Archivi categoria: Colloqui del lunedì

Riprendono i Colloqui del Lunedì

Con la conferenza di Lodovico Passerin d’Entrèves e Angelo Conti riprendono il 22 ottobre gli incontri del Centro Studi Piemontesi nella sede rinnovata in Via Revel 15 a Torino

Tra le iniziative di «Officina 50», il cantiere di studi per le iniziative del cinquantenario di fondazione del Centro Studi Piemontesi nel 2019, è stata individuata come prima tappa fondamentale l’intervento di Schedatura, riordino e inventariazione dell’Archivio dell’Associazione. Il lavoro avrà la durata di due anni. Per la sistemazione dell’Archivio sono stati necessari alcuni lavori di adeguamento della Sede che sono stati effettuati nel quadro di un complessivo intervento di ammodernamento dei locali che sarà completato nel 2019.

L’inaugurazione della sede rinnovata si terrà

lunedì 22 ottobre

dalle 16,30 apertura sede per vista locali ristrutturati
seguirà alle ore 18  la conferenza di

Lodovico Passerin d’Entrèves 

Presidente Fondazione “Specchio dei Tempi”

Consigliere  del Centro Studi Piemontesi

e

Angelo Conti 

giornalista de “La Stampa”

Specchio dei Tempi” 

la voce e la generosità dei torinesi

 

scarica il programma dei Colloqui del Lunedì

Premio Gianni Oberto 2018

Il Consiglio regionale del Piemonte e il Centro Gianni Oberto bandiscono un concorso per il conferimento di tre premi di studio riservato a laureati in discipline letterarie e umanistiche presso le Università piemontesi per tesi di laurea conseguite tra il 2014 e il 2018 relative ai seguenti argomenti:

letteratura italiana in Piemonte

letteratura in lingua piemontese e nelle lingue minoritarie del Piemonte

cultura popolare in Piemonte

teatro piemontese

Gli elaborati devono pervenire entro e non oltre le ore 12.00 del 26/10/2018, esclusivamente a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o raccomandata a mano, al seguente indirizzo:
Biblioteca della Regione Piemonte “Umberto Eco”
Via Confienza, 14
10122 Torino
orari: Lunedì/giovedì 9-12.30/14-16 – venerdì 9 -12.30
Sul plico dovrà essere indicato: “Premio Gianni Oberto 2018”
Con la produzione dell’elaborato deve essere inviata, a pena di inammissibilità:
– la scheda di partecipazione allegata, debitamente firmata;
– dichiarazione sostitutiva del certificato di laurea ai sensi dell’art. 46 DPR 28/12/2000 n. 445;
– copia di un documento di identità valido.

qui regolamento e domanda 

Elena Accati chiude i Colloqui del Lunedì

Lunedì 2 luglio 2018  ore 18

incontro con  Elena Accati

autrice del libro

Ragazze di ieri 

Tra la Valle Cervo, la Torino dalla forte vocazione industriale, scorci di Calabria e Alassio luogo di vacanze dorate

L’Artistica Editrice 2018

 

Una trama di piccoli eventi accompagna negli anni cinquanta il passaggio delle adolescenti Veronica e Regina all’età adulta. La passione di Veronica per la natura e le gite in montagna, l’interesse di Regina per i romanzi d’amore, i primi amori e le sofferenze, i sogni e i progetti, il confronto tra gli stili di vita delle due famiglie, protagoniste indiscusse di un teatro interiore, sono gli ingredienti base della storia. A far da sfondo la Valle Cervo, all’epoca assai vivace, una Torino ancora dalla forte vocazione industriale, gli scorci di una Calabria poverissima e una Alassio luogo di vacanze dorate.

Elena Accati. Al nome di Elena Accati si associano subito i più belli e intensi studi di piante, parchi, giardini del Piemonte. Laureata in Agraria ha svolto tutta la sua carriera presso l’Università di Torino, dove è stata professore ordinario di floricoltura. Questo è un libro di racconti e di ricordi, ma già in precedenza aveva dato prove narrative. Presso l’Artistica Editrice ha pubblicato: Il giardino dei frutti perduti; Il giardino degli affetti; La benevolenza divina; Infanzia di guerra in Valle Cervo; Le storie che non ti ho raccontato.

La conferenza  può essere seguita in differita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Alla scoperta dell’Archivio dell’Ordine Mauriziano

Lunedì 25 giugno 2018 ore 17,30

Chiara Devoti

Politecnico di Torino

Cristina Scalon

Direttore Archivio Storico Ordine Mauriziano

 Erika Cristina

Archivista

Introducono al quinto volume (primo E-book open-access) della Collana Le mappe dei Tesori nata dall’accordo scientifico tra Fondazione Ordine Mauriziano  Politecnico di Torino – DIST

Guida ragionata ai Fondi  dell’Archivio Storico dell’Ordine Mauriziano

Documenti, disegni, materiali per la storia dell’istituzione e del suo patrimonio architettonico e territoriale

di cui sono autrici

Ebook ISBN: 978-88-8262-268-8  DOI 10.26344/CSP.FOM.PT

 

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

 

Il Forte Mutin a Fenestrelle

Lunedì 18 giugno 2018 ore 18

Incontro con Bruno Usseglio

autore del volume

Le fort de Fenestrelles ovvero Il Forte Mutin

Pubblicato da Alzani nell’ambito del “Progetto di valorizzazione del patrimonio culturale del Forte Mutin” del Comune di Fenestrelle e della Compagnia di San Paolo

 

La storia di un forte francese, oggi in territorio italiano, e le sue connessioni con la popolazione locale. Salendo lungo la val Chisone, giunti a Fenestrelle, si rimane sorpresi dalla maestosità delle fortificazioni sabaude realizzate sul lato sinistro orografico. Sul versante opposto, poco noto ai non addetti ai lavori, si trova il fort de Fenestrelles, ovvero il forte Mutin… La pubblicazione è parte integrante del “Progetto di valorizzazione del patrimonio culturale del forte Mutin”, finanziato con il contributo della Compagnia di San Paolo e dal Comune di Fenestrelle.

Bruno Usseglio è Dipendente del Parco Naturale Val Troncea (oggi gestito dall’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie), si dedica alla ricerca storico-culturale sull’alta val Chisone. In collaborazione con il CNR – Istituto di Geoscienze e Georisorse di Torino ha curato la Carta geologica del campo trincerato dell’Assietta e La montagna racconta, Itinerari storico-geologici nelle Alpi Cozie fra il colle delle Finestre e il Gran Serin. Collabora con alcune associazioni culturali del territorio e ha al suo attivo saggi, articoli e diversi libri

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Memoria Renzo Gandolfo: la Biblioteca e l’Archivio

Lunedì 11 giugno 2018 ore 18

Memoria Renzo Gandolfo

La Biblioteca e l’Archivio Inventariati e schedati nel patrimonio del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

 

Incontro per illustrare – nel genetliaco del fondatore dell’Associazione, 13 giugno 1900 – la messa on-line della Biblioteca Renzo Gandolfo e dei Fondi Arrigo Frusta, Luciano Tamburini, Emma Germano, Federigo Sclopis, Camillo Alberto, Aldo Daverio, Giovanni Gianotti, Agar Pogliano, e altri Fondi minori. E l’avvio del Progetto di schedatura, riordino e inventariazione dell’Archivio del Centro Studi Piemontesi e Fondi archivistici aggregati.

Nell’occasione saranno anche illustrati i lavori di risistemazione della sede per l’allestimento della Sala Archivio.

Interverranno:

Daniela Caffaratto, Sovrintendenza Archivista e Bibliografica del Piemonte e della Valle d’Aosta

Maria Prano, Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte – Settore Promozione beni librari e archivistici, editoria e istituti culturali

Le bibliotecarie Maria Schirripa, Vera Favro; l’archivista Andrea Ludovici

il Presidente Giuseppe Pichetto, il Vice-Presidente Gustavo Mola di Nomaglio, il Direttore Albina Malerba, i membri del Comitato Scientifico e del Consiglio Direttivo.

Il video dell’incontro è sul Canale You Tube del Centro Studi Piemontesi

Una gentildonna del ‘700  fra Torino e l’Europa

Lunedì 4 giugno, ore 18

Incontro con  Giusi Audiberti

autrice del libro

Angelica alla Corte dei Savoia

Memorie di una gentildonna del ‘700  fra Torino e l’Europa

Neos Edizioni/storia

Letture di Paola Roman

 

Un viaggio nei ricordi della contessa Angelica Kottulinsky, dama d’onore della principessa Vittoria di Savoia Soissons fra Vienna e Torino. Il racconto di viaggio di una giovane donna e l’intenso romanzo della sua vita verso la maturità: su questi due assi muovono le memorie di Angelica Kottulinsky, pubblicate nel 1776 ad Augusta, con il titolo La Destinée, libro oggi reperibile solo in pochissime biblioteche europee. Giusi Audiberti ricostruisce e parafrasa i diari di Angelica. Così da una parte ci restituisce una preziosa memoria filtrata attraverso l’interpretazione di una nobiltà che non ha ancora vissuto la Rivoluzione francese; dall’altra ci coinvolge nella storia di una donna energica e coraggiosa, acuta osservatrice che si sa giostrare con grazia e savoir-faire nelle diverse Corti europee.

Giusi Audiberti, torinese, laureata in Lettere a indirizzo storico, ha insegnato nei licei e tiene oggi un corso di Storia all’Unitre di Torino. Ha pubblicato tra l’altro, con Neos Edizioni, Colombina d’amore e le sue sorelle (2004); Il fiore del lino (2008)e  sempre per Neos ha curato le antologie storiche C’era una volta il Settecento (2009) e C’era una volta l’Ottocento(2012.

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Croati in Piemonte

Lunedì 28 maggio, ore 18

Gustavo Mola di Nomaglio

e l’Autore Luca Guglielmino

dialogano intorno al libro

Croati a Torino e in Piemonte

Interverrà la Console Generale della Repubblica di Croazia Iva Pavić

 …una storia della presenza dei croati in Piemonte, e in particolare a Torino, a partire dal XVII secolo fino ai giorni nostri. Nel Seicento parecchi croati furono in Piemonte per la loro attività di mercenari […]. Un militare di spicco fu Josip Filip Vukasovic che a Dego l’11 aprile 1796 comandava un reggimento austriaco e poi partecipò alla presa di Torino (cacciando i francesi) nel maggio-giugno dello stesso anno. Ma non solo militari: nel 1673 alla Venaria Reale venne rappresentata l’Atalanta per la presentazione in società del piccolo Vittorio Amedeo II; la musica era di Giovanni Sebenico (1640-1705), maestro di cappella a Torino fino al 1690. Nell’Ottocento sono soprattutto esuli coinvolti nei movimenti indipendentistici europei a far tappa a Torino; l’A. ricorda Eugen Kvaternik […].Varie pagine sono dedicate a Nicolò Tommaseo «un dalmata per metà croato e per metà italiano, anche se propriamente non fu né l’uno né l’altro» (p. 40) e a Pier Alessandro Paravia, professore di eloquenza a Torino che, nato a Zara, fu costantemente legato alla città natale […]. Per il Novecento viene ricordato il capo del movimento ustascia Ante Pavelić […]. Oltre ai personaggi noti sono stati a Torino molti «croati minori o della quotidianità»; così troviamo dati statistici sui residenti attuali. Ma non si manca di ricordare quei croati che sono stati in Piemonte per la loro attività, anche solo di passaggio; per fare un nome, il direttore d’orchestra e compositore Lovro von Matačić (1899-1985), a Torino negli anni 70. Il libro, che affronta l’argomento in maniera pionieristica, apre la prospettiva di nuovi approfondimenti [dalla recensione di M. Chiesa in “Studi Piemontesi”, 2, 2017].

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

 

Riprendono i Colloqui del Lunedì con il Museo Mallè di Dronero

Lunedì 21 maggio 2018 ore 18

al Centro Studi Piemontesi

via Ottavio Revel 15 – Torino

Il Museo Luigi Mallé di Dronero

 

Intervengono

Livio Acchiardi Sindaco di Dronero

Alessandro Agnese Assessore alla Cultura del Comune Dronero

Sonia Chiardola Assessore alle Politiche giovanili del Comune di Dronero

Ivana Mulatero Direttore scientifico del Museo

 

Luigi Mallé nasce a Torino nel 1920 da una famiglia della media borghesia originaria di Dronero tra le cui fila figurano magistrati, giudici e avvocati. Plurilaureato, si specializza negli studi storico artistici con Anna Maria Brizio, Lionello Venturi e Mario Salmi. Dopo una lunga carriera come conservatore dei Musei civici torinesi, nel 1965 assume la direzione, promuovendo e curando importanti mostre, fra cui quelle dedicate ad Hans Hartung, Robert Motherwell, Lucio Fontana, Conceptual Art, Arte Povera, Land Art. Nel 1973 torna a vita privata dedicandosi ai suoi studi, presto interrotti dalla morte precoce avvenuta nel 1979.

Inaugurato nel 1995, il Museo Luigi Mallé di Dronero è una risorsa culturale inesplorata del Piemonte, patrimonio storico e artistico della città di Dronero, all’imbocco della Valle Maira. Il Museo è il frutto di un dono di Luigi Mallé alla comunità dronerese. Moderno mecenate, protagonista della vita culturale e artistica italiana tra gli anni 1950 e 1970, Mallé dona la casa di famiglia e la sua collezione personale quale omaggio alla terra dei suoi avi. Il Museo espone un centinaio di dipinti (datati dalla fine del XVI al XX secolo), alcune sculture, una selezione di raffinate ceramiche Meissen e di altre manifatture, i vasi liberty Gallé e Daum, le fotografie storiche e le pregiate stampe rococò, con un corredo di ambientazione che include consolle, specchiere, bureau libreria e chaise-longue di epoca tardo settecentesca. Il Museo Mallé affronta le sfide del XXI secolo grazie a un recente rilancio operato da Espaci Occitan e sostenuto dal Comune di Dronero e dalla Regione Piemonte.

La conferenza può essere seguita  sul Canale YouTube del Centro   Studi Piemontesi

Edilizia popolare nella Torino degli anni Cinquanta: le Case INA

Lunedì 23 aprile 2018 ore 18

Giovanni Maria Ferraris, Assessore della Regione Piemonte
e  l’Autore Giancarlo Libert

dialogano intorno al libro

Le Case INA di Corso Sebastopoli 1957-2017 

Sessant’anni di vita nella periferia torinese. Storia e testimonianze

Atene del Canavese editore 2017

“…le case rosse… dal colore di quei palazzi costruiti alla fine degli anni Cinquanta – sull’asse di via Castelgomberto – per dare un’abitazione a operai e impiegati che potevano già permettersi di pagare un affitto e che dopo un certo periodo avrebbero potuto riscattare l’immobile divenendone proprietari. In queste case poste in diversi isolati, tra corso Siracusa, via Guido Reni, via Boston e corso Cesare Correnti, nacquero le Case INA, dal nome del grandioso progetto avviato in numerosi comuni dallo Stato Italiano sin dal 1949. Il progetto conosciuto come Piano Fanfani, ebbe tra i suoi principali esponenti l’ingegnere torinese Filiberto Guala.

Sono passati ormai sessant’anni dall’inizio dei lavori di costruzione delle Case INA e quasi cinquanta dalla costruzione della scuola Renato Sclarandi, ma la storia non va dimenticata, anzi va tramandata affinché anche i nostri figli possano dire un giorno: là dove c’era l’erba oggi vi è una città alla cui crescita e al suo miglioramento hanno contribuito i nostri padri, i nostri nonni …”

 

 

 La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi