1848: nasce la ferrovia Torino Moncalieri

SGUARDI SU MONCALIERI 

Incontri per una Storia di Moncalieri

Prosegue il cammino attraverso la storia e le storie di Moncalieri e del suo territorio, tramite incontri frutto di una proficua collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura della Città di Moncalieri, la Biblioteca civica “A. Arduino” e il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis di Torino. Per aprire nuovi “Sguardi” volti ad approfondire i temi per “scrivere” una Storia della Città.

 

Mercoledì 26 settembre 2018 ore 17,30

Biblioteca civica “A. Arduino” – Via Cavour, 31 Moncalieri
Per i 170 anni dell’inaugurazione della tratta ferroviaria Torino-Moncalieri

 

 

Saluto dell’Assessore alla Cultura Città di Moncalieri Laura Pompeo

Conferenza di Rosanna Roccia direttore “Studi Piemontesi”

Torino-Moncalieri, 24 settembre 1848 

8 km di ferrovia, l’inizio di un’impresa di grande significato politico, sociale e culturale 

 

Interverranno

Franco Lucia di Rete Ferroviaria Italiana del Gruppo FS

Margherita Sardella dell’Associazione Europea Ferrovieri

Coordinamento Albina Malerba

 

Per informazioni: 0116401611 – info@studipiemontesi.it

 

Prossimo appuntamento Mercoledì 17 ottobre:

 Andrea Merlotti, Centro studi delle Residenze Sabaude,

 Moncalieri nel Settecento, fra presenza della Corte e tensioni nel Consiglio di Città

 

 

 

Le vie della seta tra Piemonte e Giappone

sabato 22 settembre alle ore 16

nella sala conferenze del Castello di Racconigi

nell’ambito della mostra

“Seta: il filo d’oro che unì il Piemonte al Giappone”

 

si terrà la conferenza di

Giovanni Riccardi Candiani

curatore del volume sul viaggio in Estremo Oriente compiuto a fine ‘800 dal principe Tomaso di Savoia, Duca di Genova,  accompagnato dal conte Camillo Candiani, nonno del Curatore del volume.

Interverrà anche Tomaso Ricardi di Netro con una presentazione della figura del principe Tomaso di Savoia, duca di Genova.

Il volume è pubblicato da VIVANT con il supporto editoriale del Centro Studi Piemontesi

Viaggio fra le carte dell’Archivio di Stato di Asti

Per le Giornate Europee del Patrimonio 2018

all’Archivio di Stato di Asti (Via Govone 9)

domenica 23 settembre alle ore 17

B. Alice Raviola (Università degli Studi di Milano)

parlerà sul tema

Un eretico, molti quadri e stoffe di pregio

Breve viaggio fra le carte dell’Archivio di Stato di Asti

Grazie ai documenti conservati all’Archivio di Stato di Asti, città di banchieri sin dal Medioevo e importante presidio militare nel Piemonte sabaudo di Ancien Régime, si può tracciare una storia della città, del suo tessuto sociale e della fitta rete di contatti che la collegavano a Torino, alla Liguria, alla Lombardia, fino alle regioni del Nord Europa, per scoprire una Asti inaspettata.

Per informazioni: as-at@beniculturali.it

Augusto Cesare Ferrari, pittore e architetto tra Italia e Argentina

All’Accademia Albertina di Torino

giovedì 20 settembre, ore 18

inaugurazione della mostra

AUGUSTO CESARE FERRARI

PITTORE-ARCHITETTO TRA ITALIA E ARGENTINA

a cura di Liliana Pittarello

con Isabel Ferrari, Julia Ferrari, Antonio Musiari

La mostra, organizzata in collaborazione con la Fundaciòn Augusto y Leon Ferrari Arte y Acervo di Buenos Aires, resterà aperta fino al 18 novembre 2018

Il catalogo è edito dal Centro Studi Piemontesi

 

 

 

Attività autunnale

Il Centro Studi Piemontesi è aperto al pubblico, seppure con qualche disagio dovuto ai lavori di ristrutturazione per la sistemazione dell’Archivio e il rinnovamento dei locali di accoglienza.

 

Si stanno programmando le attività autunnali: le conferenze in sede partiranno da lunedì 22 ottobre e proseguiranno fino a Natale; daremo via via notizia degli incontri fuori sede.

 

Chi dovesse ritirare la propria copia del primo numero 2018 di “Studi Piemontesi” può farlo nel consueto orario: 9-13 / 15-18 da lunedì a giovedì; 9-14 il venerdì.

 

Fino a metà ottobre la Biblioteca è aperta solo su appuntamento 

Arrivederci a settembre

Il numero di Studi Piemontesi è uscito regolarmente a  fine giugno, e penso che tutti i Soci ne abbiano avuto copia. Sul sito trovate il comunicato stampa.

In luglio si sono avviati i lavori di ristrutturazione della sede per la sistemazione dell’Archivio. I lavori  proseguiranno almeno fino a fine settembre, ma comunque, seppur con qualche disagio, la sede resterà aperta e funzionante.

Il Centro Studi Piemontesi chiuderà al pubblico per le ferie estive dal 30 luglio al 31 agosto.

Buona estate! Bon-a Istà!

Sèire d’agost

Për le sèire d’Agost, pasie e molsin-e, 

pien-e ‘d sospir e ‘d feuje tërmolante,

che le pèn-e dël mond son pì distante

che le stèile dël cel son pì davsin-e,

fa gòj setesse ai pe ‘d na piarda e a mila

conté ij lumin tramez a l’erba s-ciassa,

e perdse adasi ansema al temp ch’a passa

ciuto, parèj ‘d na larga acqua tranquila.

Pì nen penseje al crussi ch’an tormenta

e dësmentiesse dla fatiga ‘d vive:

sente mach pì, dai camp e da le rive,

la tèra con soa gran fòrsa inossenta.

E peuj… guardé lassù – vive e brilante –

j’autre sperse ‘nt ël cel grande creature:

le fiame eterne misteriose e pure

ch’as peulo nen conté tant a son tante.

Nino Costa (1886-1945)

 

E’ uscito il primo fascicolo 2018 di “Studi Piemontesi”

«Studi Piemontesi» giugno 2018,  vol. XLVII, fasc. 1. Pagg.370, ill.

 

La puntualità di uscita di «Studi Piemontesi», rivista di storia, arti, lettere e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi, è paragonabile a quella… del farò di San Giovanni.

 

Apre il primo numero del 2018 un intrigante articolo nel quale Georges Virlogeux con ampie citazioni dal carteggio di Luisa d’Azeglio Blondel ci introduce in un interno di grande famiglia del Risorgimento; e offre il ritratto di una donna impegnata nella società del suo tempo. Questo articolo dà un po’ il tono al volume che si caratterizza per il numero di inediti, di documenti, di indagini di prima mano: dalle pagine di Arabella Cifani e Franco Monetti sulla ‘Clementina’, alias Giovanna Battista Maria Buzano, ritrattista di corte del Settecento; ai documenti che permettono a Massimo Cerrato di fornire il profilo di una donna saluzzese tra i secoli XII e XIII, Matheuda Rossella; alla presentazione del Fondo della Real Casa nell’Archivio Centrale dello Stato da parte di Carlo M. Fiorentino; ai disegni di Carlo di Castellamonte per il Palazzo Ducale scoperti da Thomas Wilke; ai documenti che permettono a Gianluigi Alzona di provare la presenza di Amedeo di Castellamonte durante la ristrutturazione secentesca del Castello di Agliè; a quello, scoperto da Graziella Riviera, che rivela l’incarico a Giovanni Tabachetti e Gaudenzio Ravelli per un tabernacolo a Varallo, oggi scomparso; al manoscritto presentato da Gilles Bertrand con gli appunti del luogotenente generale di polizia di Parigi Jean Charles Pierre Lenoir che visita Torino nell’autunno 1780; sulla base di un dipinto di primo Ottocento di Baldassarre Luigi Reviglio, Luca Malvicino ricostruisce il disegno del giardino (completamente cancellato nel secolo scorso) del Castello di Govone, progettato da Xavier Kurten, l’architetto del paesaggio che introdusse in Italia la moda del giardino ‘all’inglese’; infine Carlo Burdet informa su marsala e moscato in casa Gozzano (e dell’Amica di Nonna Speranza).

Siamo nel campo della storia dell’arte con Rosanna Roccia che presenta i Taccuini aperti nei quali Andreina Griseri rivela le tappe del suo percorso di studiosa e ne elenca sobriamente i risultati; mentre Walter Canavesio fa il punto su Bernardo Vittone e Arnaldo Di Benedetto prende lo spunto dalla mostra Pittori / Poeti / Pittori, organizzata dalla Fondazione Bottari Lattes a fine 2017 ad Alba, per trattare in maniera breve e acuta il tema del rapporto tra poesia e pittura e dei poeti anche pittori e dei pittori anche poeti; Anselmo Nuvolari Duodo presenta l’unica opera d’arte sacra nota del pittore Antenore Soldi, la Madonna con Gesù Bambino e santi del 1871, conservata ad Acceglio.

Un gruppo di studi è dedicato a vari aspetti della storia di Casa Savoia: Giorgio Federico Siboni tratta dei sepolcri sabaudi; Gigliola Bianchini e Marco Testa delle Messe da Requiem in memoria di Carlo Alberto; Paolo San Martino del contributo di Augusto Telluccini nella rivalutazione delle residenze sabaude. La storia del territorio è toccata da Valentina Burgassi che si occupa della commenda di Sant’Egidio di Moncalieri, un ente che, per la ricca documentazione superstite (inizia del secolo XIII), permette di seguire le trasformazioni nel corso dei secoli di una istituzione che gli Ospedalieri ereditarono dai templari. Fabio Milazzo racconta un decennio (anni Settanta dell’Ottocento) del manicomio di Racconigi, momento nel quale la visione della struttura come luogo di cura si confronta con quella che lo vede come luogo di detenzione. Il declino demografico di molti piccoli comuni piemontesi è descritto sulla base di dati statistici da Antonio Cravioglio.                                           Garetto, Garetto, Tallone, Talon e Taloni sono i cognomi della settima puntata di onomastica piemontese curata da Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia. Quattro i ritratti di personaggi piemontesi: Donato D’Urso traccia il profilo di un prefetto ottocentesco, Cesare Bardesono di Rigras; Claudio Marazzini quello del bibliofilo Francesco Malaguzzi; Giovanni Tesio della scrittrice Elisabetta Chicco Vitzizzai; la ricerca onomasiologica di Alda Rossebastiano sul nome Redi Sante (il docente di pedagogia Di Pol) in ricordo del collega. E poi i ricordi di Gustavo Mola di Nomaglio per Federico Bona, di Albina Malerba per Camillo Brero e Francesco Franco.

Come sempre chiudono il fascicolo le dense pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi Piemontesi, alle notizie di mostre, convegni e altre iniziative riguardanti la cultura del Piemonte e degli antichi Stati Sabaudi.

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Ricordo del Generale Amoretti a 10 anni dalla scomparsa

Nel decennale della scomparsa del Generale Guido Amoretti
Celebrazione istituzionale del Duomo di Torino
Sabato 14 luglio, ore 10,30

 

Internato militare nell’ultima Guerra Mondiale, insegnante della Scuola d’Applicazione d’Arma, studioso, ricercatore e scrittore militare, scopritore 60 anni fa della scala di Pietro Micca, fondatore dell’omonimo Museo e autore di importanti scoperte del patrimonio storico cittadino, quali il Pastiss e il Cisternone, animatore di approfondimenti storici e rievocazioni militari, ha contribuito in modo determinante a promuovere e intensificare l’attenzione di tutti allo straordinario patrimonio sotterraneo di Torino e della sua storia.

Con la Famiglia Amoretti invitano alla partecipazione il direttore del Museo Pietro Micca, generale Franco Cravarezza, il presidente dell’Associazione Amici del Museo Pietro Micca, Fabrizio Zannoni.

Per informazioni: 011/546317 – info@museopietromicca.it