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Visite guidate al Polo Reale di Torino

Nel corso del mese di ottobre il Polo Reale di Torino propone tre cicli di visite guidate tematiche, per approfondire la conoscenza dello straordinario patrimonio custodito tra fasti barocchi, testimonianze di collezionismo dinastico e reperti archeologici. La partecipazione non comporta costi ulteriori, ma è compresa nel biglietto di ingresso.

I percorsi di Palazzo Reale, Armeria Reale Galleria Sabauda accolgono il pubblico Alla scoperta del Polo Reale: una serie di visite guidate attraverso le figure dei più importanti protagonisti che hanno vissuto e lavorato in questi ambienti, mettendo in luce gli interventi di rinnovamento stilistico eseguiti dagli artisti di corte, le scelte di Casa Savoia, le peculiarità di tecniche e apparati decorativi.

Palazzo Reale propone inoltre Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo, un itinerario tra devozione religiosa, committenza artistica e celebrazione dinastica che si snoda attraverso gli spazi adiacenti al Duomo, con l’opportunità di ammirare ambienti solitamente non aperti, quali la Galleria della Sindone, quella delle Battaglie, le Tribune Reali e la Cappella Regia.

Il Museo di Antichità offre invece un’occasione per scoprire il modo in cui si organizza la sezione di un museo con Prove di allestimento: le Collezioni cipriote del Museo di Antichità, permettendo al pubblico di confrontarsi con archeologi, commentare proposte e avanzare suggerimenti.

 CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI

Martedì 13 ottobre 2015:

dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

Mercoledì 14 ottobre 2015:

 dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

ore 11 Alla ricerca di antichi tesori: i primi scavi a Cipro a cura di Sara Lassa (Museo di Antichità)

Giovedì 15 ottobre 2015:

dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

ore10.30 «Una falcata spada infra le tante». Le collezioni dell’Armeria Reale a cura di Maria Giuseppina Romagnoli (Armeria Reale)

ore 11 Alla ricerca di antichi tesori: i primi scavi a Cipro a cura di Sara Lassa (Museo di Antichità)

ore 14.30 Le varie facce del ritratto tra Palazzo Reale Armeria Reale a cura di Valerio Mosso (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 15.30 Il collezionismo dinastico a cura di Alessandro Uccelli (Galleria Sabauda)

ore16.30 «Una falcata spada infra le tante». Le collezioni dell’Armeria Reale a cura di Maria Giuseppina Romagnoli (Armeria Reale)

Venerdì 16 OTTOBRE 2015:

ore10.30 Legno, oro smalti: le tecniche artistiche nei capolavori della Galleria Sabauda a cura di Anna Moretti (Galleria Sabauda)

ore11.30 Ilpiacere della luce: il Palazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali, storia tecnologia a cura di Barbara Improta (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore12.30 Il nuovo allestimento della Galleria Sabauda: come cambia un museo moderno a cura di Sara Comoglio (Galleria Sabauda)

ore15.30 Il piacere della luce: il Palazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali, storia tecnologia a cura di Erik Costamagna (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore16.30 Il nuovo allestimento della Galleria Sabauda: come cambia unmuseo moderno a cura di Sara Comoglio (Galleria Sabauda)

ore 17.30 Dagli antichi  templi di Cipro:  statue di dei e sacerdoti  a cura di Federica Pepi (Museo di Antichità)

SABATO 17 OTTOBRE 2015:

10,30 e 12,30 Il piacere della luce: iPalazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali, storia tecnologia a cura di Barbara Improta (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore15.30 «Sullo scudo divino sono effigiate molte storie». Il mito in Armeria Reale a cura di Fabio Uliana (Armeria Reale)

ore16.30 Il nuovo allestimento della Galleria Sabauda: come cambia unmuseo moderno a cura di Sara Comoglio (Galleria Sabauda)

ore 17.30 Splendenti dettagli:  ornamenti e gioielli dell’antica Cipro a cura di Daniela Speranza (Museo di Antichità)

Martedì  20 OTTOBRE 2015:  

 dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

Mercoledì 21 OTTOBRE 2015:

dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

ore 17.30 Tra uomini e dei: oggetti per il culto dalle collezioni cipriote a cura di Patrizia Petitti (Museo di Antichità)

Giovedì 22 OTTOBRE 2015:

dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

ore10.30 «Sullo scudo divino sono effigiate molte storie». Il mito in Armeria Reale a cura di Fabio Uliana (Armeria Reale)

ore 11 Dall’olio la luce: le lucerne dell’antica Cipro a cura di Alessia Monticone (Museo di Antichità)

11.30 Tra mito realtà: dei ed eroi alla corte sabauda tra Seicento Settecento a cura di Serena Manfredi (Galleria Sabauda)

ore12.30 Architettare il potere. La progettazione degli spazi servizio della dinastia sabauda attraverso segni effimeri duraturi a cura di Stefania Manassero (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 15.30 Le varie facce del ritratto tra Palazzo Reale Armeria Reale a cura di Valerio Mosso (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 16.30 Il collezionismo dinastico a cura di Alessandro Uccelli (Galleria Sabauda)

Venerdì  23 OTTOBRE 2015:

ore10.30 Legno, oro smalti: le tecniche artistiche nei capolavori della Galleria Sa bauda a cura di Anna Moretti (Galleria Sabauda)

ore11.30 Il piacere della luce: il Palazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali, storia tecnologia a cura di Erik Costamagna (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 15.30 Da celebrazione del potere a musei. Gli spazi dell’Appartamento di Rappresentanza e dell’Armeria Reale a cura di Silvia Blanchietti (Palazzo Reale-Armeria Reale)

16.30 Il nuovo allestimento della Galleria Sabauda: come cambia un museo moderno a cura di Sara Comoglio (Galleria Sabauda)

ore 17.30 Pietre traslucide: i vasi in alabastro delle collezioni cipriote a cura Paola Greppi (Museo di Antichità)

sabato 24 OTTOBRE 2015:

ore 17.30 Pietre traslucide: i vasi in alabastro delle collezioni cipriote a cura Paola Greppi (Museo di Antichità)

Mercoledì 28 OTTOBRE 2015:

ore 17.30 Fragranze divine: vasi per profumi  dall’isola di Afrodite a cura di Patrizia Petitti (Museo di Antichità)

Giovedì 29 OTTOBRE 2015:

ore10.30 Il piacere della luce: il Palazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali,storia tecnologia a cura di Barbara Improta (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 11 Splendenti dettagli:  ornamenti e gioielli dell’antica Cipro a cura di Daniela Speranza (Museo di Antichità)

ore11.30 Legno,oroesmalti:letecnicheartisticheneicapolavoridellaGalleriaSabauda a cura di Anna Moretti (Galleria Sabauda)

ore15.30 Le varie facce del ritratto tra Palazzo Reale Armeria Reale a cura di Valerio Mosso (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore16.30 Il collezionismo dinastico a cura di Alessandro Uccelli (Galleria Sabauda)

Venerdì 30 OTTOBRE 2015:

ore9.30 «Sullo scudo divino sono effigiate molte storie». Il mito in Armeria Reale a cura di Fabio Uliana (Armeria Reale)

ore10.30 Tra mito realtà: dei ed eroi alla corte sabauda tra Seicento Settecento a cura di Serena Manfredi (Galleria Sabauda)

ore11.30 «Sullo scudo divino sono effigiate molte storie». Il mito in Armeria Reale a cura di Fabio Uliana (Armeria Reale)

ore 12.30 Tra mito realtà: dei ed eroi alla corte sabauda tra Seicento e Settecento a cura d iSerena Manfredi (Galleria Sabauda)

ore 15.30 Da celebrazione del potere a musei. Gli spazi dell’Appartamento di Rappresentanza e dell’Armeria Realea cura di Silvia Blanchietti (Palazzo Reale-Armeria Reale)

 ore16,30 «Una falcata spada infra le tante». Le collezioni dell’Armeria Reale a cura di Maria Giuseppina Romagnoli (Armeria Reale)

ore 17.30 Dagli antichi  templi di Cipro:  statue di dei e sacerdoti  a cura di Federica Pepi (Museo di Antichità)

sabato 31 OTTOBRE2015:

ore 17.30 Dall’olio la luce: le lucerne dell’antica Cipro a cura di Alessia Monticone (Museo di Antichità)

 Info: Biglietteria presso Palazzo Reale – piazzetta Reale, 1; orario 8.30-18.

Tariffe: il costo delle visite è compreso nel biglietto di ingresso;biglietto intero € 12,00; ridotto € 6,00; in vigore riduzioni e gratuità di legge.

La durata di ogni visita è di circa un’ora; le partenze dei gruppi per le visite guidate avvengono presso i musei interessati, per tutte le informazioni rivolgersi al personale di biglietteria.

Contatti: per i cicli Alla scoperta del Polo Reale e Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo

tel. 0114361455, e-mail pr-to.reale@beniculturali.it;

per il ciclo Prove di allestimento: le Collezioni cipriote del Museo di Antichità

tel. 011 5212251; e-mail sar-pie.museoantichita@beniculturali.it

 

Un’infanzia di guerra per Tilde Giani Gallino

Lunedì 12 ottobre, alle ore 18

incontro con la scrittrice

 Tilde Giani Gallino

 che dialogherà con Albina Malerba e con il pubblico

sul suo libro

Non avevo sei anni ed ero già in guerra

 pubblicato da Einaudi

 gianigallino

“Il libro presenta in uno stile insolito, a volte scanzonato e ironico, a volte dolente e accorato, un periodo di undici anni, dal 1934 al 1945, durante il quale il fascismo e la Seconda guerra mondiale hanno imperversato in Italia, sull’esistenza dei singoli e delle famiglie. Il racconto si svolge come “un romanzo di formazione” o Bildungsroman, e narra – in prima persona – emozioni e sentimenti, eventi imprevedibili, e una storia di vita dall’infanzia alla preadoloscenza….”[dall’Introduzione dell’autrice]

Una infanzia dorata è interrotta a causa della guerra. È il 1940. Subito incominciano i bombardamenti su Torino e le città del nord. Inizia così una nuova vita per la protagonista, allora bambina, costretta a fuggire da un mondo cittadino ricco di interessi per sfollare in un ambiente rurale. Nell’estate del 1943 è a Trana dove l’esercito tedesco sta per fucilare per rappresaglia una persona alla quale è molto affezionata, e lei stessa implora il comandante tedesco di non ucciderla. Nessuno verrà fucilato, ma lei e i suoi genitori sono presi in ostaggio. Nel 1945 la Wehrmacht in rotta occupa la sua casa di sfollata. A guerra finita tornerà in città. Ma solo per assistere alla morte delle due persone che ama di più. E il suo “Ragnarök”, la morte dei suoi dèi, dopo un “gelido inverno durato tre anni”. Troverà un rilevante sostegno negli scrittori del “secolo d’oro della letteratura russa”: veri maestri di vita.

Tilde Giani Gallino, torinese, è stata ordinario di Psicologia dello Sviluppo nell’Università di Torino. Ha pubblicato numerosi libri e saggi scientifici sui processi cognitivi e socioemotivi e sull’immaginario, nell’infanzia e negli adulti. Collabora con «la Repubblica», «La Stampa», «il Corriere della Sera» e «Psicologia contemporanea».

La parlata di Trausella

Giovedì 28 maggio, ore 18, per le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal territorio, incontro con Vittoria Carola Vignola per la presentazione del volume, pubblicato a Ivrea da Hever edizioni

La parlata di Trausella. Appunti e spunti per un dizionario

Interviene l’editore Helena Verlucca

 

trausella

Appunti e spunti per un “dizionario” di una piccola comunità della Valchiusella, in Canavese.

I lemmi sono dati sia in grafia piemontese adattata, sia in alfabeto fonetico internazionale. Gli esempi di uso (frasemi), i detti, le filastrocche e i proverbi offrono un quadro delle tradizioni locali. Vittoria Carola Vignola, nell’Introduzione, afferma come un peculiare insieme di fattori socio-economici abbiamo reso la comunità di Trausella «particolarmente esposta al cambiamento». Accanto ai pochi anziani «portatori di saperi, valori, comportamenti e tradizioni propri del mondo agricolo-montano originario» si sarebbe difatti andata ampliando «la fascia dei portatori di altri saperi e valori in quanto partecipi di ruoli socio-professionali diversi e di situazioni comunicative più ampie».

Di fronte all’inevitabile mutamento socio-linguistico, l’autrice ritorna alla parlata materna, percorsa da «umili e quotidiane» atmosfere: una rivisitazione che si è avvalsa non solo dei ricordi ma anche delle «annotazioni di anni». Dalle pagine di questo “dizionario” emerge dunque un mondo ormai sempre più lontano: un mondo verso il quale l’autrice dichiara di aver sempre nutrito rispetto e gratitudine, accanto al desiderio di serbarne memoria «prima che scenda il buio». [dalla recensione di Franco Quaccia, pubblicata su “Studi Piemontesi”, 2, 2014].

 

 

 

Iconografie della Beata Margherita di Savoia

Giovedì 21 maggio, ore 18,  per le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal Territorio conferenza di
Daniele Bolognini e Laura Facchin

Sguardi dal passato: la beata Margherita di Savoia e la sua iconografia

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Daniele Bolognini, studioso di agiografia, presenterà brevemente la biografia della beata Margherita di Savoia.

L’intervento di Laura Facchin permetterà di effettuare un breve viaggio attraverso le diverse iconografie della principessa sabauda.

Figlia del Conte Amedeo di Savoia-Acaja, nata a Pinerolo nel 1390, presto orfana passò sotto la tutela dello zio Ludovico. Il Piemonte era sconvolto da guerre che coinvolgevano i Savoia, i Visconti di Milano, i marchesi di Saluzzo e del Monferrato e lo zio guardò a Margherita come a un “pegno di pace”. Fu combinato il matrimonio, nel 1403, con Teodoro II Paleologo, Marchese di Monferrato, più anziano di lei, vedovo con due figli. La giovane affiancò il consorte nel regno. Soggiornarono a Chivasso, a Trino Vercellese e soprattutto nel castello di Casale Monferrato. Dal 1411, per un paio d’anni, Margherita fu a seguito del marito governatore di Genova dove fu straordinaria la sua abnegazione durante una pestilenza. Vedova nel 1418, reggente sino alla maggiore età del figliastro, poté in seguito, finalmente, ritirarsi nel suo palazzo di Alba e fondare un monastero domenicano. Morì il 23 novembre 1464. Piuttosto vasta è l’iconografia della beata Margherita. Sebbene raffigurazioni della principessa in vesti di domenicana si possano annoverare sin dalla fine del XV secolo, la diffusione della sua immagine, spesso accompagnata dagli attributi delle tre frecce, si deve far risalire all’inizio del Seicento. La sua connotazione di beata dinastica ne ha favorito la promozione del culto attraverso opere pittoriche e scultoree nei territori di pertinenza dei Savoia, ma anche, attraverso i legami matrimoniali con le casate principesche europee, in ambito internazionale. Parallelamente, l’ingresso della beata nel santorale domenicano, ha permesso una ulteriore ampia proliferazione della sua rappresentazione all’interno degli edifici appartenenti all’ordine dei frati predicatori.

Nella foto: La beata Margherita di Savoia-Acaja riceve da Cristo le tre frecce, Basilica di Superga, 1729-1730

I ricordi di guerra di Elena Accati in Valle Cervo

Lunedì 4 maggio, alle ore 18,  per i Colloqui del Lunedì, Elena Accati converserà con il pubblico sul suo libro:

Un giardino di ricordi

Infanzia di guerra in Valle Cervo

 

cervo

Elena Accati, Infanzia di guerra in Valle Cervo. Un giardino di ricordi, presentazione di Luigi Squillario, prefazione di Margherita Oggero, Savigliano, L’Artistica Editrice, 2014, pp.160, ill.

Al nome di Elena Accati si associano subito i più belli e intensi studi di piante, parchi, giardini del Piemonte. Questo è invece un libro di racconti e di ricordi (ma già in precedenza aveva dato prove narrative): “Approdata – scrive – a quella fase della vita in cui si guarda senza nostalgia alle giornate trascorse […] mentre apprezzo e ricerco ritmi lenti e riscopro il silenzio come momento  ideale per cogliere la musicalità del linguaggio […] mi sono tornati alla mente affetti, sensazioni, ricordi [..]”.  È l’infanzia, trascorsa in Valle Cervo, nel Biellese, a dettarle le pagine dei racconti scanditi in 12 tempi, legati dal “filo rosso” della “rottura dell’armonia prodotta dall’odio, dalla guerra”, e dall’incanto per la vegetazione dell’alta Val dël Sarv. Una fascinazione per fiori, piante, arbusti, alberi, paesaggio, natura, che da allora ha accompagnato tutta la sua vita portandola a “studiarne l’impiego nel giardino che è sogno e ricordo, microcosmo dove sono rappresentate le cose infinite dell’universo”. [dalla recensione di A. Malerba, in “Studi Piemontesi”, 2, 2014]

Tavigliano e l’antica comunità di Andorno

Lunedì 27 aprile, alle ore 18,  per i Colloqui del Lunedì, conferenza di Ugo Grosso e Roberto Sandri Giachino sul libro:

Tavigliano e l’antica comunità di Andorno. Storia, famiglie, avvenimenti

Interverrà il Sindaco di Tavigliano, Gino Mantello

 

tavigliano

 

A seguito di una pluriennale ricerca storica e con l’ausilio di numerosi collaboratori, è nato un volume di 432 pagine in grande formato con oltre 250 fotografie e cartine, che racconta il passato di Tavigliano e dell’intera comunità di Andorno. Una storia millenaria che illustra come, nonostante la povertà del territorio montano, gli abitanti abbiano saputo, con la perseveranza ed il risparmio, raggiungere il benessere. Sono narrati i rapporti con lo Stato e i paesi vicini, come si sono formate le zone abitate e le strade che le collegano. Inedite notizie sulle famiglie (storia, genealogie, armi gentilizie, personaggi) permettono di approfondire aspetti di storia sociale e di conoscere il contributo che diedero. Il testo è diviso in due parti: la prima narra le vicende dell’antica comunità di Andorno, la seconda quella di Tavigliano dal 1699, quando ebbe una propria amministrazione. Documentate e ricche appendici elencano i nomi degli abitanti, dei chiavari e consoli di Andorno, dei sindaci di Tavigliano e dei proprietari indicati negli antichi catasti.

Pubblicato dal Comune di Tavigliano.

 

Il genio delle finanze di Napoleone

Lunedì 20 aprile, alle ore 18, per i Colloqui del Lunedì, conferenza di Paolo Cirri su

Il novarese Giuseppe Prina (1766-1814)

Il genio delle finanze di Napoleone

 Giuseppe Prina

Paolo Cirri, Presidente della Società Storica Novarese, si propone di scalfire attraverso una accurata ricostruzione dei fatti la damnatio memoriae durata duecento anni inflitta al novarese “Giuseppe Prina (1766-1814), valente ministro dell’età napoleonica, divenuto proverbiale non tanto per l’illuminata capacità di governo delle finanze pubbliche, quanto per l’efferatezza della sua condanna a morte seguita dallo scempio delle spoglie e dalla deliberata cancellazione d’ogni ricordo materiale. Studioso di storia patria e cultore delle memorie novaresi, l’Autore riporta in luce l’acume e la solerzia dell’uomo integerrimo e colto, che, trentenne appena, fu capace di «rimediare al dissesto finanziario» del Regno di Sardegna sconfitto dalla Francia rivoluzionaria, mediante una rigida e impopolare politica di esazione fiscale, proseguendo poi, nel nuovo corso determinato dagli eventi, l’impegno di amministratore pubblico e risanatore di bilanci….”. [Dalla recensione di Rosanna Roccia, in “Studi Piemontesi”, 2, 2014]

 

Piemonte e Portogallo

Lunedì 13 aprile, alle ore 18, per i Colloqui del Lunedì, Alice Blythe Raviola e Pierangelo Gentile dialogano sul tema 

Dalle Alpi all’Atlantico. Piemonte e Portogallo. Nove secoli di relazioni dinastiche

 

in margine al volume Portogallo e Piemonte. Nove secoli (XII-XX) di relazioni dinastiche e politiche, a cura di Maria Antònia Lopes e Blythe Alice Raviola

copertina portogallo

Il libro racconta di un legame di lunghissima durata: quello fra il Portogallo – una delle principali monarchie nazionali della prima età moderna – e il ducato di Savoia, piccolo Stato transalpino in cerca di riconoscimento internazionale. Grazie ai contributi di autori di diversa provenienza e di ambiti disciplinari differenti emerge un quadro istituzionale e dinastico variegato, condizionato dagli eventi della politica europea. Sono per lo più le donne, principesse portoghesi o piemontesi, a fungere da pedine diplomatiche e parentali nel tessuto delle relazioni secolari luso-sabaude: Mafalda di Moriana e Savoia, prima regina del Portogallo; Beatrice de Aviz duchessa di Savoia; Margherita di Savoia, viceregina di Portogallo per conto della dominazione spagnola; Maria Francesca Isabella di Savoia Nemours, regina del trono portoghese restaurato; infine Maria Pia di Savoia, penultima regina della monarchia portoghese. Ma sono anche i disegni delle due casate, come nel caso del ventilato matrimonio fra l’infanta Isabel Luisa e il futuro Vittorio Amedeo II di Savoia, a consolidare un’alleanza lontana nello spazio, ma fruttuosa nel tempo. Non a caso il Portogallo fu meta d’esilio per due sovrani sabaudi, Carlo Alberto, re di Sardegna, e Umberto II re d’Italia, il quale, dopo la proclamazione della Repubblica italiana nel 1946, soggiornò a lungo a Cascais. Dalle Alpi all’Atlantico, e dall’Atlantico alle Alpi, si potrebbe riassumere il secolare legame tra Portogallo e Piemonte, in una densa, ciclica contaminazione fra cerimoniali, usi di corte e modelli culturali fra due Paesi solo in apparenza distanti ed estranei l’uno all’altro. Per saperne di più vedi recensione in “Studi Piemontesi”, XLIII, 2 (2014)

 

Le dame di Cristina di Francia

Lunedì 30 marzo, alle ore 18, per i “Colloqui del Lunedì” conferenza di Andrea Merlotti, Centro Studi della Reggia di Venaria, su

Donne e potere alla corte sabauda

Le dame di Cristina di Francia (1637-1663)

cristina

Charles Dauphin, Ritratto equestre di Christine Wilcardel de Fleury (particolare dal ritratto di Christine Wilcardel de Fleury e del principe Emanuele Filiberto  di Carignano), Reggia di Venaria, Sala di Diana

 

«Era seguita con bell’equipaggio non solamente da’cavalieri, … ma dal vago stuolo delle sue dame, le quali parean quel giorno le amazzoni seguitrici della reina Arpalace»: così apparivano Cristina e le sue dame ad Emanuele Tesauro, il 9 giugno 1638 in uno Stato sabaudo ormai alle soglie della Guerra civile. E ancora «Amazone alpina» avrebbe definito la reggente nel panegirico Il Diamante, lo stesso in cui ribadiva la similitudine «tante amazoni quante dame». Amazoni che furono poi le protagoniste del Salone di Diana alla Reggia di Venaria. Sarebbe difficile trovare un’immagine più chiara ed efficace dell’importanza assunta dalle dame d’onore nella corte di Cristina, di cui furono, in effetti, il vero cuore pulsante. Proprio la presenza d’un numero crescente – e mai raggiunto prima o uguagliato dopo – di dame e figlie d’onore fu tale da conferire alla corte dei Savoia un tono che la distingueva dalle altre corti degli stati italiani. Ricostruire questa presenza femminile è quindi un punto essenziale per comprendere corti e poteri nello Stato sabaudo d’età barocca

 

 

John Singer Sargent e il Piemonte

Lunedì 23 marzo, alle ore 18, per i “Colloqui del Lunedì”,  conferenza di Michele Amedei, dell’Università degli Studi di Firenze, su

                    John Singer Sargent e Alberto Falchetti, 1905-1909.                           Dialoghi fra l’Impressionismo americano e il Divisionismo piemontese

falchetti2John Singer Sargent, Ritratto di Alberto Falchetti, 1905

 

L’argomento della conferenza verte sui rapporti intercorsi fra il pittore piemontese Alberto Falchetti e l’americano John Singer Sargent – uno dei massimi esponenti dell’Impressionismo americano – fra il 1905 e il 1909. L’intervento è il frutto di ricerche, in parte pubblicate nell’ultimo numero di “Studi Piemontesi” (2, 2014), che gettano nuova luce sui rapporti, finora poco indagati, intessuti dal grande artista statunitense con un gruppo ristretto di pittori piemontesi, fra cui, oltre Falchetti, Carlo Stratta e Carlo Pollonera, fra il primo e il secondo decennio del Novecento. Con Falchetti, in particolare, con cui viaggiò in Terra Santa negli ultimi mesi del 1905, Sargent si confronta dipingendo ampie e ariose vedute paesistiche ispirate alle alte vette alpine. Tracce utili a contestualiuzzare il dialogo pittorico tra Sargent e Falchetti sono anche conservate nel Fondo Arrigo Frusta del Centro Studi Piemontesi