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E’ uscito “Studi Piemontesi”

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«Studi Piemontesi»

dicembre 2016, vol. XLV, fasc. 2, pp. 387-780, ill.

È uscito puntuale il secondo numero 2016, quarantacinquesimo di vita, di «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis. Ed è Andreina Griseri, decana del Comitato Scientifico, ad aprire la serie dei ventisette contribuiti con il saggio Il diario di un’avanguardia. Renzo Guasco/Artisti e critici in campo: un percorso dagli anni Trenta agli anni Ottanta del Novecento. Altri quattro i saggi di storia dell’arte: a Guarino Guarini sono dedicate le pagine di Luciano Re, con particolare attenzione alla guglia della Cappella della Sindone; Silvia Tammaro discorre degli studi nei quali Albert Ilg (Vienna 1847-1896) confrontava la Basilica di Superga con la Karlskirche di Vienna, due chiese con forte valore simbolico per le rispettive città; Giuseppe Pacciarotti ritorna sulla discussa attribuzione a Gottardo Gussoni o a Pietro Fenoglio del progetto di Villa Zanelli a Savona; Marcella Pralormo traccia un bilancio delle mostre finora allestite nella Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli.

I saggi storici affrontano aspetti non meno interessanti, a partire dal Quattrocento con le pagine di Evgeny Khvalkov (da San Pietroburgo) sulla presenza di piemontesi nella colonia genovese di Caffa (in Crimea) prima e dopo il 1453; Andrea Merlotti scrive della Sindone contesa dalle due fazioni nella guerra che negli anni 1638-1642 contrappose madamisti e principisti; Giuseppina Pellosio Genta esamina il problema dell’identificazione, complicata da un caso di omonimia, del parone” Clerico a inizio Settecento; Paolo Cozzo prende in esame la Istoria delle relazioni fra Roma e Torino di Ottavio Moreno (1832) puntando l’attenzione sulla questione dei feudi ecclesiastici; Mario Riberi studia la presenza dei deputati nizzardi nel Parlamento Subalpino; Altea Villa, sulla base degli appunti diaristici di Margherita Provana di Collegno, moglie del plenipotenziario sardo a Parigi nel 1852, mostra il volto ‘mondano’ della diplomazia; Maria Teresa Reineri racconta le vicende della prigionia dell’ufficiale Tancredi Brascorens di Savoiroux durante i fatti di Abissinia del 1887; infine Renzo Canalia documenta alcune spedizioni di squadristi fascisti a Torino e in Valle di Susa.

Due saggi sono dedicati alla storia del Museo Egizio: Laura Donatelli riferisce degli inizi delle trattative per l’acquisto da parte dei Savoia della collezione egizia del Drovetti, mentre Silvia Einaudi illustra i modelli di monumenti egizi fabbricati da Jean-Jacques Rifaud, ora conservati nel Museo.

Tre saggi sono dedicati alla storia dell’Ospedale Mauriziano di Torino: Chiara Devoti documenta la progettazione della nuova sede negli anni Ottanta dell’Ottocento; Cristina Scalon si sofferma sull’organizzazione del personale ed Erika Cristina illustra le tavole disegnate per l’Esposizione Generale Italiana del 1884.

Tra politica e letteratura si muovono Andrea Pennini, che registra il progetto di Carlo Emanuele I di arruolare i letterati del tempo al servizio dei piani espansionistici del ducato; e Daniele D’Alessandro che analizza un manoscritto ritrovato degli Avvisi di Sebastiano Valfrè a Vittorio Amedeo II.

Quattro i saggi d’argomento letterario: Chiara Tavella informa sulla presenza di Dante negli scritti di Santorre di Santa Rosa; Valter Boggione espone i risultati delle indagini preparatorie all’edizione dell’Ecce Homo di Carlo Vallini; Felice Pozzo segnala i riscontri tra le vicende che videro protagonisti il Duca degli Abruzzi e Katherine Elkins e quelle di personaggi salgariani; Pier Massimo Prosio ricorda Marziano Bernardi attraverso i suoi scritti su Torino e sul Pimonte.

Interessanti i saggi linguistici: una nuova serie di schede di onomastica piemontese a cura di Alda Rossebastiano, Elena Papa e Daniela Cacia; una discussione di Alberto Ghia sull’etimologia di topica ‘gaffe’; mentre tra linguistica e storia del costume si muove Laura Palmucci Quaglino nello studiare tre corredi nuziali settecenteschi della famiglia Morozzo.

Un’ottantina sono le fitte pagine dedicate alle recensioni, allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi Piemontesi, alle notizie di mostre convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale.

 

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Rivista « Studi Piemontesi »

Direttore: Rosanna Roccia

Direttore Responsabile: Albina Malerba

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Anna Cornagliotti, Guido Curto, Pierangelo Gentile,  Livia Giacardi,  Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci,  Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio,  Rosanna Roccia,  Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano,  Giovanni Tesio,  Georges Virlogeux.

Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali

 

E’ uscito il secondo fascicolo 2015 di “Studi Piemontesi”

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E’ uscito “Studi Piemontesi”, dicembre 2015, vol. XLIV, fasc. 2, pp. 305-664.

La politica internazionale può essere ansiogena, le condizioni climatiche della terra aleatorie, i mercati finanziari perplessi, ma «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità, edita dal 1972 dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, resta puntuale: così nella pausa natalizia i Soci, gli abbonati, gli appassionati di storia e civiltà del Piemonte, potranno viaggiare tra le pagine del secondo fascicolo 2015.

I saggi storici vertono sopra tutto sull’Ottocento: e l’attualità potrà spingere il lettore a cominciare da quello che scrive Barbara Curli su come il Piemonte fu coinvolto nel progetto del Canale di Suez; per poi fermarsi sul grande progetto italiano, il Risorgimento; troverà il saggio di Jean-Yves Frétigné su Massimo d’Azeglio e l’Oriente; alcuni appunti di d’Azeglio sull’ultimo viaggio di Carlo Alberto sono illustrati da Pierangelo Gentile e Georges Virlogeaux; Giorgio Federico Siboni scrive dell’attività diplomatica di Luigi Bossi fra rivoluzione ed età napoleonica; ancora di diplomazia nella prima metà dell’Ottocento tratta Alessandro Zussini che si occupa dei consoli piemontesi a Beirut.

Il lettore potrà farsi incuriosire da una specie di ossimoro: delle riforme giudiziarie di Carlo Felice, il re che è un po’ l’emblema della Restaurazione scrive Gianluca Smiriglia. Agli stessi decenni sono dedicati il saggio di Davide Arecco su scienza, letteratura e politica nella Restaurazione e quello di Pier Massimo Prosio sulla Beatrice di Tenda di Vincenzo Bellini e il Catello di Binasco di Diodata Saluzzo.

Un tassello per la storia del piemontese di quegli anni si trova in un documento di polizia illustrato da Andrea Bosio. Alla storia della scienza nel Settecento sono dedicati il saggio di Roberto Scoth sulle scienze matematiche nella Sardegna Sabauda e quello di Paolo Cozzo sul prete e medico Giuseppe Ragazzi.

Possono ricreare anche gli occhi con le illustrazioni i saggi di storia dell’arte: Franco Gualano scrive sui pittori della cattedrale di Ivrea; Simonetta Pozzati sui mobili di Palazzo Reale nel 1760; Angela Maisano dello scultore Carlo Marochetti; vertono sull’urbanistica l’intervento di Annalisa Dameri che dà notizia di un atlante di disegni di fortificazioni approntato fra Cinque e Seicento e quello di Luciano Re su un manoscritto (1681) di Donato Rossetti per il porto di Nizza.

La storia economica trova il suo spazio con i saggi di Luciano Frasson sull’associazione di mestiere dei ‘cerari’ fra Sei e Settecento; e di Valentina Lombardo sui Vincent, famiglia di commercianti di Gressoney, fra Sette e Ottocento.

Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia offrono una seconda puntata sull’onomastica piemontese, Patrizia Deabate scrive di Maria Jacobino interprete di Joan of Arc un successo del cinema muto torinese (1913); Deborah Guazzoni della partecipazione torinese al Congresso di educazione fisica di Parigi del 1913.

Tre i ritratti: Alessandro Roccati, Profilo di Silvio Curto; Francesco Malaguzzi, Per un ricordo di Francesco Federico Cerruti; Felice Pozzo, Ricordo di Mario Vugliano.  Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della morte di Nino Costa: Mario Chiesa propone una lettura ravvicinata del capolavoro del poeta torinese, Tempesta, l’opera che lo consacra come erede della tradizione civile della letteratura piemontese.

Come sempre chiudono il numero il «Notiziario bibliografico» e lo spoglio delle riviste: un aggiornamento bibliografico quasi esaustivo nel campo degli studi sul Piemonte.

E’ uscito “Studi Piemontesi”

È uscito con la consueta regolarità e tempestività, il numero 2, dicembre 2014 della rivista “Studi Piemontesi”, annata XLIII, pp. 283-562

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QUI l’indice del fascicolo

Dopo il ricordo nel 2011 dei centocinquant’anni dell’unificazione, quest’anno è stato il momento di richiamare alla memoria i fatti dolorosi che accompagnarono il trasferimento della capitale a Firenze: lo fa Umberto Levra in apertura del secondo fascicolo 2014 di «Studi Piemontesi» – la rivista di lettere, storia, arti e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi – con il saggio Settembre 1864: centocinquant’anni, che esordisce elencando i nomi di una decina delle 52 vittime che persero la vita nelle due tumultuose sere del 20 e 21 settembre: dalla cameriera al soldato, dal muratore all’oste, dal negoziante allo studente, a rappresentare i vari strati sociali coinvolti in quel momento di protesta.

Due saggi sono dedicati a questioni minori della storia del Novecento: Roberto Alciati ricorda Un “oriundo” quattordiese a Redipuglia: storia del generale Pietro Tommaso Monti (1868-1917); Donato D’Urso tratta della Vigilanza poliziesca sui “funerali rossi” ad Alessandria durante il ventennio fascista. Alla storia della scienza è dedicato il saggio di Simone Baral, Crani su misura. La frenologia in Piemonte.

Fra storia e costume si muove Enrico Edoardo Barbero con Il Palazzo Reale di Torino residenza dei Re d’Italia. Di un grande personaggio del liberalismo si occupa Paolo Bagnoli: La filosofia demiurgica di Filippo Burzio.

Diversi gli studi dedicati alle arti e, in particolare, all’architettura e  all’urbanistica: Maria Vittoria Cattaneo, Castello del Valentino, la cappella: storia, descrizione e nuovi documenti; Gianluigi Alzona, Origini e disavventure di un frate-architetto alla corte sabauda: Andrea Costaguta (Genova 1604 – Loano ≤1669); Giuseppe Pacciarotti, Il volto moderno del Verbano. Architetti e ingegneri attivi nei paesi del Lago Maggiore dalla fine del Settecento al 1915; Liliana Pittarello, I protagonisti dell’architettura argentina fra Otto e Novecento nati e formati in Piemonte: una ricerca in corso. Ancora alle relazioni culturali con l’Argentina all’inizio del Novecento è dedicato il saggio di Giovanna D’Amia, Francesco e Giovanni Gianotti, due artisti piemontesi fra Milano e Buenos Aires.

Quello di Giovanni Tesio, La parola non è (solo) una “questione privata”. Per un panorama letterario di Langhe Roero e Monferrato, è il primo dei saggi dedicati alla letteratura e dà conto di una ricerca avviata dal Centro Studi Piemontesi e dall’Università del Piemonte Orientale sugli scrittori che hanno parlato di un territorio recentemente dichiarato dall’Unesco bene dell’umanità. Gabriella Olivero traccia un profilo di un personaggio minore da non dimenticare: «Quella fragile creatura che è il piccolo teatro cattolico». Per una rilettura delle opere di Consolato Reineri (1900-1968). Il cinema torinese degli inizi non poteva trascurare uno scrittore torinese d’adozione: lo mostra Felice Pozzo: Delenda Carthago! Appunti salgariani tra Alberto Della Valle e Arrigo Frusta. Ad uno scrittore meno noto, Agostino Della Sala Spada (1842-1913), è dedicata la breve nota di Simonetta Satragni Petruzzi, Torino porto di mare. Nel 2073!. Luca Bellone, Lo sciocco in piemontese: preliminari di un’indagine onomasiologica, censisce un gran numero di termini, individua le aree semantiche da cui sono tratti e i meccanismi mentali con cui sono piegati a designare colui che mostra poco senno.

Due i ‘ricordi’ di personaggi scomparsi: Francesco Malaguzzi fa memoria dell’inglese Anthony Hobson (1921-2014), studioso della legatura italiana, che partecipò a pubblicazioni dedicate al libro in Piemonte; Marcella Filippa ricorda con commozione Marisa Piola Quazza, docente all’Istituto Magistrale Regina Margherita di Torino.

Nella sezione dei documenti e inediti, Michele Amedei pubblica una serie di lettere inedite scritte fra il 1905 e il 1909 dal pittore inglese John Singer Sargent (Firenze 1856 –  Londra 1925) all’artista piemontese Alberto Falchetti (Caluso 1878-1951), da una collezione privata.

Come sempre chiudono il fascicolo il «Notiziario bibliografico», con almeno un centinaio di libri recensiti o segnalati, lo spoglio delle riviste, e le notizie asterischi.

«Studi Piemontesi» :Direttore Rosanna Roccia – Responsabile Albina Malerba – Segreteria Giulia Pennaroli

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Piero Cazzola,   Anna Cornagliotti, Guido Curto, Richard Drake, Pierangelo Gentile,  Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio, Rosanna Roccia, Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano, Giovanni Tesio, Georges Virlogeux Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali