido stellato, con piramidi a base pentagonale […]. Nel 1960 è costruito in acciaio nelle officine della Snos di Savigliano, pesa oltre 200 kg è largo più di 2 metri…fa parte di un monumento simbolo di Torino”: una piccola astronave di carta che si aggirerà per il Salone del Lingotto. Per scoprirla vi aspettiamo al nostro Stand al Salone del Libro

 

Il Centro Studi Piemontesi aderisce all’iniziativa della Regione Piemonte e della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura Buono da leggere

Il Centro Studi Piemontesi è presente anche nello spazio degli Istituti Culturali del Piemonte al Pad. 3 Stand S129 T130

 

E organizza ogni giorno una presentazione:

Giovedì 18 maggio ore 17 

Spazio Istituti Culturali  Pad. 3 –  Stand  S129 T130

Presentazione del libro

Una storia oscurata. Piemonte 1813-1821

di Alberico Lo Faso di Serradifalco

Intervengono con l’autore Gustavo Mola di   Nomaglio e Roberto Sandri Giachino

 

Venerdì 19 maggio ore 11.30 

Spazio Istituti Culturali  Pad. 3 –  Stand  S129 T130

 

 “Studi Piemontesi”  rivista interdisciplinare da oltre 45 anni ambasciatrice della cultura  del Piemonte e degli antichi Stati sabaudi nel mondo

Intervengono: il direttore scientifico Rosanna Roccia, il direttore responsabile Albina Malerba, Collaboratori e membri del Comitato Scientifico

 

Sabato 20 maggio ore 10.30 

Spazio Istituti Culturali  Pad. 3 – Stand  S129 T130

Presentazione del catalogo della mostra

Piemonte Bonnes Nouvelles Testimonianze di storia sabauda nei fondi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino nel 600° anniversario del Ducato di Savoia      a cura di Franca Porticelli, Andrea Merlotti, Gustavo Mola di Nomaglio

Edito dal Centro Studi Piemontesi in collaborazione con il Consiglio   regionale del Piemonte, la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e l’ABNUT (Amici della Biblioteca Nazionale Universitaria Torino).

Intervengono con i curatori, Albina Malerba, direttore del Centro Studi Piemontesi e  Franco Cravarezza, Presidente ABNUT

                                                                                                                                      

Domenica 21 maggio ore 11.30       

Sala Argento, Padiglione 3

 

Presentazione del libro

Gipsoteche in penombra. Il patrimonio piemontese

a cura di Centro Studi Piemontesi e Regione Piemonte

Intervengono Walter Canavesio, Gianluca KannèsEugenio Pintore, Beatrice Zanelli

Modera Albina Malerba

 Il volume pubblica i risultati della giornata di studi dedicata alle Gipsoteche in penombra (tenutasi a Torino il 18 ottobre 2013), che ha posto in primo piano l’identificazione e l’esplorazione delle raccolte di sculture in gesso nell’area piemontese

 

  Lunedì 22  maggio ore 15 

Spazio Istituti Culturali  Pad. 3 – Stand  S129 T130

 

Presentazione del libro

Universa Botanices. Giovanni Bartolomeo Caccia (1695-1746).  Primo direttore dell’Orto Botanico dell’Università di Torino

con gli autori Rosanna Caramiello e Pierangelo Lomagno

 

 

Mostra Salgariana a Villarbasse

Sabato 20 maggio alle ore 16

alla Biblioteca “Luciano Tamburini” di Villarbasse 

inaugurazione della mostra fotografica Cascina Simonetto. Luoghi e persone nella Storia

e presentazione del libro La casa ritrovata. Storia e storie della Cascina Simonetto di Villarbasse. Con l’autrice, Marinella Grosa, intervengono Eugenio Aghemo, Virginia Brayda Gozzi, Bruno Ferrero, Monica Gallo. Letture di Laura Riviera.

Nell’occasione verrà inaugurata una mostra salgariana dedicata a Luciano Tamburini, a cura di Virginia Gozzi Brayda. In esposizione anche una decina di volumi dal Fondo Luciano Tamburini della Biblioteca del Centro Piemontesi.

Le due mostre resteranno aperte fino al 25 giugno.                   Biblioteca “Luciano Tamburini”, Via F.lli Vitrani 9, Villarbasse

 

Torino e la sua provincia nel Settecento

Per il ciclo di conferenze sulle province sabaude di Antico Regime
organizzate dagli Amici dell’Archivio di Stato di Torino,

mercoledì 17 maggio 2017, ore 16,45
sala conferenze dell’Archivio di Stato di Torino (ingresso da piazzetta Mollino 1, accanto al Teatro Regio)

In dialogo con Donatella Balani sul tema

“Torino e la sua provincia nel Settecento. Conoscere per governare: la città capitale e il territorio”
e Visita alle sale dei Regi Archivi alla scoperta di alcuni antichi documenti esposti solo per l’occasione

Torino nel Settecento era la capitale degli stati sabaudi, e dunque sede della corte e delle istituzioni centrali di governo del paese, ma era anche il capoluogo della provincia più popolata e tra le più estese del Piemonte.
Tra la metà del Seicento e la seconda metà del Settecento Torino era cresciuta in dimensioni, popolazione e importanza, diventando la degna sede di una monarchia che voleva contare sempre di più in Europa. La crescita di Torino era avvenuta sfruttando le risorse materiali e umane fornite anzitutto dal territorio provinciale, che era stato profondamente trasformato dalle esigenze politiche, economiche e rappresentative della dinastia.
Intorno alla città murata e ai suoi borghi si estendeva il contado, amministrato della municipalità. Sulla collina di Torino erano sorte le vigne e le case di villeggiatura dei torinesi nobili e ricchi. Nel restante territorio prevalevano le comunità con meno di mille anime ed i villaggi. Intorno alla città i Savoia avevano fatto costruire fastose dimore, per la caccia e le feste della famiglia ducale e della corte, emulando il prestigio le famiglie regnanti d’Europa. Le residenze extraurbane erano anche centri di produzione di derrate alimentari e di manufatti, che affluivano alla città attraverso una rete di strade che solcavano a raggiera la campagna torinese.
Torino aveva soffocato il Piemonte? Certamente il rapido sviluppo della città era stato in larga misura determinato da una massiccia immigrazione a corto e a medio raggio, definitiva o stagionale, che aveva impoverito altri centri cittadini, privandoli del fior fiore della nobiltà e di un attivo ceto medio, fatto di professionisti, mercanti, artigiani; ma l’attrazione esercitata dalla capitale avrebbe anche avuto ricadute positive sulla folla di uomini e donne provenienti dalle montagne e dalle aree rurali, che avrebbero trovato a Torino opportunità di lavoro e di promozione sociale.