Archivi categoria: Lectiones Renzo Gandolfo

Recital per Luis Valsoan, “Fior dël pavé”

Giovedì 22 giugno 2017 ore 18

recital intorno al libro

Fior dël pavé

di Luis Valsoan (1862-1906)

poeta-operaio in lingua piemontese

con

Sergio Donna, Sergio Notario, Giuseppe Novajra

In collaborazione con l’Associazione Monginevro Cultura

 

Fior dël Pavé ‘d Luis Valsoan (1862-1906), con la prefazione di Tavo Burat, è un agile volumetto di poesie, una plaquette, stampata in occasione dei primi cento anni dalla morte dell’autore. Il recital, che chiude gli incontri in sede, è ispirato proprio alle poesie in piemontese contenute in questa raccolta.   Sergio Notario ha scritto il copione di un recital dedicato a Luis Valsoan poeta operaio nato a Pont Canavese nel 1862 da genitori montanari e morto precocemente a Torino (nel 1906). In collaborazione con lo chansonnier Beppe Novajra (direttore artistico dell’Associazione Monginevro Cultura), Notario ha ricomposto la vita del poeta operaio, la cui opera, come ricordava Tavo Burat, potrebbe essere definita “un crij d’arvira libertaria”, cioè un grido di rivolta libertaria, per riscattare le faticose condizioni di lavoro delle “filandere” delle manifatture di tessuti e filati di cotone, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Dopo un percorso di emigrazione in Svizzera e in Belgio, verso la fine dell’Ottocento, Valsoan ritorna nella sua Pont, e diventa un operaio delle Manifactures Royales d’Annecy e Pont, poi assorbite dal cotonificio Mazzonis di Torino.

Il Sacro Monte di Varallo nelle guide d’epoca

Giovedì 15 giugno 2017 ore 18

Gianpaolo Garavaglia

in dialogo con

Casimiro Debiaggi e Guido Gentile

presenta il suo libro

Mons in quo beneplacitum est Deo habitare in eo

Bibliografia del Sacro Monte di Varallo

Amministrazione Vescovile Sacro Monte di Varallo

 

Il volume è il risultato di un lungo lavoro di ricerca, riscoperta e catalogazione sistematica di tutte le guide reperibili sul Sacro Monte di Varallo. Non è un lavoro erudito e arido, riservato ad una stretta cerchia di studiosi e di appassionati ma una vera e propria sorpresa, la testimonianza di che cosa ha significato nei secoli la Santa Montagna varallese. Le numerose guide censite nel volume sono la dimostrazione dell’interesse, della curiosità che la Nuova Gerusalemme ha suscitato nei secoli per migliaia di persone, dai più umili pellegrini a principi e sovrani, fino ai cultori d’arte degli ultimi secoli. Le guide sono state il veicolo più diretto ed efficace per la diffusione del messaggio evangelico attraverso le descrizioni e le immagini della vita, dei miracoli, della passione di Cristo e sono anche la conferma della diffusione dei pellegrinaggi nei secoli passati.

Oltre ad una testimonianza storica, il volume offre precisi riferimenti agli artisti ed alle opere, architetti, scultori, pittori attivi al Sacro Monte, in una sorta di compendio di storia delle arti figurative nel settentrione dell’Italia dalla fine del Quattrocento all’Ottocento.

 

Scultura, ebanisteria e organaria nel Piemonte barocco

Giovedì 11 maggio 2017 ore 18.00

Incontro con il curatore Paolo Cavallo
e i relatori del volume

Non solo Botto

Intertestualità artistica nell’area sabauda tra Cinque e Seicento: nuove ricerche  e acquisizioni per la storia della scultura, dell’ebanisteria, dell’organaria e della produzione musicale

pubblicato dalla Società Storica  Pinerolese e dall’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte

 

Introduzione di Paolo Cavallo

Contributi di:

BLYTHE ALICE RAVIOLA, L’articolazione geo-politica del Piemonte sabaudo tra Cinque e Seicento: il caso di Pinerolo;

GUIDO GENTILE, Aspetti della scultura lignea in Piemonte nella prima metà del Seicento. Arredi e immagini per il culto e la devozione;

AURORA LAURENTI, Gli intagliatori e le commissioni di corte: disegni e modelli decorativi per i palazzi ducali (1619-1663);

STEFANO BALDI, La musica nel Collegio dei Cantori e degli Innocenti della Cattedrale di Torino tra il 1575 e il primo Seicento e gli inizi dei Botto come organari;

SILVIO SORRENTINO, L’arte organaria in area piemontese durante l’epoca della Controriforma (1563-1634): materiali di studio e spunti di ricerca;

ALBERTO MARCHESIN, Un’attività peculiare della famiglia Botto: le casse d’organo

 

Achille Miroglio di Moncestino, un ufficiale monferrino tra i Granatieri che fecero l’Italia

Giovedì 4 maggio 2017 ore 18.00

Laura Chiarello

in dialogo con

Blythe Alice Raviola e Alessia Giorda

presenta il suo libro

Un Granatiere tra i Granatieri che fecero l’Italia

La vita di Achille Miroglio conte di Moncestino (1840-1866)

Associazione Mirò di Villamiroglio

Il volume di Laura Chiarello è stato pubblicato, a cura dell’Associazione Mirò (Villamiroglio, Alessandria), in occasione del 150˚ anniversario della morte del tenente conte Achille Miroglio di Moncestino.

Achille Miroglio si arruolò volontario nei Granatieri di Sardegna nel 1859 e partecipò agli scontri che plasmarono la formazione del Regno d’Italia, dalla battaglia di Solferino e San Martino alla Presa di Perugia, sino alla battaglia di Mola di Gaeta e alla repressione del Brigantaggio. Come comandante della 6˚ compagnia del 2˚ Reggimento Granatieri di Sardegna combatté nella battaglia di Custoza del 24 giugno 1866, in cui perse la vita. Fu insignito di 3 medaglie e una menzione speciale.

Il volume riporta alla luce la figura di questo giovane e eroico conte monferrino, valoroso e amatissimo comandante, fulgido esempio di dedizione alla nascente Patria italiana, e ne ricostruisce la breve ma gloriosa carriera militare tra i Granatieri di Sardegna. Fa inoltre riscoprire l’inaspettato ruolo della famiglia Miroglio nel Risorgimento italiano, dal periodo napoleonico alla Prima Guerra d’Indipendenza a fianco del generale Gerolamo Ramorino.

Laura Chiarello, artista monferrina, Master in Fotografia di base e di Reportage all’Accademia “John Kaverdash” di Milano. Presidente dell’Associazione Mirò, che si occupa di promozione del territorio monferrino attraverso l’arte e la letteratura sta portando avanti una complessa ricerca storica su Villamiroglio e la famiglia Miroglio.

Blythe Alice Raviola, Università degli Studi di Milano

Alessia Giorda, Servizio Promozione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico del Museo e della Residenza Sabauda Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

 

 

La Banda di Mombaruzzo e il recupero della musica scomparsa

Giovedì 27 aprile 2017 ore 18.00

Carlo Audello

in dialogo con

Domenico Bo e Simonetta Satragni Petruzzi

presenta il suo libro

La Musica ‘d Mumbarìs. La Banda di Mombaruzzo 1877-1960 

Musica popolare e immagini di vita paesane del Monferrato nella prima metà del ‘900

Comune di Mombaruzzo-Impressioni Grafiche

 

Il lavoro di Carlo Audello è uno di quei preziosi omaggi che persone appassionate e capaci dedicano alla cosiddetta “piccola storia” che – come si sa – è l’imprescindibile piattaforma per la costruzione della grande storia. Il libro è corredato da un CD sul quale l’autore ha ricostruito elettronicamente un buon numero di brani che la Banda di Mombaruzzo aveva in repertorio e dei quali sono scomparse le partiture.  L’opera ha la sua principale motivazione nel salvataggio di musiche appartenenti ad un genere definitivamente cancellato dal tempo, non più eseguite da almeno 70 anni, sconosciute quindi alla quasi totalità di noi (musicisti e addetti ai lavori compresi). Molti di questi pezzi sono provatamente anteriori al 1914, e rappresentano quella che era l’unica musica ascoltata nei nostri paesi (se si eccettua quella eseguita in chiesa) in assenza di radio e televisione, sia durante le parate sia, e soprattutto, sui balli a cavallo tra ‘800 e ‘900 e fino agli ultimi anni ’40. Questa musica ha una sua caratteristica bellezza, una certa eleganza in alcuni casi, dovute ad un particolare gusto del Maestro mombaruzzese Giovanni Pieve ed ai suoi trascorsi in alcune orchestre sinfoniche, con il risultato di un affinamento non solito della musica popolare per Banda in quel momento, soprattutto nel Monferrato. Lo scritto, necessariamente, deve riferirsi ad usi costumi e tradizioni di quelle zone, riporta voci dialettali e “nomignoli” dei musicanti, ma le vicende della Banda lo portano ad occuparsi anche di alcuni momenti ed eventi della grande storia, sempre però in carattere con il tenore dell’opera. Costante di questo lavoro è la musica, che lo pervade totalmente, a volte con intento esplicativo, per giustificare aspetti e affermazioni non sempre famigliari a tutti.  Libro e CD sono da considerare interdipendenti e concorrono in egual misura alla costituzione del lavoro, completandosi a vicenda. In definitiva, si potrebbe considerare il CD come una sorta di illustrazioni esemplificative al testo. La parte “viva” del racconto.

 

 

Un viaggio virtuale per tutto il Piemonte attraverso i libri, le immagini, le parole

logoCSP

Dal 27 febbraio a fine giugno, incontri, conferenze, dibattiti nella sede torinese del Centro Studi Piemontesi: 13 gli incontri, 34 autori e relatori e 15 tra editori e associazioni coinvolti, una decina i luoghi piemontesi interessati, dalla Val Gesso alla Valsesia, dal pinerolese alle Valli di Lanzo, dall’alessandrino al Monferrato.

Colloqui del Lunedì e le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal Territorio, sono i due seguitissimi cicli di incontri che il Centro Studi Piemontesi organizza nella sua sede di  Torino in via Ottavio Revel 15,  su argomenti interdisciplinari, come è nel DNA dell’attività di studi e ricerche del  Centro Studi Piemontesi, che sempre più si conferma un presidio aperto e dinamico di cultura e di civiltà, capace di coniugare insieme il “locale” e l’internazionale.

Si comincia lunedì 27 febbraio alle ore 18, con un omaggio ai “Benefattori” del Centro Studi Piemontesi: “Da Renzo Gandolfo all’eredità di Agar Pogliano”, una delle iniziative Verso i 50 anni di fondazione del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, che saranno messe in campo da qui al 2019 per percorrere i primi 50 anni di attività, per ricordare chi in questi anni ha coralmente concorso a disegnare, con il lavoro e l’impegno, o con il concreto sostegno, il profilo dell’Istituzione. Interverranno il Presidente Giuseppe Pichetto, il Vice Presidente Gustavo Mola di Nomaglio, il Direttore di “Studi Piemontesi” Rosanna Roccia, e il Direttore Albina Malerba.

Gli altri appuntamenti del lunedì: il 6 marzo, ore 17, Irma Naso,in dialogo con Francesco Panero e con Marco Albera presenta il suo libro Magistri, Scholares, Doctores”. Il mondo universitario a Torino nel Quattrocento (Silvio Zamorani Editore); il 13 marzosi farà un bilancio ad un anno dalla pubblicazione nelle edizioni del Centro Studi Piemontesi del monumentale e fortunato vocabolario etimologico: incontro con Anna Cornagliotti, Direttore scientifico del Repertorio Etimologico Piemontese, e Laura Parnigoni, del Comitato di redazione REP, Il REP un anno dopo. Giochi di parole20 marzo, conferenza di Giovanni Tesio, Ezio Quarantelli, Antonio Ria, su Lalla Romano: il ritorno di una grande scrittrice (in collaborazione con le Edizioni Lindau e l’Associazione Amici di Lalla Romano); 27 marzo: Daniela Berta, Andrea Arcà, Francesco Rubat Borel, dialogano intorno al libro Roccia dei Giochi. Roccia di Giove. Un masso inciso tra preistoria ed età moderna a Ussegliopubblicato dal Museo Civico Alpino “Arnaldo Tazzetti” di Usseglio; 3 aprile: Giorgio Federico Siboni (da Milano ma con radici chieresi) in dialogo con Enrico Genta Ternavasio e Gustavo Mola di Nomaglio presenta il suo libro Appunti di storia famigliare, pubblicato da Leone Editore Milano, con la collaborazione del Centro Studi Piemontesi; 10 aprileincontro con Gian Enrico Ferraris autore del libro Fascismo Resistenza Liberazione. La grande storia e i ricordi di un tredicenne 70 anni dopo, Graphot Editrice.

Il 27 aprile, sempre alle 18, prendono il via gli appuntamenti dei giovedì fino a giugno, le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal Territorio: con Carlo Audello che in dialogo con Domenico Bo e con Simonetta Satragni Petruzzi presenta il suo libro La Musica ‘d Mumbarìs. La Banda di Mombaruzzo 1877-1960. Musica popolare e immagini di vita paesana del Monferrato nella prima metà del ‘900 (Comune di Mombaruzzo-Impressioni Grafiche); 4 maggio: Laura Chiarello in dialogo con Alice Blythe Raviola e Alessia Giorda presenta il suo libro Un Granatiere tra i Granatieri che fecero l’Italia. La vita di Achille Miroglio conte di Moncestino (1840-1866) (Associazione Mirò di Villamiroglio, Alessandria); 11 maggioincontro con il curatore, Paolo Cavallo e i relatori del volume degli Atti, Non solo Botto. Intertestualità artistica nell’area sabauda tra Cinque e Seicentonuove ricerche  e acquisizioni per la storia della scultura, dell’ebanisteria,  dell’organaria e della produzione musicale, pubblicati dalla Società Storica  Pinerolese e dall’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte; 8 giugno: Paolo Salsotto, Presidente Aree Protette Alpi Marittime, e l’autore Walter Cesana, presentano il  libro I Savoia in Valle Gesso. Diario dei soggiorni reali e cronistoria del distretto delle Alpi Marittime dal 1855 al 1955 (Edizioni Primalpe, con il patrocinio del Centro Studi Piemontesi); 15 giugno: Gianpaolo Garavaglia, in dialogo con Casimiro Debiaggi e Guido Gentile, presenta la Bibliografia del Sacro Monte di Varallo (Amministrazione Vescovile Sacro Monte di Varallo); 22 giugno Fior dël pavé ëd Luis Valsoan (1862-1900) poeta-operaio in lingua piemontese, recital con Sergio Donna, Sergio Notario, Giuseppe Novajra (in collaborazione con l’Associazione Monginevro Cultura).

 SCARICA IL PROGRAMMA DELLE CONFERENZE

Le voci delle colline: trent’anni di Arvangia

arv1

Giovedì 24 novembre, ore 18.00

incontro con

Donato Bosca   Giacomo Giamello   Giovanna Zanirato

 

Dedicato alle Langhe. Le voci delle colline

Trent’anni di Arvangia tra libri e riviste

arvangia

LANGHE, MONFERRATO E ROERO sono oggi terre di cultura, invase da turisti che ne scoprono i tesori giorno dopo giorno. Ma i beni immateriali della cultura (dalle antiche favole alle novelle, dai racconti alle immagini, dai personaggi del passato alle vicende del quotidiano) per diventare bandiera del territorio  devono tornare ad essere patrimonio condiviso, motivo di orgoglio di una popolazione troppo presto etichettata come mondo dei vinti.  Dall’impegno trentennale dell’Associazione che per prima ha dato voce alla memoria che tace sono nati i recuperanti delle storie dimenticate. L’incontro avrà come protagonisti studiosi di lungo corso, felici di far conoscere i nuovi orizzonti che il sodalizio della rivalsa propone ai propri associati. Le voci ritrovate viaggiano sulle pagine della rivista Langhe, cultura e territorio, di opere inedite come il bel romanzo di Beppe Aimo, prematuramente scomparso, di ricerche emozionanti come quelle svolte da Giacomo Giamello, di doverosi omaggi come il libro in preparazione che farà conoscere ai lettori il coraggio di Meghi, la staffetta delle Langhe libere.

casa memorie

Donato Bosca: ricercatore scalzo come ama presentarsi ha anticipato da precursore i temi del paesaggio, le case di pietra e i mestieri scomparsi. Dal 2009 è direttore responsabile della rivista Langhe, edita da Araba Fenice di Boves con cadenza semestrale.

Giacomo Giamello: autore di diverse pubblicazioni su flora, fauna, persone, parlate locali e umanità varia. Le sue opere hanno il merito di conservare una parte importante dell’universo concettuale comune alla gente della Langa della metà del secolo scorso

Giovanna Zanirato: insegnante, studioso di cose di Langa. Per Araba Fenice di Boves ha pubblicato il volume A mani giunte sulla religiosità popolare tra Langhe e Roero. E’ in stampa il suo ultimo lavoro, dedicato alla staffetta partigiana Margherita Mo, detta Meghi.

arv2

Massimo Novelli: una storia napoleonica nella Resistenza

      Giovedì 10 novembre ore 18

Incontro con il giornalista e scrittore

Massimo Novelli

autore del libro

L’Avventura dell’Imperatore di Bronzo. Una storia napoleonica nella Resistenza

Boves, ArabAFenice, 2016

 

novelli

 

Massimo Novelli ritorna nell’Ottocento, il secolo dell’epopea napoleonica, della sua conclusione, della nascita del mito di Bonaparte. Ma questo libro è anche un’incursione nel Novecento, ed esattamente al tempo della Seconda Guerra Mondiale, quando l’Italia, nuovamente come ai tempi dell’imperatore corso, fu teatro di sanguinose battaglie. Nel contesto resistenziale un avvocato torinese (Massimo Ottolenghi) partigiano in Piemonte, ritrova un busto napoleonico in bronzo. Il mistero di questo piccolo manufatto è il motivo scatenante del libro. Novelli si butta sulle tracce della sua storia, ed attraverso la ricerca indaga sul mito napoleonico.
Un affascinante viaggio tra una miriade di personaggi che, appena dopo la scomparsa del Bonaparte, lo innalzarono quasi a semidio, e nella sua leggenda vissero, e spesso morirono a causa di essa.

 

Affreschi del Quattrocento nel Novarese

naldi1

Giovedì 3 novembre alle ore 18

conferenza con immagini

di Carlo Naldi (Politecnico di Torino)

Affreschi del Quattrocento nel Novarese

Nella seconda metà del secolo XV, le chiesette romaniche, gli oratori del Novarese vengono arricchendosi di pittura murale. Si tratta di produzione omogenea, costante nell’iconografia, di livello spesso notevole, con autonomia culturale. Gli artisti che rappresentano sulle pareti delle chiesette le credenze di tutta la comunità sono botteghe famigliari. Essi propongono agli occhi dei fedeli i santi localmente più venerati e gli accadimenti che si ripetono nelle sacre rappresentazioni. Tra i committenti più che i grandi feudatari sono i componenti del terzo stato, cioè il popolo, che dialoga direttamente con l’artista.

naldi2

Val Sessera e archeologia

      Giovedì 27 ottobre, ore 18

Paolo de Vingo

e gli autori

Maurizio Rossi e Anna Gattiglia

presentano il libro

Opificio in riva destra Sessera

Da risorsa strategica a patrimonio storico-ambientale

nell’ ambito del programma «Piemonte archeo-minerario. Miniere e opifici da risorsa strategica a patrimonio storico-ambientale»

 opificio
Le ricerche dell’ultimo quindicennio hanno rivelato che nelle valli alpine del Piemonte esiste un ingente patrimonio archeo-minerario, capillarmente diffuso sul territorio, costituito da miniere metallifere connesse a resti di opifici metallurgici. Il volume offre, con taglio interdisciplinare, un quadro degli aspetti storico-archeologici e tecnologici dello stabilimento fondato nel 1756 da Spirito Benedetto Nicolis di Robilant e destinato al trattamento della galena argentifera e degli altri minerali metalliferi che venivano estratti dalla soprastante miniera di Costa l’Argentera. Il sito, grazie a estesi scavi archeologici e restauri ricostruttivi basati sui documenti, resi possibili dalla collaborazione di soggetti privati ed enti pubblici, è oggi una delle due aree archeo-metallurgiche aperte al pubblico in alta Val Sessera (Biella) e, insieme con le sue infrastrutture, rappresenta una originale componente del patrimonio storico-ambientale piemontese.

 

Autori: Maurizio ROSSI & Anna GATTIGLIA, con contributi di Roberto CASTALDI, Daniele CASTELLI, Barbara GUÉNETTE-BECK, Renato NISBET, Piergiorgio ROSSETTI, Cristina SANNA, Roberto Valter VACCIO (Biella: E20Progetti. 144 pagine, 102 illustrazioni a colori, glossario/glossary, summary).