Archivi categoria: Colloqui del lunedì

Le ferrovie nel Piemonte preunitario

Lunedì 11 febbraio 2019 ore 18

Rosanna Roccia Direttore “Studi Piemontesi”

e l’Autore Giulio Guderzo  Università di Pavia

presentano il libro

Ferrovie nel Piemonte preunitario

Hoepli Edizioni 2018

Interverrà Filippo Beraudo di Pralormo

Nella cornice dell’Europa della rivoluzione industriale si iscrive la storia della diffusione della ferrovia in Piemonte con le sue ripercussioni nel resto della Penisola. Una vicenda di innovazione tecnica e sociale ricostruita nelle sue diverse fasi, dal dibattito fra politici, tecnici e amministratori, al lavoro sul terreno di ingegneri, imprenditori, operai, alla successiva gestione in tempi segnati da guerre lontane e vicine. L’album di immagini che accompagna il testo aiuta a comprendere come in un piccolo Paese, segnato da aspri ostacoli naturali, si poterono concepire e realizzare sogni altrove ritenuti impossibili. L’opera è dedicata a Carlo Pischedda, “amico e maestro di storia subalpina”.

Giulio Guderzo. La storia accademica di Giulio Guderzo, professore emerito di Storia del Risorgimento, si è svolta tutta nella lombarda Pavia, dalla laurea nel ’54, all’assistentato, alla cattedra e al conclusivo pensionamento, ma la sua attività di ricerca ha prevalentemente riguardato la storia socioeconomica e politica del Piemonte carloalbertino e cavouriano. Direttore e poi presidente dell’Istituto pavese di Storia della Resistenza fin dalla sua fondazione, sì è altresì occupato di storia politica e militare del Novecento su scala non solo locale.

Filippo Beraudo di Pralormo è discendente del Ministro Carlo Beraudo di Pralormo cui si deve il primo serio avviamento delle iniziative per la realizzazione della ferrovia Torino-Genova.

La conferenza è Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Donne, scuola e società alla Villa della Regina

Lunedì 4 febbraio 2019 ore 18

Incontro dedicato al tema

Formazione femminile dalla Torino post-unitaria al passato recente. Il caso dell’Istituto Figlie dei militari

Paola Bianchi, Università della Valle d’Aosta  
dialoga con Cinzia Ballesio, autrice del volume
Le Figlie dei Militari. Una scuola nuova per le donne della nuova Italia

Neos Edizioni

Il libro racconta una storia in parte dimenticata, quella dell’Istituto nazionale per le Figlie dei Militari di Torino, una scuola laica e innovativa, punto di riferimento per l’educazione femminile a cavallo fra Ottocento e Novecento.

L’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari, istituzione scolastica nata nel fertile contesto culturale della Torino post-unitaria, è stata un’eccellenza fra i collegi femminili, in grado di competere con il più famoso Poggio Imperiale di Firenze. Legato a uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia della città di Torino, la Villa della Regina, dove, dopo la donazione dell’edificio da parte di Vittorio Emanuele II nel 1865, avrà la sua sede principale dal 1869 fino ai bombardamenti del 1942. Nata dall’iniziativa della marchesa Maria Luisa del Carretto, l’idea dell’Istituto per le Figlie dei Militari viene sostenuta da una serie di personaggi di spicco del periodo, tra cui quel Massimo d’Azeglio a cui è attribuita la frase “fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”. E proprio per “fare” i futuri italiani e dar loro “degne madri”, si volle creare una “scuola di civile e morale educazione per le venture generazioni”. Cinzia Ballesio ricuce con sensibilità storica tutti i pezzi di un’istituzione quasi dimenticata, ricostruita sulla base di una ricca documentazione archivistica, integrata con le testimonianze delle ex allieve intervistate, dove la memoria si mescola con i fatti, creando storie nella Storia: donne, scuola e società, un fitto intreccio in un universo ricchissimo e poco indagato.

Sul canale YouTube del Centro Studi Piemontesi il video della conferenza

 

Il parco storico del castello di Moncalieri

SGUARDI SU MONCALIERI 

Incontri per una Storia di Moncalieri

Prosegue il cammino attraverso la storia e le storie di Moncalieri e del suo territorio, tramite incontri frutto di una proficua collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura della Città di Moncalieri, la Biblioteca civica “A. Arduino” e il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis di Torino. Per aprire nuovi “Sguardi” volti ad approfondire i temi“scrivere” una Storia della Città.

Giovedì 24 gennaio 2019 ore 17,30

Biblioteca civica “A. Arduino” – Via Cavour, 31 Moncalieri

Salvaguardia e Valorizzazione del Parco Storico del Castello di Moncalieri.  Studi preliminari

Conferenza di

Federica Larcher, Paola Gullino, Marco Devecchi

Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari, Università degli Studi di Torino

Interviene Laura Pompeo, Assessore alla Cultura Città di Moncalieri

Auguri

 

Ringraziamo chi vorrà rispondere al questionario sul Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis per conoscere meglio i nostri Soci e Amici

Sabato 22 dicembre “Un libro per Natale” e la mostra “Antiche pubblicità di latta” saranno aperte con orario continuato 10-18

Pubblicità di latta su antiche scatole in Piemonte

Accanto a Un libro per Natale”, fino al 22 dicembre, per “Le piccole mostre del Centro Studi Piemontesi”, è allestita, nella sede di Via Ottavio Revel 15 a Torino, l’esposizione “Antiche pubblicità di latta: dalla Venchi alla Talmone Venchi Unica”, a cura di Silvie Mola di Nomaglio.

Tra le numerose industrie dolciarie torinesi che diffusero in Italia e fuori dai confini le proprie specialità alimentari, biscotti, cioccolato, cacao, caramelle e, nel contempo, il nome di Torino, si devono ricordare almeno la Michele Talmone (fondata nel 1850), la Moriondo e Gariglio (la quale, fondata nel 1868, produceva nel tardo Ottocento oltre 3500 Kg. di cioccolato e cacao al giorno), la Caffarel Prochet (fondata nel 1826), la Biscotti Delta di M. A. Gatti (1911) con scatole talora originalissime, la Baratti e Milano, le ditte Beata & Perrone, Cacao Lac, Cacao Davit, Leone, De Coster, Mondino, Wamar, Dora Biscuits. I metallici contenitori utilizzati per conservare e distribuire i loro prodotti, multiformi e deliziosamente illustrati e colorati, giunsero un po’ dovunque nel mondo.

In questa piccola mostra sono raccolte alcune delle scatole della Venchi (fondata nel 1878 da Silviano Venchi, 80 dipendenti nel 1896, oltre 500, in costante crescendo, nel 1905, esportatrice letteralmente in tutto il globo) e delle sue successive evoluzioni societarie. Nel 1924 –  mentre la Venchi continuava a andare a gonfie vele nonostante la morte, nel 1922 del Venchi, sotto la guida dei suoi nipoti e del direttore Gerardo Gobbi (poi a lungo amministratore delegato della società)  – nacque, per iniziativa di Riccardo Gualino la società anonima Unica (Unione Nazionale Industria Commercio Alimentari),  raggruppando sotto questa denominazione quattro aziende del settore, alcune delle quali appena citate: la Michele Talmone, la Moriondo Gariglio, la Cioccolato Bonatti e le Fabbriche riunite Gallettine & Dora. Lo stabilimento di produzione, realizzato su corso Francia, non lontano dai limiti di Torino, era imponente: vi lavoravano oltre 1500 operai, 300 impiegati e alcune decine di altri dipendenti. Nel 1934, in seguito al fallimento di Gualino l’Unica viene acquistata dalla Venchi e prende vita per fusione la Venchi Unica, che si prevarrà, a fianco di questi marchi, anche di quello Talmone. La Venchi, disponendo ormai del grande stabilimento Unica di corso Francia cedette allo Stato la propria sede, realizzata nel 1907 su progetto dell’architetto Pietro Fenoglio in corso Regina Margherita 16. Questa, passata al demanio militare, ne ospiterà a lungo l’opificio.  Dopo la morte di Gerardo Gobbi, avvenuta nel 1954, subentrerà quale presidente Giovanni Maria Vitelli, che ne resterà a capo sino agli anni settanta del secolo scorso. In seguito, caduta nelle mani di speculatori, l’azienda fallirà e solo il marchio potrà essere salvato da un creditore del fallimento, cosa che consentirà successivamente di vederlo risorgere, tornando a rappresentare un’eccellenza piemontese e italiana.

Orari: la mostra proseguirà, accanto a “Un libro per Natale”, fino al 22 dicembre. Da lunedì a giovedì 9-13 / 14,30-18; Venerdì 21 e Sabato 22 dicembre apertura con orario continuato 10-18.

 

Vijà piemontèisa. Concerto all’Auditorium Vivaldi

Vijà Piemontèisa 2018 all’Auditorium Vivaldi, concerto di Natale con l’Orchestra Progetto Futuro Musica, Amemanera, Ensemble Pianà, le pive di Valerio Franco e la voce recitante di Mario Brusa.

Un bel pomeriggio di musica e poesia con grande partecipazione di pubblico. Ci scusiamo con quanti non sono potuti entrare per ragioni di capienza e di sicurezza della sala. Tra pochi giorni sarà possibile ascoltare il concerto sul nostro canale YouTube.

Scarica il libretto con i testi

Le Alpi e le imprese alpinistiche di oggi e di ieri

Lunedì 3 dicembre 2018 ore 18

 Incontro con Ada Brunazzi

autrice del libro

Alpi & Alps! 

Imprese alpinistiche dall’Italia alla Nuova Zelanda, dal Duca degli Abruzzi a Sir Edmund Hillary

Touring Club Italiano 2018 – Edizione Italiana e Inglese

L’incanto della Valle d’Aosta ammalia i primi viaggiatori alpinisti che compiono il Gran Tour delle Alpi e che di anno in anno tornano per nuove ascensioni. Esploratori e alpinisti che nel tempo hanno saputo sfidare e vincere le montagne grazie alla loro professionalità, affiatamento e amicizia. Le cordate del Duca degli Abruzzi con Joseph Petigax, guida alpina di Courmayeur, di Sir Edmund Hillary con Tenzing, in tempi diversi sono state un esempio per il mondo. Professionalità, amicizia, stima e solidarietà sono il motore e la forza di questi eroi “uomini comuni”. Attraverso la riscoperta di questi personaggi si mantiene vivo il ricordo di un passato ricco di insegnamenti positivi. Un racconto affascinante, illustrato da tante immagini fotografiche contemporanee e d’epoca, da mappe delle spedizioni e da riproduzioni di articoli dei giornali.

Sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi il video dell’incontro

Gianfranco Gribaudo, un piemontese internazionale si racconta

Lunedì 26 novembre 2018 ore 18

Luciano Genta, Dora Marucco

e l’autore Gianfranco Gribaudo

dialogano intorno al libro

Dal Borgh al BIT 

Tra Torino e le Nazioni Unite:  fatti e pensieri di un piemontese internazionale

Chieri, Gaidano e Matta, 2018

Prefazioni di Sergio M. Gilardino e Gian Giacomo Migone

È conosciuto soprattutto come “il Gribaudo” per il suo Dissionari piemontèis. Ma Gianfranco Gribaudo è stato in primo luogo, defilato e in sordina, un protagonista dell’impegno per “portare Torino nel mondo e il mondo a Torino”. Dall’inizio degli anni Sessanta funzionario delle Nazioni Unite e dirigente del Centro internazionale di formazione tecnica e professionale per i paesi in via di sviluppo, noto alle origini semplicemente come “il Bit”, che s’insediò dopo Italia ’61 tra Palazzo Nervi e le rive del Po.  Ora, a 84 anni, Gribaudo ha ripercorso la sua vita: le radici famigliari, la formazione culturale, l’attività professionale, i viaggi, gli interessi e gli affetti privati. Un libro in cui la memoria personale s’intreccia alla storia pubblica: la Torino industriale e la Fiat dell’Avvocato, i rapporti tra l’Italia e le Nazioni Unite, il sogno lungimirante di formare lavoratori, tecnici, amministratori, una classe dirigente per quello che allora si chiamava il Terzo Mondo, ben prima che arrivasse la globalizzazione.

La conferenza può  essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Carlo Maria Martini, ricordi di vita familiare

Lunedì 19 novembre 2018 ore 18

Incontro con Maris Martini Facchini

autrice del libro

L’infanzia di un Cardinale

Mio fratello Carlo Maria Martini. Ricordi e immagini di vita familiare

Milano, Àncora, 2018

«’Guardatelo bene, perché l’intelligenza e la bellezza della famiglia se l’è prese tutte lui!’. Questo diceva nostro fratello Francesco, il più spiritoso della famiglia, quando tutti, dico tutti, parlando di Carluccio ne tessevano le lodi. Lodi che si tramandano di generazione in generazione. Chi si accinge a leggere, valutare e soppesare questo mio scritto, si regoli. Affido alcuni ricordi della vita di famiglia, suggeritimi dal film di Ermanno Olmi, Vedete, sono uno di voi, a questo libretto, elegante nella carta e nei caratteri, pratico e svelto da leggere. Come per tutti i miei coetanei i ricordi sono nitidissimi per il tempo passato. Le date importanti della famiglia rimangono scolpite nella mia memoria anche con il giorno della settimana. Per gli avvenimenti recenti, non mi è mai sembrato necessario conservare un’agenda. Nella mia giornata sono tante e diverse le situazioni che mi capita di vivere ed alle quali, la sera, devo dare un senso compiuto per mettermele alle spalle, sgombrare la mente per affrontarne altre, nuove ed imprevedibili, il giorno dopo. Nella parte del libro dedicata al film di Olmi ricordo il susseguirsi degli avvenimenti, sedimentati nella memoria, ma non le date precise. Mai avrei pensato, mentre li vivevo, che un giorno li avrei raccontati per iscritto» [Maris Martini Facchini]

Il video dell’incontro è sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Giovanni Tesio e la memoria di un mondo

Lunedì 12 novembre 2018 ore 18

Incontro con  Giovanni Tesio

autore del libro

Gli zoccoli nell’erba pesante

Torino, Lindau, 2018

Un’immersione in una realtà lontana e insieme prossima. Una vita: la vita di un ragazzo di campagna diventato un adulto consapevole, anche grazie al privilegio degli studi, che ritorna al paese in cui è cresciuto per rintracciarne gli umori, per ripercorrere il transito delle cose profondamente mutate nel passaggio che separa gli anni ’50 e i ’60. Rituali rimemorati di un mondo piccolo e finito, che tuttavia continua a pulsare e a pretendere un’attenzione che qui si traduce in una scrittura chiara e minuziosa. Attraverso la memoria che scioglie nodi e grovigli interiori, si disegna una trama di fatti, oggetti, personaggi, emozioni, pulsioni, lavori, rituali, affetti, dolori, e dal fondo di questa vita intima a poco a poco emerge un’oggettiva e segreta bellezza.

Giovanni Tesio, già ordinario di letteratura italiana presso l’Università del Piemonte Orientale A. Avogadro, ha pubblicato alcuni volumi di saggi (l’ultimo, La poesia ai margini, nel 2014), una biografia di Augusto Monti, una monografia su Piero Chiara, molte antologie. Ha curato per Einaudi la scelta dall’epistolario editoriale di Italo Calvino, I libri degli altri (1991); recentemente la conversazione con Primo Levi, Io che vi parlo (2016), e più recentemente ancora, presso Interlinea, un altro volume di considerazioni su vita e opera di Levi, Primo Levi. Ancora qualcosa da dire (2018). Sempre presso Interlinea un pamphlet in difesa della lettura, della letteratura e della poesia, I più amati. Perché leggerli? Come leggerli? (2012), e un «sillabario» intitolato Parole essenziali (2014). La sua attività poetica, dopo esordi lontani, è sfociata nella pubblicazione di un canzoniere in piemontese di 369 sonetti, intitolato Vita dacant e da canté (Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2017). È stato per trentacinque anni collaboratore de «La Stampa», al cui inserto, «Torinosette», collabora tuttora. È membro del Comitato Scientifico del Centro Studi Piemontesi.

La conferenza può essere seguita  sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi