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Napoleone a Torino

Giovedì 17 marzo, alle ore 18

incontro con

Alessandro Puato

autore del libro

Napoleone a Torino

Le visite del 1797, 1800, 1805 e 1807

Mediares Edizioni, Torino 2015

 napo

L’opera è frutto di oltre quindici anni di lavoro, ricerche e consultazione di documenti d’archivio. Sono raccontate le visite che Napoleone fece a Torino e dintorni nel 1797, 1800, 1805 e 1807. Vengono ricostruiti i soggiorni, descritti i luoghi che visitò, le persone che incontrò, le decisioni che prese. In numerosi passaggi il testo è arricchito e completato dalla pubblicazione di documenti d’archivio per fornire al lettore una visione in presa diretta degli avvenimenti narrati. Completa il tutto la presenza di un ricco apparato iconografico di personaggi e luoghi interessati da queste visite.

Alessandro Puato, torinese, laureato in storia delle istituzioni militari, ha lavorato come addetto museale presso varie realtà torinesi. Da sempre appassionato di storia napoleonica, è membro del Centro nazionale di studi napoleonici e del Souvenir napoléonien

 

 

Il genio delle finanze di Napoleone

Lunedì 20 aprile, alle ore 18, per i Colloqui del Lunedì, conferenza di Paolo Cirri su

Il novarese Giuseppe Prina (1766-1814)

Il genio delle finanze di Napoleone

 Giuseppe Prina

Paolo Cirri, Presidente della Società Storica Novarese, si propone di scalfire attraverso una accurata ricostruzione dei fatti la damnatio memoriae durata duecento anni inflitta al novarese “Giuseppe Prina (1766-1814), valente ministro dell’età napoleonica, divenuto proverbiale non tanto per l’illuminata capacità di governo delle finanze pubbliche, quanto per l’efferatezza della sua condanna a morte seguita dallo scempio delle spoglie e dalla deliberata cancellazione d’ogni ricordo materiale. Studioso di storia patria e cultore delle memorie novaresi, l’Autore riporta in luce l’acume e la solerzia dell’uomo integerrimo e colto, che, trentenne appena, fu capace di «rimediare al dissesto finanziario» del Regno di Sardegna sconfitto dalla Francia rivoluzionaria, mediante una rigida e impopolare politica di esazione fiscale, proseguendo poi, nel nuovo corso determinato dagli eventi, l’impegno di amministratore pubblico e risanatore di bilanci….”. [Dalla recensione di Rosanna Roccia, in “Studi Piemontesi”, 2, 2014]