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Frà Guglielmo Massaja da Moncalieri all’Etiopia

Mercoledì 18 ottobre ore 17,30

per “SGUARDI su MONCALIERI” Incontri per conoscere la città e il suo territorio

alla Biblioteca civica “A. Arduino” – Via Cavour, 31 – Moncalieri

conferenza di

PAOLO LUPO

Frà Guglielmo Massaja da Piovà “Abuna Messias”. Da Testona e Moncalieri all’Etiopia
La vita del grande missionario, medico, esploratore, raccontata attraverso le sue lettere e i suoi scritti

 

I trentacinque anni di vita missionaria trascorsi dal Venerabile Guglielmo Massaja fra il 1846 ed il 1880 in terra Oromo Galla in Etiopia sono ripercorsi da Paolo Lupo, in un volume appena pubblicato (A.D. 1846. Una “autobiografia” di fra Guglielmo Massaja da Piova’) in una sintesi accattivante dell’epistolario e delle Memorie storiche del Cardinale. Guidato dalla sequenza temporale delle lettere, Lupo ritrova nelle Memorie la perfetta coincidenza fra le due fonti e le unisce con la contestualizzazione ai fatti italiani ed europei dello stesso momento storico.

Storia dei Guglielminetti con Maria Chiara Acciarini e Rosanna Roccia

Lunedì 16 ottobre ore 18

Rosanna Roccia

e l’autrice

Maria Chiara Acciarini

presentano il libro

Storia dei Guglielminetti

150 anni di memorie familiari dall’Unità d’Italia alla fine del Novecento

Robin Edizioni, Torino

Appassionata e appassionante è la storia che Maria Chiara Acciarini narra in questo libro intrecciando con perspicacia vicende private e eventi pubblici, imprenditorialità e pedagogia, poesia e politica, scelte di vita e costume. Protagonisti alcuni esponenti di spicco della grande famiglia Guglielminetti originaria della Valle Strona, migrata a Torino a metà Ottocento: uomini e donne che dalla vigilia dell’epopea risorgimentale all’ultimo scorcio del “secol breve” si affermarono in ambiti diversi, affrontando «le sfide della vita con impegno e determinazione». L’Autrice, che, con i documenti reperiti nel corso di accurate e diffuse ricerche, ha dato vita a un vero e proprio archivio di memorie, avverte subito di avere operato «una scelta ragionata» nel focalizzare la propria attenzione su alcuni personaggi piuttosto che su altri. Nel suo racconto dunque alcuni membri della numerosa famiglia (di cui alle pp. 274-275 è opportunamente riportata una «genealogia semplificata» redatta nel 1965, utile a districarsi nel complesso groviglio di nomi che si ripetono e di parentele che si diramano) appaiono in secondo, terzo piano e oltre: comparse mute e sfocate appartenenti a storie che intersecano la Storia. […].

La storia dei Guglielminetti delineata dalla Acciarini si conclude con l’uscita di scena di Andrea, morto nel 1985: altri padri e madri, fratelli e sorelle, cugini e cugine della famiglia sono stati lasciati volutamente nell’ombra. Sappiamo però che tutti, in tempi e con ruoli differenti, hanno concorso a scrivere pagine necessarie alla formazione culturale e politica e allo svolgersi della vita quotidiana dei protagonisti scelti dall’Autrice, cui va un plauso per aver saputo coniugare vicende tanto diverse, unendole le une alle altre mediante il fil rouge dello studio meditato e della memoria [dalla recensione di Rosanna Roccia, pubblicata sul n.1, XLVI, 2017 di “Studi Piemontesi”, pp. 302-304].

Maria Chiara Acciarini: Eletta deputata nel 1996 e senatrice nel 2001, ha ricoperto incarichi in materia di Istruzione pubblica, Beni culturali e Politiche per l’infanzia e dei minori. Ha fatto parte del secondo governo Prodi in qualità di Sottosegretaria alle Politiche per la Famiglia. Attualmente è consigliere dell’Associazione Nazionale ex-Deportati (ANED) e della Fondazione della memoria della Deportazione.

Rosanna Roccia: storica, è Direttore della rivista “Studi Piemontesi”.

 

Riprendono i Colloqui del Lunedì

 

Di lunedì alle 18

In via Revel a Torino, al Centro Studi Piemontesi,  ritornano dal 16 ottobre, con la Storia dei Guglielminetti , “I Colloqui del Lunedì”:  il tradizionale e collaudato ciclo di incontri che il Centro Studi Piemontesi organizza nella sua sede di  Torino in via Ottavio Revel 15,  su argomenti interdisciplinari, come è nel DNA dell’attività di studi e ricerche dell’istituto.

Si comincia

lunedì 16 ottobre alle ore 18, con il direttore della rivista “Studi Piemontesi”, Rosanna Roccia che dialoga con Maria Chiara Acciarini autrice del libro: Storia dei Guglielminetti. 150 anni di memorie familiari dall’Unità d’Italia alla fine del Novecento (Robin Edizioni, Torino);

e si prosegue fino a dicembre sempre di lunedì alle ore 18.

23 ottobre: Piero Gribaudi e Bruno Guglielmotto-Ravet presentano le Lettere sulle Valli di Lanzo di Luigi Francesetti di Mezzenile,  traduzione di Piero Gribaudi  per le edizioni della Società Storica delle Valli di Lanzo. Letture di Valentina Duretto.

30 ottobre: Albina Malerba e l’autore Giovanni Tesio presentano la raccolta Vita dacant e da canté, 369 sonetti in piemontese, pubblicati dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis.

6 novembre: Elena Gianasso e l’autore Gian Luca Giani presentano il libro L’incanto della Torre. Segreti, splendore e polemiche della costruzione più discussa di Torino, Edizioni Yume, Torino.

13 novembre: gli autori  Federico Fontana, Luca Giacomini, Renata Lodari, con Gustavo Mola di Nomaglio e Matteo Ferrione, presentano il volume,  Antiche Dimore e Giardini a Dronero, edizione del Centro Studi Piemontesi in collaborazione con l’Associazione DroneroCult.

20 novembre: Pier Paolo Merlin , Franca Varallo  e le curatrici Anna Cantaluppi e Blythe Alice Raviola,  presentano l’opera L’Umiltà e le Rose . Storia di una Compagnia Femminile a Torino tra età moderna e contemporanea, pubblicazione della Fondazione 1563 – Quaderni dell’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo, Leo S. Olschki editore, Firenze.

27 novembre: Luigi Rajneri, conferenza illustrata su Architettura e poesia nei progetti di Giorgio Raineri (1927-2012).

4 dicembre: Daniela Rissone, La Stella fra le stelle, Story-board sulla Stella della Mole Antonelliana, pubblicazione del Centro Studi Piemontesi.

Da mercoledì 13 dicembre, a partire dalle 11,30, inaugurazione della tradizionale mostra “Un libro per Natale” che resterà aperta fino al 22 dicembre.

Scarica il programma

La stella fra le stelle al Polo del ‘900

Il Centro Studi Piemontesi partecipa il 21 settembre, a partire dalle ore 18,30, al Polo del ‘900, Sala ‘900 (Via del Carmine 14, Torino) all’incontro “Prima fermata: Savigliano. Seconda fermata: Polo del ‘900”.

Nell’occasione Daniela Rissone presenterà  il suo volumetto “La stella fra le stelle”, ricerche e scoperte inedite sulle “stelle” della Mole Antonelliana, edito dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, di cui è imminente l’uscita della seconda edizione ampliata e aggiornata con nuovi documenti.

 

 

Gipsoteche a Varallo

L’attività del Centro Studi Piemontesi riprende

sabato 9 settembre, alle 11

a Varallo Sesia – Biblioteca civica “Farinone Centa”

Via Umberto I, 69

con la presentazione del libro

Gipsoteche in penombra

Il patrimonio piemontese

Con i curatori  Walter Canavesio e Gianluca Kannès, interverranno Albina Malerba, Casimiro Debiaggi, Donatella Rizzio

Scarica la scheda del libro

 

In uscita l’Epistolario del Beato Valfrè

Dopo cinque anni di lavoro e accurate ricerche presso archivi e biblioteche italiane è ora in corso di pubblicazione, a cura di DANIELE D’ALESSANDRO

L’epistolario del Beato Sebastiano Valfrè
Scritti di un fedele dispensatore dei misteri di Dio

Un volume di circa 600 pagine che documenta la vasta e straordinaria rete di relazioni di Sebastiano Valfrè (1629-1710), il primo padre filippino ad essere innalzato all’onore degli altari, dopo San Filippo Neri, nel 1834. Introduzione di Gustavo Mola di Nomaglio. L’opera sarà disponibile per l’autunno 2017.

Valfrè fu un vero protagonista del suo tempo, cruciale sia per l’autonomia del Piemonte dalla Francia sia per la trasformazione della città di Torino in un’autentica capitale europea, con il raddoppio degli abitanti in pochi anni. Nato in una famiglia contadina di Verduno (CN), trascorse però tutta la vita a Torino presso la Congregazione dell’Oratorio di S. Filippo Neri, intrecciando un rapporto privilegiato con l’intera Corte Sabauda e principalmente con il duca Vittorio Amedeo II, di cui divenne confessore privato e fidato consigliere sulle materie ecclesiastiche. Il suo carteggio, per la maggior parte ancora inedito, si presenta particolarmente interessante per la grande eterogeneità dei quasi 200 corrispondenti accertati, senza differenze di censo, gerarchia, sesso. Il lavoro è così strutturato: i destinatari delle oltre 600 lettere reperite e integralmente trascritte, delle quali si è sempre indicato se già pubblicate o inedite, sono stati suddivisi in nove categorie (membri di Casa Savoia, cardinali e vescovi, confratelli oratoriani, donne laiche, famigliari di Valfrè, etc…) e per ogni personaggio storico è stata fornita una breve nota biografica. Le epistole sono state ordinate cronologicamente, ponendo invece per ultime quelle non datate. Nella conclusione sono stati messi in luce i risultati raggiunti, le problematiche emerse e sono stati inseriti due grafici che permettono di meglio visualizzare gli anni di maggior attività epistolare del beato, nonché le categorie di persone a cui scriveva di più. Infine un elenco di lettere della cui esistenza si è certi ma delle quali tuttavia non si conosce l’attuale collocazione, nella speranza che qualche lettore attento possa possa fornire utili informazioni per reperirle, contribuendo così a rendere ancora più completo questo lavoro di ricerca.

E’ possibile prenotare il volume al prezzo speciale di € 19 ed essere inseriti nella Tabula Gratulatoria inviando il modulo di prenotazione compilato al Centro Studi Piemontesi ENTRO il 10 SETTEMBRE 2017.

Presentazione Gipsoteche in penombra a Bistagno

 

Nell’ambito  delle celebrazioni monteverdiane organizzate dalla Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno per un fine settimana ricco di cultura:

Sabato 8 luglio alle ore 15,30
presentazione del volume Gipsoteche in penombra
edito dal Centro Studi Piemontesi
Saranno presenti, oltre  ai curatori Walter Canavesio e Gianluca Kannes, Beatrice Zanelli di ARTECO e Albina Malerba del Centro Studi Piemontesi

Seguirà la presentazione del nuovo apparato didattico della Gipsoteca dedicato alle tecniche scultoree tradizionali: Il percorso del fare (Sala Conferenze della Gipsoteca Monteverde di Bistagno)

scarica l’invito 

La Gipsoteca Giulio Monteverde è a Bistagno (AL), in corso Carlo Testa 3 – tel. 014479301

Il volume  Gipsoteche in Piemonte raccoglie gli atti della giornata di studi, organizzata dalla Regione Piemonte in collaborazione con l’Associazione
culturale ARTECO, che si tenne a Torino presso l’Accademia Albertina di Belle Arti il 18 ottobre del 2013 e fu dedicata alla
riscoperta delle raccolte di gessi provenienti da studi e laboratori di artisti piemontesi od operanti in Piemonte tra Otto e Novecento.
Sotto analisi, in particolare, alcune raccolte che si possono considerare “in penombra” perché non musealizzate o ancora in mano privata, senza tuttavia dimenticare quelle realtà che, come la Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno, appunto, hanno ormai un
allestimento e una gestione museale: come sottolinea infatti il curatore Walter Canavesio nel capitolo introduttivo, “il solo fatto di essere istituzioni riconosciute e frequentate, non esime queste realtà dall’avere ognuna specifiche problematicità e dall’essere, come tutte le realtà museali, soprattutto se molto specialistiche, continuamente in balia di difficoltà gestionali, allargate anche agli aspetti conservativi”. Il volume presenta esempi di varia natura, consistenza e destino: una finestra su un patrimonio culturale complesso e affascinante, meritevole di attenzione e dialogo tra
istituzioni del territorio.

Nel programma della manifestazione:

 Venerdì 7 luglio ore 21 proiezione del documentario The genius of a place – L’anima di un luogo di Sarah Marder

Domenica 9 luglio ore 16-19 visita alla mostra itinerante Monteverde. I will not die entirely attualmente allestita presso il Museo d’Arte Sacra di San Francesco a Cassine

Antiche dimore e giardini a Dronero

Nell’ambito delle manifestazioni per “Dronero un borgo ritrovato

venerdì 23 giugno alle 17,30

a Palazzo Savio, Dronero

presentazione del libro

Antiche dimore e giardini a Dronero

a cura di Federico Fontana, Luca Giacomini, Renata Lodari

edito dal Centro Studi Piemontesi

in collaborazione con Dronero Cult

Con i curatori del volume, intervengono

Gustavo Mola di Nomaglio e Albina Malerba

scarica l’invito

scarica il programma di Dronero un borgo ritrovato

 

Visita alla mostra “Dalle Regge d’Italia” a Venaria

Martedì 27  giugno, ore 15

La Venaria Reale, visita alla mostra

Dalle Regge d’Italia

Tesori e simboli della regalità sabauda

Ci guideranno i curatori della mostra Andrea Merlotti Silvia Ghisotti

Ingresso ridotto € 10, gratuito per i possessori di Abbonamento Musei

Appuntamento davanti alle biglietterie in via Mensa

E’ necessario dare la propria adesione entro il 23 giugno a:

011/537486 – info@studipiemontesi.it

Recital per Luis Valsoan, “Fior dël pavé”

Giovedì 22 giugno 2017 ore 18

recital intorno al libro

Fior dël pavé

di Luis Valsoan (1862-1906)

poeta-operaio in lingua piemontese

con

Sergio Donna, Sergio Notario, Giuseppe Novajra

In collaborazione con l’Associazione Monginevro Cultura

 

Fior dël Pavé ‘d Luis Valsoan (1862-1906), con la prefazione di Tavo Burat, è un agile volumetto di poesie, una plaquette, stampata in occasione dei primi cento anni dalla morte dell’autore. Il recital, che chiude gli incontri in sede, è ispirato proprio alle poesie in piemontese contenute in questa raccolta.   Sergio Notario ha scritto il copione di un recital dedicato a Luis Valsoan poeta operaio nato a Pont Canavese nel 1862 da genitori montanari e morto precocemente a Torino (nel 1906). In collaborazione con lo chansonnier Beppe Novajra (direttore artistico dell’Associazione Monginevro Cultura), Notario ha ricomposto la vita del poeta operaio, la cui opera, come ricordava Tavo Burat, potrebbe essere definita “un crij d’arvira libertaria”, cioè un grido di rivolta libertaria, per riscattare le faticose condizioni di lavoro delle “filandere” delle manifatture di tessuti e filati di cotone, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Dopo un percorso di emigrazione in Svizzera e in Belgio, verso la fine dell’Ottocento, Valsoan ritorna nella sua Pont, e diventa un operaio delle Manifactures Royales d’Annecy e Pont, poi assorbite dal cotonificio Mazzonis di Torino.