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Pubblicità di latta su antiche scatole in Piemonte

Accanto a Un libro per Natale”, fino al 22 dicembre, per “Le piccole mostre del Centro Studi Piemontesi”, è allestita, nella sede di Via Ottavio Revel 15 a Torino, l’esposizione “Antiche pubblicità di latta: dalla Venchi alla Talmone Venchi Unica”, a cura di Silvie Mola di Nomaglio.

Tra le numerose industrie dolciarie torinesi che diffusero in Italia e fuori dai confini le proprie specialità alimentari, biscotti, cioccolato, cacao, caramelle e, nel contempo, il nome di Torino, si devono ricordare almeno la Michele Talmone (fondata nel 1850), la Moriondo e Gariglio (la quale, fondata nel 1868, produceva nel tardo Ottocento oltre 3500 Kg. di cioccolato e cacao al giorno), la Caffarel Prochet (fondata nel 1826), la Biscotti Delta di M. A. Gatti (1911) con scatole talora originalissime, la Baratti e Milano, le ditte Beata & Perrone, Cacao Lac, Cacao Davit, Leone, De Coster, Mondino, Wamar, Dora Biscuits. I metallici contenitori utilizzati per conservare e distribuire i loro prodotti, multiformi e deliziosamente illustrati e colorati, giunsero un po’ dovunque nel mondo.

In questa piccola mostra sono raccolte alcune delle scatole della Venchi (fondata nel 1878 da Silviano Venchi, 80 dipendenti nel 1896, oltre 500, in costante crescendo, nel 1905, esportatrice letteralmente in tutto il globo) e delle sue successive evoluzioni societarie. Nel 1924 –  mentre la Venchi continuava a andare a gonfie vele nonostante la morte, nel 1922 del Venchi, sotto la guida dei suoi nipoti e del direttore Gerardo Gobbi (poi a lungo amministratore delegato della società)  – nacque, per iniziativa di Riccardo Gualino la società anonima Unica (Unione Nazionale Industria Commercio Alimentari),  raggruppando sotto questa denominazione quattro aziende del settore, alcune delle quali appena citate: la Michele Talmone, la Moriondo Gariglio, la Cioccolato Bonatti e le Fabbriche riunite Gallettine & Dora. Lo stabilimento di produzione, realizzato su corso Francia, non lontano dai limiti di Torino, era imponente: vi lavoravano oltre 1500 operai, 300 impiegati e alcune decine di altri dipendenti. Nel 1934, in seguito al fallimento di Gualino l’Unica viene acquistata dalla Venchi e prende vita per fusione la Venchi Unica, che si prevarrà, a fianco di questi marchi, anche di quello Talmone. La Venchi, disponendo ormai del grande stabilimento Unica di corso Francia cedette allo Stato la propria sede, realizzata nel 1907 su progetto dell’architetto Pietro Fenoglio in corso Regina Margherita 16. Questa, passata al demanio militare, ne ospiterà a lungo l’opificio.  Dopo la morte di Gerardo Gobbi, avvenuta nel 1954, subentrerà quale presidente Giovanni Maria Vitelli, che ne resterà a capo sino agli anni settanta del secolo scorso. In seguito, caduta nelle mani di speculatori, l’azienda fallirà e solo il marchio potrà essere salvato da un creditore del fallimento, cosa che consentirà successivamente di vederlo risorgere, tornando a rappresentare un’eccellenza piemontese e italiana.

Orari: la mostra proseguirà, accanto a “Un libro per Natale”, fino al 22 dicembre. Da lunedì a giovedì 9-13 / 14,30-18; Venerdì 21 e Sabato 22 dicembre apertura con orario continuato 10-18.

 

Vijà piemontesa. Concerto all’Auditorium Vivaldi

Vijà Piemontèisa 2018 all’Auditorium Vivaldi, concerto di Natale con l’Orchestra Progetto Futuro Musica, Amemanera, Ensemble Pianà, le pive di Valerio Franco e la voce recitante di Mario Brusa.

Un bel pomeriggio di musica e poesia con grande partecipazione di pubblico. Ci scusiamo con quanti non sono potuti entrare per ragioni di capienza e di sicurezza della sala. Tra pochi giorni sarà possibile ascoltare il concerto sul nostro canale YouTube.

Scarica il libretto con i testi

Le Alpi e le imprese alpinistiche di oggi e di ieri

Lunedì 3 dicembre 2018 ore 18

 Incontro con Ada Brunazzi

autrice del libro

Alpi & Alps! 

Imprese alpinistiche dall’Italia alla Nuova Zelanda, dal Duca degli Abruzzi a Sir Edmund Hillary

Touring Club Italiano 2018 – Edizione Italiana e Inglese

L’incanto della Valle d’Aosta ammalia i primi viaggiatori alpinisti che compiono il Gran Tour delle Alpi e che di anno in anno tornano per nuove ascensioni. Esploratori e alpinisti che nel tempo hanno saputo sfidare e vincere le montagne grazie alla loro professionalità, affiatamento e amicizia. Le cordate del Duca degli Abruzzi con Joseph Petigax, guida alpina di Courmayeur, di Sir Edmund Hillary con Tenzing, in tempi diversi sono state un esempio per il mondo. Professionalità, amicizia, stima e solidarietà sono il motore e la forza di questi eroi “uomini comuni”. Attraverso la riscoperta di questi personaggi si mantiene vivo il ricordo di un passato ricco di insegnamenti positivi. Un racconto affascinante, illustrato da tante immagini fotografiche contemporanee e d’epoca, da mappe delle spedizioni e da riproduzioni di articoli dei giornali.

Sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi il video dell’incontro

Gianfranco Gribaudo, un piemontese internazionale si racconta

Lunedì 26 novembre 2018 ore 18

Luciano Genta, Dora Marucco

e l’autore Gianfranco Gribaudo

dialogano intorno al libro

Dal Borgh al BIT 

Tra Torino e le Nazioni Unite:  fatti e pensieri di un piemontese internazionale

Chieri, Gaidano e Matta, 2018

Prefazioni di Sergio M. Gilardino e Gian Giacomo Migone

È conosciuto soprattutto come “il Gribaudo” per il suo Dissionari piemontèis. Ma Gianfranco Gribaudo è stato in primo luogo, defilato e in sordina, un protagonista dell’impegno per “portare Torino nel mondo e il mondo a Torino”. Dall’inizio degli anni Sessanta funzionario delle Nazioni Unite e dirigente del Centro internazionale di formazione tecnica e professionale per i paesi in via di sviluppo, noto alle origini semplicemente come “il Bit”, che s’insediò dopo Italia ’61 tra Palazzo Nervi e le rive del Po.  Ora, a 84 anni, Gribaudo ha ripercorso la sua vita: le radici famigliari, la formazione culturale, l’attività professionale, i viaggi, gli interessi e gli affetti privati. Un libro in cui la memoria personale s’intreccia alla storia pubblica: la Torino industriale e la Fiat dell’Avvocato, i rapporti tra l’Italia e le Nazioni Unite, il sogno lungimirante di formare lavoratori, tecnici, amministratori, una classe dirigente per quello che allora si chiamava il Terzo Mondo, ben prima che arrivasse la globalizzazione.

La conferenza può  essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Carlo Maria Martini, ricordi di vita familiare

Lunedì 19 novembre 2018 ore 18

Incontro con Maris Martini Facchini

autrice del libro

L’infanzia di un Cardinale

Mio fratello Carlo Maria Martini. Ricordi e immagini di vita familiare

Milano, Àncora, 2018

«’Guardatelo bene, perché l’intelligenza e la bellezza della famiglia se l’è prese tutte lui!’. Questo diceva nostro fratello Francesco, il più spiritoso della famiglia, quando tutti, dico tutti, parlando di Carluccio ne tessevano le lodi. Lodi che si tramandano di generazione in generazione. Chi si accinge a leggere, valutare e soppesare questo mio scritto, si regoli. Affido alcuni ricordi della vita di famiglia, suggeritimi dal film di Ermanno Olmi, Vedete, sono uno di voi, a questo libretto, elegante nella carta e nei caratteri, pratico e svelto da leggere. Come per tutti i miei coetanei i ricordi sono nitidissimi per il tempo passato. Le date importanti della famiglia rimangono scolpite nella mia memoria anche con il giorno della settimana. Per gli avvenimenti recenti, non mi è mai sembrato necessario conservare un’agenda. Nella mia giornata sono tante e diverse le situazioni che mi capita di vivere ed alle quali, la sera, devo dare un senso compiuto per mettermele alle spalle, sgombrare la mente per affrontarne altre, nuove ed imprevedibili, il giorno dopo. Nella parte del libro dedicata al film di Olmi ricordo il susseguirsi degli avvenimenti, sedimentati nella memoria, ma non le date precise. Mai avrei pensato, mentre li vivevo, che un giorno li avrei raccontati per iscritto» [Maris Martini Facchini]

Il video dell’incontro è sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Giovanni Tesio e la memoria di un mondo

Lunedì 12 novembre 2018 ore 18

Incontro con  Giovanni Tesio

autore del libro

Gli zoccoli nell’erba pesante

Torino, Lindau, 2018

Un’immersione in una realtà lontana e insieme prossima. Una vita: la vita di un ragazzo di campagna diventato un adulto consapevole, anche grazie al privilegio degli studi, che ritorna al paese in cui è cresciuto per rintracciarne gli umori, per ripercorrere il transito delle cose profondamente mutate nel passaggio che separa gli anni ’50 e i ’60. Rituali rimemorati di un mondo piccolo e finito, che tuttavia continua a pulsare e a pretendere un’attenzione che qui si traduce in una scrittura chiara e minuziosa. Attraverso la memoria che scioglie nodi e grovigli interiori, si disegna una trama di fatti, oggetti, personaggi, emozioni, pulsioni, lavori, rituali, affetti, dolori, e dal fondo di questa vita intima a poco a poco emerge un’oggettiva e segreta bellezza.

Giovanni Tesio, già ordinario di letteratura italiana presso l’Università del Piemonte Orientale A. Avogadro, ha pubblicato alcuni volumi di saggi (l’ultimo, La poesia ai margini, nel 2014), una biografia di Augusto Monti, una monografia su Piero Chiara, molte antologie. Ha curato per Einaudi la scelta dall’epistolario editoriale di Italo Calvino, I libri degli altri (1991); recentemente la conversazione con Primo Levi, Io che vi parlo (2016), e più recentemente ancora, presso Interlinea, un altro volume di considerazioni su vita e opera di Levi, Primo Levi. Ancora qualcosa da dire (2018). Sempre presso Interlinea un pamphlet in difesa della lettura, della letteratura e della poesia, I più amati. Perché leggerli? Come leggerli? (2012), e un «sillabario» intitolato Parole essenziali (2014). La sua attività poetica, dopo esordi lontani, è sfociata nella pubblicazione di un canzoniere in piemontese di 369 sonetti, intitolato Vita dacant e da canté (Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2017). È stato per trentacinque anni collaboratore de «La Stampa», al cui inserto, «Torinosette», collabora tuttora. È membro del Comitato Scientifico del Centro Studi Piemontesi.

La conferenza può essere seguita  sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Augusto Cesare Ferrari: la curatrice della mostra ne presenta la figura

Lunedì 5 novembre 2018 ore 18

conferenza di

Liliana Pittarello

Augusto Cesare Ferrari 

Pittore-architetto fra Italia e Argentina

 

Liliana Pittarello curatrice, con Isabel Ferrari, Julia Ferrari e Antonio Musiari, della mostra “Augusto Cesare Ferrari, pittore architetto fra Italia e Argentina ¡Qué bello es vivir! ,  illustrerà la mostra, allestita fino al 18 novembre alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Mostra e catalogo presentano l’opera di Augusto Cesare Ferrari pittore e architetto (1871-1970) seguendo il racconto della sua vita di figlio illegittimo, migrante, marito, padre. Molto rigoroso, affabile e generoso, seppe con fatica e passione costruirsi la vita cui aspirava, fatta di affetti familiari e tanto lavoro, superando traversie anche molto gravi con tenacia e visione positiva. Allievo di Giacomo Grosso e Luigi Belli all’Accademia Albertina e di Giovanni Vacchetta al Museo Industriale, a Torino dipinse quadri, panorami e chiese. In Argentina fu pittore e architetto.

Il Catalogo è pubblicato in coedizione Centro Studi Piemontesi-Albertina Press.

La conferenza è sul canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Due timpani, preda di guerra del 1706

Lunedì 29 ottobre 2018 ore 18

conferenza del Generale C.A. Paolo Bosotti

I due timballi del Reggimento Bartillat conservati all’Armeria Reale di Torino

 

All’Armeria Reale di Torino sono conservati due strumenti a percussione guarniti con ricca copertura laterale ricamata recante uno stemma composto da: scudo ovale sembrerebbe d’azzurro, caricato di uno scaglione (forse d’oro), col capo al leone illeopardito (entrambi di colore indefinito). Lo scudo sopra ricca cornice barocca, cimato da corona marchionale  e sostenuto da due leoni. Ad un primo superficiale esame, il manufatto si direbbe francese, vista la tipologia dello stemma. Strumenti come questi venivano impiegati nelle fanfare a cavallo dei reggimenti di cavalleria ed erano generalmente timpani, allora detti “timballi”.  […]. La tradizione vuole che questi timballi siano una preda bellica caduta in mani piemontesi dopo la disfatta gallo-ispanica a seguito della battaglia di Torino del 7 settembre 1706, che concluse l’assedio.

Ascolta la conferenza

sul canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Riprendono i Colloqui del Lunedì

Con la conferenza di Lodovico Passerin d’Entrèves e Angelo Conti riprendono il 22 ottobre gli incontri del Centro Studi Piemontesi nella sede rinnovata in Via Revel 15 a Torino

Tra le iniziative di «Officina 50», il cantiere di studi per le iniziative del cinquantenario di fondazione del Centro Studi Piemontesi nel 2019, è stata individuata come prima tappa fondamentale l’intervento di Schedatura, riordino e inventariazione dell’Archivio dell’Associazione. Il lavoro avrà la durata di due anni. Per la sistemazione dell’Archivio sono stati necessari alcuni lavori di adeguamento della Sede che sono stati effettuati nel quadro di un complessivo intervento di ammodernamento dei locali che sarà completato nel 2019.

L’inaugurazione della sede rinnovata si terrà

lunedì 22 ottobre

dalle 16,30 apertura sede per vista locali ristrutturati
seguirà alle ore 18  la conferenza di

Lodovico Passerin d’Entrèves 

Presidente Fondazione “Specchio dei Tempi”

Consigliere  del Centro Studi Piemontesi

e

Angelo Conti 

giornalista de “La Stampa”

Specchio dei Tempi” 

la voce e la generosità dei torinesi

 

scarica il programma dei Colloqui del Lunedì

 

Vedi la conferenza sul canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Premio Gianni Oberto 2018

Il Consiglio regionale del Piemonte e il Centro Gianni Oberto bandiscono un concorso per il conferimento di tre premi di studio riservato a laureati in discipline letterarie e umanistiche presso le Università piemontesi per tesi di laurea conseguite tra il 2014 e il 2018 relative ai seguenti argomenti:

letteratura italiana in Piemonte

letteratura in lingua piemontese e nelle lingue minoritarie del Piemonte

cultura popolare in Piemonte

teatro piemontese

Gli elaborati devono pervenire entro e non oltre le ore 12.00 del 26/10/2018, esclusivamente a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o raccomandata a mano, al seguente indirizzo:
Biblioteca della Regione Piemonte “Umberto Eco”
Via Confienza, 14
10122 Torino
orari: Lunedì/giovedì 9-12.30/14-16 – venerdì 9 -12.30
Sul plico dovrà essere indicato: “Premio Gianni Oberto 2018”
Con la produzione dell’elaborato deve essere inviata, a pena di inammissibilità:
– la scheda di partecipazione allegata, debitamente firmata;
– dichiarazione sostitutiva del certificato di laurea ai sensi dell’art. 46 DPR 28/12/2000 n. 445;
– copia di un documento di identità valido.

qui regolamento e domanda