Archivi categoria: Colloqui del lunedì

storia della valle di susa

Lunedì 18 novembre 2019 ore 18

Presentazione dei due volumi di

Storia delle valli di Susa

Intervengono

Silvia Giorcelli Bersani Università di Torino

Andrea Maria Ludovici Culturalpe

Piero Del Vecchio e Dario Vota curatori del progetto editoriale per le Edizioni Il Graffio di Borgone Susa

Nell’ambito del progetto «Terra di confine. Percorsi tra storia e arte nelle Valli di Susa», l’opera che ha per titolo Storia delle valli di Susa, prevista in 3 volumi, è certamente un’operazione editoriale impegnativa, alla quale i curatori e l’editore affidano il non facile compito di offrire una sintesi aggiornata e scientificamente sorvegliata della storia valsusina. L’idea nasce dalla volontà di colmare una lacuna negli studi storici sulla Valle: un’opera frutto del convergere, entro un progetto unitario e coordinato, dei contributi di studiosi specialisti su alcuni tra i temi più rilevanti di questa storia locale, capace di porsi come solido lavoro di riferimento, in un ambito dove l’insieme della storia valsusina è stata finora oggetto per lo più di testi divulgativi prodotti da singoli autori.  Il primo volume, dedicato a Preistoria, età romana e medioevo fino al Trecento, si caratterizza per l’affiancare contributi provenienti sia dal versante archeologico sia da quello storico, rispondendo in tal modo all’esigenza di una trattazione pluridisciplinare coordinata. L’offerta tematica data dai dodici contributi in cui si articola il primo volume non ha la pretesa di offrire una panoramica esaustiva sulla storia delle valli di Susa; la scelta degli argomenti ha inteso, da una parte, offrire delle sintesi aggiornate sull’archeologia e la storia dei periodi in oggetto e, d’altra, focalizzare alcuni temi che per quei periodi trovano nelle valli di Susa una significativa esemplarità. Il secondo volume, pur mantenendo l’impianto metodologico del precedente, si occupa dell’arco cronologico che va dal Quattrocento all’Unità d’Italia: dalla costruzione dello stato feudale alla nascita dello stato moderno, dall’assestamento della geografia ecclesiastica medievale alla formazione della Diocesi, dalle architetture fortificate signorili, laiche e religiose alle guerre fra Cinquecento e Ottocento; dai transiti commerciali in età moderna fino alle infrastrutture tardo ottocentesche che disegnarono una diversa geografia economica, sociale e culturale delle valli di Susa [Paola Comolli]

La conferenza è disponibile sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

alla scoperta di un artista cuneese

Lunedì 11 novembre 2019, ore 18

Matteo Olivero. La formazione, i temi, la fortuna

Presentazione del volume curato da

Antonio Musiari

Edizioni Centro Studi Piemontesi-Albertina Press

Con il curatore intervengono

Edoardo Di Mauro

e il Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti

Paola Gribaudo

Matteo Olivero, Veduta di Cuneo con figura, collezione privata (foto Paolo Robino)

Personalità complessa, al cui fascino contribuirono le origini occitane e i viaggi, Matteo Olivero (Acceglio 1879-Saluzzo 1932) ritrova in questo volume aspetti della biografia e dell’opera rimasti in ombra. Anzitutto, si riscoprono la formazione dal 1896 in Accademia Albertina e, dal 1902, la vita di bohème a Torino che fecero maturare un precoce talento. Nel 1905, Olivero si trasferì a Saluzzo anche in polemica con la competizione tra artisti nella città sabauda, mal camuffata da istanze socialisteggianti. Dapprima in difficile equilibrio tra la provincia e l’orizzonte internazionale cui lo traeva anche l’amicizia con Giuseppe Pellizza da Volpedo e Alexis Mérodack-Jeaneau, il pittore visse poi tra entusiasmo e scoraggiamento. A sostenerlo provvidero, accanto alla madre Lucia, committenti spesso divenuti confidenti, tra cui Alice Galimberti Schanzer e quindi Luigi Burgo. A Saluzzo, le Collezioni Civiche, la Pinacoteca Matteo Olivero e il Fondo Olivero nell’Archivio Storico hanno suggerito contributi sulla costituzione di un tale patrimonio di testimonianze visive e scritte intorno all’artista che nella città d’elezione spirò anzitempo. A Cuneo, il Museo Casa Galimberti e il lascito di Ermete Revelli confluito nella Fondazione intitolata a suo figlio Nuto hanno riaperto l’esplorazione della rete di rapporti intrecciata da Olivero, incluso il dialogo con il pioniere della demoetnoantropologia Euclide Milano. L’attenzione ai documenti si accosta in questa ricerca polifonica alla lettura della produzione di Olivero per temi, nell’intento sia di valorizzare zone riposte come il senso del sacro, sia di meglio individuare la cifra dei ritratti e degli autoritratti. Olivero amò e infinite volte raffigurò il paesaggio alpino: in Val Varaita e nella Val Maira che gli diede i natali sono stati condotti raffronti tra dipinti e vedute, ritrovando i punti di vista e precisando così soggetti e titoli fin qui confusi o inesatti. Anche grazie a questo tesoro di immagini e informazioni ricavate sul campo, l’omaggio a colui che – tra tante maschere – volle presentarsi come semplice figlio della montagna vale da auspicio per la continuazione degli studi al suo riguardo.

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

piero gobetti oggi visto da bruno quaranta e pietro polito

Lunedì 4 novembre 2019 ore 18

Bruno Quaranta dialoga con Pietro Polito

autore del libro

L’eresia di Piero Gobetti

Raineri Vivaldelli editore

In collaborazione con il Centro Studi Piero Gobetti

L’autore raccoglie nel volume gli studi gobettiani compiuti negli anni Duemila, riletti, aggiornati e in parte riscritti.  Il filo conduttore che li riunisce e li lega tra loro è l’eresia, se così si può dire, applicata all’illuminismo, alla democrazia, all’eredità del Risorgimento e alla storia d’Italia, al meridionalismo, all’amicizia, alla politica e alla cultura. L’eresia viene proposta gobettianamente come una risorsa per l’oggi.

Trovi la conferenza sul Canale You Tube del Centro Studi Piemontesi

Al Centro Studi Piemontesi libri e scritti autografi del Principe Eugenio

Se il primo semestre del 2019 ha segnato per il Centro Studi Piemontesi alcune tappe importanti di un anno speciale per il primo cinquantenario di fondazione,

lunedì 28 ottobre alle ore 18

si apre la stagione autunnale con la “cerimonia di donazione” al Centro Studi Piemontesi dei volumi della Biblioteca del Principe Eugenio da parte del Presidente Giuseppe Pichetto: “Del Principe Eugenio”. Libri e scritti autografi del principe Eugenio dalla Collezione privata di Giuseppe Pichetto, in dono alla Biblioteca del Centro Studi Piemontesi.

Con Giuseppe Pichetto interviene Clelia Arnaldi di Balme Conservatore arte antica – Palazzo Madama. Museo Civico d’Arte Antica.

Libri, carte appartenuti al Principe Eugenio di Savoia donati da Giuseppe Pichetto vanno ad arricchire la Biblioteca del Centro Studi Piemontesi, già catalizzatrice d’ importanti donazioni, collocati in una teca appositamente costruita per la conservazione e la fruizione: “nella consapevolezza che ogni cittadino possa affiancare le Istituzioni pubbliche e private nella diffusione delle molte valenze della cultura”. Proprio con il titolo “Del Principe Eugenio”, le opere sono state esposte alla mostra Piemonte, bonnes nouvelles. Testimonianze di storia sabauda nei fondi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino nel 600° anniversario del Ducato di Savoia, allestita fino al 10 gennaio 2017 alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. Si tratta di quattro volumi, il testamento della erede di Eugenio, Vittoria di Savoia Saxehilburghausen e due lettere autografe del Principe Eugenio. Per questi preziosi tasselli di storia e di cultura, Giuseppe Pichetto aveva “inventato” la categoria dei libri “genetici”: Eugenio li ha scelti, acquistati, fatti rilegare da Stefano Boyet, posseduti, letti, usati. Hanno, per così dire, la sua impronta, il suo profumo, forse il Suo DNA è ancora rilevabile grazie alla perfetta conservazione in splendide biblioteche (uno dei volumi proviene dalla Biblioteca di Hans Fürstenberg). Rarissimi, se ne sono conservati soltanto una novantina dalla Sua Biblioteca di 16.000 volumi, dismessi e salvati perché doppi, donati al bibliotecario, timbrati “Duplo. Biblioteca Vindobonae”.

Ascolta la conferenza

Gli altri appuntamenti in Via Revel 15 alle 18 proseguiranno fino a dicembre, e come sempre si concluderanno con la tradizionale mostra Un libro per Natale, accompagnata dall’esposizione di “Vecchie réclame. Schegge d’antan d’economia piemontese: oggetti e immagini”.

Il calendario dei prossimi Lunedì:

4 novembre: Bruno Quaranta dialoga con Pietro Polito autore del volume “L’eresia di Piero Gobetti”, in collaborazione con il Centro Studi Piero Gobetti. 11 novembre : Matteo Olivero. La formazione, i temi, la fortuna”, presentazione del catalogo della mostra,curata da Antonio Musiari, Edizioni Centro Studi Piemontesi-Albertina Press. Con il curatore interviene Paola Gribaudo,PresidenteAccademia Albertina di Belle Arti di Torino. 18 novembre, presentazione dei due volumi di “Storia delle valli di Susa”, intervengono Silvia Giorcelli Bersani,  Andrea Maria Ludovici,  Piero Del Vecchio e Dario Vota curatori del progetto editorialeper le Edizioni Il Graffio di Borgone Susa. 25 novembre: incontro con Alessandro Macchi, Autore del volume “Desmè. L’esperienza di un ingegnere di grandi opere e lo sviluppo infrastrutturale italiano”, Edizioni Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis 2019.  2 dicembre:presentazione del volume “Ponti a Torino Costruzioni e costruzione della città” di Luciano Re, con l’Autore interviene Costanza Roggero Bardelli, Edizioni Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis 2019.

Tutte le conferenze sono visibili sul canale You Tube del Centro Studi Piemontesi

Buona estate

Auguriamo una buona estate a Soci e Amici del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

La sede riaprirà al pubblico lunedì 2 settembre

In attesa di riprendere l’attività in sede, segnaliamo due mostre aperte in agosto:

Al Filatoio Rosso di Caraglio, “Amarcord piemontese. Emozioni e incantesimi nell’opera di Federigo Sclopis”.

A Biella, in diverse sedi, “Il Rinascimento a Biella. Sebastiano Ferrero e i suoi figli”.

50 anni

L’atto di fondazione

L’11 giugno del 1969 un gruppo di amici (Gaudenzio Bono, Giuseppe Fulcheri, Dino Gribaudi, Gianrenzo P. Clivio, Amedeo Clivio, Camillo Brero, Alfredo Nicola, Armando Mottura, Giacomo Calleri, Censin Pich, Tavo Burat), riuniti da Renzo Gandolfo, davano vita al Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, una istituzione pluridisciplinare dedicata allo studio della vita e della cultura piemontese in ogni loro manifestazione.

Oggi, in coincidenza del 50° anniversario dalla nascita, il Centro Studi Piemontesi mette in campo una serie di iniziative per siglare questo traguardo, fare un Bilancio di mezzo secolo di intensa attività scientifica e editoriale, per costruire, sulle solide radici della memoria storica, il lavoro futuro. La cifra che in qualche modo rende quasi unico nel panorama piemontese (e nazionale) il profilo del Centro Studi Piemontesi è la costante ricerca di equilibrio tra territorio, tradizione, radici, e sguardo internazionale, locale e globale.

Ranzo Gandolfo (1900-1987)

“Rinnovare conservando” è il principio ispiratore che ha governato e governa l’istituzione. La scommessa avviata in questi anni di rinnovare con costanza i principi e i valori fondamentali che portarono alla fondazione dell’Istituto nel 1969, ha permesso al Centro Studi Piemontesi di « resistere » all’onda d’urto più complessa degli ultimi tempi, anche grazie al sostegno  del Ministero Beni e Attività Culturali, della Compagnia di San Paolo,  della Regione Piemonte, della Fondazione CRT, della Reale Mutua, di Privati, e alla risposta degli Associati. Nuovi soggetti, altri enti o istituzioni che operano sul territorio, ma anche nel più ampio raggio degli antichi Stati sabaudi, sono stati coinvolti; nuovi collaboratori si sono rivolti alla rivista «Studi Piemontesi» internazionalizzando il suo Comitato Scientifico; nuovi Soci sostituiscono le inevitabili perdite. Tutti fattori che contribuiscono al rinnovamento generazionale dell’Associazione, garantendone la continuità, aggiornamento, tenuta e futuro.

           

L’Archivio

Per «festeggiare» l’importante traguardo, ad aprile è stato inaugurato, presso la sede sociale di via Revel 15 (nel locale appositamente allestito, grazie al lascito della Socia Agar Pogliano) l’ Archivio Istituzionale (1969-2019). Entro l’anno l’archivista Andrea Maria Ludovici della Coperativa Culturalpe, incaricato del Progetto, concluderà il lavoro con l’inventariazione della grande messe del materiale fotografico, e dei Fondi archivistici aggregati. Tra i più importanti e consistenti l’archivio Enrico Thovez; l’Archivio Renzo Gandolfo, l’Archivio Angelo Alessio, l’Archivio Gualtiero Rizzi, l’Archivio Giovanni Drovetti e diversi altri minori. Per la schedatura dell’Archivio il Centro Studi Piemontesi ha aderito alla piattaforma regionale Mèmora. L’Archivio è consultabile in sede, accedendo agli Inventari che saranno inseriti nel sito internet. Una successiva tappa di lavoro per l’Archivio, dal 2020, sarà la digitalizzazione dei più significativi documenti archiviati, così da permettere ragionevolmente in tre anni la consultazione via informatica dell’intera documentazione, sia istituzionale, che degli archivi aggregati. Al termine dell’inventariazione, l’impressione complessiva restituita dalla raccolta documentaria è quella di un vero e proprio «giacimento di bellezza, di intelligenza e di sapere che negli anni si è depositato e stratificato”. In particolare, la peculiarità dell’Archivio Istituzionale del Centro Studi Piemontesi risiede nella sua doppia natura di archivio di impresa e archivio letterario nel quale le vicende connesse alla fondazione e al successivo sviluppo dell’Associazione (un’impresa culturale a tutti gli effetti) si accompagnano alle molteplici iniziative editoriali, didattiche e di approfondimento scientifico (come convegni, seminari, mostre, ecc.) organizzate dall’Ente, insieme al fondamentale apporto offerto di volta in volta da personalità di assoluta rilevanza nella promozione della conoscenza e della valorizzazione della lingua e cultura piemontesi.

Il primo fascicolo di “Studi Piemontesi”

Gli oltre 600 volumi editi dal Centro Studi Piemontesi in cinquant’anni di attività hanno visto la partecipazioni di più di 1.000 autori, con studiosi di rilievo nazionale e internazionale. È in preparazione e sarà pubblicato in e-book e a stampa il Catalogo ragionato e illustrato delle edizioni realizzate, compresi i Sommari di Studi Piemontesi e dei Quaderni di Bibliofilia, dal 1969 al 2019. Con alcune parti introduttive volte a “narrare” brevemente i cinquant’anni di presenza, presidio, laboratorio del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis nel panorama della cultura regionale, nazionale e internazionale. I protagonisti, le realizzazioni, la continuità, il futuro.

Il Centro Studi Piemontesi, pur avendo già conseguito senza soluzione di continuità risultati coerenti con la missione originaria, cioè la valorizzazione della civiltà del Piemonte e degli Stati sabaudi nella più ampia accezione disciplinare, culturale, morale, territoriale (guardando anche agli antichi Stati sabaudi) e metodologica, fa registrare nel suo cinquantenario un notevole crescendo di dinamismo e di conseguenti realizzazioni.

In parallelo con le tradizionali attività di ricerca scientifica, editoriali e di diffusione della cultura, sono in corso iniziative che, attingendo alle innovazioni della più aggiornata “modernità” tecnologica ed applicativa, sono finalizzate a proiettare l’azione e le realizzazioni dell’Istituto nel futuro con lo sguardo rivolto allo sviluppo di relazioni e contatti con un pubblico sempre più vasto, spesso non soltanto italiano. Un pubblico che si rivela anche un prezioso bacino di ampliamento della compagine associativa che costantemente si rinnova e si incrementa.

Il passato del Centro Studi Piemontesi consente di censire risultati rilevanti e utili. Studi multidisciplinari sono stati ideati, promossi o incoraggiati trovando sbocco editoriale in centinaia di monografie e negli – ormai migliaia – articoli pubblicati in “Studi Piemontesi”. Non vi è anno in cui non sia stato realizzato un intenso programma culturale: conferenze, convegni, seminari, concerti, mostre e tante altre attività offerte ai cittadini piemontesi, antichi e nuovi, per tutelare e diffondere la lingua, la storia, il patrimonio artistico e culturale e l’ambiente naturale del territorio.

E guardando alle nuove sfide e all’impegno che da parte di ciascuno è auspicato di fronte a un mondo in turbinosa evoluzione, merita concludere con alcune espressioni del professor Gandolfo che ci ha lasciato un monito che è, ad un tempo, esortazione a difendere e diffondere dinamicamente valori e civiltà, agendo e “partecipando”: «senza miti, senza drapò di raccolta e di battaglia, quale società mai ha fiorito? I popoli inerti sono destinati a rientrare nel ventre oscuro della storia».

Suggestioni leonardesche e committenze dei Ferrero per il Rinascimento a Biella

Lunedì 27 maggio 2019 ore 18

Conferenza di Edoardo Villata

con la partecipazione di Francesco Alberti La Marmora

Le “Vergini delle Rocce”.  Una traccia di Leonardo a Biella e un trittico di Bernardino de Conti

in collaborazione con il Comitato Sebastiano Ferrero in margine alla mostra Il Rinascimento a Biella Sebastiano Ferrero e i suoi figli (1519-2019)

 

 

 

Storia di un capolavoro ritrovato.
Dimenticato come tela seicentesca di poco valore nei locali interni della basilica di San Sebastiano a Biella, il dipinto si è rivelato una importante tavola cinquecentesca; attribuito a Bernardino de’ Conti, seguace milanese di Leonardo, è stato restaurato e collocato nel Museo del Territorio. Di quest’opera si sa ancora troppo poco, ma molti indizi sembrano legarlo ad altre due tavole del de Conti che si trovano in Palazzo La Marmora e a suggerirne una committenza da parte di Sebastiano Ferrero. Edoardo Villata racconterà, sulla base di documenti poco o per nulla noti, un percorso storico avvincente e ricco di aspetti ancora da indagare.

Questa conferenza – che potrà essere seguita in differita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi – rientra nel ciclo di eventi per illustrare la mostra Il Rinascimento a Biella. Sebastiano Ferrero e i suoi figli, a Biella a Palazzo Ferrero, Palazzo La Marmora e Museo del Territorio Biellese fino al 18 agosto 2019. Un progetto di Ri(e)voluzioni Culturali, rete di cui è parte il Centro Studi Generazioni e Luoghi.

Storie dal manicomio tra fragilità e malattia

Lunedì 20 maggio 2019 ore 18

Conferenza di Franco Lupano

Presidente del Centro italiano d Storia Sanitaria e Ospedaliera – Sezione Piemonte

Solo per caso. Storie dall’Albergo “dij doi Pin”

Era un caso finire in manicomio? I fascicoli dei ricoverati nel Regio Manicomio di via Giulio a Torino, ora conservati nell’archivio dell’ex Ospedale Psichiatrico di Collegno, sembrerebbero dire di no, fatte le debite eccezioni. I contadini, le donne, i giovani e in generale i soggetti più deboli e vulnerabili economicamente e socialmente correvano un rischio più alto, come lo dimostrano alcune storie che è stato possibile ricostruire dai documenti conservati. Anche quando, nel 1904, fu promulgata la prima legge sui manicomi, l’esistenza di norme apparentemente precise che avrebbero dovuto fare da filtro a ricoveri impropri non cambiò sostanzialmente le cose. Guarda che ‘t mando ‘n via Giulio!: la minaccia popolare di fronte a comportamenti devianti dal ruolo sociale o dalle aspettative della famiglia era reale e poteva concretizzarsi con disarmante facilità.

La conferenza è sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Inaugurazione dell’Archivio del Centro Studi Piemontesi

lunedì 15 aprile alle ore 18

inauguriamo

l’Archivio istituzionale

del  Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis 1969-2019

primo atto delle iniziative pensate per il 50° di Fondazione

Intervengono

Daniela Caffaratto Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Piemonte e della Valle d’Aosta

Andrea Ludovici Archivista

Giuseppe Pichetto Presidente Centro Studi Piemontesi

Albina Malerba Direttore Centro Studi Piemontesi

Qui il video della conferenza di inaugurazione dell’Archivio

 

Come sapete il 2019 segna per il Centro Studi Piemontesi i 50 anni di attività e di presenza nel panorama culturale e editoriale del Piemonte e degli antichi Stati Sabaudi con ampi riconoscimenti internazionali. Per «festeggiare» l’importante traguardo l’associazione ha messo in campo una serie di iniziative, tra cui la più significativa l’intervento di Schedatura, riordino e inventariazione dell’Archivio, conservato in via Revel 15.  Consapevole della singolare importanza del suo patrimonio documentario, il 15 aprile 2019 inaugura la prima tappa del lavoro: l’Archivio Istituzionale, sistemato e consultabile nella sala Agar Pogliano appositamente allestita presso la sede sociale. L’iniziativa, ricompresa in un più ampio progetto integrato di conservazione, tutela e valorizzazione esteso a tutti i fondi archivistici custoditi dall’Associazione, consente oggi, e consentirà un domani, il confronto con un corpus di carte di sicura rilevanza per il Piemonte, e non solo, rimasto sinora quasi del tutto inedito. Il riordino e l’inventariazione dei documenti sono stati condotti secondo gli standard stabiliti dalla normativa vigente in materia e in ottemperanza alle indicazioni formulate dalla competente Soprintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta. L’Archivio Istituzionale del Centro Studi Piemontesi è stato organizzato dall’archivista Andrea Ludovici in due sezioni, denominate rispettivamente “Amministrazione” e “Attività culturali”. Nella prima la priorità è stata data alle attestazioni inerenti l’istituzione e la prima organizzazione dell’Associazione, per poi passare agli atti prodotti dai diversi organi sociali, all’attività promossa da Renzo Gandolfo e dai Fondatori, dalla Presidenza, dalla Direzione e dall’ufficio di Segreteria (documentata in modo precipuo da una nutrita corrispondenza con Soci, Sostenitori, Collaboratori, studiosi italiani e stranieri, illustri protagonisti della vita culturale e economica di questi 50 anni), alla gestione del personale, della contabilità, del patrimonio immobiliare e, da ultimo, ai riconoscimenti ricevuti da Enti pubblici e Società culturali in genere. La seconda sezione dell’Archivio, invece, è stata riservata alle attività promosse nei campi dell’editoria, della rivista “Studi Piemontesi”, della promozione e valorizzazione della lingua e cultura piemontesi, della conservazione di fonti inedite afferenti alla civiltà e alla storia subalpina conferite all’Associazione tramite donazioni da parte di privati. Un archivio che non rappresenta soltanto l’istituto ma in generale un cinquantennio di vita culturale dell’intero Piemonte.