Archivi categoria: Colloqui del lunedì

La stella fra le stelle

Lunedì 4 dicembre ore 18

Daniela Rissone

La STELLA fra le stelle

Story-board sulla stella della Mole Antonelliana

Pubblicazione del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

Daniela Rissone ricostruisce, come in uno story-board, basandosi su immagini inedite e documenti d’archivio, la storia e le vicende delle stelle innalzate sulla sommità della Mole Antonelliana e illustra con disegni, anche digitali, la complessa forma geometrica della stella, da Platone a Leonardo, da Luca Pacioli a J. F. Niceron, fino ad oggi. Sulla Mole Antonelliana sono stati scritti decine di libri ma della stella non si parla mai e le uniche immagini esistenti compaiono solo nei progetti architettonici, in cima alla guglia e con dimensioni di 4 o 5 cm. La stella, invece è un oggetto composito, molto raffinato e, forse, unico. Disegnato nel ‘600 dal Reverendo J. F. Niceron, un frate artista e matematico, le cui vicende toccano anche Torino. Nel convento di Trinità dei Monti, a Roma, da pochi anni, è visibile un suo spettacolare affresco anamorfico di oltre 30 m. di lunghezza.

La STELLA fra le stelle è un libretto piacevole, con solide basi scientifiche, adatto a tutti. Contiene anche una stereoscopia della stella e lo sviluppo del solido, con le spiegazioni per creare in carta, con dimensioni in scala, la stella della Mole che, nella realtà, misura m 2,40 di diametro. Del libro fa parte anche un film inedito realizzato nel 1961, in 16 mm, da Giovanni Borsetti, musicato oggi da Fabrizio Argiolas, sulla Ricostruzione della Guglia della Mole. Inquadrando il QR-Code, pubblicato nel libro, si può visionare la parte della salita della stella in cima alla Mole. Durata quasi 4 minuti.

Pagg. 56, oltre 50 illustrazioni, di cui quasi la metà inedite, un film in 16 mm inedito in QR. € 7.00

Immagine a colori, realizzata con un piccolo telescopio da Bartolomeo Montrucchio; Fotogramma della stella che sale in cima alla guglia tratto dal film “La STELLA … verso il cielo” – 1961

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La biografia di Marianna Fontanella, Beata Maria degli Angeli

mercoledi 29 novembre, ore 17

Con il sostegno della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Auditorium Vivaldi (Piazza Carlo Alberto 3 – Torino)

Presentazione della biografia

Io sarò carmelita

Beata Maria degli Angeli Marianna Fontanella

di Maria Teresa Reineri

Edizioni San Paolo 2017

saluti di

Guglielmo Bartoletti, Direttore Biblioteca Nazionale Universitaria

Franco Cravarezza, Presidente ABNUT

Albina Malerba, Direttore Centro Studi Piemontesi

Con l’Autrice interviene Gustavo Mola di Nomaglio

 

 

Maria Teresa Reineri (l’autrice della fortunatissima biografia di Anna Maria d’Orléans, regina di Sardegna, duchessa di Savoia, di cui è in uscita in questi giorni la seconda edizione), ricostruisce sulla base di approfondite ricerche e documenti originali la vita di Marianna Fontanella, la Beata Maria degli Angeli (1661-1717), intrecciata alle vicende di Casa Savoia. Il libro colma un vuoto nella cultura della città di Torino e restituisce la memoria di questa illustra cittadina e dell’Ordine del Carmelo teresiano. Con una avvincente narrazione consente a tutti di accedere all’esperienza di vita di questa donna, forte e generosa che visse il suo tempo, non meno difficile del nostro, con spirito di discernimento e di carità.

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Architettura e poesia nella vita di Giorgio Raineri

Lunedì 27 novembre, ore 18

conferenza di Luigi Rajneri

Architettura e poesia nei progetti di Giorgio Raineri (1927-2012)

Introduce Gian Savino Pene Vidari

Giorgio Raineri nacque a Torino il 31 luglio 1927 e nel 1949 si laureò in Architettura presso il Politecnico di Torino dove insegnò Composizione architettonica nel 2003/2004. Tra i suoi progetti torinesi si ricordano: la Borsa Valori, con R. Gabetti, A. d’Isola e G. Raineri (1952-1957), il complesso scolastico alle Vallette, con C. Murat, R. Gabetti, A. d’Isola (1959); la Cooperativa agricola di Montalenghe (1962), il Noviziato delle suore di carità (1966), ristrutturazione e allestimento museografico temporaneo al Palazzo Ducale di Urbino (1976);  ristrutturazione dello chalet di Carlo Mollino del Lago Nero a Sauze d’Oulx (1988-2005), con G. Brino; il restauro dell’Archivio di Stato (1983-2006). I suoi progetti sono stati esposti al Centre Pompidou, al Centro de Arte Reina Sofia a Madrid, al Lingotto di Torino, alla Biennale di Venezia, al Guggenheim Museum di New York. Tra le mostre si segnalano Architettura degli anni ’80 in Piemonte (1990); Architettura e urbanistica a Torino 1945/90 (1991). Tra i riconoscimenti: premio Inarch per la Cooperativa agricola di Montalenghe e l’Istituto delle Suore di S. Maria SS. Consolatrice (1962), per il complesso scolastico ‘Le Vallette’ (1964), per il Noviziato delle Suore della Carità (1966); premio del Presidente della Repubblica per l’Architettura (1993). Dal 1993 fu membro dell’Accademia Nazionale di San Luca. Morì a Torino il 12 ottobre 2012.

Il numero 2, 2017, in corso di stampa, della rivista “Studi Piemontesi”, pubblica un ricordo di Lorenzo Mamino, Giorgio Raineri (1927-2012). Disegni e poesie.

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L’Umiltà, un’antica compagnia femminile a Torino

Lunedì 20 novembre ore 18

Pier Paolo Merlin e Franca Varallo

con le curatrici

Anna Cantaluppi e Blythe Alice Raviola

presentano l’opera

L’umiltà e le rose

Storia di una Compagnia femminile a Torino tra età moderna e contemporanea

Fondazione 1563 – Quaderni dell’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo, Leo S. Olschki editore, Firenze

 

Il volume a più voci si sofferma sulla storia della femminile Compagnia dell’Umiltà, attiva a Torino dalla seconda metà del XVI secolo fino agli anni Trenta del XX. Fondata in ambienti vicini alla corte sabauda e alla spiritualità gesuita scelse come patrona santa Elisabetta d’Ungheria, tipico culto dinastico diffuso tra le sovrane del tempo. Annoverò tra le socie le Infante di Savoia, le due Madame Reali Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, principesse del casato e dame di corte ma anche esponenti dell’élite urbana e consorti di confratelli della Compagnia di San Paolo. Attraverso lo scavo di fonti primarie e una ricerca ad ampio spettro prosopografico, il libro indaga sulle vicende storiche, economiche, religiose, storico-artistiche e letterarie che contraddistinsero tale istituzione femminile, rivolta all’assistenza ospedaliera e domiciliare e all’erogazione di doti, e rimasta pressoché incognita. L’apparato iconografico e alcuni saggi ripercorrono le rappresentazioni artistiche e letterarie della figura di Elisabetta d’Ungheria.

Prefazione di Rosaria Cigliano, Presidente Fondazione 1563. Testi di: Anna Cantaluppi, Blythe Alice Raviola, Pierangelo Gentile, Emanuele C. Colombo, Giorgio Uberti, Marcella Maritano, Beatrice Zucca, Davide Tabor, Marzia Giuliani, Paolo Cozzo, Rolando bellini, Melanie Zefferino, Giuseppina Giamportone, Chiara Maria Carpentieri, Simona Santacroce, Luisella Giachino, Luca Bianco, Stefania Tagliaferri. Inserto iconografico a cura di Elisabetta Ballaira.

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La parabola imprenditoriale di Riccardo Gualino

Conferenze

Riccardo Gualino

sul palcoscenico dell’esistenza

Galleria Sabauda (terzo piano)

Musei Reali – Piazzetta Reale 1 – Torino

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

mercoledì 15 novembre 2017 – ore 17,30

Claudio Bermond, Università di Torino

La parabola imprenditoriale  di Riccardo Gualino, 1905–1964

 

scarica la scheda del volume di Claudio Bermond, Riccardo Gualino finanziere e imprenditore. Un protagonista dell’economia italiana del Novecento, Torino, Centro Studi Piemontesi, pp. 271-XXXII, ill., 2017 (terza edizione).

 

 

 

Antiche dimore e giardini a Dronero

Lunedì 13 novembre, ore 18

gli autori

Federico Fontana, Luca Giacomini,  Renata Lodari

con Gustavo Mola di Nomaglio e Matteo Ferrione

presentano il volume

Antiche Dimore e Giardini a Dronero

Edito dal Centro Studi Piemontesi in collaborazione con l’Associazione DroneroCult

La bibliografia esistente sulla città di Dronero e la Val Maira, sulla storia e sull’evoluzione di quel territorio pedemontano tra Saluzzo, Busca, Caraglio e Cuneo è ponderosa e approfondita. In questa spicca l’opera di Giuseppe Manuel di San Giovanni (1810-1886) al quale si devono gli approfonditi studi storici sulla Dronero antica sino al XVII secolo editi tra il 1847 e il 1868 e, più recentemente, le pubblicazioni di Milli Chegai (Dronero. Un borgo rivisitato, 1989) e di Patrizia Chierici (Dronero: la costruzione della città e dell’architettura tra medioevo ed età moderna, 1992) che hanno contribuito a scoprire e interpretare, con puntuali approfondimenti, l’evoluzione urbanistica della città tra XVII e XIX secolo. Antiche dimore e giardini a Dronero edito dal Centro Studi Piemontesi propone una diversa lettura della storia recente di Dronero e si focalizza soprattutto nel periodo tra la fine del XVIII e l’inizio del XX secolo, contestualmente all’evoluzione urbana della città che la porterà ad espandersi oltre le antiche mura medioevali. La pubblicazione, voluta dall’Associazione Dronero Cult e sostenuta dall’Amministrazione Comunale e dalla Compagnia di San Paolo, descrive particolarmente le trasformazioni delle antiche residenze nobiliari dei casati storici di Dronero (Blanchi di Roascio, Manuel di San Giovanni, Ponza di San Martino, Valfrè di Bonzo, De’ Bottini di Sant’Agnese, Voli, Travaglini, Savio, ecc.) per adattarle a villeggiature stagionali. Le dimore descritte sono quasi tutte dotate di giardini che, seppur nelle semplici forme giunte sino ad oggi, documentano efficacemente uno stile e una struttura paesaggistica e compositiva assolutamente simile a quella delle altre antiche dimore piemontesi contemporanee.  Lo studio ha inoltre permesso di scoprire importanti relazioni intellettuali tra i membri di colte famiglie locali e l’opera specialistica di alcuni autorevoli progettisti – tra questi soprattutto Edoardo Arborio Mella (1808-1884) e Giuseppe Roda jr (1866-1951) noti anche a livello nazionale – o di altri personaggi tra i quali spiccano le figure di Alessandro Savio (+1925) e don Giovanni Raviolo (1905-1982) che operarono in Dronero con intenti diversi lasciando comunque tutti qualificati episodi del loro impegno professionale e sociale ed autorevoli esempi di un modus operandi  ancora utile come riferimento per il futuro di questa città.

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Segreti e polemiche della Torre Littoria di Torino

Lunedì 6 novembre ore 18

Elena Gianasso
e l’autore Gian Luca Giani

presentano il libro

L’incanto della Torre

Segreti, splendore e polemiche della costruzione più discussa di Torino

Edizioni Yume, Torino

 

Il libro dedicato alla Torre, detta Littoria, che segna lo skyline della torinese piazza Castello, fa scoprire non pochi segreti, splendori e polemiche di uno dei fabbricati più discussi della città. È il sottotitolo del volume a spiegare la natura delle più di duecento pagine scritte, corredate da illustrazioni in bicromia, dal nipote di uno degli autori del progetto, Armando Melis de Villa (1889-1961). Originario di Iglesias, luogo di ricerca dell’autore, e formato nella scuola di ingegneria torinese, Armando Melis lavora quando l’approccio dei progettisti innovatori, diffuso in Europa dal Movimento Moderno, è ancora accostato a realizzazioni che guardano alla tradizione. Le carte che documentano la sua lunga attività sono ora comprese nel patrimonio del Laboratorio di Storia e Beni culturali del Politecnico di Torino e nel fondo Melis de Villa conservato presso la Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte […] Dell’importante dibattito culturale cittadino di quegli anni, il libro privilegia la lunga vicenda che accompagna la costruzione della Torre Littoria. Fabbricato già più volte studiato, compreso nel piano di risanamento di via Roma, innalzato sul retro di un isolato soggetto alla normativa municipale che imponeva il linguaggio neobarocco verso la nuova via, la torre è collocata, in questo testo, nell’ambiente culturale del periodo tra le due guerre [dalla recensione di Elena Gianasso, pubblicato sul ,1, 2017 di “Studi Piemontesi”].

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Giovanni Tesio e la “Vita dacant e da canté” in 369 sonetti

Lunedì 30 ottobre ore 18

Albina Malerba e l’autore Giovanni Tesio

presentano la raccolta

Vita dacant e da canté

369 sonetti in piemontese

Pubblicati dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

Se la poesia ha obiettivi, gli obiettivi del “canzoniere” di Giovanni Tesio, Vita dacant e da canté, appena edito dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis (pp.XIII-380, prefazione di Pietro Gibellini), sono tre o forse quattro: dare voce a una voce che viene di lontano; dare voce alla vita, che è varia e complessa, intricata ma – specie se vista “dacant”, ossia di lato – degna di canto; dare voce a una “lingua di poesia” – quella piemontese – che non cessa di “dittare” (ossia di urgere dentro e di dentro); e infine dare voce a una resistenza, che è quella di non arrendersi al negativo, che possiamo pur sempre riscontrare nella nostra esistenza.

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Le Valli di Lanzo nel primo Ottocento

Lunedì 23 ottobre ore 18

Piero Gribaudi  e Bruno Guglielmotto-Ravet

presentano le

Lettere sulle Valli di Lanzo

di Luigi Francesetti di Mezzenile

traduzione di Piero Gribaudi

per le edizioni della Società Storica delle Valli di Lanzo

letture di Valentina Duretto

Le Lettres sur les Vallées de Lanzo, il più noto e ricercato libro sulle Valli – edito nel 1823 – è una delle prime opere letterario-turistiche che descrivono un singolo piccolo territorio alpino. Le missive, indirizzate alla contessina Marina Nomis di Pollone (poi Cristiani di Ravarano), sono una fresca e puntuale descrizione del territorio così come si trovava all’inizio dell’Ottocento, offrendone un ritratto in sontuosa semplicità e naturale purezza. L’opera è illustrata da 12 incisioni, veri incunaboli dell’arte litografica introdotta da Felice Festa a Torino nel 1817.

La Società Storica delle Valli di Lanzo presenta ora la prima traduzione in italiano, curata da Piero Gribaudi, raffinato scrittore, editore, bibliofilo. Nella sua nota introduttiva, egli rileva che le lettere del Francesetti «sono quasi la personificazione delle Valli, in quanto ne hanno i pregi essenziali. In anni in cui tanto la montagna quanto il nascente alpinismo cominciavano ad ammantarsi di romanticismo, sono scritte con un realismo, una semplicità, una onestà, una chiarezza, un senso del limite e insieme un’affettività casalinga tali da renderle esse stesse un piccolo capolavoro di quotidianità donata».

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Storia dei Guglielminetti con Maria Chiara Acciarini e Rosanna Roccia

Lunedì 16 ottobre ore 18

Rosanna Roccia

e l’autrice

Maria Chiara Acciarini

presentano il libro

Storia dei Guglielminetti

150 anni di memorie familiari dall’Unità d’Italia alla fine del Novecento

Robin Edizioni, Torino

Appassionata e appassionante è la storia che Maria Chiara Acciarini narra in questo libro intrecciando con perspicacia vicende private e eventi pubblici, imprenditorialità e pedagogia, poesia e politica, scelte di vita e costume. Protagonisti alcuni esponenti di spicco della grande famiglia Guglielminetti originaria della Valle Strona, migrata a Torino a metà Ottocento: uomini e donne che dalla vigilia dell’epopea risorgimentale all’ultimo scorcio del “secol breve” si affermarono in ambiti diversi, affrontando «le sfide della vita con impegno e determinazione». L’Autrice, che, con i documenti reperiti nel corso di accurate e diffuse ricerche, ha dato vita a un vero e proprio archivio di memorie, avverte subito di avere operato «una scelta ragionata» nel focalizzare la propria attenzione su alcuni personaggi piuttosto che su altri. Nel suo racconto dunque alcuni membri della numerosa famiglia (di cui alle pp. 274-275 è opportunamente riportata una «genealogia semplificata» redatta nel 1965, utile a districarsi nel complesso groviglio di nomi che si ripetono e di parentele che si diramano) appaiono in secondo, terzo piano e oltre: comparse mute e sfocate appartenenti a storie che intersecano la Storia. […].

La storia dei Guglielminetti delineata dalla Acciarini si conclude con l’uscita di scena di Andrea, morto nel 1985: altri padri e madri, fratelli e sorelle, cugini e cugine della famiglia sono stati lasciati volutamente nell’ombra. Sappiamo però che tutti, in tempi e con ruoli differenti, hanno concorso a scrivere pagine necessarie alla formazione culturale e politica e allo svolgersi della vita quotidiana dei protagonisti scelti dall’Autrice, cui va un plauso per aver saputo coniugare vicende tanto diverse, unendole le une alle altre mediante il fil rouge dello studio meditato e della memoria [dalla recensione di Rosanna Roccia, pubblicata sul n.1, XLVI, 2017 di “Studi Piemontesi”, pp. 302-304].

Maria Chiara Acciarini: Eletta deputata nel 1996 e senatrice nel 2001, ha ricoperto incarichi in materia di Istruzione pubblica, Beni culturali e Politiche per l’infanzia e dei minori. Ha fatto parte del secondo governo Prodi in qualità di Sottosegretaria alle Politiche per la Famiglia. Attualmente è consigliere dell’Associazione Nazionale ex-Deportati (ANED) e della Fondazione della memoria della Deportazione.

Rosanna Roccia: storica, è Direttore della rivista “Studi Piemontesi”.

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