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Vita dacant ad Acqui Terme

 

venerdì 25 maggio, alle ore 18
alla Biblioteca civica di Acqui Terme (Via M. Ferraris, 15)

 

Giovanni Tesio parlerà della sua raccolta di sonetti in piemontese

Vita dacant e da canté

(Ed. Centro Studi Piemontesi, 2017)

con Maurizio Molan, Alessandra Terzolo, Egle Migliardi.

Vita dacant a Cisterna d’Asti

Sabato 21 aprile alle 16 

al Castello di Cisterna d’Asti (Piazza Hope 1)

Giovanni Tesio

parla del suo libro

Vita dacant e da canté

con Luciano Bertello

 

La manifestazione è stata organizzata dal Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese – I.C. di San Damiano d’Asti

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Musica canto e poesia per una Vita dacant

Sabato 3 marzo ore 21

Circolo dei Lettori

Via Bogino, 9  – Torino

Invito per una

SERATA DI MUSICA, CANTO, POESIA

Maurizio Crosetti e Margherita Oggero

presentano con l’Autore

Vita dacant e da canté

369 sonetti in piemontese di Giovanni Tesio

il canzoniere edito dal

Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

Voce solista Joana Gjoni

Chitarra Giovanni Acchiardi

 

Coordina Albina Malerba

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti in sala

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Vita dacant a Saluzzo

Venerdì 16 febbraio alle 17,30

a Saluzzo, Scuola APM  (Via dell’Annunziata 1)

nell’ambito della manifestazione “Un libro per the” organizzata dall’Assessorato alla Cultura della Città di Saluzzo

presentazione del libro

Vita dacant e da canté

di Giovanni Tesio

 

Se la poesia ha obiettivi, gli obiettivi del canzoniere di Giovanni Tesio, Vita dacant e da cantè  sono forse tre o quattro: dare voce a una voce che viene da lontano; dare voce alla vita, che è varia e complessa, intricata ma- se vita dacant, di lato, degna di canto; dare voce a una “lingua di poesia” – quella piemontese – che non cessa di “dittare”, di urgere dentro,; e infine dare voce a una resistenza, che è quella di non arrendersi al negativo, che possiamo pur sempre riscontrare nella nostra esistenza. Sono 369 sonetti in piemontese, quasi uno per ogni giorno dell’anno, ispirati al vivere in disparte, ai momenti del quotidiano che da banali diventano poesia. L’autore ci invita a casa sua, in cucina, in biblioteca e persino in bagno; lo accompagniamo ai giardinetti con i nipoti, ci offre in confidenza la sua vita familiare, i suoi pensieri più intimi, espressi in un piemontese semplice e raffinato.

Giovanni Tesio, Vita dacant e da canté, prefazione di Pietro Gibellini, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2017, pp. XIII-380.

Giovanni Tesio e la “Vita dacant e da canté” in 369 sonetti

Lunedì 30 ottobre ore 18

Albina Malerba e l’autore Giovanni Tesio

presentano la raccolta

Vita dacant e da canté

369 sonetti in piemontese

Pubblicati dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

Se la poesia ha obiettivi, gli obiettivi del “canzoniere” di Giovanni Tesio, Vita dacant e da canté, appena edito dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis (pp.XIII-380, prefazione di Pietro Gibellini), sono tre o forse quattro: dare voce a una voce che viene di lontano; dare voce alla vita, che è varia e complessa, intricata ma – specie se vista “dacant”, ossia di lato – degna di canto; dare voce a una “lingua di poesia” – quella piemontese – che non cessa di “dittare” (ossia di urgere dentro e di dentro); e infine dare voce a una resistenza, che è quella di non arrendersi al negativo, che possiamo pur sempre riscontrare nella nostra esistenza.

Sul nostro canale Youtube il video della conferenza

Ricordando la poetessa Bianca Dorato

Forse Bianca Dorato non avrebbe voluto un ricordo ufficiale . . .         In ogni caso oggi ricorrono i dieci anni dalla scomparsa di questa grande poetessa. Un ricordo semplice, un pensiero, una preghiera, magari guardando le sue montagne  . . .

Enzo Vacca

Bianca Dorato

(Torino, 26 maggio 1933 – 13 febbraio 2007)

Stërmaj

Ma ‘l leu ‘nté j’arbre ‘d galaverna as levo

bin àute a sërché ‘l cél, për mi cost leu

ciuto e leugn ant la nébia. Sì ‘nté a viro

le stra dij camp tan curte a l’orisont,

frema speté, e sola dzor dla tèra

ansupime ant ël geil. Tan dura e nèira

la mota, e sensa chit a la travajo

ansema scur e frèid, e a-i é pa vos,

bësbij o bram, che dal dolor a buta:

da la longa am bëstanta drinta al cheur

cost’ambrun-a d’invern. E belessì

ch’im armëtta, anreidìa, coma ‘l camp

chità d’ampess, che mai gnun vòli a sfrisa.

Ma che sempe im avisa che a l’anvìa

sfrandà dël sol mi i sarai cél e mira.

 

Nascondiglio

Ma il luogo dove pioppi di brina si levano
altissimi a cercare il cielo, per me questo luogo
muto e lontano nella nebbia. Qui dove volgono
le vie campestri così brevi all’orizzonte,
ferma attendere, e sola sopra la terra
assopirmi di gelo. Così dura e nera
la zolla, e senza tregua la tormentano
insieme buio e freddo, e non c’è voce,
bisbiglio o grido, che sgorghi dal dolore:
da tanto tempo mi indugia dentro il cuore
questo crepuscolo d’inverno. E qui
che io mi abbandoni irrigidita, come il campo
da tanto abbandonato, che mai un volo sfiora.
Ma che sempre io rammenti che al desiderio
invincibile del Sole io sarò cielo e meta.

 

da Tzantelèina, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1984.

Stantesèt sonèt al Castello di Roddi

locandina Tesio A4 3

Sabato 8 ottobre alle 18, al Castello di Roddi

Giovanni Tesio presenta il suo libro

Stantesèt Sonèt

edizioni Centro Studi Piemontesi 2015

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Culturale Premio Roddi, ed è aperta ai Soci e Amici del Centro Studi Piemontesi

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La poesia di Remigio Bertolino

      Giovedì 26 maggio, ore 18

in sede

incontro con il poeta

Remigio Bertolino

autore della raccolta

Litre d’ënvern/Lettere d’inverno

Nino Aragno editore, 2015

Interviene Giovanni Tesio

 litre

In questa nuova raccolta poetica, Remigio Bertolino scava nel segreto della lettera. Non riproduzione di fedeltà antropologica, ma trasmutazione alchemica, un mondo capace di liberare tesori. Viene da qui la ‘grazia’ delle sue parole esatte, precise, concrete, in cui vibra la risonanza (mai la ridondanza) del ‘vento’ che le muove. Luoghi remoti, addirittura eremitici. Montagna povera, fatica, solitudine e silenzi. Figure defilate e però fantasiose, fantasticanti, fantasmatiche, persino favolose, fiabesche.

Remigio Bertolino, di Montaldo Mondovì, vive a Vicoforte. Poeta in lingua piemontese, nella variante monregalese. Tra le sue diverse raccolte,   Sbaluch, 1989, pubblicato nella Collana del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, lo consacra nel panorama delle letterature regionali.