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E’ uscito il primo fascicolo 2015 di “Studi Piemontesi”

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Studi Piemontesi

XLIV, 1, giugno 2015, pp. 304, ill.

 

È uscito il primo fascicolo 2015 di «Studi Piemontesi», la rivista di lettere, storia, arti e varia umanità edita dal 1972 dal Centro Studi Piemontesi; con una novità: le pagine rifilate in luogo dell’intonso; ma resta ben salda nella tradizione con la puntualità della pubblicazione e l’elevato livello dei contenuti.

Apre il fascicolo il saggio di Ilaria Fiumi Sermattei su Gli antichi marmi della basilica di San Paolo fuori le mura e un’idea di Thorvaldsen per il dono di Leone XII a Carlo Felice; altri sette i saggi relativi alla storia dell’arte e della cultura: Paolo San Martino, “L’opera vastissima e geniale” di Gianni Ricci architetto (1895-1957) e l’eclettismo novecentista torinese; Arabella Cifani-Franco Monetti, Molto più che un tavolo. Sir Walter Becker, lo scrittore David H. Lawrence e l’ambiente artistico torinese del primo Novecento; Luca Pier Giorgio Isella, La rocca di Po e il Monte dei Cappuccini documentati nel XV secolo; Elena Gianasso, La chiesa della Confraternita dello Spirito Santo e il “Campanile maggiore” di Gassino Torinese (1684-1765); Carmen Yenny Melano, Antonio Maurizio Valperga (1605-1688), ingegnere architetto al servizio delle corti di Savoia e di Francia. Note inedite per un profilo biografico; Daniele Guernelli, Pergamene regali. Inediti miniati di Adolfo Dalbesio (c. 1880); Francesco Malaguzzi, Vicende antiche e recenti della Biblioteca Patetta; Piero Gondolo della Riva, Il Piemonte sui piatti (addenda 6).
Sono dedicati alla storia civile e politica piemontese i saggi di Amerigo CarusoLa sana politica è sempre d’accordo con la religione”: cultura politica e reti di relazioni dei cattolici conservatori nel Regno di Sardegna, 1848-1860; Fulvio Peirone, Sanità e igiene a Torino nella seconda metà dell’Ottocento: l’attività scientifica di Guido Bordoni Uffreduzzi batteriologo comunale; Gabriele Viola, Dai “beni comuni” ai “beni della Comunità”. Declino e “monetizzazione” dei beni comunali nelle valli Grana e Stura di Demonte fra i secoli XVII e XIX; Roberto Livraghi, Le origini dei Carabinieri in Alessandria, 1814-1821; Edoardo Gautier di Confiengo, Consoli del Regno di Sardegna e d’Italia a Cipro e donazione di antichità dell’isola, 1825-1872 e Maria Teresa Reineri, Una principessa indiana nella Torino carloalbertina: Giorgiana Solaroli Dyce Sombre.
Notevoli gli articoli dedicati a protagonisti antichi e moderni della letteratura e della cultura subalpine: il saggio di Arnaldo Di Benedetto sul romanzo di un intellettuale gobettiano («Oreste» di Guglielmo Alberti) e quello di Gustavo Mola di Nomaglio su un ‘letterato’ del Settecento, quando la parola aveva un significato molto più ampio di quello odierno: “Aperto a tutti gli orizzonti”. Tommaso Valperga di Caluso (Torino, 20 dicembre 1737-1 aprile 1815). Memoria nel bicentenario della morte; interessante la Noterella deamicisiana 2 di Pier Massimo Prosio. Fabio Uliana inoltre pubblica e commenta un poemetto celebrativo della Sindone dedicato a Carlo Emanuele nel 1611 dal fiorentino Francesco Maria Gualterotti.
L’area delle ricerche linguistiche è ben rappresentata dalle schede di Onomastica piemontese a cura di Alda Rossebastiano, Elena Papa e Daniela Cacia e dallo studio di Emanuele Miola, Per una grammatica del piemontese di oggi: gli aggettivi dimostrativi.
Come sempre chiudono il fascicolo il «Notiziario bibliografico» e lo spoglio delle riviste: un aggiornamento bibliografico quasi esaustivo nel campo degli studi sul Piemonte.

 

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Direttore : Rosanna Roccia

Direttore Responsabile: Albina Malerba

Comitato Scientifico:  Renata Allìo, Alberto Basso, Piero Cazzola,  Anna Cornagliotti, Guido Curto, Richard Drake, Pierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio, Rosanna Roccia, Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano, Giovanni Tesio, Georges Virlogeux.

Il Piemontese tra le lingue d’Europa

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Giovedì 16 aprile, alle ore 18,  per le Lectiones Renzo Gandolfo / Pagine dal Piemonte, conferenza di Emanuele Miola su
Piemontèis e tipologia. Il Piemontese tra le lingue d’Europa

 

Emanuele Miola è assegnista di ricerca presso l’Università di Milano Bicocca. E’ autore, tra l’altro, di una grammatica del kyé di Roccaforte Mondovì, Innovazione e conservazione in un dialetto di crocevia; e dell’ebook, L’italiano dei nativi digitali, pubblicato da Il Corriere della Sera-RCS. Enigmista, collabora alla Settimana Enigmistica e altre riviste del settore.

La conferenza verterà sul rapporto della lingua piemontese con le altre lingue d’Europa. Ci farà vedere che, guardando al piemontese con nuovi “occhiali”, sarà possibile scoprire molte particolarità della nostra lingua.

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Emanuele Miola a l’é laureasse an Siense Lenghistiche a Turin dël 2006 e peui a l’é adotorasse an Lenghistica Teòrica e Aplicà a l’Università ëd Pavia dël 2010. Adess a l’é asegnista d’arserca a Milano-Bicocca. A l’ha scrivù, tra l’autr, na gramatica dër kyé ëd Rocafòrt davsin al Mondvì, antitolà Innovazione e conservazione in un dialetto di crocevia, e l’ebook, L’italiano dei nativi digitali, surtì për Il Corriere della Sera-RCS. As blaga d’esse ‘dcò n’enigmista e a pùblica ‘d giuegh ansima a la Settimana Enigmistica e a d’àutre arviste d’ës setor.

La conferensa a veul vardé nòstr piemontèis sota na lus neuva, travers la prospetiva lenghistica tipològica. La tipologia a serv a tasté ij limit dle diferense antra le lenghe del mond e, donca, a serché soe smijanse. Se, anfati, i pensoma che ant ël mond d’ancheuj a-i é truch e branca 7000 lenghe vive, a stupiss almanch un pòch che le struture dle lenghe, për na certa fonsion o valadì për smon-e un particolar significà, a sio nen tantissime, ni a sio peui tant diferente antra lor. Emanuele an darà quaiche esempi e peui an parlerà dël piemonteis da la mira tipologica, an fasend ëd comparassion con le lenghe d’Euròpa e, an quaiche cas, con ‘d lenghe fòra dl’Euròpa. An farà vëdde che, se beicoma ël piemonteis con dle neuve baricole, i podroma dëscovrì tante particolarità ‘d nòstra lenga che a resto stërmà s’i pensoma mach antra le quatr muraje dle descrission gramaticaj ëd nòstra tradission, greca, latin-a e peui italian-a.

 

Convegno sulla lingua e la letteratura piemontese

LA CATTEDRA DELLE PAROLE: LINGUA E LETTERATURA PIEMONTESE A PIANEZZA

La Festa dël Piemont 2014 – Pianezza e la Ca dë Studi Piemontèis organizzano l’incontro di studi La Cattedra delle Parole. Dialoghi intorno alla lingua e alla letteratura in piemontese, nella giornata di sabato 22 novembre a Villa Lascaris a Pianezza.

I lavori si apriranno alle 9,30 con:

Gustavo Mola di NomaglioPiemonte e Nizza, Savoia ed Aosta lingue e identità nelle vene di un popolo libero

Sergio GilardinoSpecificità, idiomaticità e territorialità delle lingue ancestrali del PIemonte

Giovanni Tesio, La poesia di Bianca Dorato

Mariangela ArditoLa lingua piemontese: difficoltà dell’essere

Francesca CavalloLingue a contatto: substrato celtico e adstrato spagnolo nel lessico piemontese

Sergio Garuzzo, L’evolussion ëd l’usagi dël piemontèis an rapòrt a la lenga dë Stat: lenga ‘d poesìa ma nen mach. L’esempi dla provincia ‘d Lissandria

Ripresa dei lavori alle 14,30 con:

Davide DamilanoLa lenga piemontèisa a scòla

Michele BonaveroIj “Sermon segusin”, prediche dël Canònich Fransèsch Brayda ‘nt la prima metà dl’Eutsent

Rita GiacominoCostantino Nigra. “Arserche ‘d Costantino Nigra an sij dialèt cavanzan

Enzo VaccaQuand la bufà amprovisa as fa canson e la paròla a gita: mettere in musica le poesie di Bianca Dorato. Racconto di un’esperienza

Gianfranco PavesiLa lingua di confine. Parlate di transizione tra paure e sensi di inferiorità

Fransesch Rubat Borel – Berto ‘d Sèra – Emanuel MiolaLa lenga scrita ai temp dla sparission ëd cola parlà: l’esplosion an sla ragnà

Chiusura dei lavori di Albina Malerba