Archivi categoria: Colloqui del lunedì

Storia dei Guglielminetti con Maria Chiara Acciarini e Rosanna Roccia

Lunedì 16 ottobre ore 18

Rosanna Roccia

e l’autrice

Maria Chiara Acciarini

presentano il libro

Storia dei Guglielminetti

150 anni di memorie familiari dall’Unità d’Italia alla fine del Novecento

Robin Edizioni, Torino

Appassionata e appassionante è la storia che Maria Chiara Acciarini narra in questo libro intrecciando con perspicacia vicende private e eventi pubblici, imprenditorialità e pedagogia, poesia e politica, scelte di vita e costume. Protagonisti alcuni esponenti di spicco della grande famiglia Guglielminetti originaria della Valle Strona, migrata a Torino a metà Ottocento: uomini e donne che dalla vigilia dell’epopea risorgimentale all’ultimo scorcio del “secol breve” si affermarono in ambiti diversi, affrontando «le sfide della vita con impegno e determinazione». L’Autrice, che, con i documenti reperiti nel corso di accurate e diffuse ricerche, ha dato vita a un vero e proprio archivio di memorie, avverte subito di avere operato «una scelta ragionata» nel focalizzare la propria attenzione su alcuni personaggi piuttosto che su altri. Nel suo racconto dunque alcuni membri della numerosa famiglia (di cui alle pp. 274-275 è opportunamente riportata una «genealogia semplificata» redatta nel 1965, utile a districarsi nel complesso groviglio di nomi che si ripetono e di parentele che si diramano) appaiono in secondo, terzo piano e oltre: comparse mute e sfocate appartenenti a storie che intersecano la Storia. […].

La storia dei Guglielminetti delineata dalla Acciarini si conclude con l’uscita di scena di Andrea, morto nel 1985: altri padri e madri, fratelli e sorelle, cugini e cugine della famiglia sono stati lasciati volutamente nell’ombra. Sappiamo però che tutti, in tempi e con ruoli differenti, hanno concorso a scrivere pagine necessarie alla formazione culturale e politica e allo svolgersi della vita quotidiana dei protagonisti scelti dall’Autrice, cui va un plauso per aver saputo coniugare vicende tanto diverse, unendole le une alle altre mediante il fil rouge dello studio meditato e della memoria [dalla recensione di Rosanna Roccia, pubblicata sul n.1, XLVI, 2017 di “Studi Piemontesi”, pp. 302-304].

Maria Chiara Acciarini: Eletta deputata nel 1996 e senatrice nel 2001, ha ricoperto incarichi in materia di Istruzione pubblica, Beni culturali e Politiche per l’infanzia e dei minori. Ha fatto parte del secondo governo Prodi in qualità di Sottosegretaria alle Politiche per la Famiglia. Attualmente è consigliere dell’Associazione Nazionale ex-Deportati (ANED) e della Fondazione della memoria della Deportazione.

Rosanna Roccia: storica, è Direttore della rivista “Studi Piemontesi”.

Sul nostro canale you Tube, la registrazione della conferenza

Riprendono i Colloqui del Lunedì

 

Di lunedì alle 18

In via Revel a Torino, al Centro Studi Piemontesi,  ritornano dal 16 ottobre, con la Storia dei Guglielminetti , “I Colloqui del Lunedì”:  il tradizionale e collaudato ciclo di incontri che il Centro Studi Piemontesi organizza nella sua sede di  Torino in via Ottavio Revel 15,  su argomenti interdisciplinari, come è nel DNA dell’attività di studi e ricerche dell’istituto.

Si comincia

lunedì 16 ottobre alle ore 18, con il direttore della rivista “Studi Piemontesi”, Rosanna Roccia che dialoga con Maria Chiara Acciarini autrice del libro: Storia dei Guglielminetti. 150 anni di memorie familiari dall’Unità d’Italia alla fine del Novecento (Robin Edizioni, Torino);

e si prosegue fino a dicembre sempre di lunedì alle ore 18.

23 ottobre: Piero Gribaudi e Bruno Guglielmotto-Ravet presentano le Lettere sulle Valli di Lanzo di Luigi Francesetti di Mezzenile,  traduzione di Piero Gribaudi  per le edizioni della Società Storica delle Valli di Lanzo. Letture di Valentina Duretto.

30 ottobre: Albina Malerba e l’autore Giovanni Tesio presentano la raccolta Vita dacant e da canté, 369 sonetti in piemontese, pubblicati dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis.

6 novembre: Elena Gianasso e l’autore Gian Luca Giani presentano il libro L’incanto della Torre. Segreti, splendore e polemiche della costruzione più discussa di Torino, Edizioni Yume, Torino.

13 novembre: gli autori  Federico Fontana, Luca Giacomini, Renata Lodari, con Gustavo Mola di Nomaglio e Matteo Ferrione, presentano il volume,  Antiche Dimore e Giardini a Dronero, edizione del Centro Studi Piemontesi in collaborazione con l’Associazione DroneroCult.

20 novembre: Pier Paolo Merlin , Franca Varallo  e le curatrici Anna Cantaluppi e Blythe Alice Raviola,  presentano l’opera L’Umiltà e le Rose . Storia di una Compagnia Femminile a Torino tra età moderna e contemporanea, pubblicazione della Fondazione 1563 – Quaderni dell’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo, Leo S. Olschki editore, Firenze.

27 novembre: Luigi Rajneri, conferenza illustrata su Architettura e poesia nei progetti di Giorgio Raineri (1927-2012).

4 dicembre: Daniela Rissone, La Stella fra le stelle, Story-board sulla Stella della Mole Antonelliana, pubblicazione del Centro Studi Piemontesi.

Da mercoledì 13 dicembre, a partire dalle 11,30, inaugurazione della tradizionale mostra “Un libro per Natale” che resterà aperta fino al 22 dicembre.

Scarica il programma

I Savoia in Valle Gesso

Giovedì 8 giugno 2017 ore 18

 

Paolo Salsotto  Presidente Aree Protette Alpi Marittime

e l’autore Walter Cesana

presentano il  libro

I Savoia in Valle Gesso

Diario dei soggiorni reali e cronistoria del distretto delle Alpi Marittime dal 1855 al 1955

Edizioni Primalpe, con il patrocinio del Centro Studi Piemontesi

Per circa un secolo, tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, la Valle Gesso ospitò nel periodo estivo e, a volte, anche in autunno la famiglia reale. Il testo a cura dello storico Walter Cesana offre, per la prima volta, una ricostruzione cronologica precisa e dettagliata dei soggiorni sabaudi nelle Alpi Marittime. Perché i Savoia scelsero la Valle Gesso per i loro soggiorni? Oltre al re quali altri componenti la famiglia reale, la corte e l’entourage nazionale ed internazionale furono presenti a Sant’Anna di Valdieri e in Valle Gesso? Quando e come si svolgeva il soggiorno reale? Quali erano le attività quotidiane? Qual era il rapporto con la popolazione? Qual era il contesto ambientale naturale e antropico locale? Quale ricaduta ha avuto sul territorio la presenza dei Savoia? Come si chiuse la vicenda della riserva reale, dalla quale nacque il Parco Naturale Alpi Marittime? Quale memoria è rimasta oggi? Walter Cesana, attraverso una vasta pluralità di fonti scritte, orali e fotografiche e, soprattutto, attingendo ad inediti documenti d’archivio, dà una risposta a tutte queste domande. Dalla sua ricerca emerge un quadro circostanziato che, a distanza di oltre settant’anni dalla conclusione dei soggiorni reali, intende fare chiarezza circa eventi fino a oggi poco indagati, salvare la memoria e restituire nuova luce a una vicenda che per un secolo ha visto, con la presenza dei Savoia, passare nella Valle Gesso la storia d’Italia e d’Europa. Introduzione di Gustavo Mola di Nomaglio.

 

Gli anni della guerra nei ricordi di un tredicenne

Lunedì 10 aprile 2017 ore 18.00

incontro con

Gian Enrico Ferraris

autore del libro

Fascismo Resistenza Liberazione

La grande storia e i ricordi di un tredicenne 70 anni dopo

Graphot Editrice

Gian Enrico Ferraris canterà alcune canzoni della Resistenza

accompagnamento musicale Enzo Vacca e le Vos grise ‘n libertà

                                                                               

La particolarità di questo libro è che la Storia con la S maiuscola si intreccia con i ricordi di un adolescente che, raggiunti gli ottantacinque anni, ha deciso di scriverli. È un testo appassionato perché l’autore non si limita a raccontare, ma prende parte e si schiera apertamente contro i soprusi e i delitti di quell’infame ventennio fascista. Lo scopo è mettere in luce le persone generose e coraggiose che hanno contribuito – a volte con la vita – a ridare all’Italia l’antica dignità. Questi nomi, come quelli di tanti altri italiani, che non è stato possibile nominare, sono gli esempi che si voleva far conoscere oggi. Si può dire che si tratta di un libro “aperto”, perché l’autore, mentre scavava per cercare notizie, ha scoperto informazioni che avrebbe voluto approfondire ancora e ora passa “il testimone” a chi vorrà accogliere il suo invito a continuare la ricerca.

Gian Enrico Ferraris, detto Gianni, classe 1930, nasce e cresce nel quartiere Vanchiglietta di Torino. In età matura suona la chitarra e scrive delle sue passioni. Ha pubblicato con Graphot: Canzoni recuperate(2002); Il Moschino. origini e leggende di Borgo Vanchiglia (2003); Il Borgo si racconta. Vanchiglia, Vanchiglietta e Borgh dël fum tra microstoria e memoria (2008), oltre a quattro edizioni del  Borgh dёl fum (1999-2001), di cui la prima  insieme ad altri collaboratori. Con Mario Cominetti e Mario Actis ha curato la pubblicazione del libro di Giovanni Lejenne  440 Giorni da ribelle(2006).

 

Siboni, un’antica famiglia tra Piemonte e Lombardia

Lunedì 3 aprile 2017 ore 18.00

Giorgio Federico Siboni
Enrico Genta Ternavasio
Gustavo Mola di Nomaglio

dialogano intorno al libro

Appunti di storia famigliare

Leone Editore, Milano, con la collaborazione del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

 siboni

Storia e vicende di una famiglia – i Siboni – che affondano le loro radici in Chieri e Asti dalla metà del XIII secolo, partecipando attivamente alle vicende politiche, diplomatiche e finanziarie dei due Comuni medievali in stretto rapporto con la feudalità e le casate che si succedono nel tempo sul territorio: i marchesi di Saluzzo, gli Angiò, i Savoia e i Gonzaga. Con la crisi del circuito monferrino, agli albori della Età moderna, la famiglia prenderà poi stabilmente la via della Lombardia. Non un saggio di storia stricto sensu, ma una serie di piccole storie di persone: uomini e donne, progenie emblematica dei mutamenti epocali e delle inossidabili persistenze che legano e liberano i componenti di una stessa parentela. In questo volutamente breve compendio si incontreranno, spesso solo fugacemente, non una galleria di ritratti quanto, piuttosto, i protagonisti di scelte precipue, ciò anche a evidenziare come il singolo, anziché il gruppo-famiglia, divenga passo dopo passo il soggetto – pure per sé stesso – delle strategie organizzative famigliari. Completano il quadro storico complessivamente descritto un approfondimento sulle più vicine parentele materne dell’autore, dall’Ottocento a oggi, e una nota sui documenti dell’archivio famigliare recuperati dopo le dispersioni dovute all’ultimo conflitto mondiale.

Giorgio Federico Siboni: Dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano, è socio e collaboratore del Centro Studi Piemontesi. Consigliere direttivo della Società Dalmata di Storia Patria di Venezia, è membro del consiglio scientifico operativo del Centro documentazione Residenze Reali Lombarde

Enrico Genta Ternavasio: Università degli Studi di Torino

Gustavo Mola di Nomaglio: Centro Studi Piemontesi

 

Incisioni rupestri a Usseglio

Lunedì 27 marzo 2017 ore 18

Daniela Berta,  Andrea Arcà,  Francesco Rubat Borel

dialogano intorno al libro

Roccia dei Giochi. Roccia di Giove

Un masso inciso tra preistoria ed età moderna a Usseglio

Pubblicato dal Museo Civico Alpino “Arnaldo Tazzetti” di Usseglio

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Quaderno del Museo Civico “Arnaldo Tazzetti” di Usseglio centrato sul Ròch dij Gieugh, un’ampia roccia a 1675 metri di quota sul versante volto a ponente che sovrasta la frazione Andriera di Usseglio. Dopo che Stefania Ratto e Francesco Rubat Borel tracciano un panorama delle testimonianze archeologiche presenti a Usseglio e nella Valle di Viù, Andrea Arcà e Angelo Fossati offrono una descrizione del masso raffrontando le incisioni con altre testimonianze dell’arte rupestre alpina. Giovanni Mennella esamina alcuni particolari che possono far pensare ad una dedica, in età romana, del masso e del suo insieme figurativo a Giove. Massimo Vidale, Luca Bondioli e Francesco Rubat Borel trattano dei casi delle anime di defunti dei ghiacciai della Lera e della Rossa e dei resti umani della Cresta Rossa sul Rocciamelone. Silvia Re Fiorentin propone alcune schede sui toponimi della frazione Andriera. In appendice un profilo di Don Natalino Drappero (1919-1980) parroco di Usseglio dal 1964: cultore di storia locale, il primo a segnalare il Ròch.

Daniela Berta: Direttore Museo Civico Alpino “Arnaldo Tazzetti” di Usseglio

Andrea Arcà: Università di Pisa – Dottorato in Scienze dell’Antichità e Archeologia

Francesco Rubat Borel: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, già direttore del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, Roma

 

 

Lalla Romano, il ritorno di una grande scrittrice

Lunedì 20 marzo 2017, ore 18

Incontro con

Ezio Quarantelli – Antonio Ria- Giovanni Tesio

Lalla Romano:

il ritorno di una grande scrittrice

in collaborazione con le Edizioni Lindau

e l’Associazione Amici di Lalla Romano

lalla

«Ci sono ritorni e ritorni, ma per una maestra di ritorni come Lalla Romano, il ritorno a Torino di alcuni suoi romanzi assume un significato plurimo. È stata Lindau a cogliere l’occasione e ad assumersi il compito di rimettere in circolo qualche titolo che mancava da tempo.

I titoli pubblicati finora sono L’ospite e Inseparabile, ma già si prepara la pubblicazione del dittico Un caso di coscienza e Ho sognato l’Ospedale, e in prospettiva la riproposta del gioiello di Pralève, prima di passare all’impegnativa pubblicazione dell’intera opera poetica. Questi i titoli programmati. Questo il progetto. In ogni caso e comunque stiano le cose, la domanda che ci siamo posti è: perché Lalla Romano? A cui possiamo rispondere molto semplicemente: perché Lalla Romano (1906-2001) è una delle più importanti figure del nostro secondo Novecento letterario.

Che sia prosa, che sia poesia, a fare stile è sempre un moto costante di passione lucidamente in cerca della parola che (con spietata e anche umoristica pietà) trasfigura le cose in emblemi e poeticamente converte ogni cosa che la scrittrice incontra in un classico «altrove» in cui siamo trasportati dalla sua scrittura»

Ezio Quarantelli: Direttore editoriale Edizioni Lindau

Antonio Ria: Presidente Centro Studi Lalla Romano, Vicepresidente Associazione Amici di Lalla Romano

Giovanni Tesio: Filologo e critico letterario, Comitato Scientifico del Centro Studi Piemontesi

 

Il REP un anno dopo

Lunedì 13 marzo 2017 ore 18

Incontro con

Anna Cornagliotti

Direttore scientifico del Repertorio Etimologico Piemontese

 e

Laura Parnigoni

del Comitato di redazione REP

Il REP un anno dopo. Giochi di parole

 

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Il 7 marzo 2016 nell’Aula Magna della Cavallerizza, gremita di pubblico,  veniva ufficialmente presentato al pubblico il Repertorio Etimologico Piemontese – REP

il monumentale    “vocabolario” di grande formato di oltre 1.000 pagine che documenta la storia delle parole piemontesi dalla loro prima apparizione, con la ricerca dell’etimo, la registrazione delle varianti fonetiche e morfologiche e l’indicazione dei significati registrati fino a oggi. Direzione Scientifica Anna Cornagliotti.  Redattori: Luca Bellone, Anna Cerutti Garlanda, Anna Cornagliotti, Marisa Falconi, Laura Parnigoni, Giovanni Ronco, Consolina Vigliero.  Prefazione di Max Pfister, dell’Università di Saarbrücken, Direttore del Lessico Etimologico Italiano (Torino, Centro Studi Piemontesi- Ca dë Studi Piemontèis, 2015. Pagg. CLXXXII-814).

Un anno dopo torniamo a parlarne in sede con il Direttore scientifico e uno dei redattori per approfondire alcune delle dense pagine, giocare con le parole, trovare le  più “dròle” etimologie, riscoprire il gusto, il colore, le sfumature di una lingua ricca di sfaccettature, di storia, di significati sorprendenti e divertenti.

Il mondo universitario a Torino nel Quattrocento

Lunedì 6 marzo ore 17.00

Irma Naso

in dialogo con

Francesco Panero e Marco Albera 

presenta il suo libro

“Magistri, Scholares, Doctores”

Il mondo universitario a Torino nel Quattrocento

Silvio Zamorani Editore 2016

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Il libro ripercorre la storia dell’Università di Torino dalla fondazione nel 1404 fino all’inizio del secolo XVI. Alle difficoltà iniziali segue nel pieno Quattrocento una fase caratterizzata da maggiore dinamismo e stabilità istituzionale, ma sempre alternando fasi più fortunate a momenti di sensibile declino. Per i decenni centrali del secolo i documenti segnalano un incremento del numero delle cattedre che trova riscontro nella crescita della popolazione studentesca. Quei giovani scolari forestieri trasferiti nella Torino tardomedievale ne animano con la loro presenza la vita sociale in vario modo.

Irma Naso: Docente di Storia medievale all’Università di Torino

Francesco Panero: Direttore del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università di Torino

Marco Albera: già Presidente Accademia Albertina, studioso di storia della Goliardia e del mondo studentesco

 

Da Renzo Gandolfo ad Agar Pogliano, i “benefattori” del Centro Studi Piemontesi

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Da  lunedì 27 febbraio alle ore 18, riprendono i “Colloqui del Lunedì” del Centro Studi Piemontesi. Abbiamo pensato di incominciare con un omaggio ai “benefattori” del Centro Studi Piemontesi: “Da Renzo Gandolfo all’eredità di Agar Pogliano”, una delle iniziative Verso i 50 anni di fondazione del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, che saranno messe in campo da qui al 2019 per percorrere i primi 50 anni di attività, per ricordare chi in questi anni ha coralmente concorso a disegnare, con il lavoro e l’impegno, con il concreto sostegno, o anche con donazioni ed eredità di differente natura, il profilo della nostra Istituzione.

Ricorderemo a trent’anni dalla morte(14 marzo 1987) il nostro Fondatore e “benefattore” Renzo Gandolfo, che con Gianrenzo P. Clivio ha pensato e delineato il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, la sua linea editoriale, la rivista “Studi Piemontesi”. Studiosi, appassionati,  “imprenditori” che per primi hanno risposto all’appello. Alcuni nomi tra i tanti che hanno contribuito a diverso titolo e in diversi campi  a far crescere e a far conoscere nel mondo Torino, il Piemonte, la civiltà e la storia della nostra terra, nella sua più profonda identità che è la cultura:  Gaudenzio Bono, Giuseppe Fulcheri, Ettore Ferrero, Dino Gribaudi, Amedeo Clivo, Giuliano Gasca Queirazza, Carlo Pischedda, Nina Ruffini, Franco Simone, Narciso Nada,  Luciano Tamburini, Luigi Firpo, Mario Abrate, Gualtiero Rizzi, Riccardo Massano, Angelo Dragone, Piero Cazzola, Alfredo Nicola, Armando Mottura, Jaco Calleri, Gustavo Buratti, Attilio Spaldo, Rodolfo De Benedetti, Carlo Gay, Carlo Carmagnola, Roberto Canuto, Sergio Buscaglione, Vittorio Fenocchio, Andrea Cappellano, Giuseppe Navone, Mario Becchis, Aldo Barberis, Enrico Eandi, Agar Pogliano, Mario Chianale… citazioni da un lunghissimo elenco che di qui al 2019 cercheremo con la collaborazione di tutti i Soci di ricostruire e di ricordare in una specifica pubblicazione… Dalle nostre radici, il nostro futuro.

Interverranno il Presidente Giuseppe Pichetto, il Vice Presidente Gustavo Mola di Nomaglio, il Direttore di “Studi Piemontesi” Rosanna Roccia, e il Direttore Albina Malerba. E hanno già assicurato le loro testimonianze Giovanni Tesio, Bruno Quaranta, Censin Pich (che con Camillo Brero è stato tra il primo nucleo dei fondatori).

L’ingresso è libero, fino ad esaurimento dei posti in sala.

Il programma completo degli incontri si trova sul nostro sito

Il TG3 regionale ha dedicato un servizio di Caterina Cannavà  alla conferenza . Qui il link, a partire dal minuto 7:00