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Moncalieri nel Settecento tra Corte e Città

SGUARDI SU MONCALIERI 

Incontri per una Storia di Moncalieri

Prosegue il cammino attraverso la storia e le storie di Moncalieri e del suo territorio, tramite incontri frutto di una proficua collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura della Città di Moncalieri, la Biblioteca civica “A. Arduino” e il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis di Torino. Per aprire nuovi “Sguardi” volti ad approfondire i temi per “scrivere” una Storia della Città.

 

Mercoledì 17 ottobre 2018 ore 17,30

Biblioteca civica “A. Arduino” – Via Cavour, 31 Moncalieri

 

Saluto dell’Assessore alla Cultura Città di Moncalieri Laura Pompeo

Conferenza di

Andrea Merlotti Centro studi delle Residenze Sabaude

Moncalieri nel Settecento 

fra presenza della Corte  e tensioni nel Consiglio di Città         

coordinamento Albina Malerba

Nel corso del Settecento, Moncalieri fu una delle principali sedi della corte sabauda. Vittorio Amedeo III e sua moglie Maria Antonia Ferdinanda di Spagna ne fecero la loro residenza prediletta come principi ereditari. Quando nel 1773 salirono al trono, vi si stabilirono anche per periodi molti lunghi, sino a cinque mesi l’anno. La città e soprattutto il castello furono così il luogo di cerimonie sfarzose e di grandi lavori, divenendo, insieme, oggetto di visite e soggiorni da parte di viaggiatori di tutti i ceti. Di tali esperienze sono restate numerose testimonianze, in parte ancora da studiare come meriterebbero. La scelta dei sovrani favorì lo sviluppo urbanistico della collina torinese. In essa, infatti, furono numerosi i nobili di corte che fecero costruire (o ristrutturare) ville e villeggiature in cui chiamarono a lavorare artisti della corte e che in diverse occasioni accolsero gli stessi sovrani. A fronte di tale situazione, il Consiglio comunale si rilevò uno dei più problematici dell’intero Piemonte, nei confronti del quale il governo sabaudi dovette varare una specifica politica di controllo. L’analisi della storia della città permette, quindi, riflessioni più ampie sul riformismo dei Savoia e sul senso delle loro politiche.

Andrea Merlotti è uno storico e dirige il Centro studi del Consorzio delle residenze reali sabaude (Reggia di Venaria). Siede nel comitato scientifico del Centre de Recherche du Château de Versailles e del Centro Studi Piemontesi; è socio dello IULCE – Istituto Universitario la Corte in Europa di Madrid e della Society for Court Studies di Londra. Si occupa in particolare di storia dei Savoia, della loro corte e dei ceti dirigenti sabaudi, temi cui ha dedicato diversi libri ed oltre un centinaio di articoli. Fra i suoi lavori più recenti sono: Storia degli Stati sabaudi, 1416-1848 (Brescia, Morcelliana, 2017), scritto con Paola Bianchi; Andare per: Regge e Residenze (Bologna, il Mulino, 2018) e il catalogo della mostra Dalle regge d’Italia. Tesori e simboli della regalità sabauda, curato con Silvia Ghisotti (Reggia di Venaria – Genova, Sagep, 2017). Ultimamente i suoi studi si sono concentrati sulla Sindone come reliquia dinastica, tema cui ha dedicato il volume The Shroud at Court: History, Usages, Places and Images of a Dinastic Relic, di prossima uscita per l’editore olandese Brill e curato con P. Cozzo e A. Nicolotti.