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Saluto a Enrico Eandi

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis saluta con grande commozione e profonda gratitudine l’amico

Enrico Eandi

piemontèis ëd marca franca, mancato a Torino il 25 febbraio.

Dal 1998 membro del Collegio dei Probiviri e dal 2007 appassionato generoso Consigliere della Ca dë Studi Piemontèis.

Lo ricordano con infinito rimpianto il Presidente Giuseppe Pichetto, il Vice Presiedente Gustavo Mola di Nomaglio, il Direttore Albina Malerba, i colleghi del Consiglio Direttivo: Massimo Deandreis, Federico Della Chiesa, Giuseppe Ferrero, Elisa Gribaudi, Giacomo Lorenzato, Gian SavinoPene Vidari, Camillo Venesio; i Revisori dei Conti Gianluca Ferrero (Presidente), Giovanni Chieli, Maria Teresa Reineri,  Mario Chianale, Maria Cristina Gaja; i Probiviri Maria Piera Gandolfo Peyron, Alessandro Rosboch.

Partecipano al corale cordoglio dell’Associazione, Rosanna Roccia, Direttore della Rivista “Studi Piemontesi” e il Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Anna Cornagliotti, Guido Curto, Pierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri  Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio, Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano, Giovanni Tesio, Georges Virlogeux. Tutti i Soci e il personale della Ca dë Studi Piemontèis.

Imprenditore di successo, Enrico Eandi ha sempre coltivato con entusiasmo e energia la sua passione per il Piemonte, per la nostra civiltà, per la lingua piemontese, sostenendo la Ca dë Studi Piemontèis e creando una sua Fondazione culturale, la «Fondazione Savej», che ha messo in campo numerose importanti inziative, a partire dal Portale per l’editoria piemontese. Memorabile il suo impegno e la sua determinazione per celebrare degnamente il 150° anniversario dei fatti del settembre 1864, con la creazione di uno specifico sito internet, una pubblicazione e un grande spettacolo commemorativo in Piazza San Carlo «La strage impunita» il 22 settembre 2014.

 

 

Memorial – Gianrenzo Clivio

Dieci anni fa, il 22 gennaio 2006, a Toronto, si spegneva la voce di uno dei fondatori del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, il filologo piemontese, grande piemontesista, Gianrenzo P. Clivio. La “sua” Ca dë Studi lo ricorda con affetto e rimpianto.

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Gianrenzo P. Clivio

Torino, 18 gennaio 1942 – Toronto, Canada, 22 gennaio 2006

Ph.D. ad Harvard, professore ordinario dell’University of Toronto, Dipartimento di Studi Italiani.

Tra i fondatori, a Torino, del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis e della prestigiosa rivista semestrale interdisciplinare “Studi Piemontesi”.

Membro del Centre for Medieval Studies (Toronto).

Direttore Scientifico degli annuali “Rëscontr antërnassionaj dë studi an sla lenga e la literatura piemontèisa/Incontri internazionali di Studi sulla Lingua e la Letteratura in piemontese”.

Autore, per le edizioni del Centro Studi Piemontesi, dell’esauritissima e ancora insostituita Bibliografia ragionata della lingua regionale e dei dialetti del Piemonte e della Valle d’Aosta, e della letteratura in piemontese, Torino, 1971, pp. 255; della Concordanza linguistica dei “Sermoni Subalpini, id. 1974, pp XXXVIII-475; curatore dell’edizione del bicentenario dell’opera omnia del poeta civile del Piemonte Edoardo Ignazio Calvo, Poesie piemontesi e scritti italiani e francesi, id., 1973, pp. XXXII-350; e ancora nella stessa Collana di Testi e Studi Piemontesi (di cui è stato direttore del 1969 al 1978) un suo  volume di studi di Storia linguistica piemontese, 1976, pp. 225; e curatore con Giuliano Gasca Queirazza degli Atti del Convegno Internazionale di Studi, Lingue e dialetti nell’arco alpino occidentale, 1978, pp. X-334.

Tra le sue pubblicazioni piemontesi più preziose:

Profilo di storia della letteratura in piemontese, Torino, Centro Studi Piemontesi/Regione Piemonte, 2002, pp. 530; e coautore dei due volumi antologici: con Giuliano Gasca Queirazza e Dario Pasero, La letteratura in piemontese. Raccolta antologica di testi. Dalle Origini al Settecento, Torino, Centro Studi Piemontesi/Regione Piemonte, 2003, pp. 540; con Dario Pasero, La letteratura in Piemontese. Raccolta antologica di testi. Dalla stagione giacobina alla fine dell’Ottocento, Torino, Centro Studi Piemontesi/Regione Piemonte, 2004, pp. 650.

Coautore dell’opera: I dialetti italiani: storia struttura uso, Torino, UTET, 2002, pp. 1178.

Sempre alto il suo impegno, scientifico e civile, per la difesa e la valorizzazione della lingua e della letteratura in piemontese. In piemontese ha scritto anche poesie, sparse in varie riviste e antologie: la Ca dë Studi intende raccoglierle in volume. Per le edizioni della Ca dë Studi aveva pubblicato una raccolta di “poesiòte piemontèise” per i bambini, Trenin dësmore e buate (Torino, 2001), scritte con il preciso intendimento di facilitare l’acquisizione del piemontese da parte dei suoi tre figli, nati e cresciuti in Canada, e pubblicate con la speranza e l’auspicio che potessero “servire ad impostare un percorso didattico fruttuoso” anche nelle nostre scuole.

Nel 2008 la Ca dë Studi Piemontèis gli ha dedicato un Convegno internazionale, i cui testi sono raccolti nel volume degli Atti, “Quem tu probe meministi”. Studi e interventi in memoria di Gianrenzo P. Clivio, a cura di Albina Malerba, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2009, pp. 305. ISBN 978-88-8262-150-6.

“I giorni del mondo, i pensieri, gli atti, le parole di un uomo, vanno ben al di là della sua breve vita, rivivono attraverso il sangue, la memoria di chi discende da lui e lo continua, o di chi di lui si ricorda [..]. Egualmente ai suoi occhi appaiono i frutti ch’egli ha affidato alla terra e seguitano a rinascere. Quei giorni chi potrà contarli?” [1]

I “frutti”, progetti, libri, studi, parole rivestite di vita, che Gianrenzo Clivio ha affidato alla sua terra di Piemonte e in particolare al Centro Studi Piemontesi, la Ca dë Studi Piemontèis, che con Renzo Gandolfo e altri amici, ha fatto nascere nel 1969,  assieme alla prestigiosa rivista interdisciplinare “Studi Piemontesi”, con il preciso intento,  “ël but”, di “promuovere lo studio della vita e della cultura piemontese” per valorizzarla e farla conoscere nel mondo, con speciale attenzione, affetto, “bin”, per la lingua e la letteratura, sono nostro patrimonio indelebile, eredità sacrale, “militanza”, “angage”, per il futuro; valori di forte tensione morale che non saranno dispersi.

La storia culturale della lingua e della letteratura piemontese degli ultimi quarant’anni è cesellata dai lavori di Gianrenzo Clivio: ci ha insegnato a coniugare slancio, energia, passione e sapere scientifico per portare  “parole nostre” nel vasto mondo degli studi e degli interessi internazionali.

Il passo umano con il quale Gianrenzo ha attraversato i nostri giorni, oggi, seppur segnato dal dolore dell’assenza, è un cammino che il tempo non cancella, perché proprio nella memoria si rinnova. E i frutti continueranno a rinascere.

Quei giorni chi potrà contarli?

Quel che possiamo contare  – seppur con scarni titoli e date – sono gli studi (impossibile quantificare l’impegno dalla fondazione, all’avvio delle collane editoriali, all’impianto della rivista “Studi Piemontesi”) che  Gianrenzo ha dedicato dal Centro Studi Piemontesi, la Ca dë Studi Piemontèis, alla “patria cita”, la terra madre divenuta quel “luogo, fra tutti, a cui si dà un significato assoluto” [2], così impressa nel suo cuore poeta: “për ësta certëssa dura e dossa/ëd savej ch’a-i é un pòst an dova ch’im sento a ca” [3] (A.M.)

[1]  Guido Artom, I giorni del mondo, romanzo, Milano, Longanesi, 1981
[2] Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, Torino, Einaudi, 1952
[3] Gianrenzo P. Clivio, Pelegrinage (poesia, dalla raccolta in corso di pubblicazione)

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Per la  “Collana di Testi e Studi Piemontesi”, di cui Gianrenzo Clivo è stato Direttore dal 1969 al 1978, ha curato le edizioni:

–          Le ridicole illusioni, un’ignota commedia piemontese dell’età giacobina. Pagg. XXIV-91 (1969).

–         PEGEMADE, Ël nodar onorà, commedia piemontese-italiana del secondo Settecento. Pagg. LXXX-150 (1971)

–          EDOARDO IGNAZIO CALVO, Poesie piemontesi e scritti italiani e francesi, edizione del bicentenario. Pagg. XXXII-350 (1973)

–          Lingue e dialetti nell’Arco Alpino occidentale, Atti del Convegno internazionale di Torino, 12-14 aprile 1976, curati insieme a Giuliano Gasca Queirazza. Pagg. X-334 (1978)

Nella stessa collana ha pubblicato la sua raccolta di saggi:

–          Storia linguistica e dialettale piemontese. Pagg. XII-225 (1976)

Per la “Collana di Letteratura Piemontese Moderna”, di cui è stato Direttore dal 1969 al 1974, ha curato e firmato le introduzioni ai volumi di:

–          ARRIGO FRUSTA, Fassin-e ‘d sabia, pròse piemontèise. Pagg. XI-110 (1969)

–          CAMILLO BRERO, Breviari dl’ ànima, poesìe piemontèise. Pagg. XIII-68 (1969)

–          ALFREDO NICOLA, Stòria dle Valade ‘d  Lans, poesìe piemontèise. Pagg. IX-40 (1970)

–          TÒNI BODRÌE, Val d’Inghildon, poesìe piemontèise. Pagg.XIX-90 (1974)

–          TÒNI BODRÌE, Dal prim uch a l’aluch, poesie piemontesi. Pagg. XVI-190 (2000)

Fuori Collana ha pubblicato i volumi:

–          Bibliografia ragionata della lingua regionale e dei dialetti del Piemonte e della Valle d’Aosta, e della letteratura in piemontese,  con il padre Amedeo Clivio. Pagg. XXII-255 (1971)

–          Concordanza linguistica dei “Sermoni Subalpini”, in collaborazione con Marcello Danesi. Pagg. XXXVII-475 (1974)

–          Civiltà del Piemonte. Studi in onore di Renzo Gandolfo nel suo settantacinquesimo compleanno,  2 volumi curati in collaborazione con Riccardo Massano. Pagg. XV-886 (1975). Nel volume pubblica il saggio:  Su alcune vicende lessicali del gallo-italico occidentale, pp. 29-46

–          Trenin, dësmore e buate, poesiòte pr’ij cit. Pagg. 97 (2001)

–          Profilo di storia della letteratura in piemontese. Pagg. 507 (2002)

–          La letteratura in piemontese. Raccolta antologica di testi. Dalle Origini al Settecento, curato con  Giuliano Gasca Queirazza e Dario Pasero. Pagg. 540 (2003)

–          La letteratura in piemontese. Raccolta antologica di testi. Dalla stagione giacobina alla fine dell’Ottocento, curato in collaborazione con Dario Pasero. Pagg. 650 (2004)

Per la rivista “Studi Piemontesi”, di cui è stato tra i fondatori e ha fatto parte del Comitato Scientifico e Redazionale dal 1972 al 1979, ha pubblicato:

I, 2 (1972) Recensioni a:

Barbo Tóni Baudrier, Solestrelh òucitan, pp. 192-193;

Gaetano Berruto, Dialetto e società industriale nella Valle d’Andorno, note per una sociologia dei sistemi linguistici, pp. 199-201;

Giacomo Devoto e Gabriella Giacomelli, I dialetti delle regioni d’Italia, pp. 202;

Giuliano Gasca Queirazza (a cura di), Il Promptuarium di Michele Vopisco, vocabolario volgare-latino, Mondovì 1564, p. 202

II, 1 (1973)

La stagione giacobina e il problema della religione nella poesia di Edoardo Ignazio Calvo, pp. 3-26

II, 2 (1973) Recensioni a:

Teofilo G. Pons, Dizionario del dialetto valdese della Val Germanasca (Torino), pp. 191-192;

Vittorio Caligaris, Raccolta di vecchie parole gattinaresi, pp. 192

III, 1 (1974)

Per i settant’anni di Ernst Hirsh, p. 211

Recensione a:

Vittorio Alfieri, The Prince and Letters, p. 190

V, 1 (1976) Recensione a:

Hugo Plomteux, I dialetti della Liguria orientale odierna, la Val Graveglia, p.179

XVI, 2 (1987)

Lupus rapax: la denominazione della lince (Felis lynx L.) in piemontese e in gallo-italico, pp. 341-347

XVIII, 1(1989)

Due noterelle lessicali piemontesi (ancora sul diav e sul luv ravass), pp.119-122

XXIII, 2 (1994)

Osservazioni sui testi delle poesie di Vittorio Amedeo Borrelli e sul piemontese del Settecento, pp. 279-288

XXXIII, 1 (2004)

Pulizia linguistica o ecologia linguistica?,  pp. 3-9

XXXV, 1 (2006)

Giuliano Gasca Queirazza S.J., Ricordo di Gianrenzo P.Clivio, pp. 3-5

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Un di marcc-rai da sol

Gianrenzo Clivio

 

A gem sota tò pugn ël tavo ëd nosera

e a smija ch’at mossa an drinta ‘l vin brulé:

a ti ch’it fure ‘l mè pi car amis

l’é tuta dverta com ëdnans a Dé

mia ànima d’ancheuj!

Goblòt ëd branda costa sèira:

minca na stissa a l’é na gran-a

passà al gariòt ëd në spovrin dle masche,

ùltima gòj, contradansa e contraltar,

dongion d’una speransa!, për voi,

òmini moch, ch’i marce an trantoland,

parej dij cioch…

It làudo, ò Mossant, ò S-cèt, ch’it ëm ancioche!

                   Ti ‘t ses la sàiva, l’ùltima sàiva, ëd costa tèra…

Pòche béstie an sle colin-e, òmini

pòchi – tuti gris – apres la slòira a la matin d’otugn;

e pra d’erbass, ronze e gratacuj, e nen na man da deje feu.

Drocheri ‘d veje tor, ciabòt ëd pere, rive d’arbron,

sle piasse dij pais vej sensa giovo,

e ant ij pais ij pra dla fera, ancoronà d’urtije:

tèra che tò abandon, ross, it piores ant ël sangh

ëd j’arovej a mass s’ij vataron baross.

Sensa can ch’a baulo, cassin-e langareule:

èire canavsan-e, sensa masnà ch’a gieugo.

Ël tòr noviss monta pì nen la vaca

a la stagion dl’amor!

Ahidé! A l’é ben l’ora dj’ànime bastarde

ch’an anciarmo parej dle serp oslere:

slussi d’assel, për la tèra monfrin-a,

e ant ël vent pa dle nòstre, le paròle.

It làudo, ò Fort, ò Dru, ch’it ëm ësbòrgne!

                   Ti ‘t ses la gòj, l’ùltima gòj, ëd costa tèra…

I l’hai ciamà për nen dëdnans la bërgerìa.

L’uss ëd malëzzo con un càuss d’amor e ‘d ràbia

a l’é drocà. Parèj ëd na carëssa.

Fin-a l’eva dël baciass smiava bastarda.

J’òmini strach an fons dla val,

piturà le fomne, fumeria nèira paress ch’a dagna,

an sla toa trun-a, ò fier Piemont,

ch’l’é daspërtut, e sensa fior, e sensa lus.

A bacaja ‘l fumlam, le masnà a uco.

Lassù, gnanca pi n’òm ch’a-i passa.

It làudo, sent mila vire it làudo, o vin monfrin,

                   it làudo, ò vin monfrin ch’it ëm andeurme!

                   Ti’t sèi ra mimoria, l’ultima, drà mè tèra…

Mi sai che un di marcc-rai da sol

sla tèra piemontèisa, an mes

a gent strangera e a fieuj dësradisà:

venturand i passrai torna, com un neuv Gianpetadé,

për le colin-e dël Monfrà, ant un’ària nissa,

e an sla piassa dël mërcà ‘d minca pais

ëd fije bërnufie, masche dël temp neuv,

con la facia amblëttà am faran dë svergne.

I seu pa nen, se spìrit i sareu, o i sareu còrp:

ma i seu franch ben che un di marcc-reu da sol

sla tèra piemontèisa.

 

Pubblicata in R. Gandolfo, La Letteratura in Piemontese dal Risorgimento ai giorni nostri, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1972, pp. 393-394 (volume da tempo esaurito).

 

Il Repertorio Etimologico Piemontese su “La Stampa”

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Il linguista Gianluigi Beccaria parla del Repertorio Etimologico Piemontese in un ampio articolo pubblicato su “La Stampa” del 6 gennaio 2016.

QUI si può leggere l’articolo, completato da una breve video-intervista.

Il Repertorio Etimologico Piemontese è in vendita al Centro Studi Piemontesi. Prezzo di copertina e 110. Per informazioni: 011/537486 – info@studipiemontesi.it

E’ uscito il secondo fascicolo 2015 di “Studi Piemontesi”

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E’ uscito “Studi Piemontesi”, dicembre 2015, vol. XLIV, fasc. 2, pp. 305-664.

La politica internazionale può essere ansiogena, le condizioni climatiche della terra aleatorie, i mercati finanziari perplessi, ma «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità, edita dal 1972 dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, resta puntuale: così nella pausa natalizia i Soci, gli abbonati, gli appassionati di storia e civiltà del Piemonte, potranno viaggiare tra le pagine del secondo fascicolo 2015.

I saggi storici vertono sopra tutto sull’Ottocento: e l’attualità potrà spingere il lettore a cominciare da quello che scrive Barbara Curli su come il Piemonte fu coinvolto nel progetto del Canale di Suez; per poi fermarsi sul grande progetto italiano, il Risorgimento; troverà il saggio di Jean-Yves Frétigné su Massimo d’Azeglio e l’Oriente; alcuni appunti di d’Azeglio sull’ultimo viaggio di Carlo Alberto sono illustrati da Pierangelo Gentile e Georges Virlogeaux; Giorgio Federico Siboni scrive dell’attività diplomatica di Luigi Bossi fra rivoluzione ed età napoleonica; ancora di diplomazia nella prima metà dell’Ottocento tratta Alessandro Zussini che si occupa dei consoli piemontesi a Beirut.

Il lettore potrà farsi incuriosire da una specie di ossimoro: delle riforme giudiziarie di Carlo Felice, il re che è un po’ l’emblema della Restaurazione scrive Gianluca Smiriglia. Agli stessi decenni sono dedicati il saggio di Davide Arecco su scienza, letteratura e politica nella Restaurazione e quello di Pier Massimo Prosio sulla Beatrice di Tenda di Vincenzo Bellini e il Catello di Binasco di Diodata Saluzzo.

Un tassello per la storia del piemontese di quegli anni si trova in un documento di polizia illustrato da Andrea Bosio. Alla storia della scienza nel Settecento sono dedicati il saggio di Roberto Scoth sulle scienze matematiche nella Sardegna Sabauda e quello di Paolo Cozzo sul prete e medico Giuseppe Ragazzi.

Possono ricreare anche gli occhi con le illustrazioni i saggi di storia dell’arte: Franco Gualano scrive sui pittori della cattedrale di Ivrea; Simonetta Pozzati sui mobili di Palazzo Reale nel 1760; Angela Maisano dello scultore Carlo Marochetti; vertono sull’urbanistica l’intervento di Annalisa Dameri che dà notizia di un atlante di disegni di fortificazioni approntato fra Cinque e Seicento e quello di Luciano Re su un manoscritto (1681) di Donato Rossetti per il porto di Nizza.

La storia economica trova il suo spazio con i saggi di Luciano Frasson sull’associazione di mestiere dei ‘cerari’ fra Sei e Settecento; e di Valentina Lombardo sui Vincent, famiglia di commercianti di Gressoney, fra Sette e Ottocento.

Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia offrono una seconda puntata sull’onomastica piemontese, Patrizia Deabate scrive di Maria Jacobino interprete di Joan of Arc un successo del cinema muto torinese (1913); Deborah Guazzoni della partecipazione torinese al Congresso di educazione fisica di Parigi del 1913.

Tre i ritratti: Alessandro Roccati, Profilo di Silvio Curto; Francesco Malaguzzi, Per un ricordo di Francesco Federico Cerruti; Felice Pozzo, Ricordo di Mario Vugliano.  Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della morte di Nino Costa: Mario Chiesa propone una lettura ravvicinata del capolavoro del poeta torinese, Tempesta, l’opera che lo consacra come erede della tradizione civile della letteratura piemontese.

Come sempre chiudono il numero il «Notiziario bibliografico» e lo spoglio delle riviste: un aggiornamento bibliografico quasi esaustivo nel campo degli studi sul Piemonte.

Torino e il Monte dei Cappuccini per Voyager

monte

Il programma Voyager (Rai2 – ore 21,15) dedicherà la trasmissione di venerdì 18 dicembre a Torino. Tra i contributi della puntata, l’intervista a Padre Luca Isella sulle vicende della  Bastita e Filippo d’Agliè.

 

Capucinorum in summo montem supra Padi ripam coenobium, Theatrum Sabaudiae, vol I, tav. 30, immagine tratta da  da www.museotorino.it

Piero Cazzola

Ieri, 13 dicembre, nella sua casa di Torino, è mancato il professor  avvocato Piero Cazzola, decano del Comitato Scientifico del Centro Studi Piemontesi, amico buono e generoso, galantuomo d’altri tempi.

Il Santo Rosario sarà recitato oggi,  lunedì 14 dicembre alle ore 18 nella Chiesa di Santa Rita; i funerali saranno celebrati domani 15 dicembre, alle ore 11, sempre nella Chiesa di Santa Rita.

Piero Cazzola è stato docente di lingua e letteratura russa all’Università di Bologna: ha firmato centinaia di studi sui suoi amati scrittori; Collaboratore assiduo, prezioso, attento, disponibile della nostra rivista “Studi Piemontesi”. Tra le edizioni del Centro Studi Piemontesi, che negli ultimi anni è stato “la sua casa”, segnaliamo:

A.V. Suvorov, La corrispondenza dalla Campagna d’Italia (marzo – agosto 1799), traduzione, introduzione e note di Piero Cazzola, 1999;

l’ autobiografia,  Una vita in 4/5 di secolo, presentazione di Giovanni Tesio, 2004;

Piero Cazzola sessant’anni intorno al pianeta Russia, Atti dell’incontro di studi, Torino 26 maggio 2006, a cura di A. Malerba, premessa di Rosanna Roccia, 2008.

 

La Casa Editrice Viglongo e Nino Costa

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La Casa Editrice Viglongo festeggia i 70 anni di attività con una mostra allestita nel loggiato antistante alla Sala Marmi di Palazzo Civico (Piazza Palazzo di Città 1, Torino), dal 21 ottobre al 5 novembre 2015 (orario: da lune dì a venerdì 9-17; sabato 9-12).

La manifestazione si concluderà Giovedì 5 novembre alle 17, in Sala Rossa, con la lectio magistralis di Giovanni Tesio su Nino Costa, con le testimonianze di Cesare Alvazzi Del Frate e Giovanna Spagarino Viglongo.
Per partecipare alla lectio magistralis è INDISPENSABILE dare la propria adesione alla mail iniziative.istituzionali@comune.torino.it  o ai telefoni 011/23384 – 011/24012 – 011/22547
nino

A Torino, nel 1945, a due mesi dalla fine della guerra, nel fervore del clima esaltante e pieno di slanci, di voglia di costruire e ricostruire, Andrea Viglongo, con la moglie Giovanna Spagarino, inizia l’attività della Casa Editrice Andrea Viglongo & C. Editori con la pubblicazione del volume Bastian Contrario di Luigi Gramegna.
Tra edizioni e ristampe la Casa Editrice giunge a pubblicare circa 800 titoli, che spaziano dalla letteratura avventurosa (Salgari, Motta, Verne, i classici Defoe, Kipling, Swift) a quella alpinistica
(Rey, Whymper, Mummery), dall’arte, archeologia, architettura, alla manualistica tecnico-divulgativa, veri strumenti di lavoro.
Sempre all’insegna dei due filoni intrecciati, l’interesse regionale e la vocazione popolare, ha ridato vita a pagine dimenticate di Vittorio
Alfieri, Edmondo De Amicis, Guido Gozzano, Carolina Invernizio, Augusto Monti, Alberto Viriglio, ha pubblicato tutti i romanzi storici – tanto apprezzati da Luigi Einaudi e Umberto Eco – di Luigi Gramegna, la serie degli “inviti” alle regioni del Piemonte, l’intera produzione poetica in piemontese di Nino Costa, Brofferio, Calvo, Isler, i romanzi di Luigi Pietracqua e, per 40 anni, l’Almanacco Piemontese lodato da Norberto Bobbio.
Il suo fondatore Andrea Viglongo, amico d’infanzia di Piero Gobetti e collaboratore della “Rivoluzione Liberale”, redattore all’Ordine Nuovo di Gramsci, con un passato da giornalista militante e come studioso della lingua e cultura subalpina, ha legato il suo nome a quello di Nino Costa, che si può considerare per eccellenza il
cantore di Torino e del Piemonte: il più conosciuto e il più amato dei poeti in piemontese che a Torino, dove morì il 5 novembre 1945, dedicò bellissime liriche.

viglongo

Torino Spettacoli per il CSP

Il Centro Studi Piemontesi ha attivato una convenzione con Torino Spettacoli per la stagione 2015/2016.

Ai Soci del Centro Studi Piemontesi sono riservate tariffe agevolate per l’acquisto degli abbonamenti  nei teatri Alfieri, Erba e Gioiello di Torino e dei biglietti per singoli spettacoli per i cartelloni Cultura ClassicaGrande ProsaOperettaPer farvi riderePiemonte in scenaMezzogiorno a teatroSolferino di mattina e di sera.

Per informazioni: www.torinospettacoli.it – 011/6618404

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Repertorio Etimologico Piemontese

Fino al 30 settembre è possibile prenotare il REP-Repertorio Etimologico Piemontese al prezzo speciale di 65 euro (+ le spese di spedizione), ed inserire il proprio nome nella tabula gratulatoria del volume.

Per prenotare il REP, bisogna scaricare il modulo, compilarlo e inviarlo a info@studipiemontei.it o spedirlo al Centro Studi Piemontesi, Via Ottavio Revel 15, 10121 Torino.

Il REP è un vocabolario di grande formato, di oltre 1200 pagine che documenta la storia delle parole piemontesi dalla loro prima apparizione, con la ricerca dell’etimo, la registrazione delle varianti fonetiche e morfologiche e l’indicazione dei significanti  registrati fino a oggi, frutto di quindici anni di lavoro di una équipe di studiosi sotto la direzione scientifica di Anna Cornagliotti.