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Due scoperte anticipate da “Studi Piemontesi”

Recentemente i giornali hanno messo in evidenza due preziose scoperte torinesi: la Cappella del Castello del Valentino e il  Coro ligneo del Prinotto. Quest’ultimo, proveniente da Galway, in Irlanda, si trova ora al Centro Conservazione e Restauro della Venaria per essere restaurato e successivamente esposto al pubblico.

Entrambe le “scoperte” sono state anticipate da “Studi Piemontesi”:

Roberto Antonetto, lo scopritore del coro, ne ha scritto già nel 2002: Un inedito capolavoro di ebanisteria torinese settecentesca in Irlanda (“Studi Piemontesi”, XXX, 2 (2002), pp. 287-300) mentre Maria Vittoria Cattaneo  studia da tempo la Cappella del Valentino e ne ha identificato alcuni degli artefici negli  articoli Castello del Valentino, la cappella: storia, decorazione e nuovi documenti (“Studi Piemontesi”, XLIII, 2 (2014),pp. 311-318) e La committenza di Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours per la Cappella del Valentino: una prima ipotesi attributiva per gli apparati decorativi (“Studi Piemontesi”, XLVI, 2 82017), pp. 445-456).

La beata Maria degli Angeli al Museo Diocesano di Torino

Fino all’11 febbraio, al Museo Diocesano di Torino (piazza San Giovanni, 4) è allestita la mostra

La beata Maria degli Angeli: politica e santità nella Torino barocca

Qui le informazioni su orari di apertura e biglietti

Il catalogo è a cura di Maria Teresa Reineri, Daniele Bolognini, Simone Mattiello, Francesca Capellaro, Arabella Cifani, Franco Monetti, Carlotta Venegoni

Addio a Camillo Brero

“E Ti Nosgnor/…/lassa che i pòsa/ d’sora Toa man/ l’ànima mia”

(C. Brero, Commendo Spiritum, in Breviari dl’ànima, a cura di G. P. Clivio, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1969)

Si è spento questa mattina, 10 gennaio 2018, a Pianezza, dove viveva, il poeta piemontese Camillo Brero.  Autore della Grammatica della Lingua Piemontese e del Vocabolario Piemontese-Italiano/Italiano Piemontese.

L’ultimo saluto a Camillo Brero sarà venerdì 12 gennaio, ore 15.30, Parrocchia San Pietro e Paolo di Pianezza.

 

Nato a Druento (Torino), nel 1926, è stato per molti anni insegnante prima di diventare impiegato alla FIAT. Incomincia a scrivere in piemontese negli anni Quaranta su incoraggiamento di Nino Costa e Luigi Olivero. Fatta amicizia con Pinin Pacòt, dal 1946 fa parte della Companìa dij Brandé”. Capofila della seconda generazione dei “Brandé”, alla morte di Pacòt ne raccoglie l’eredità spirituale continuando a pubblicare “Ij Brandé”, gli annuali “Armanach ëd poesìa piemontèisa”. Accanto alla mai interrotta attività poetica, ha svolto  un’intensa, appassionata, lucida  militanza in difesa della lingua piemontese: autore della grammatica normativa più importante (che parte dalle norme di grafia elaborate nel 1930 da Pacòt e Viglongo), e che codifica la grafia tradizionale adottata oggi praticamente da tutti coloro che scrivono nella lingua regionale, la Gramàtica piemontèisa più volte edita e aggiornata dal 1967 a oggi; e i due vocabolari Italiano-Piemontese (1976) e Piemontese-Italiano (1983),  anche questi più volti aggiornati e pubblicati da Il Punto-Piemonte in Bancarella. Ha scritto saggi, studi, presentazioni, interventi, trasmissioni televisive e radiofoniche, da aggiungersi all’opera di promozione e di didattica. Ha curato con Renzo Gandolfo l’antologia La letteratura in piemontese dalle origini al Risorgimento (1968) e di suo i tre volumi di una Storia della letteratura piemontese (1981-83). È stato tra i fondatori, nel 1969, del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis; Fondatore della Ca dë Studi Pinin Pacòt-Centro Studi Don Minzoni; Fondatore e direttore del mensile “Piemontèis Ancheuj”.

L’itinerario poetico di Brero si distribuisce nelle raccolte Spluve (Scintille)(1949), Stèile… stèilin-e (Stelle…stelline) (1956), Breviari dl’anima (Breviario dell’anima) (1962), L’anima mia a s’anandia (L’anima mia s’incammina) (1968), Bin a la tèra e l’àutra bin (Bene alla terra e l’altro bene) (1977), Ma ‘l sol doman a ven… Bin e poesìa an lenga piemontèisa (Ma il sole domani viene…Bene e poesia in lingua piemontese) (1986), An brass al sol (In braccio al sole) (1996),Vos ëd l’etern present (Voce dell’eterno presente) (2003).

“La poesia di Brero è sempre stata – da subito – una confessione e una confidenza, una festa e un affidamento (parola che sa di orfanezza e di fede, di fiducia e di accoglienza). La sua direttrice è da sempre stata la luce: la ricerca e l’elogio – il canto – della luce che festeggia l’ombra, il passo (della fede) che imprime l’orma. Le sue parole si sono sempre incardinate nel suono di una voce che scaturisce dalle più segrete sorgive di un richiamo ancestrale. Per cui l’incontro con Pacòt valse a conferma di una vocazione in travaglio. Ed è valsa a stanare una sete e un bruciore che già aveva la sua storia ma che sentiva l’urgenza (la necessità) di uno sbocco persuasivo”. “Un poeta che diventa intensamente persuasivo quando riesce a confondere (ma meglio sarebbe dire sciogliere) il lirismo d’impeto e un po’ oratorio nel sentimento di un tempo sommesso, nell’abbandono confidente in una religione che salva senza rumore, nello sgranarsi di un fitto rosario di frammenti o di istanti rasserenati e solari” (Giovanni Tesio).

Ant j’eve dosse dël pensé…

Lasseme spërfondé

andrinta a j’eve dosse dël pensé,

dël pensé ‘d Ti, o De…

peui perd-me an mes dla trasparensa ‘d lus

che a-j dà vita a la vita e al Cel am cus…

come a cus, sël cheur dla neuit, tute le stèile

antant che ‘l sol a sara soe parpèile…

Che bel! Sentisse lus drinta la Lus

e spërfondé, parej, drinta ‘l Pensé :

sentime but d’Amor dl’ùnich Pensé,

dël Pensé ‘d Ti, o De!…

La nòstra bela lenga piemontèisa

Quand che ij fieuj e j’anvod

parleran pi la nòstra bela lenga piemonteìsa

‘dcò le muraje a ‘rfaceran “Vergògna”

ai savant e ai potent ch’a l’han baratala

–         la nòstra bela langa piemontèisa –

con tranta ‘dné e ‘1 giov dla lenga dj’àutri.

Quand che i fieuj e j’anvod parleran pi

la nòstra bela lenga piemontèísa

– e noi e ij Grand saroma arson lontan

d’una vos dròla ‘d na cossiensa veja

ij dàir, le pere, ij ròch la parleran

la nòstra bela lenga piemontèisa,

j’eve dij nòstri fium la canteran

la nòstra bela lenga piemontèisa,

la lòsna e ‘1 tron a la diran sle nìvole

la nòstra bela lenga piemontèísa,

ël vent la crijerà tra la tempesta

la nòstra bela lenga piemontèisa,

la lun-a ëd neuit la confidrà a le faje

le nòstra bela lenga piemontèisa,

ëd di a risplenderà ant la lus dël sol

la nòstra bela lenga piemontèísa.

La nòstra bela lenga píemontèsa

tradìa e dismentià,

la nòstra bela lenga piemontèisa.

Oh, mia bela lega piemontèisa

che ant ël mè sangh it vive!

 

“Studi Piemontesi” 2017, fasc. 2

E’ uscito «Studi Piemontesi», dicembre 2017, vol. XLVI, fasc. 2. Pagg.393-718, ill.

 

 

Qui l’indice del numero

 

Ad offrire occasioni di lettura durante le feste di Natale e di fine anno è uscito puntuale il secondo numero di «Studi Piemontesi», la rivista semestrale di storia, arti, lettere e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis. Si segnala che a partire da questo fascicolo viene pubblicato l’abstract in inglese degli articoli e i singoli saggi sono identificati con il codice DOI (Digital Object Identifier).

Vittorio Alfieri sarà gratificato da questo fascicolo che si apre con due saggi a lui dedicati: Andrea Merlotti illustra una redazione sconosciuta dei sonetti piemontesi, molto interessante perché permette di capire meglio il contesto in cui nacquero; Pier Massimo Prosio invece propone una perspicace lettura dell’Agamennone. Altri quattro i saggi d’ambito letterario: Roberto Rosso esamina le pagine ‘africane’ di De Amicis; Luca Badini Confalonieri racconta l’atteggiamento verso Benedetto Croce nell’Università di Torino, sopra tutto nel campo degli studi letterari; a Nino Oxilia, alle sue relazioni con il Futurismo e alla raccolta Gli orti sono dedicate le pagine di Patrizia Deabate; Giovanni Cena è ricordato da Simonetta Satragni Petruzzi nel centenario della morte.

Biòva, buel culè, conegrina, l’alternanza tron-a / trona sono le schede di una nuova puntata dedicata al lessico piemontese a cura di Anna Cornagliotti e Giovanni Ronco; Balbo, Gavasso, Gavotti e loro varianti sono i cognomi della puntata di onomastica piemontese di Alda Rossebastiano, a Elena Papa e Daniela Cacia.

Numerosi i saggi d’ambito storico: in ordine cronologico: Luca Piergiorgio Isella avanza ipotesi sulla struttura del castello di Bra e della chiesa adiacente; Luca Malvicino presenta un gruppo di lettere scritte tra maggio e novembre 1740 dal marchese di Breglio alla moglie, dalle quali risulta che fu quello il momento in cui cominciò a pensare a Govone come residenza principale; Paolo Cozzo tratta delle relazioni fra lo stato Sabaudo e il Granducato di Lituania in età moderna.

Quasi metà del primo Parlamento subalpino era formata da avvocati: Pierangelo Gentile individua le principali figure tra i colleghi di Brofferio e illustra il loro atteggiamento di fronte alla guerra del 1848-49; Eugenia Galateri di Genola segnala il ritrovamento presso la Biblioteca Vaticana della collezione di giornali di tutto il mondo raccolta da Cesare Poma (1862-1932) e ne ricostruisce le vicende; quattro saggi ruotano intorno alla figura di Paolo Boselli (1838-1932), deputato, ministro, uomo pubblico: Cristina Scalon, Enrica Bodrato, Margherita Bongiovanni, illustrano il suo impegno come Primo segretario dell’Ordine Mauriziano (1904-32) e come presidente del Consiglio d’Amministrazione del Politecnico di Torino dal 1907 al 1923; Enzo Ferraro ricorda come per celebrare i suoi quarant’anni di vita pubblica il Comune di Torino promosse l’edizione in cinque volumi dei suoi discorsi politici; Chiara Devoti si sofferma sul libro in cui Boselli ricostruì origine, natura, finalità e patrimonio dell’Ordine Mauriziano.

Andreina Griseri illustra il modo di ‘leggere’ i luoghi del Piemonte che guida la mano di Clemente Rovere nei suoi disegni recentemente ristampati dall’Artistica Savigliano e lo colloca nel contesto dell’idea di città e del modo di rappresentarla in vigore tra Sette e Ottocento. Ancora per la storia dell’arte: Maria Vittoria Cattaneo propone una prima ipotesi attributiva per gli apparati decorativi della Cappella del Valentino; Silvia Tammaro, esamina le incisioni del pittore olandese Jan Huctenburg chiamato da Eugenio di Savoia ad illustrare le sue vittorie militari; Michele Danieli propone elementi per ricostruire la provenienza di due dipinti della Galleria Sabauda: la Geometria di Lorenzo Sabatini e la Cleopatra di Guido Reni. Lauro Mattalucci esamina l’affresco di Giovanni Martino Spanzotti nella chiesa di San Francesco a Rivarolo Canavese e propone una identificazione dei personaggi con riferimento al dibattito sull’Immacolata Concezione dell’età di Sisto V. Infine Lorenzo Mamino offre un ritratto di Giorgio Raineri (1927-2012), architetto e poeta.

Chiudono il volume le fitte pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi, alle notizie di mostre convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale.

 

Rivista « Studi Piemontesi »

Direttore: Rosanna Roccia

Direttore Responsabile: Albina Malerba

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Gilles Bertrand, Anna Cornagliotti, Gabriele Clemens, Guido Curto, Pierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci, Andrea Merlotti, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio,  Rosanna Roccia,  Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano,  Giovanni Tesio,  Georges Virlogeux.

Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali

 

Edilizia popolare a Torino alla Cascina Giaione

 

 

 

Giovedì 14 dicembre, ore 17,30

Biblioteca civica Alessandro Passerin d’Entrèves

Via Guido Reni 102, Cascina Giaione, Torino

presentazione del libro di Giancarlo Libert

Le case INA di corso Sebastopoli.

Con l’autore, interviene Gustavo Mola di Nomaglio su
L’edilizia popolare a Torino dal Risorgimento al Fascismo

 

5-6 dicembre: Convegno di onomastica

Il 5 e 6 dicembre, al Campus Einaudi
si tiene il convegno internazionale di studi onomastici

Sulle orme di Pietro Massia: strumenti e metodi per il rinnovamento della ricerca onomastica

organizzato dal Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Torino, con il patrocinio della Città di Torino, del Centro Studi Piemontesi e della Deputazione Subalpina di Storia Patria

Il convegno prevede due fitte giornate, con 28 interventi di studiosi, docenti e ricercatori provenienti dall’Italia e altri paesi europei. Qui il programma completo.

Campus Einaudi, Lungo Dora Siena, 100 A, Torino

Narrar castelli e vini a Ceresole d’Alba

Le associazioni Turismo in Langa e Network Roero sono liete di invitare i Soci del Centro Studi Piemontesi alla manifestazione “Narrar Castelli e Vini“.

Domenica 29 ottobre dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 ogni ora, presso il Castello di Ceresole d’Alba, vi saranno le “visite narrate”, durante le quali, i protagonisti del tempo racconteranno i momenti salienti della storia del paese e del suo castello.

A conclusione di ogni visita sarà possibile una degustazione del vino della Scuola Enologica Umberto I di Alba.

L’ingresso al castello, la visita e la degustazione hanno un biglietto complessivo di 8 euro.

per informazioni: 0173/364030  info@turismoinlanga.it www.turismoinlanga.it

scarica il programma completo

La stella fra le stelle al Polo del ‘900

Il Centro Studi Piemontesi partecipa il 21 settembre, a partire dalle ore 18,30, al Polo del ‘900, Sala ‘900 (Via del Carmine 14, Torino) all’incontro “Prima fermata: Savigliano. Seconda fermata: Polo del ‘900”.

Nell’occasione Daniela Rissone presenterà  il suo volumetto “La stella fra le stelle”, ricerche e scoperte inedite sulle “stelle” della Mole Antonelliana, edito dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, di cui è imminente l’uscita della seconda edizione ampliata e aggiornata con nuovi documenti.

 

 

Convegno su Pietro Massia

A Torino, il 5 e 6 dicembre, si terrà il convegno internazionale

Sulle orme di Pietro Massia: strumenti e metodi per il rinnovamento della ricerca onomastica

Scopo del convegno è delineare il forte legame tra onomastica, territorio e cultura, ripercorrendo la storia della disciplina attraverso i suoi protagonisti e vagliando le nuove metodologie che si sono sviluppate – anche a partire dalle intuizioni di Pietro Massia – ed oggi sostenute dalle possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

Il convegno comprenderà 25 comunicazioni di 20 minuti, selezionate dal Comitato Scientifico.

Chi fosse interessato a proporre una comunicazione può inviare alla mail convegnomassia@libero.it entro il 20 settembre 2017 i propri dati unitamente alla proposta (di massimo 2000 battute).

QUI informazioni dettagliate

 

Premio Gianni Oberto 2017

Il Centro Gianni Oberto e il Consiglio regionale del Piemonte bandiscono il “PREMIO GIANNI OBERTO 2017” per il conferimento di tre premi di studio destinati a laureati in discipline letterarie e umanistiche presso le Università piemontesi con dissertazione di laurea conseguita negli anni dal 2013 al 2017 sui seguenti argomenti:  letteratura italiana in Piemonte; letteratura in lingua piemontese e nelle lingue minoritarie del Piemonte; cultura popolare in Piemonte; teatro piemontese.

Gli elaborati dovranno pervenire alla Segreteria del Centro Gianni Oberto (011/5757844 – Centro.Oberto@cr.piemonte.it) entro il 13 ottobre 2017.

QUI Regolamento e domanda di partecipazione