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E’ uscito il primo fascicolo 2018 di “Studi Piemontesi”

«Studi Piemontesi» giugno 2018,  vol. XLVII, fasc. 1. Pagg.370, ill.

 

La puntualità di uscita di «Studi Piemontesi», rivista di storia, arti, lettere e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi, è paragonabile a quella… del farò di San Giovanni.

 

Apre il primo numero del 2018 un intrigante articolo nel quale Georges Virlogeux con ampie citazioni dal carteggio di Luisa d’Azeglio Blondel ci introduce in un interno di grande famiglia del Risorgimento; e offre il ritratto di una donna impegnata nella società del suo tempo. Questo articolo dà un po’ il tono al volume che si caratterizza per il numero di inediti, di documenti, di indagini di prima mano: dalle pagine di Arabella Cifani e Franco Monetti sulla ‘Clementina’, alias Giovanna Battista Maria Buzano, ritrattista di corte del Settecento; ai documenti che permettono a Massimo Cerrato di fornire il profilo di una donna saluzzese tra i secoli XII e XIII, Matheuda Rossella; alla presentazione del Fondo della Real Casa nell’Archivio Centrale dello Stato da parte di Carlo M. Fiorentino; ai disegni di Carlo di Castellamonte per il Palazzo Ducale scoperti da Thomas Wilke; ai documenti che permettono a Gianluigi Alzona di provare la presenza di Amedeo di Castellamonte durante la ristrutturazione secentesca del Castello di Agliè; a quello, scoperto da Graziella Riviera, che rivela l’incarico a Giovanni Tabachetti e Gaudenzio Ravelli per un tabernacolo a Varallo, oggi scomparso; al manoscritto presentato da Gilles Bertrand con gli appunti del luogotenente generale di polizia di Parigi Jean Charles Pierre Lenoir che visita Torino nell’autunno 1780; sulla base di un dipinto di primo Ottocento di Baldassarre Luigi Reviglio, Luca Malvicino ricostruisce il disegno del giardino (completamente cancellato nel secolo scorso) del Castello di Govone, progettato da Xavier Kurten, l’architetto del paesaggio che introdusse in Italia la moda del giardino ‘all’inglese’; infine Carlo Burdet informa su marsala e moscato in casa Gozzano (e dell’Amica di Nonna Speranza).

Siamo nel campo della storia dell’arte con Rosanna Roccia che presenta i Taccuini aperti nei quali Andreina Griseri rivela le tappe del suo percorso di studiosa e ne elenca sobriamente i risultati; mentre Walter Canavesio fa il punto su Bernardo Vittone e Arnaldo Di Benedetto prende lo spunto dalla mostra Pittori / Poeti / Pittori, organizzata dalla Fondazione Bottari Lattes a fine 2017 ad Alba, per trattare in maniera breve e acuta il tema del rapporto tra poesia e pittura e dei poeti anche pittori e dei pittori anche poeti; Anselmo Nuvolari Duodo presenta l’unica opera d’arte sacra nota del pittore Antenore Soldi, la Madonna con Gesù Bambino e santi del 1871, conservata ad Acceglio.

Un gruppo di studi è dedicato a vari aspetti della storia di Casa Savoia: Giorgio Federico Siboni tratta dei sepolcri sabaudi; Gigliola Bianchini e Marco Testa delle Messe da Requiem in memoria di Carlo Alberto; Paolo San Martino del contributo di Augusto Telluccini nella rivalutazione delle residenze sabaude. La storia del territorio è toccata da Valentina Burgassi che si occupa della commenda di Sant’Egidio di Moncalieri, un ente che, per la ricca documentazione superstite (inizia del secolo XIII), permette di seguire le trasformazioni nel corso dei secoli di una istituzione che gli Ospedalieri ereditarono dai templari. Fabio Milazzo racconta un decennio (anni Settanta dell’Ottocento) del manicomio di Racconigi, momento nel quale la visione della struttura come luogo di cura si confronta con quella che lo vede come luogo di detenzione. Il declino demografico di molti piccoli comuni piemontesi è descritto sulla base di dati statistici da Antonio Cravioglio.                                           Garetto, Garetto, Tallone, Talon e Taloni sono i cognomi della settima puntata di onomastica piemontese curata da Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia. Quattro i ritratti di personaggi piemontesi: Donato D’Urso traccia il profilo di un prefetto ottocentesco, Cesare Bardesono di Rigras; Claudio Marazzini quello del bibliofilo Francesco Malaguzzi; Giovanni Tesio della scrittrice Elisabetta Chicco Vitzizzai; la ricerca onomasiologica di Alda Rossebastiano sul nome Redi Sante (il docente di pedagogia Di Pol) in ricordo del collega. E poi i ricordi di Gustavo Mola di Nomaglio per Federico Bona, di Albina Malerba per Camillo Brero e Francesco Franco.

Come sempre chiudono il fascicolo le dense pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi Piemontesi, alle notizie di mostre, convegni e altre iniziative riguardanti la cultura del Piemonte e degli antichi Stati Sabaudi.

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13 maggio al Salone: La strada del Fiammingo

Lingotto Fiere via Nizza 294 – Torino

  Domenica 13 maggio ore 17

Sala Arancio

 Presentazione del libro di

Graziella Riviera

La strada del Fiammingo

Dal Brabante al Monferrato: i Tabachetti di Fiandra

Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2017

Con l’Autrice intervengono

Bruno Gambarotta 

Renata Lodari 

Rosanna Roccia 

Letture di Laura Riviera Cavigliasso 

Coordina Albina Malerba

Il video della presentazione sul canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

scarica la scheda del libro

dal 10 maggio presso lo Stand del Centro Studi Piemontesi al Salone del Libro di Torino Padiglione 2 Stand H 06

 

 

Il Centro Studi al Salone del Libro 2018

Da giovedì 10 a lunedì 14 maggio 2018 (ore 10-20)

il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

vi aspetta al

31° Salone Internazionale del Libro Torino

Lingotto Fiere via Nizza 294 – Torino

Padiglione 2 – Stand H 06

 

 

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis ha partecipato con un suo stand fin dalla prima edizione del Salone Internazionale del Libro Torino, e sarà presente anche quest’anno al Padiglione 2 – Stand H 06.  Il Centro Studi Piemontesi ha realizzato anche per questo #SalTo18 un nuovo segnalibro, appositamente creato dall’artista Daniela Rissone.

Il Centro Studi Piemontesi ha aderito all’iniziativa della Regione Piemonte Buono da leggere

Il Centro Studi Piemontesi è presente anche nello spazio degli Istituti Culturali del Piemonte al Pad. 3 – T 125/126

 E organizza ogni giorno una presentazione:

 

Giovedì 10 maggio ore 13

Sala Argento – Pad. 3

Presentazione del libro di Simonetta Tombaccini

La “Nazione Ebrea” di Nizza.  Popolazioni, istituzioni, usi e costumi (1814-1860)

Centro Studi Piemontesi, con il contributo della Fondazione Guglielmo De Lévy

Con l’Autrice intervengono Alberto Cavaglion, Dario Disegni, Giuseppe PichettoSandra Reberschak FurlottiModera Albina Malerba.

 

Giovedì 10 maggio ore 18.30

Spazio Istituti Culturali – Pad. 3 T125/126

 presentazione dell’Opera

L’Epistolario del beato Sebastiano Valfrè (1651-1710). Scritti di un fedele dispensatore dei misteri di Dio

a cura di Daniele D’Alessandro

con il curatore interviene Daniele Bolognini

 

Domenica 13 maggio ore 17

  Sala Arancio

Presentazione del libro di  Graziella Riviera

La strada del Fiammingo. Dal Brabante al Monferrato: i Tabachetti di Fiandra

Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2017

Con l’Autrice intervengono Bruno Gambarotta, Renata Lodari, Laura Riviera Cavigliasso, Rosanna RocciaCoordina Albina Malerba.

Lunedì 14 maggio ore 10.30 

Sala Avorio

In collaborazione con la Fondazione Filippo Burzi 

Presentazione del libro

Filippo Burzio
L’alba del Demiurgo.  Scritti giovanili (1901-1910)

introduzione e cura di Paolo Bagnoli
trascrizioni e con una nota di Corinna Desole
presentazione di Alberto Sinigaglia

Con i Curatori intervengono Alberto Sinigaglia, Bruno Quaranta, Adriano Viarengo, Albina Malerba

 

Lunedì 14  maggio ore 16

Spazio Istituti Culturali Pad. 3 T125/126

Presentazione dell’opera

Anna Maria d’Orléans. Regina di Sardegna Duchessa di Savoia

di Maria Teresa Reineri

edizioni Centro Studi Piemontesi 2017

Con l’Autrice interviene  Gustavo Mola di Nomaglio

Lunedì 14  maggio ore 17

Spazio Istituti Culturali  Pad. 3 T125/126

Presentazione dell’opera di Elena Gianasso

Per l’immagine dello Stato. Sperimentazioni neobarocche a Torino: Castello del Valentino e Palazzo Carignano

pubblicato dal Centro Studi Piemontesi 2018

Con l’Autrice interviene Costanza Roggero, Politecnico di Torino

 

scarica il programma del Centro Studi Piemontesi al Salone del Libro

 

La “Nazione Ebrea” di Nizza nell’Ottocento

          

Mercoledì 14 marzo 2018 ore 21

Centro Sociale della Comunità Ebraica

Piazzetta Primo Levi 12 – Torino

Presentazione del libro di

Simonetta Tombaccini

La “Nazione Ebrea” di Nizza. Popolazioni, istituzioni, usi e costumi (1814-1860)

edizione Centro Studi Piemontesi, con il contributo della Fondazione Guglielmo De Lévy

Dopo i saluti di

Dario DisegniPresidente della Comunità Ebraica di Torino

 Giuseppe PichettoPresidente Centro Studi Piemontesi

Emanuele Menotti ChieliConsole onorario della Repubblica Francese in Torino

Con l’Autrice intervengono

Marco Carassi,  già Direttore Archivio di Stato di Torino

Rosanna RocciaDirettore “Studi Piemontesi”

 

 La “Nazione Ebrea” di Nizza Popolazioni, istituzioni, usi e costumi (1814-1860)

Premessa di Giuseppe Pichetto, Introduzione di Dario Disegni, Prefazione di Alberto Cavaglion. Con il contributo della Fondazione Guglielmo De Lévy. Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2017. Pagg. XI-414, ill. ISBN 978-88-8262-266-4.

 

In epoca sabauda, la contea di Nizza ospitava una «nazione ebrea» di circa 300 persone. Alcuni vi dimoravano da vecchia data, soprattutto gli Hebrei nationali sudditi di casa Savoia, altri erano arrivati nel corso dei secoli, da contrade vicine e lontane. Una comunità dalle costumanze e idiomi eterogenei, costretta nel Settecento, e poi di nuovo negli anni della Restaurazione, a vivere nell’antica Giudaria, per quanto i membri più opulenti – dal banchiere Avigdor al negoziante Colombo – si guardassero dall’obbedire all’ingiunzione. Era là, nelle case prospicienti una sola strada, che la più parte dipanava il filo della propria esistenza. Là che gli adolescenti imparavano i rudimenti del sapere, che gli adulti si davano all’arte mercatoria e che tutti rispettavano le feste ebraiche. L’emancipazione del 1848 li troverà pronti ad impegnarsi nella vita pubblica, nazionale e locale, coronamento di un’integrazione nella società circostante che, tutto sommato, li aveva accolti con benevolenza.

Simonetta Tombaccini è archivista presso l’Archivio dipartimentale delle Alpi Marittime e in tale veste ha riordinato e inventariato diversi fondi archivistici del periodo sabaudo (senato, intendenza generale e consolato di mare di Nizza).  Ha pubblicato articoli e saggi sul fascismo e sull’antifascismo italiano, tra cui La storia dei fuorusciti italiani in Francia. Si è dedicata in particolare allo studio della Restaurazione e del decennio antecedente la cessione della contea di Nizza alla Francia nel 1860. Su questo periodo ha scritto articoli e saggi di storia sociale e il volume La vie de la noblesse niçoise, 1814-1860, coedito dalla Acadèmia Nissarda e dal Centro Studi Piemontesi (2010). Collabora regolarmente alla rivista «Nice Historique» e a “Studi Piemontesi”.

Roma capitale secondo Vittorio Bersezio

Lunedì 12 marzo  ore 18

Rosanna Roccia

Direttore “Studi Piemontesi”

Mario Napoli

Presidente Fondazione Vittorio Bersezio

Cesare Carlo Chiesa

Segretario Generale Fondazione Vittorio Bersezio

Presentano la ristampa anastatica dell’Opera

Roma la Capitale d’Italia  

di Vittorio Bersezio (1872)

pubblicata dalla Fondazione Vittorio Bersezio di Torino

 

La Fondazione Vittorio Bersezio onlus ha sede a Torino, Corso Vittorio Emanuele II, 75; persegue la realizzazione di progetti ed interventi volti ad onorare la memoria di Vittorio Bersezio (Peveragno, marzo 1828 – Torino, gennaio 1900) in base al dettato del proprio statuto che prevede “l’attuazione di iniziative di sviluppo della cultura, favorendo segnatamente progetti che promuovano la memoria e lo studio delle opere di Vittorio Bersezio e del suo periodo storico”.

La ristampa anastatica dell’opera Roma la Capitale d’Italia (edizione Treves 1872), a 190 anni dalla nascita del grande scrittore, giornalista e uomo politico, risponde appieno ai dettami statutari, e mette a disposizione degli studiosi un’opera di quasi 500 pagine illustrate (di difficile reperimento anche sul mercato antiquario) che la Fondazione Vittorio Bersezio sarà lieta di donare ai presenti a conclusione dell’incontro.

La conferenza è anche sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi 

 

“Studi Piemontesi” 2017, fasc. 2

E’ uscito «Studi Piemontesi», dicembre 2017, vol. XLVI, fasc. 2. Pagg.393-718, ill.

 

 

Qui l’indice del numero

 

Ad offrire occasioni di lettura durante le feste di Natale e di fine anno è uscito puntuale il secondo numero di «Studi Piemontesi», la rivista semestrale di storia, arti, lettere e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis. Si segnala che a partire da questo fascicolo viene pubblicato l’abstract in inglese degli articoli e i singoli saggi sono identificati con il codice DOI (Digital Object Identifier).

Vittorio Alfieri sarà gratificato da questo fascicolo che si apre con due saggi a lui dedicati: Andrea Merlotti illustra una redazione sconosciuta dei sonetti piemontesi, molto interessante perché permette di capire meglio il contesto in cui nacquero; Pier Massimo Prosio invece propone una perspicace lettura dell’Agamennone. Altri quattro i saggi d’ambito letterario: Roberto Rosso esamina le pagine ‘africane’ di De Amicis; Luca Badini Confalonieri racconta l’atteggiamento verso Benedetto Croce nell’Università di Torino, sopra tutto nel campo degli studi letterari; a Nino Oxilia, alle sue relazioni con il Futurismo e alla raccolta Gli orti sono dedicate le pagine di Patrizia Deabate; Giovanni Cena è ricordato da Simonetta Satragni Petruzzi nel centenario della morte.

Biòva, buel culè, conegrina, l’alternanza tron-a / trona sono le schede di una nuova puntata dedicata al lessico piemontese a cura di Anna Cornagliotti e Giovanni Ronco; Balbo, Gavasso, Gavotti e loro varianti sono i cognomi della puntata di onomastica piemontese di Alda Rossebastiano, a Elena Papa e Daniela Cacia.

Numerosi i saggi d’ambito storico: in ordine cronologico: Luca Piergiorgio Isella avanza ipotesi sulla struttura del castello di Bra e della chiesa adiacente; Luca Malvicino presenta un gruppo di lettere scritte tra maggio e novembre 1740 dal marchese di Breglio alla moglie, dalle quali risulta che fu quello il momento in cui cominciò a pensare a Govone come residenza principale; Paolo Cozzo tratta delle relazioni fra lo stato Sabaudo e il Granducato di Lituania in età moderna.

Quasi metà del primo Parlamento subalpino era formata da avvocati: Pierangelo Gentile individua le principali figure tra i colleghi di Brofferio e illustra il loro atteggiamento di fronte alla guerra del 1848-49; Eugenia Galateri di Genola segnala il ritrovamento presso la Biblioteca Vaticana della collezione di giornali di tutto il mondo raccolta da Cesare Poma (1862-1932) e ne ricostruisce le vicende; quattro saggi ruotano intorno alla figura di Paolo Boselli (1838-1932), deputato, ministro, uomo pubblico: Cristina Scalon, Enrica Bodrato, Margherita Bongiovanni, illustrano il suo impegno come Primo segretario dell’Ordine Mauriziano (1904-32) e come presidente del Consiglio d’Amministrazione del Politecnico di Torino dal 1907 al 1923; Enzo Ferraro ricorda come per celebrare i suoi quarant’anni di vita pubblica il Comune di Torino promosse l’edizione in cinque volumi dei suoi discorsi politici; Chiara Devoti si sofferma sul libro in cui Boselli ricostruì origine, natura, finalità e patrimonio dell’Ordine Mauriziano.

Andreina Griseri illustra il modo di ‘leggere’ i luoghi del Piemonte che guida la mano di Clemente Rovere nei suoi disegni recentemente ristampati dall’Artistica Savigliano e lo colloca nel contesto dell’idea di città e del modo di rappresentarla in vigore tra Sette e Ottocento. Ancora per la storia dell’arte: Maria Vittoria Cattaneo propone una prima ipotesi attributiva per gli apparati decorativi della Cappella del Valentino; Silvia Tammaro, esamina le incisioni del pittore olandese Jan Huctenburg chiamato da Eugenio di Savoia ad illustrare le sue vittorie militari; Michele Danieli propone elementi per ricostruire la provenienza di due dipinti della Galleria Sabauda: la Geometria di Lorenzo Sabatini e la Cleopatra di Guido Reni. Lauro Mattalucci esamina l’affresco di Giovanni Martino Spanzotti nella chiesa di San Francesco a Rivarolo Canavese e propone una identificazione dei personaggi con riferimento al dibattito sull’Immacolata Concezione dell’età di Sisto V. Infine Lorenzo Mamino offre un ritratto di Giorgio Raineri (1927-2012), architetto e poeta.

Chiudono il volume le fitte pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi, alle notizie di mostre convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale.

 

Rivista « Studi Piemontesi »

Direttore: Rosanna Roccia

Direttore Responsabile: Albina Malerba

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Gilles Bertrand, Anna Cornagliotti, Gabriele Clemens, Guido Curto, Pierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci, Andrea Merlotti, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio,  Rosanna Roccia,  Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano,  Giovanni Tesio,  Georges Virlogeux.

Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali

 

La strada del Fiammingo: dal Brabante ai Sacri Monti del Piemonte,

Sul nostro canale YouTube il video della presentazione

Martedì 19 dicembre 2017 ore 17.00

Con il sostegno della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Auditorium Vivaldi

Piazza Carlo Alberto 3 – Torino

Presentazione del libro di

Graziella Riviera

La strada del Fiammingo

Dal Brabante al Monferrato: i Tabachetti di Fiandra

Centro Studi Piemontesi, 2017, pagg. VI-358, ill. a colori

 

 

 

Dopo i saluti di

Franca PorticelliBiblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Con l’Autrice intervengono

Giuseppe PichettoPresidente Centro Studi Piemontesi

Renata LodariPresidente Ente Gestione Sacri Monti del Piemonte

Rosanna RocciaDirettore “Studi Piemontesi”

Giovanni TesioUniversità del Piemonte Orientale.

Coordina Albina Malerba

Letture di Laura Cavigliasso

Saluto di chiusura di

Antonella ParigiAssessore alla Cultura della Regione Piemonte

Dinant-sur-Meuse, 8 luglio 1587. Orfano e privo di mezzi, ricco solo di talento e di tenacia, Jean de Wespin detto Tabaguet lascia a vent’anni il natìo Brabante per imboccare la strada che porta a sud, verso le Alpi e l’Italia. È l’inizio di una lunga avventura che dalle rive della Mosa lo condurrà al Po, al Monferrato e alla Valsesia, fino a Varallo e a Crea, dove più tardi lo raggiungerà il fratello Nicolas. Lassù il giovane si rivelerà presto come uno dei più significativi artisti dei Sacri Monti piemontesi fra Cinque e Seicento. Ma prima dovrà superare drammi familiari, guerre e malattie, e soprattutto affrontare la sfida più importante, quella per ottenere la vittoria contro se stesso e l’amore pieno della sua donna. Costruita sulle basi di una rigorosa documentazione storica, ma raccontata con i criteri della narrazione romanzesca, la vicenda si muove dai capolavori della scultura mosana e della pittura fiamminga al fervore artistico promosso dalla Chiesa della Controriforma in Piemonte e Lombardia; dalle grandi processioni figurate dei Paesi Bassi ai nuovi itinerari di cappelle sulle boscose colline nostrane, affollate di gruppi statuari evocatori dei Misteri del Rosario e della Passione di Cristo. I due fratelli protagonisti, conosciuti in Italia come Giovanni e Nicola Tabachetti, attraversano le guerre di Fiandra e del Monferrato, vivono assedi, epidemie, conflitti religiosi. Nel loro percorso, fra realtà e immaginazione, incontrano la regina Margot di Navarra, sfiorano la visita a Varallo di Carlo Emanuele I di Savoia con l’Infanta Catalina Micaela e il viaggio nuziale sul Po della loro figlia Margherita, sposa di Francesco Gonzaga di Mantova. Dai traffici internazionali del porto di Anversa ai microcosmi vivaci e laboriosi di Crea e Varallo, Moncalvo e Casale, Salabue, Forneglio, Costigliole d’Asti: Jean e Nicolas firmano contratti con Priori e canonici, si immergono nella vita quotidiana di cantieri e mercati, infondono nelle loro composizioni di argilla un’originale vena nordica, drammatica ed emozionante. Li accompagna in controluce la figurina svelta e vivace della piccola Theodora Caccia, figlia del pittore Guglielmo e sensibile interprete, come il padre, della fede del territorio. Sullo sfondo la presenza costante del Gran Teatro dei Sacri Monti, spettacolare pietrificato scenario di devozione subalpina; respiro potente di sacralità mistica e misteriosa. “La vicenda – scrive l’autrice – è nota agli studiosi ma sconosciuta al grande pubblico. Ho pensato valesse la pena di raccontarla, immergendola nel suo tempo e nei suoi paesaggi”.

Graziella Riviera: Torinese di radici monferrine ha lavorato alla RAI come autrice e regista realizzando numerosi programmi televisivi e radiofonici: fra questi i telefilm Lunedì dell’Angelo; Un sogno a Colonia, in collaborazione con la WDR; gli sceneggiati Guido Gozzano; La Signora dei Misteri (Carolina Invernizio); e il pluriennale programma in diretta Colloqui per RadioDue.  In qualità di giornalista ha curato servizi di arte, musica e spettacoli per il settore Cultura del TGR Piemonte, collaborando con le testate nazionali e le trasmissioni Bellitalia e TG Leonardo. Appassionata di storia e folklore, continua ricerche e studi sul territorio.

 

 

Verso il Natale…

Queste le manifestazioni del Centro Studi Piemontesi per le prossime settimane:

 Mercoledì 13 dicembre, a partire dalle 11,30

in sede, inaugurazione della mostra

Un libro per Natale

con un brindisi di buon augurio

Mercoledì 13 dicembre apertura fino alle ore 18

 

La mostra proseguirà fino al 22 dicembre

Sabato 16 dicembre apertura con orario continuato 1– 18   Chiuso la domenica

Accanto alla tradizionale esposizione in sede delle pubblicazioni  del Centro Studi Piemontesi sarà allestita una piccola mostra di Libri di storia degli Stati sabaudi dai Fondi della Biblioteca storica del Centro Studi Piemontesi.

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Fuori sede

Lunedì 18 dicembre, ore 20.30

Torino – Real Chiesa di San Lorenzo

Vijà piemontèisa 2017

Soma rivà tuti si për vëdde ‘l Bambin

Mario Brusa Voce recitante. Enzo Vacca Arpa, canto. Valerio Franco Pive, canto

     

 

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Martedì 19 dicembre, ore 17

Auditorium Vivaldi (Piazza Carlo Alberto 3, Torino)

Presentazione del libro di Graziella Riviera

La strada del Fiammingo

Dal Brabante al Monferrato: i Tabachetti di Fiandra

Centro Studi Piemontesi, 2017, pagg. VI-358, ill.

Con l’Autrice intervengono: Giuseppe Pichetto, Presidente Centro Studi Piemontesi; Renata Lodari, Presidente Ente Gestione Sacri Monti del Piemonte; Rosanna Roccia, Direttore “Studi Piemontesi”; Giovanni Tesio, Università del Piemonte Orientale. Coordina Albina Malerba.  Saluto di chiusura dell’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi.

 

 

Il Centro Studi Piemontesi per Bocuse d’or

Il Centro Studi Piemontesi ha risposto all’invito rivolto agli Istituti Culturali del Piemonte di farsi parte attiva nelle iniziative che tra il 2017 e il 2018 vedranno il Piemonte protagonista nelle manifestazioni Bocuse d’Or, organizzando diversi appuntamenti, nella sua sede e in altre sedi.

 

Due le proposte 2017:

la prima il 15 novembre all’Unione industriale nell’ambito delle Conferenze del Centro Congressi

l’altra il giorno successivo, 16 novembre, nella nostra sede di via Revel 15, dedicata aIl cibo tra libri, scrittori e letteratura

Sul nostro canale YouTube il video dell’incontro

 

Mercoledì 15 novembre, ore 10, all’Unione Industriale di Torino (Via Vela, 17), si parlerà di “Castagne in tavola. Presentazione del Parco della Biodiversità. Ellade Peller, Sindaco di Nomaglio, Gustavo Mola di Nomaglio, Vice Presidente del Centro Studi Piemontesi e storico, insieme a Rocco Moliterni, giornalista e critico gastronomico,  faranno conoscere alcune tradizioni ed eccellenze del territorio attraverso profumi e colori di stagione, riscoprendo la civiltà del castagno, della coltivazione dei castagneti e della trasformazione dei loro prodotti. Saranno presentate anche alcune ricette che prevedono l’utilizzo delle castagne come risorsa principale ed i loro derivati come base dell’alimentazione, oltre ad illustrare l’istituendo Parco della Biodiversità, progetto che vede coinvolti tre comuni della Serra eporediese: Nomaglio, Montalto Dora e San Giorgio Canavese.

I biglietti d’ingresso, gratuiti e fino ad esaurimento posti, potranno essere ritirati presso: CENTRO CONGRESSI UNIONE INDUSTRIALE TORINO Sedi A.N.L.A. e UGAF per i rispettivi associati oppure scaricati dal sito  www.centrocongressiunioneindustriale.it

Giovedì 16 novembre ore 18, al Centro Studi Piemontesi (via Ottavio Revel 15,  Torino)

Il cibo tra libri, scrittori e letteratura

con Albina Malerba, Giuseppe PichettoRosanna Roccia; coordina Gustavo Mola di Nomaglio

Viaggio tra le pagine storiche, letterarie e poetiche di autori piemontesi con lo sguardo rivolto alle passioni e alle ricchezze enogastronomiche della regione, accompagnato da letture delle pagine più suggestive.

scarica l’invito

 

 

 

 

Storia dei Guglielminetti con Maria Chiara Acciarini e Rosanna Roccia

Lunedì 16 ottobre ore 18

Rosanna Roccia

e l’autrice

Maria Chiara Acciarini

presentano il libro

Storia dei Guglielminetti

150 anni di memorie familiari dall’Unità d’Italia alla fine del Novecento

Robin Edizioni, Torino

Appassionata e appassionante è la storia che Maria Chiara Acciarini narra in questo libro intrecciando con perspicacia vicende private e eventi pubblici, imprenditorialità e pedagogia, poesia e politica, scelte di vita e costume. Protagonisti alcuni esponenti di spicco della grande famiglia Guglielminetti originaria della Valle Strona, migrata a Torino a metà Ottocento: uomini e donne che dalla vigilia dell’epopea risorgimentale all’ultimo scorcio del “secol breve” si affermarono in ambiti diversi, affrontando «le sfide della vita con impegno e determinazione». L’Autrice, che, con i documenti reperiti nel corso di accurate e diffuse ricerche, ha dato vita a un vero e proprio archivio di memorie, avverte subito di avere operato «una scelta ragionata» nel focalizzare la propria attenzione su alcuni personaggi piuttosto che su altri. Nel suo racconto dunque alcuni membri della numerosa famiglia (di cui alle pp. 274-275 è opportunamente riportata una «genealogia semplificata» redatta nel 1965, utile a districarsi nel complesso groviglio di nomi che si ripetono e di parentele che si diramano) appaiono in secondo, terzo piano e oltre: comparse mute e sfocate appartenenti a storie che intersecano la Storia. […].

La storia dei Guglielminetti delineata dalla Acciarini si conclude con l’uscita di scena di Andrea, morto nel 1985: altri padri e madri, fratelli e sorelle, cugini e cugine della famiglia sono stati lasciati volutamente nell’ombra. Sappiamo però che tutti, in tempi e con ruoli differenti, hanno concorso a scrivere pagine necessarie alla formazione culturale e politica e allo svolgersi della vita quotidiana dei protagonisti scelti dall’Autrice, cui va un plauso per aver saputo coniugare vicende tanto diverse, unendole le une alle altre mediante il fil rouge dello studio meditato e della memoria [dalla recensione di Rosanna Roccia, pubblicata sul n.1, XLVI, 2017 di “Studi Piemontesi”, pp. 302-304].

Maria Chiara Acciarini: Eletta deputata nel 1996 e senatrice nel 2001, ha ricoperto incarichi in materia di Istruzione pubblica, Beni culturali e Politiche per l’infanzia e dei minori. Ha fatto parte del secondo governo Prodi in qualità di Sottosegretaria alle Politiche per la Famiglia. Attualmente è consigliere dell’Associazione Nazionale ex-Deportati (ANED) e della Fondazione della memoria della Deportazione.

Rosanna Roccia: storica, è Direttore della rivista “Studi Piemontesi”.

Sul nostro canale you Tube, la registrazione della conferenza