Archivi categoria: Segnalazione

La stella fra le stelle al Polo del ‘900

Il Centro Studi Piemontesi partecipa il 21 settembre, a partire dalle ore 18,30, al Polo del ‘900, Sala ‘900 (Via del Carmine 14, Torino) all’incontro “Prima fermata: Savigliano. Seconda fermata: Polo del ‘900”.

Nell’occasione Daniela Rissone presenterà  il suo volumetto “La stella fra le stelle”, ricerche e scoperte inedite sulle “stelle” della Mole Antonelliana, edito dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, di cui è imminente l’uscita della seconda edizione ampliata e aggiornata con nuovi documenti.

 

 

Convegno su Pietro Massia

A Torino, il 5 e 6 dicembre, si terrà il convegno internazionale

Sulle orme di Pietro Massia: strumenti e metodi per il rinnovamento della ricerca onomastica

Scopo del convegno è delineare il forte legame tra onomastica, territorio e cultura, ripercorrendo la storia della disciplina attraverso i suoi protagonisti e vagliando le nuove metodologie che si sono sviluppate – anche a partire dalle intuizioni di Pietro Massia – ed oggi sostenute dalle possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

Il convegno comprenderà 25 comunicazioni di 20 minuti, selezionate dal Comitato Scientifico.

Chi fosse interessato a proporre una comunicazione può inviare alla mail convegnomassia@libero.it entro il 20 settembre 2017 i propri dati unitamente alla proposta (di massimo 2000 battute).

QUI informazioni dettagliate

 

Premio Gianni Oberto 2017

Il Centro Gianni Oberto e il Consiglio regionale del Piemonte bandiscono il “PREMIO GIANNI OBERTO 2017” per il conferimento di tre premi di studio destinati a laureati in discipline letterarie e umanistiche presso le Università piemontesi con dissertazione di laurea conseguita negli anni dal 2013 al 2017 sui seguenti argomenti:  letteratura italiana in Piemonte; letteratura in lingua piemontese e nelle lingue minoritarie del Piemonte; cultura popolare in Piemonte; teatro piemontese.

Gli elaborati dovranno pervenire alla Segreteria del Centro Gianni Oberto (011/5757844 – Centro.Oberto@cr.piemonte.it) entro il 13 ottobre 2017.

QUI Regolamento e domanda di partecipazione

Buona estate

An cel a-i-é ‘d vòli,

che a passo e as lontan-o:

mi i seugno e i blimblan-o

guardand j’arsivòli

Pinin Pacòt

Buona Estate/ Bon-a Istà!

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis riaprirà al pubblico lunedì 4 settembre, con i consueti orari.

L’ “Officina” intanto non si ferma e continua la sua attività: è in preparazione il programma delle Conferenze per il prossimo autunno.

Sono in bozza i libri di prossima uscita:

Simonetta TombacciniLa «Nazione Ebrea» di Nizza. Popolazioni, istituzioni, usi e costumi  (1814-1860)Edizione in italiano del volume pubblicato in francese dall’Acadèmia Nissarda. Pagine previste 500 circa, con ill.

L’Epistolario del Beato Valfrè, a cura di Daniele D’Alessandro. Pagine previste 600 circa. Ricordiamo che chi volesse prenotare l’Epistolario del Beato Valfrè ha tempo fino al 10 settembre.

Graziella RivieraLa Strada del Fiammingo.  Dal Brabante al Monferrato: i Tabachetti di FiandraPagine previste 320, con ill. a colori.

Giovanni Tesio,  Vita  dacant  e da canté,  CCCLIX sonetti in lingua piemontese, con traduzione in italiano. Prefazione di Pietro Gibellini. Pagg. 400 circa.

Antonella GrimaldiStoria di Casale Monferrato dal V Congresso Agrario del 1847 al 1849Pagine previste: 350 circa.

Claudio BermondRiccardo Gualino Finanziere e imprenditore. Un protagonista dell’economia italiana del Novecento. Terza edizione. Pagg. XXXII- 271, ill.

 

In uscita l’Epistolario del Beato Valfrè

Dopo cinque anni di lavoro e accurate ricerche presso archivi e biblioteche italiane è ora in corso di pubblicazione, a cura di DANIELE D’ALESSANDRO

L’epistolario del Beato Sebastiano Valfrè
Scritti di un fedele dispensatore dei misteri di Dio

Un volume di circa 600 pagine che documenta la vasta e straordinaria rete di relazioni di Sebastiano Valfrè (1629-1710), il primo padre filippino ad essere innalzato all’onore degli altari, dopo San Filippo Neri, nel 1834. Introduzione di Gustavo Mola di Nomaglio. L’opera sarà disponibile per l’autunno 2017.

Valfrè fu un vero protagonista del suo tempo, cruciale sia per l’autonomia del Piemonte dalla Francia sia per la trasformazione della città di Torino in un’autentica capitale europea, con il raddoppio degli abitanti in pochi anni. Nato in una famiglia contadina di Verduno (CN), trascorse però tutta la vita a Torino presso la Congregazione dell’Oratorio di S. Filippo Neri, intrecciando un rapporto privilegiato con l’intera Corte Sabauda e principalmente con il duca Vittorio Amedeo II, di cui divenne confessore privato e fidato consigliere sulle materie ecclesiastiche. Il suo carteggio, per la maggior parte ancora inedito, si presenta particolarmente interessante per la grande eterogeneità dei quasi 200 corrispondenti accertati, senza differenze di censo, gerarchia, sesso. Il lavoro è così strutturato: i destinatari delle oltre 600 lettere reperite e integralmente trascritte, delle quali si è sempre indicato se già pubblicate o inedite, sono stati suddivisi in nove categorie (membri di Casa Savoia, cardinali e vescovi, confratelli oratoriani, donne laiche, famigliari di Valfrè, etc…) e per ogni personaggio storico è stata fornita una breve nota biografica. Le epistole sono state ordinate cronologicamente, ponendo invece per ultime quelle non datate. Nella conclusione sono stati messi in luce i risultati raggiunti, le problematiche emerse e sono stati inseriti due grafici che permettono di meglio visualizzare gli anni di maggior attività epistolare del beato, nonché le categorie di persone a cui scriveva di più. Infine un elenco di lettere della cui esistenza si è certi ma delle quali tuttavia non si conosce l’attuale collocazione, nella speranza che qualche lettore attento possa possa fornire utili informazioni per reperirle, contribuendo così a rendere ancora più completo questo lavoro di ricerca.

E’ possibile prenotare il volume al prezzo speciale di € 19 ed essere inseriti nella Tabula Gratulatoria inviando il modulo di prenotazione compilato al Centro Studi Piemontesi ENTRO il 10 SETTEMBRE 2017.

Presentazione Gipsoteche in penombra a Bistagno

 

Nell’ambito  delle celebrazioni monteverdiane organizzate dalla Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno per un fine settimana ricco di cultura:

Sabato 8 luglio alle ore 15,30
presentazione del volume Gipsoteche in penombra
edito dal Centro Studi Piemontesi
Saranno presenti, oltre  ai curatori Walter Canavesio e Gianluca Kannes, Beatrice Zanelli di ARTECO e Albina Malerba del Centro Studi Piemontesi

Seguirà la presentazione del nuovo apparato didattico della Gipsoteca dedicato alle tecniche scultoree tradizionali: Il percorso del fare (Sala Conferenze della Gipsoteca Monteverde di Bistagno)

scarica l’invito 

La Gipsoteca Giulio Monteverde è a Bistagno (AL), in corso Carlo Testa 3 – tel. 014479301

Il volume  Gipsoteche in Piemonte raccoglie gli atti della giornata di studi, organizzata dalla Regione Piemonte in collaborazione con l’Associazione
culturale ARTECO, che si tenne a Torino presso l’Accademia Albertina di Belle Arti il 18 ottobre del 2013 e fu dedicata alla
riscoperta delle raccolte di gessi provenienti da studi e laboratori di artisti piemontesi od operanti in Piemonte tra Otto e Novecento.
Sotto analisi, in particolare, alcune raccolte che si possono considerare “in penombra” perché non musealizzate o ancora in mano privata, senza tuttavia dimenticare quelle realtà che, come la Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno, appunto, hanno ormai un
allestimento e una gestione museale: come sottolinea infatti il curatore Walter Canavesio nel capitolo introduttivo, “il solo fatto di essere istituzioni riconosciute e frequentate, non esime queste realtà dall’avere ognuna specifiche problematicità e dall’essere, come tutte le realtà museali, soprattutto se molto specialistiche, continuamente in balia di difficoltà gestionali, allargate anche agli aspetti conservativi”. Il volume presenta esempi di varia natura, consistenza e destino: una finestra su un patrimonio culturale complesso e affascinante, meritevole di attenzione e dialogo tra
istituzioni del territorio.

Nel programma della manifestazione:

 Venerdì 7 luglio ore 21 proiezione del documentario The genius of a place – L’anima di un luogo di Sarah Marder

Domenica 9 luglio ore 16-19 visita alla mostra itinerante Monteverde. I will not die entirely attualmente allestita presso il Museo d’Arte Sacra di San Francesco a Cassine

A Marchierù la presentazione del libro su Maria Filippi di Baldissero

Domenica 18 giugno, alle ore 16

al Castello di Marchierù (Villafranca Piemonte)

presentazione del libro di Paola Prunas Tola Filippi di Baldissero
Mi ha cercato un fantasma

Memorie di Maria Filippi di Baldissero nata Canera di Salasco, Prima Dama di Maria Teresa di Toscana, principessa di Carignano

Intervengono Marina Bordese, Gustavo Mola di Nomaglio, Antonio Stango

 

 

R.S.V.P.   011/9807107 – info@comune.villafrancapiemonte.to.it


                  

Mostra Salgariana a Villarbasse

Sabato 20 maggio alle ore 16

alla Biblioteca “Luciano Tamburini” di Villarbasse 

inaugurazione della mostra fotografica Cascina Simonetto. Luoghi e persone nella Storia

e presentazione del libro La casa ritrovata. Storia e storie della Cascina Simonetto di Villarbasse. Con l’autrice, Marinella Grosa, intervengono Eugenio Aghemo, Virginia Brayda Gozzi, Bruno Ferrero, Monica Gallo. Letture di Laura Riviera.

Nell’occasione verrà inaugurata una mostra salgariana dedicata a Luciano Tamburini, a cura di Virginia Gozzi Brayda. In esposizione anche una decina di volumi dal Fondo Luciano Tamburini della Biblioteca del Centro Piemontesi.

Le due mostre resteranno aperte fino al 25 giugno.                   Biblioteca “Luciano Tamburini”, Via F.lli Vitrani 9, Villarbasse

 

Torino e la sua provincia nel Settecento

Per il ciclo di conferenze sulle province sabaude di Antico Regime
organizzate dagli Amici dell’Archivio di Stato di Torino,

mercoledì 17 maggio 2017, ore 16,45
sala conferenze dell’Archivio di Stato di Torino (ingresso da piazzetta Mollino 1, accanto al Teatro Regio)

In dialogo con Donatella Balani sul tema

“Torino e la sua provincia nel Settecento. Conoscere per governare: la città capitale e il territorio”
e Visita alle sale dei Regi Archivi alla scoperta di alcuni antichi documenti esposti solo per l’occasione

Torino nel Settecento era la capitale degli stati sabaudi, e dunque sede della corte e delle istituzioni centrali di governo del paese, ma era anche il capoluogo della provincia più popolata e tra le più estese del Piemonte.
Tra la metà del Seicento e la seconda metà del Settecento Torino era cresciuta in dimensioni, popolazione e importanza, diventando la degna sede di una monarchia che voleva contare sempre di più in Europa. La crescita di Torino era avvenuta sfruttando le risorse materiali e umane fornite anzitutto dal territorio provinciale, che era stato profondamente trasformato dalle esigenze politiche, economiche e rappresentative della dinastia.
Intorno alla città murata e ai suoi borghi si estendeva il contado, amministrato della municipalità. Sulla collina di Torino erano sorte le vigne e le case di villeggiatura dei torinesi nobili e ricchi. Nel restante territorio prevalevano le comunità con meno di mille anime ed i villaggi. Intorno alla città i Savoia avevano fatto costruire fastose dimore, per la caccia e le feste della famiglia ducale e della corte, emulando il prestigio le famiglie regnanti d’Europa. Le residenze extraurbane erano anche centri di produzione di derrate alimentari e di manufatti, che affluivano alla città attraverso una rete di strade che solcavano a raggiera la campagna torinese.
Torino aveva soffocato il Piemonte? Certamente il rapido sviluppo della città era stato in larga misura determinato da una massiccia immigrazione a corto e a medio raggio, definitiva o stagionale, che aveva impoverito altri centri cittadini, privandoli del fior fiore della nobiltà e di un attivo ceto medio, fatto di professionisti, mercanti, artigiani; ma l’attrazione esercitata dalla capitale avrebbe anche avuto ricadute positive sulla folla di uomini e donne provenienti dalle montagne e dalle aree rurali, che avrebbero trovato a Torino opportunità di lavoro e di promozione sociale.