Archivi tag: Margherita Oggero

prossimi appuntamenti

In sede

 

Istituti Culturali del Piemonte

Mercoledì 21 febbraio ore 17

Conferenza di Cristina Santarelli
Sinestesie sonoro-visive  nei banchetti di corte del Seicento in Piemonte

Istituto per i Beni Musicali in Piemonte

 

Giovedì 1° marzo ore 18

Conferenza di Giuseppe Pichetto
Erbe ed aromi, Vermouth e liquori del vecchio Piemonte

 

È in via di definizione il calendario dei “Colloqui del Lunedì” I/2018 che riprenderanno con la consueta cadenza settimanale da marzo

 

Fuori sede

Sabato 3 marzo ore 21

Circolo dei Lettori, Via Bogino, 9  – Torino
Invito per una
SERATA DI MUSICA, CANTO, POESIA

Maurizio Crosetti e Margherita Oggero

presentano con l’Autore

Vita dacant e da canté

369 sonetti in piemontese di Giovanni Tesio

il canzoniere edito dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

Voce solista Joana Gjoni

Chitarra Giovanni Acchiardi

Coordina Albina Malerba

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti in sala

I ricordi di guerra di Elena Accati in Valle Cervo

Lunedì 4 maggio, alle ore 18,  per i Colloqui del Lunedì, Elena Accati converserà con il pubblico sul suo libro:

Un giardino di ricordi

Infanzia di guerra in Valle Cervo

 

cervo

Elena Accati, Infanzia di guerra in Valle Cervo. Un giardino di ricordi, presentazione di Luigi Squillario, prefazione di Margherita Oggero, Savigliano, L’Artistica Editrice, 2014, pp.160, ill.

Al nome di Elena Accati si associano subito i più belli e intensi studi di piante, parchi, giardini del Piemonte. Questo è invece un libro di racconti e di ricordi (ma già in precedenza aveva dato prove narrative): “Approdata – scrive – a quella fase della vita in cui si guarda senza nostalgia alle giornate trascorse […] mentre apprezzo e ricerco ritmi lenti e riscopro il silenzio come momento  ideale per cogliere la musicalità del linguaggio […] mi sono tornati alla mente affetti, sensazioni, ricordi [..]”.  È l’infanzia, trascorsa in Valle Cervo, nel Biellese, a dettarle le pagine dei racconti scanditi in 12 tempi, legati dal “filo rosso” della “rottura dell’armonia prodotta dall’odio, dalla guerra”, e dall’incanto per la vegetazione dell’alta Val dël Sarv. Una fascinazione per fiori, piante, arbusti, alberi, paesaggio, natura, che da allora ha accompagnato tutta la sua vita portandola a “studiarne l’impiego nel giardino che è sogno e ricordo, microcosmo dove sono rappresentate le cose infinite dell’universo”. [dalla recensione di A. Malerba, in “Studi Piemontesi”, 2, 2014]