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Siboni, un’antica famiglia tra Piemonte e Lombardia

Lunedì 3 aprile 2017 ore 18.00

Giorgio Federico Siboni
Enrico Genta Ternavasio
Gustavo Mola di Nomaglio

dialogano intorno al libro

Appunti di storia famigliare

Leone Editore, Milano, con la collaborazione del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

 siboni

Storia e vicende di una famiglia – i Siboni – che affondano le loro radici in Chieri e Asti dalla metà del XIII secolo, partecipando attivamente alle vicende politiche, diplomatiche e finanziarie dei due Comuni medievali in stretto rapporto con la feudalità e le casate che si succedono nel tempo sul territorio: i marchesi di Saluzzo, gli Angiò, i Savoia e i Gonzaga. Con la crisi del circuito monferrino, agli albori della Età moderna, la famiglia prenderà poi stabilmente la via della Lombardia. Non un saggio di storia stricto sensu, ma una serie di piccole storie di persone: uomini e donne, progenie emblematica dei mutamenti epocali e delle inossidabili persistenze che legano e liberano i componenti di una stessa parentela. In questo volutamente breve compendio si incontreranno, spesso solo fugacemente, non una galleria di ritratti quanto, piuttosto, i protagonisti di scelte precipue, ciò anche a evidenziare come il singolo, anziché il gruppo-famiglia, divenga passo dopo passo il soggetto – pure per sé stesso – delle strategie organizzative famigliari. Completano il quadro storico complessivamente descritto un approfondimento sulle più vicine parentele materne dell’autore, dall’Ottocento a oggi, e una nota sui documenti dell’archivio famigliare recuperati dopo le dispersioni dovute all’ultimo conflitto mondiale.

Giorgio Federico Siboni: Dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano, è socio e collaboratore del Centro Studi Piemontesi. Consigliere direttivo della Società Dalmata di Storia Patria di Venezia, è membro del consiglio scientifico operativo del Centro documentazione Residenze Reali Lombarde

Enrico Genta Ternavasio: Università degli Studi di Torino

Gustavo Mola di Nomaglio: Centro Studi Piemontesi

 

Storia di famiglia: i Sannazaro di Giarole

Lunedì 22 febbraio, ore 18.00

primo appuntamento per i Colloqui del lunedì  2016:

Giorgio Federico Siboni

in dialogo con l’autore Giuseppe Sannazaro Natta di Giarole

presenta il libro

De Sancto Nazario

Mille anni di una famiglia tra arte, libertà e territorio

 nazaro

Il volume, pubblicato da Gammarò edizioni (Collana “Famiglie storiche d’Italia”, 2015, pp. 178), racconta la storia della famiglia Sannazzaro, vissuta per oltre mille anni tra Lombardia, Piemonte, Monferrato, Napoli e la Spagna e con incursioni nel Vicino Oriente. Una famiglia “normale”, la definisce l’Autore, che vive nel castello di Giarole, fondato dai suoi avi nel 1163, e in cui ha continuato l’attività agricola dei suoi antenati, sviluppando anche quella turistica e culturale attraverso l’apertura del castello al pubblico.

Giuseppe Sannazaro Natta di Giarole: ha lavorato nel mondo della finanza sviluppando importanti progetti industriali e infrastrutturali, conseguendo risultati di rilievo nel settore dell’energia rinnovabile. Da sempre appassionato di storia, è sensibile custode della memoria famigliare.

Giorgio Federico Siboni: socio e collaboratore del Centro Studi Piemontesi. dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano, membro di comitati scientifici per istituti culturali e società storiche nazionali ed estere, coordina progetti di studio interministeriali relativi alla storia del territorio.

E’ uscito il secondo fascicolo 2015 di “Studi Piemontesi”

copertina 2015 2

E’ uscito “Studi Piemontesi”, dicembre 2015, vol. XLIV, fasc. 2, pp. 305-664.

La politica internazionale può essere ansiogena, le condizioni climatiche della terra aleatorie, i mercati finanziari perplessi, ma «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità, edita dal 1972 dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, resta puntuale: così nella pausa natalizia i Soci, gli abbonati, gli appassionati di storia e civiltà del Piemonte, potranno viaggiare tra le pagine del secondo fascicolo 2015.

I saggi storici vertono sopra tutto sull’Ottocento: e l’attualità potrà spingere il lettore a cominciare da quello che scrive Barbara Curli su come il Piemonte fu coinvolto nel progetto del Canale di Suez; per poi fermarsi sul grande progetto italiano, il Risorgimento; troverà il saggio di Jean-Yves Frétigné su Massimo d’Azeglio e l’Oriente; alcuni appunti di d’Azeglio sull’ultimo viaggio di Carlo Alberto sono illustrati da Pierangelo Gentile e Georges Virlogeaux; Giorgio Federico Siboni scrive dell’attività diplomatica di Luigi Bossi fra rivoluzione ed età napoleonica; ancora di diplomazia nella prima metà dell’Ottocento tratta Alessandro Zussini che si occupa dei consoli piemontesi a Beirut.

Il lettore potrà farsi incuriosire da una specie di ossimoro: delle riforme giudiziarie di Carlo Felice, il re che è un po’ l’emblema della Restaurazione scrive Gianluca Smiriglia. Agli stessi decenni sono dedicati il saggio di Davide Arecco su scienza, letteratura e politica nella Restaurazione e quello di Pier Massimo Prosio sulla Beatrice di Tenda di Vincenzo Bellini e il Catello di Binasco di Diodata Saluzzo.

Un tassello per la storia del piemontese di quegli anni si trova in un documento di polizia illustrato da Andrea Bosio. Alla storia della scienza nel Settecento sono dedicati il saggio di Roberto Scoth sulle scienze matematiche nella Sardegna Sabauda e quello di Paolo Cozzo sul prete e medico Giuseppe Ragazzi.

Possono ricreare anche gli occhi con le illustrazioni i saggi di storia dell’arte: Franco Gualano scrive sui pittori della cattedrale di Ivrea; Simonetta Pozzati sui mobili di Palazzo Reale nel 1760; Angela Maisano dello scultore Carlo Marochetti; vertono sull’urbanistica l’intervento di Annalisa Dameri che dà notizia di un atlante di disegni di fortificazioni approntato fra Cinque e Seicento e quello di Luciano Re su un manoscritto (1681) di Donato Rossetti per il porto di Nizza.

La storia economica trova il suo spazio con i saggi di Luciano Frasson sull’associazione di mestiere dei ‘cerari’ fra Sei e Settecento; e di Valentina Lombardo sui Vincent, famiglia di commercianti di Gressoney, fra Sette e Ottocento.

Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia offrono una seconda puntata sull’onomastica piemontese, Patrizia Deabate scrive di Maria Jacobino interprete di Joan of Arc un successo del cinema muto torinese (1913); Deborah Guazzoni della partecipazione torinese al Congresso di educazione fisica di Parigi del 1913.

Tre i ritratti: Alessandro Roccati, Profilo di Silvio Curto; Francesco Malaguzzi, Per un ricordo di Francesco Federico Cerruti; Felice Pozzo, Ricordo di Mario Vugliano.  Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della morte di Nino Costa: Mario Chiesa propone una lettura ravvicinata del capolavoro del poeta torinese, Tempesta, l’opera che lo consacra come erede della tradizione civile della letteratura piemontese.

Come sempre chiudono il numero il «Notiziario bibliografico» e lo spoglio delle riviste: un aggiornamento bibliografico quasi esaustivo nel campo degli studi sul Piemonte.

Luigi Bossi, un milanese a Torino

I Colloqui del Lunedì e le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal Territorio, sono i due seguitissimi cicli di incontri che il Centro Studi Piemontesi organizza nella sua sede di  Torino di via Ottavio Revel 15,  su argomenti interdisciplinari, come è nel DNA dell’attività di studi e ricerche del  Centro Studi Piemontesi, che sempre più si conferma un presidio aperto e dinamico di cultura e di civiltà, capace di coniugare insieme il “locale” e l’internazionale.

Sarà Giorgio Federico Siboni dell’Università degli Studi di Milano, con una conferenza su Luigi Bossi (1758-1835). Un milanese a Torino tra fermenti unitari e Impero napoleonico ad aprire i Colloqui  lunedì 2 marzo alle ore 18.  Un omaggio ai rapporti che da sempre legano Torino, prima Capitale d’Italia, con Milano che tra pochi mesi ospiterà l’EXPO 2015.

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L’erudito e letterato milanese Luigi Bossi (1758-1835) ricoprì nel periodo rivoluzionario e napoleonico diversi incarichi diplomatici e amministrativi che lo posero al centro della complessa macchina riformatrice napoleonica. Incaricato d’affari a Torino – prima nel 1799 e poi più lungamente dal 1801 al 1808 – il Bossi avviò nella città subalpina un’importante rete di contatti culturali con i maggiori esponenti del mondo letterario e scientifico, giungendo quindi a essere aggregato alla stessa Accademia delle Scienze, con cui collaborò attivamente nel corso degli anni. Il soggiorno torinese di Luigi Bossi lo vide protagonista di primo piano della visita di Germaine madame de Staël, della ricezione della monta merinos tra Piemonte e Lombardia e dell’introduzione del sistema metrico decimale. Anni di rivolgimenti importanti che si accompagnarono a sussulti politici precorritori della temperie risorgimentale. Di questi e di altri aspetti – diplomatici, economici e sociali – che attraversarono il Piemonte rivoluzionario e napoleonico, Luigi Bossi fu osservatore attento, sagace e privilegiato. La sua testimonianza diretta restituisce i chiaro-scuri di un’età percorsa da mutamenti epocali e tenaci persistenze

Giorgio Federico Siboni, socio e collaboratore del Centro Studi Piemontesi, Dottore di ricerca, membro di comitati scientifici per istituti culturali e società storiche nazionali ed estere, coordina progetti di studio interministeriali relativi alla storia del territorio. Autore di saggi e monografie, le sue ricerche vertono in prevalenza sul XVIII secolo e sull’Età rivoluzionaria e napoleonica. A Luigi Bossi ha dedicato un volume di studi nel 2010 per la Leone Editore di Milano.

I Colloqui del Lunedì si tengono in sede, tutti i lunedì  – fino al 4 maggio – alle ore 18. L’ingresso è aperto a tutti, fino ad esaurimento dei posti in sala.

incontri al Centro Studi Piemontesi