Gianrenzo Clivio poeta

Il 22 gennaio 2006, a Toronto (Canada), dove era professore ordinario nel Dipartimento di Studi Italiani dell’University of Toronto, moriva Gianrenzo P. Clivio (Torino 18 gennaio1942). Per ricordare il suo ruolo tra i fondatori, 50 anni fa, del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis e della prestigiosa rivista semestrale interdisciplinare “Studi Piemontesi”, il Centro Studi Piemontesi ha raccolto in volume le sue poesie in piemontese:

Gianrenzo P. Clivio, Na lòsna an fior. Poesie in lingua piemontese

a cura di Dario Pasero e Albina Malerba, versione in lingua inglese di Celestino De Iuliis, Prefazione di Giovanni Tesio. Collana di Letteratura Piemontese Moderna 22. Pagg. XVI-94. ISBN 9788882622947. € 9.

Questo volumetto pubblicato nella ricorrenza dei cinquant’anni di fondazione della Ca dë Studi Piemontèisa, vuole essere testimonianza di gratitudine, di affetto, di continuità.

Le paròle ‘d poesìa sono la pera ch’a dura e nel ricordo si rinnova.

“Tutt’altro che un esercizio a latere è la poesia di Gianrenzo P. Clivio. Non numerosa, no, ma solida e profonda, sicuramente lirica, tendenzialmente poematica, ossia non frammentistica, e meno che mai frammentaria. Clivio porta nella sua poesia la sua passione di studioso, ma dà soprattutto voce al suo bisogno di canto, alla sua necessità di sprigionare (e dunque di liberare) le sue più profonde ossessioni” [dalla Prefazione di Giovanni Tesio].

“Quanti conoscono il suo nome e la sua attività lo ricordano, principalmente, per i suoi lavori in ambito piemontese di argomento linguistico e letterario, quali la fondamentale Bibliografia ragionata della lingua regionale e dei dialetti del Piemonte e della valle d’Aosta, e della letteratura in piemontese (Torino 1971; scritta in collaborazione col padre Amedeo) e il Profilo di storia della letteratura piemontese (Torino 2002), oltre a numerosissimi altri contributi su singoli aspetti linguistici del piemontese (sia in senso diacronico che sincronico) e su specifici autori della letteratura nella nostra lingua (sia antichi, Edoardo Ignazio Calvo, che moderni, Antonio Bodrero, tanto per fare solamente due nomi tra i più grandi). Ma Gianrenzo Clivio è stato anche poeta: per un brevissimo segmento della sua vita, e cioè in modo continuativo dal 1965 al 1969, più un ritorno di fiamma nel 1973. Sono solamente 16 poesie, a cui si possono aggiungere (ma in questa edizione non se ne tiene conto, poiché già pubblicate in volume) le poesie per i bambini (Trenin e dësmore-Poesiòte piemontèise pr’ij cit; Torino 2001), scritte per i propri figli come un surplus di “esercizi”, semplici e piacevoli, per l’apprendimento del piemontese” [dall’Introduzione di Dario Pasero].

Gianrenzo P. Clivio a Palazzo Madama nel 1973 per la presentazione dell’opera omnia del poeta civile del Piemonte, Edoardo Ignazio Calvo.
A Palazzo Madama nel 1973 per la presentazione dell’opera omnia del poeta civile del Piemonte, Edoardo Ignazio Calvo, con il Presidente della Regione Gianni Oberto e l’attore e regista Gualtiero Rizzi