Archivi categoria: Colloqui del lunedì

Ricordo di franz stolberg

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis saluta commossa e grata Franz zu Stolberg-Stolberg, attivo, partecipe, appassionato Socio, membro del Consiglio Direttivo dal 2006 al 2012. Ricorda con grande rimpianto la Sua figura di uomo di profonda cultura internazionale che sapeva condividere con tutti nell’assidua presenza alle iniziative associative.
Molto legato al prof. Giuliano Gasca Queirazza S.J. ha seguito sempre con interesse, curiosità, passione il Corso di piemontese che negli anni Padre Gasca ha tenuto settimanalmente nella nostra sede di via Revel.
Moncalierese cosmopolita, rappresentante in Italia di una tra le più importanti e celebri casate comitali e principesche della Germania, ha trascorso gran parte della sua vita lavorativa in tante parti del mondo, restando legato sempre a Moncalieri e al territorio, dedicando studi, attività, impegno. Profondamente religioso, ha dedicato particolare attenzione alla causa di beatificazione della Principessa Maria Clotilde di Savoia, “la Santa di Moncalieri”. E a Moncalieri, al Castello, era presente a luglio all’ultima iniziativa del Centro Studi Piemontesi per la presentazione del libro, Il Castello di Moncalieri. Una presenza sabauda fra Corte e Città, la cui progettazione aveva incoraggiato e caldeggiato.

Franz zu Stolberg-Stolberg allo stand del Centro Studi Piemontesi al Salone Internazionale del Libro di Torino, con la Principessa Maria Gabriella di Savoia e il Tesoriere del Centro Studi Piemontesi Cav. Vittorio Fenocchio, nel 2012.

JuVARRA regista di corti e capitali

Oggi, 21 maggio, era prevista l’inaugurazione della mostra sul grande architetto Filippo Juvarra: una mostra pensata e allestita per presentare al grande pubblico, per la prima volta nella sua interezza, il Corpus Juvarrianum, il più consistente fondo di disegni del celebre artista e dei suoi collaboratori.

La mostra, in collaborazione con importanti enti del territorio e sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, è una delle iniziative dell’anno 2020 dedicato al Barocco ed è stata posticipata all’autunno prossimo.

Come virtuale premessa inaugurale inizia da oggi una serie di suggestioni online sulla mostra e sul Corpus Juvarrianum per accompagnarci all’appuntamento autunnale.

Ouverture: il logo della mostra che sarà il “ritornello” del nostro percorso di avvicinamento.

La musica di sottofondo, di buon auspicio, è la sinfonia La Fortuna in machina, dal primo atto (scena 5) del Giustino di Antonio Vivaldi rappresentato nel 1724 al Teatro Capranica di Roma, per il quale Juvarra firmò qualche anno prima progetti e bozzetti scenografici.

La sinfonia (ms. autografo in Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, ms. Foà 34, cc. 23v-24r) condivide il ritornello con il primo tempo del concerto La Primavera op. 8 n. 1 (pubblicato ad Amsterdam nel 1725, ma probabilmente composto in precedenza) e con il terzo tempo della sinfonia e il coro “Dell’aura al sussurrar” (I/1) della Dorilla in Tempe (1726).

incontro annullato

Lunedì 9 marzo 2020 ore 18

I novant’anni della Società per gli Studi Storici di Cuneo

Intervengono

Rinaldo Comba, Presidente Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della Provincia di Cuneo

Alessandro Crosetti, Università di Torino

Emanuele Forzinetti, Curatore del numero speciale del “Bollettino”

Per celebrare i 90 anni di vita, la Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della Provincia di Cuneo ha pubblicato un numero speciale del “Bollettino” che ricorda Le origini della Società, i Protagonisti, con schede biografiche dei Presidenti che si sono succeduti (da Luigi Burgo a Piero Camilla) e degli esponenti del Direttivo; i sommari dei  “Bollettini” dal n. 1 del 1929 al n. 160 del 2019; l’elenco delle pubblicazioni realizzate, l’elenco degli autori e degli argomenti trattati. Il numero “è stato pensato – scrive il Presidente Rinaldo Comba – come uno strumento di lavoro indispensabile e cioè come repertorio bibliografico e tematico di tutta la produzione storiografica sviluppatasi, durante quasi un secolo, in seno al sodalizio”.

L’incontro è annullato a seguito del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri

i ponti di torino

Lunedì 2 dicembre 2019 alle 18

presentazione del volume

Ponti a Torino. Costruzioni e costruzione della città

di Luciano Re

Edizioni Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis 2019

con l’Autore interviene Costanza Roggero Bardelli

I ponti di Torino hanno accompagnato l’estendersi della città oltre il Po e la Dora dall’Ottocento ad oggi. L’attenzione per la storia, il paesaggio, i beni culturali, e la loro stessa attualità di metafore, positive e propositive, sollecitano la curiosità di queste “costruzioni”, rilevanti in sé e determinanti per gli insediamenti e la formazione del territorio. Alcuni fra i ponti torinesi afferiscono, a buon titolo, alla storia dell’architettura e alla storia del costruire per qualità intrinseche, e tutti si rapportano con la città in relazioni tuttora in divenire. Le loro presenze testimoniano le esperienze, le attese, le risorse dei loro tempi, documentate da due secoli di guide, monografie, cronache, che ne illustrano immagini, date, aneddotica. L’autore espone in 25 agili e densi capitoli, ragioni e caratteri di progetti e costruzioni che sono stati di innovazione per l’arte e per la città, e restano testimonianze antiche e recenti di progressi e trasformazioni contestuali a più ampie esperienze di luoghi e di tempi.

15 tavole di disegni Gianfranco Vinardi corredano il piccolo prezioso volume.

La conferenza è disponibile sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Lunedì 25 novembre 2019 ore 18

Incontro con Alessandro Macchi autore del volume

Desmè

L’esperienza di un ingegnere di grandi opere e lo sviluppo infrastrutturale italiano

Edizioni Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis 2019

Desmè è parola piemontese antica, forse originaria delle “terre alte”, che dice del potere interiore di far rivivere in assoluta attualità emotiva momenti mai dimenticati, ma pacatamente riposti nel fondo della memoria. Nel volume Desmè colpisce innanzi tutto la capacità dell’autore di raccontare il lavoro relativo a grandi opere di ingegneria e di farne il vero asse portante della storia. Nella narrazione si coniugano l’esperienza personale, lo sviluppo del sistema infrastrutturale italiano e l’evoluzione del nostro paese dagli anni ’60 ad oggi. Il testo è ampio e articolato. Ogni capitolo-racconto ha un suo centro emozionale senza che il “romanzo” perda di unità: ogni capitolo infatti rappresenta uno strato geologico della vita dell’autore e del nostro paese e va a comporre una sorta di biblioteca che il lettore può esplorare via via con rinnovato interesse. Il modo di raccontare è ricco e avvincente, felice di immagini. Il legno, materiale indispensabile un tempo nelle costruzioni, il ferro, la roccia, l’acqua amica-nemica, le macchine stesse si animano e prendono parte alle vicende drammatiche in rapporto dialettico con gli uomini impegnati in imprese ai limiti del possibile. Fanno da controcanto la “nivola”, la mansarda alta sui tetti di Torino, e il giardino della casa di pietra sul mare di Punta Licosa, luoghi del cuore e della meditazione

Alessandro Macchi, progettista e direttore di cantiere, ha realizzato grandi opere di ingegneria civile, ponti, viadotti, opere idrauliche, condotte sottomarine e soprattutto gallerie naturali e urbane in specie per ferrovie e metropolitane in condizioni articolate e complesse. In Etiopia ha costruito una grande strada nel Wollega, una zona impervia tra gli altopiani, le ambe, e la savana, poi altre opere in Canada, Algeria, Venezuela, Portogallo, Danimarca, Bulgaria, Mauritania.  La sua attività copre un periodo temporale lunghissimo che va dal 1959 ad oggi.  Dalle esperienze di lavoro vissute nel correre e trascorrere tra luoghi e affetti ha tratto due romanzi La Guerra delle Pietre (Einaudi 1975), Tunnel (Ripostes 1995) e un libro fotografico La terra dei Leoni (Opera 2002). Ha curato la redazione e il coordinamento del volume enciclopedico The art of Engineering (Mariogross 2009).

Ascolta l’incontro sul canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

storia della valle di susa

Lunedì 18 novembre 2019 ore 18

Presentazione dei due volumi di

Storia delle valli di Susa

Intervengono

Silvia Giorcelli Bersani Università di Torino

Andrea Maria Ludovici Culturalpe

Piero Del Vecchio e Dario Vota curatori del progetto editoriale per le Edizioni Il Graffio di Borgone Susa

Nell’ambito del progetto «Terra di confine. Percorsi tra storia e arte nelle Valli di Susa», l’opera che ha per titolo Storia delle valli di Susa, prevista in 3 volumi, è certamente un’operazione editoriale impegnativa, alla quale i curatori e l’editore affidano il non facile compito di offrire una sintesi aggiornata e scientificamente sorvegliata della storia valsusina. L’idea nasce dalla volontà di colmare una lacuna negli studi storici sulla Valle: un’opera frutto del convergere, entro un progetto unitario e coordinato, dei contributi di studiosi specialisti su alcuni tra i temi più rilevanti di questa storia locale, capace di porsi come solido lavoro di riferimento, in un ambito dove l’insieme della storia valsusina è stata finora oggetto per lo più di testi divulgativi prodotti da singoli autori.  Il primo volume, dedicato a Preistoria, età romana e medioevo fino al Trecento, si caratterizza per l’affiancare contributi provenienti sia dal versante archeologico sia da quello storico, rispondendo in tal modo all’esigenza di una trattazione pluridisciplinare coordinata. L’offerta tematica data dai dodici contributi in cui si articola il primo volume non ha la pretesa di offrire una panoramica esaustiva sulla storia delle valli di Susa; la scelta degli argomenti ha inteso, da una parte, offrire delle sintesi aggiornate sull’archeologia e la storia dei periodi in oggetto e, d’altra, focalizzare alcuni temi che per quei periodi trovano nelle valli di Susa una significativa esemplarità. Il secondo volume, pur mantenendo l’impianto metodologico del precedente, si occupa dell’arco cronologico che va dal Quattrocento all’Unità d’Italia: dalla costruzione dello stato feudale alla nascita dello stato moderno, dall’assestamento della geografia ecclesiastica medievale alla formazione della Diocesi, dalle architetture fortificate signorili, laiche e religiose alle guerre fra Cinquecento e Ottocento; dai transiti commerciali in età moderna fino alle infrastrutture tardo ottocentesche che disegnarono una diversa geografia economica, sociale e culturale delle valli di Susa [Paola Comolli]

La conferenza è disponibile sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

alla scoperta di un artista cuneese

Lunedì 11 novembre 2019, ore 18

Matteo Olivero. La formazione, i temi, la fortuna

Presentazione del volume curato da

Antonio Musiari

Edizioni Centro Studi Piemontesi-Albertina Press

Con il curatore intervengono

Edoardo Di Mauro

e il Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti

Paola Gribaudo

Matteo Olivero, Veduta di Cuneo con figura, collezione privata (foto Paolo Robino)

Personalità complessa, al cui fascino contribuirono le origini occitane e i viaggi, Matteo Olivero (Acceglio 1879-Saluzzo 1932) ritrova in questo volume aspetti della biografia e dell’opera rimasti in ombra. Anzitutto, si riscoprono la formazione dal 1896 in Accademia Albertina e, dal 1902, la vita di bohème a Torino che fecero maturare un precoce talento. Nel 1905, Olivero si trasferì a Saluzzo anche in polemica con la competizione tra artisti nella città sabauda, mal camuffata da istanze socialisteggianti. Dapprima in difficile equilibrio tra la provincia e l’orizzonte internazionale cui lo traeva anche l’amicizia con Giuseppe Pellizza da Volpedo e Alexis Mérodack-Jeaneau, il pittore visse poi tra entusiasmo e scoraggiamento. A sostenerlo provvidero, accanto alla madre Lucia, committenti spesso divenuti confidenti, tra cui Alice Galimberti Schanzer e quindi Luigi Burgo. A Saluzzo, le Collezioni Civiche, la Pinacoteca Matteo Olivero e il Fondo Olivero nell’Archivio Storico hanno suggerito contributi sulla costituzione di un tale patrimonio di testimonianze visive e scritte intorno all’artista che nella città d’elezione spirò anzitempo. A Cuneo, il Museo Casa Galimberti e il lascito di Ermete Revelli confluito nella Fondazione intitolata a suo figlio Nuto hanno riaperto l’esplorazione della rete di rapporti intrecciata da Olivero, incluso il dialogo con il pioniere della demoetnoantropologia Euclide Milano. L’attenzione ai documenti si accosta in questa ricerca polifonica alla lettura della produzione di Olivero per temi, nell’intento sia di valorizzare zone riposte come il senso del sacro, sia di meglio individuare la cifra dei ritratti e degli autoritratti. Olivero amò e infinite volte raffigurò il paesaggio alpino: in Val Varaita e nella Val Maira che gli diede i natali sono stati condotti raffronti tra dipinti e vedute, ritrovando i punti di vista e precisando così soggetti e titoli fin qui confusi o inesatti. Anche grazie a questo tesoro di immagini e informazioni ricavate sul campo, l’omaggio a colui che – tra tante maschere – volle presentarsi come semplice figlio della montagna vale da auspicio per la continuazione degli studi al suo riguardo.

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

piero gobetti oggi visto da bruno quaranta e pietro polito

Lunedì 4 novembre 2019 ore 18

Bruno Quaranta dialoga con Pietro Polito

autore del libro

L’eresia di Piero Gobetti

Raineri Vivaldelli editore

In collaborazione con il Centro Studi Piero Gobetti

L’autore raccoglie nel volume gli studi gobettiani compiuti negli anni Duemila, riletti, aggiornati e in parte riscritti.  Il filo conduttore che li riunisce e li lega tra loro è l’eresia, se così si può dire, applicata all’illuminismo, alla democrazia, all’eredità del Risorgimento e alla storia d’Italia, al meridionalismo, all’amicizia, alla politica e alla cultura. L’eresia viene proposta gobettianamente come una risorsa per l’oggi.

Trovi la conferenza sul Canale You Tube del Centro Studi Piemontesi