Presentazione Gipsoteche in penombra a Bistagno

 

Nell’ambito  delle celebrazioni monteverdiane organizzate dalla Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno per un fine settimana ricco di cultura:

Sabato 8 luglio alle ore 15,30
presentazione del volume Gipsoteche in penombra
edito dal Centro Studi Piemontesi
Saranno presenti, oltre  ai curatori Walter Canavesio e Gianluca Kannes, Beatrice Zanelli di ARTECO e Albina Malerba del Centro Studi Piemontesi

Seguirà la presentazione del nuovo apparato didattico della Gipsoteca dedicato alle tecniche scultoree tradizionali: Il percorso del fare (Sala Conferenze della Gipsoteca Monteverde di Bistagno)

scarica l’invito 

La Gipsoteca Giulio Monteverde è a Bistagno (AL), in corso Carlo Testa 3 – tel. 014479301

Il volume  Gipsoteche in Piemonte raccoglie gli atti della giornata di studi, organizzata dalla Regione Piemonte in collaborazione con l’Associazione
culturale ARTECO, che si tenne a Torino presso l’Accademia Albertina di Belle Arti il 18 ottobre del 2013 e fu dedicata alla
riscoperta delle raccolte di gessi provenienti da studi e laboratori di artisti piemontesi od operanti in Piemonte tra Otto e Novecento.
Sotto analisi, in particolare, alcune raccolte che si possono considerare “in penombra” perché non musealizzate o ancora in mano privata, senza tuttavia dimenticare quelle realtà che, come la Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno, appunto, hanno ormai un
allestimento e una gestione museale: come sottolinea infatti il curatore Walter Canavesio nel capitolo introduttivo, “il solo fatto di essere istituzioni riconosciute e frequentate, non esime queste realtà dall’avere ognuna specifiche problematicità e dall’essere, come tutte le realtà museali, soprattutto se molto specialistiche, continuamente in balia di difficoltà gestionali, allargate anche agli aspetti conservativi”. Il volume presenta esempi di varia natura, consistenza e destino: una finestra su un patrimonio culturale complesso e affascinante, meritevole di attenzione e dialogo tra
istituzioni del territorio.

Nel programma della manifestazione:

 Venerdì 7 luglio ore 21 proiezione del documentario The genius of a place – L’anima di un luogo di Sarah Marder

Domenica 9 luglio ore 16-19 visita alla mostra itinerante Monteverde. I will not die entirely attualmente allestita presso il Museo d’Arte Sacra di San Francesco a Cassine

Antiche dimore e giardini a Dronero

Nell’ambito delle manifestazioni per “Dronero un borgo ritrovato

venerdì 23 giugno alle 17,30

a Palazzo Savio, Dronero

presentazione del libro

Antiche dimore e giardini a Dronero

a cura di Federico Fontana, Luca Giacomini, Renata Lodari

edito dal Centro Studi Piemontesi

in collaborazione con Dronero Cult

Con i curatori del volume, intervengono

Gustavo Mola di Nomaglio e Albina Malerba

scarica l’invito

scarica il programma di Dronero un borgo ritrovato

 

Visita alla mostra “Dalle Regge d’Italia” a Venaria

Martedì 27  giugno, ore 15

La Venaria Reale, visita alla mostra

Dalle Regge d’Italia

Tesori e simboli della regalità sabauda

Ci guideranno i curatori della mostra Andrea Merlotti Silvia Ghisotti

Ingresso ridotto € 10, gratuito per i possessori di Abbonamento Musei

Appuntamento davanti alle biglietterie in via Mensa

E’ necessario dare la propria adesione entro il 23 giugno a:

011/537486 – info@studipiemontesi.it

Recital per Luis Valsoan, “Fior dël pavé”

Giovedì 22 giugno 2017 ore 18

recital intorno al libro

Fior dël pavé

di Luis Valsoan (1862-1906)

poeta-operaio in lingua piemontese

con

Sergio Donna, Sergio Notario, Giuseppe Novajra

In collaborazione con l’Associazione Monginevro Cultura

 

Fior dël Pavé ‘d Luis Valsoan (1862-1906), con la prefazione di Tavo Burat, è un agile volumetto di poesie, una plaquette, stampata in occasione dei primi cento anni dalla morte dell’autore. Il recital, che chiude gli incontri in sede, è ispirato proprio alle poesie in piemontese contenute in questa raccolta.   Sergio Notario ha scritto il copione di un recital dedicato a Luis Valsoan poeta operaio nato a Pont Canavese nel 1862 da genitori montanari e morto precocemente a Torino (nel 1906). In collaborazione con lo chansonnier Beppe Novajra (direttore artistico dell’Associazione Monginevro Cultura), Notario ha ricomposto la vita del poeta operaio, la cui opera, come ricordava Tavo Burat, potrebbe essere definita “un crij d’arvira libertaria”, cioè un grido di rivolta libertaria, per riscattare le faticose condizioni di lavoro delle “filandere” delle manifatture di tessuti e filati di cotone, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Dopo un percorso di emigrazione in Svizzera e in Belgio, verso la fine dell’Ottocento, Valsoan ritorna nella sua Pont, e diventa un operaio delle Manifactures Royales d’Annecy e Pont, poi assorbite dal cotonificio Mazzonis di Torino.

A Marchierù la presentazione del libro su Maria Filippi di Baldissero

Domenica 18 giugno, alle ore 16

al Castello di Marchierù (Villafranca Piemonte)

presentazione del libro di Paola Prunas Tola Filippi di Baldissero
Mi ha cercato un fantasma

Memorie di Maria Filippi di Baldissero nata Canera di Salasco, Prima Dama di Maria Teresa di Toscana, principessa di Carignano

Intervengono Marina Bordese, Gustavo Mola di Nomaglio, Antonio Stango

 

 

R.S.V.P.   011/9807107 – info@comune.villafrancapiemonte.to.it


                  

Il Sacro Monte di Varallo nelle guide d’epoca

Giovedì 15 giugno 2017 ore 18

Gianpaolo Garavaglia

in dialogo con

Casimiro Debiaggi e Guido Gentile

presenta il suo libro

Mons in quo beneplacitum est Deo habitare in eo

Bibliografia del Sacro Monte di Varallo

Amministrazione Vescovile Sacro Monte di Varallo

 

Il volume è il risultato di un lungo lavoro di ricerca, riscoperta e catalogazione sistematica di tutte le guide reperibili sul Sacro Monte di Varallo. Non è un lavoro erudito e arido, riservato ad una stretta cerchia di studiosi e di appassionati ma una vera e propria sorpresa, la testimonianza di che cosa ha significato nei secoli la Santa Montagna varallese. Le numerose guide censite nel volume sono la dimostrazione dell’interesse, della curiosità che la Nuova Gerusalemme ha suscitato nei secoli per migliaia di persone, dai più umili pellegrini a principi e sovrani, fino ai cultori d’arte degli ultimi secoli. Le guide sono state il veicolo più diretto ed efficace per la diffusione del messaggio evangelico attraverso le descrizioni e le immagini della vita, dei miracoli, della passione di Cristo e sono anche la conferma della diffusione dei pellegrinaggi nei secoli passati.

Oltre ad una testimonianza storica, il volume offre precisi riferimenti agli artisti ed alle opere, architetti, scultori, pittori attivi al Sacro Monte, in una sorta di compendio di storia delle arti figurative nel settentrione dell’Italia dalla fine del Quattrocento all’Ottocento.

 

I Savoia in Valle Gesso

Giovedì 8 giugno 2017 ore 18

 

Paolo Salsotto  Presidente Aree Protette Alpi Marittime

e l’autore Walter Cesana

presentano il  libro

I Savoia in Valle Gesso

Diario dei soggiorni reali e cronistoria del distretto delle Alpi Marittime dal 1855 al 1955

Edizioni Primalpe, con il patrocinio del Centro Studi Piemontesi

Per circa un secolo, tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, la Valle Gesso ospitò nel periodo estivo e, a volte, anche in autunno la famiglia reale. Il testo a cura dello storico Walter Cesana offre, per la prima volta, una ricostruzione cronologica precisa e dettagliata dei soggiorni sabaudi nelle Alpi Marittime. Perché i Savoia scelsero la Valle Gesso per i loro soggiorni? Oltre al re quali altri componenti la famiglia reale, la corte e l’entourage nazionale ed internazionale furono presenti a Sant’Anna di Valdieri e in Valle Gesso? Quando e come si svolgeva il soggiorno reale? Quali erano le attività quotidiane? Qual era il rapporto con la popolazione? Qual era il contesto ambientale naturale e antropico locale? Quale ricaduta ha avuto sul territorio la presenza dei Savoia? Come si chiuse la vicenda della riserva reale, dalla quale nacque il Parco Naturale Alpi Marittime? Quale memoria è rimasta oggi? Walter Cesana, attraverso una vasta pluralità di fonti scritte, orali e fotografiche e, soprattutto, attingendo ad inediti documenti d’archivio, dà una risposta a tutte queste domande. Dalla sua ricerca emerge un quadro circostanziato che, a distanza di oltre settant’anni dalla conclusione dei soggiorni reali, intende fare chiarezza circa eventi fino a oggi poco indagati, salvare la memoria e restituire nuova luce a una vicenda che per un secolo ha visto, con la presenza dei Savoia, passare nella Valle Gesso la storia d’Italia e d’Europa. Introduzione di Gustavo Mola di Nomaglio.