Archivi categoria: Colloqui del lunedì

Costantino Gilodi, architetto tra Torino e la Valsesia

Lunedì 18 marzo 2019 ore 18

Enrico Moncalvo con la curatrice Enrica Ballarè

e i Collaboratori  Walter Canavesio, Filippo Morgantini, Gianluca Kannès,  Elena Gianasso, Casimiro Debiaggi, Enrico Rizzetti

presentano il volume

Costantino Gilodi 

Ingegnere e architetto a Torino e in Valsesia. Tra Eclettismo e Belle Époque

Edizione Centro Studi Piemontesi- Società Valsesiana di Cultura

La figura di Costantino Gilodi (1853-1918), valsesiano di origine e torinese di adozione, resta sconosciuta ai più nonostante il suo legame con la cultura architettonica dell’Eclettismo. Il primo volume di studi a lui dedicato traccia un quadro volto a definirne il ruolo, ad un secolo dalla sua scomparsa. A Torino, Anversa, Parigi il nostro collabora con i più noti maestri torinesi alla creazione del mondo effimero delle esposizioni con fantastiche macchine, che la sua non comune abilità disegna con estrema facilità. Sono anche gli anni dello slancio costruttivo che rinnova la città: a Torino come a Borgosesia, Gilodi è uno degli interpreti del nuovo gusto borghese. Con maggior libertà coniuga poi con grazia ispirazioni alpine e citazioni orientaleggianti nella villa dei Musy a Fobello e nel piccolo gioiello rococò disegnato per sé sulle alte montagne valsesiane.

Contributi di: Eredi Gilodi, Walter Canavesio, Enrica Ballarè, Filippo Morgantini, Gianluca Kannès, Elena Gianasso, Casimiro Debiaggi, Enrico Rizzetti.

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Davide Damilano ci ha lasciato

Davide ‘d Cavalion, amis bin doss

che a l’improvista it l’has tocà l’adoss

ëd cola vita ch’i tl’has chërdù pì viva

dla vita ch’it vivije ‘d vita viva.

Davide, piemontèis ‘d rasa fin-a,

pressios come na lus ëd luminèt,

ch’it l’has mostà col tò savèj pì s-cet

tut lòn ch’as peul con toa passion divin-a.

Davide ‘d sentiment, che con corage

it l’has brandà tò cheur onest e bon

gropand la tera e ‘l cel ën religion,

Davide, it ses ‘ndat-ne a n’àut finage,

ma tò vive l’é stàit ën feu d’amor:

për sòn ora ‘t ses là, ‘n brass a Nosgnor.

Giovanni Tesio

Traduzione

Davide di Cavallerleone, amico dolcissimo/ che all’improvviso hai toccato la sorgente/ di quella vita che hai creduto più viva/ della vita che vivevi di vita viva.// Davide, piemontese di razza fine,/ prezioso come una luce di lucciola,/ tu hai insegnato con il tuo sapere più schietto/ tutto ciò che si può con la tua passione del divino.// Davide di sentimento, che con coraggio/ hai acceso il tuo cuore onesto e buono/ legando la terra e il cielo in religione,// Davide, tu te ne sei andato a un altro confine,/ ma il tuo vivere è stato un fuoco d’amore:/ per questo ora sei là, abbracciato al tuo Signore.

Davide con Piero Cazzola

La notizia tremenda della improvvisa, ingiusta perdita di Davide Damilano è arrivata come una fucilata al “cheur” nella sede di Via Revel 15 della Ca dë Studi Piemontèis, che da anni e anni ha avuto la gioia della sua presenza come Socio fedele, amico, collaboratore prezioso. Davide è (non posso dire era) un “pivò”, una persona su cui potevi contare: “angagià” sempre a viso aperto per il Piemonte, la cultura, la lingua piemontese. Generoso, elegante, sensibile, dotato di una intelligenza pronta attenta e “antivista”, amato da tutti. Ci sarà il tempo del ricordo, ma oggi abbiamo soltanto lacrime e dolore e “deul” e “sens d’impotensa”….

Con tutta la comunità piemontese,  e con i piemontesi d’Argentina, privati di  una persona speciale e preziosa, ci stringiamo  forte alla cara mamma e affidiamo a “Nosgnor”   la  nostra preghiera …

L’improvvisa tragica scomparsa del nostro carissimo Consocio, Amico e Collaboratore  Davide Damilano ieri ha fatto immediatamente il giro del Piemonte e delle Comunità Piemontesi d’Argentina.

Chi volesse salutare il caro Davide:

Camera ardente Ospedale di Savigliano martedì 12  dalle 13 alle 19, rosario alle 18.

A Cavallerleone  rosario martedì 12 alle 20.30.

Funerale domani 13 marzo ore 15  Parrocchia di Cavallerleone.

Davide Damilano alla Ca dë Studi Piemontèis con i docenti dei corsi di piemontese

 

 

 

 

Acquerellisti piemontesi dall’Ottocento ad oggi

Lunedì 11 marzo 2019 ore 18

incontro con

Marcella Pralormo e Monica Tomiato

autrici del volume

L’acquerello in Piemonte dall’Ottocento ad oggi

Daniela Piazza Editore

 L’acquerello è una tecnica affascinante e particolarmente attuale di cui siamo appassionate. Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere un libro che ne ripercorresse la storia nella nostra regione, cercando di far uscire dall’ombra i nomi di pittori spesso sottovalutati o dimenticati proprio perché dediti a questa particolare forma d’arte che pur avendo goduto in passato di grande fortuna è stata spesso considerata minore, accattivante e raffinata quanto si vuole ma non in grado di stare al passo con le espressioni più innovative dell’arte contemporanea. [ . . . ] abbiamo pensato che sarebbe stato utile, per chi volesse accostarsi all’argomento, poter disporre di una sorta di mappa che in attesa di letture critiche più approfondite facesse emergere almeno le caratteristiche salienti di una produzione estremamente vasta e diversificata, evidenziando di volta in volta l’affermazione o il declino di tematiche e linguaggi, le presenze di artisti – professionisti, ma anche dilettanti – e il livello qualitativo, in genere molto alto dei dipinti eseguiti con i colori ad acqua. Anche se a malincuore, si è scelto di operare una selezione rispetto alla realtà, ben più complessa e articolata di quanto la nostra panoramica lasci immaginare: ci siamo concentrate sugli aspetti di carattere stilistico, trascurando volutamente le molteplici applicazioni della tecnica in campo scientifico come nell’editoria, nel rilievo topografico e nel disegno d’architettura, che da sole fornirebbero materiale per scrivere più d’un libro, dedicando comunque diversi cenni all’attività di alcuni pittori insieme illustratori e acquerellisti. [ . . .] .Dall’introduzione delle autrici

La conferenza può essere seguita  sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

I trasporti fluviali in Piemonte nel passato

Lunedì 4 marzo 2019 ore 18

presentazione del libro di

Giuseppina Pellosio

Paroni di barche a Torino. La famiglia Clerico in Borgo Po
Dagli ultimi decenni del Seicento alla Restaurazione (1672-1814)

Edizioni Centro Studi Piemontesi

Con l’Autrice intervengono

Luciano RePolitecnico di Torino Gustavo Mola di Nomaglio

 

 Il libro riprende una originale ricerca storica compiuta con un viaggio a ritroso nel tempo sulle tracce dei Clerico, ardimentosi imprenditori torinesi. Affermatisi a fine Seicento nell’ambito dei trasporti fluviali, mantennero per quasi un secolo il prestigioso incarico di “Capitano delle barche e de’ ponti d’esse”, preposto dai sovrani sabaudi a tutela della navigazione sul Po in epoca prerisorgimentale.  Vivevano allora a Torino, presso l’antico porto di “Borgo di Po”, gruppi familiari molto coesi che si dedicavano all’arte della navigazione. Chiamati Paroni anche in Piemonte, i proprietari di barche erano veri e propri impresari che durante le guerre, fornivano natanti e uomini alle aziende sabaude per il trasporto dei soldati, munizioni e vettovagliamenti mentre, in tempo di pace, affidavano ai loro scafi ogni sorta di merce, generi alimentari compresi. Accanto ad essi in una straordinaria rappresentazione teatrale compare nel volume un’incredibile sequenza di persone di vario spessore storico che, di prepotenza, entrano sulla scena a vivacizzare la narrazione. Il materiale iconografico, tabelle e piantine coeve allegate, offrono infine lo spunto al lettore per calarsi definitivamente nell’atmosfera dell’epoca.

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Visita guidata alle Madame Reali

Giovedì 28 febbraio 2019 alle ore 16,00

visita alla mostra

Madame Reali

Cultura e potere da Parigi a Torino 
Cristina di Francia e Giovanna Batttista di Savoia Nemours (1619-1724)

Ci guiderà la curatrice Clelia Arnaldi di Balme

 

Ingresso ridotto € 8; per i titolari di Abbonamento  Musei ingresso gratuito

Appuntamento nell’atrio di Palazzo Madama (Piazza Castello, Torino) alle 15,45

Prenotazioni in Segreteria entro il 25 febbraio: 011/537486 . info@studipiemontesi.it

Le ferrovie nel Piemonte preunitario

Lunedì 11 febbraio 2019 ore 18

Rosanna Roccia Direttore “Studi Piemontesi”

e l’Autore Giulio Guderzo  Università di Pavia

presentano il libro

Ferrovie nel Piemonte preunitario

Hoepli Edizioni 2018

Interverrà Filippo Beraudo di Pralormo

Nella cornice dell’Europa della rivoluzione industriale si iscrive la storia della diffusione della ferrovia in Piemonte con le sue ripercussioni nel resto della Penisola. Una vicenda di innovazione tecnica e sociale ricostruita nelle sue diverse fasi, dal dibattito fra politici, tecnici e amministratori, al lavoro sul terreno di ingegneri, imprenditori, operai, alla successiva gestione in tempi segnati da guerre lontane e vicine. L’album di immagini che accompagna il testo aiuta a comprendere come in un piccolo Paese, segnato da aspri ostacoli naturali, si poterono concepire e realizzare sogni altrove ritenuti impossibili. L’opera è dedicata a Carlo Pischedda, “amico e maestro di storia subalpina”.

Giulio Guderzo. La storia accademica di Giulio Guderzo, professore emerito di Storia del Risorgimento, si è svolta tutta nella lombarda Pavia, dalla laurea nel ’54, all’assistentato, alla cattedra e al conclusivo pensionamento, ma la sua attività di ricerca ha prevalentemente riguardato la storia socioeconomica e politica del Piemonte carloalbertino e cavouriano. Direttore e poi presidente dell’Istituto pavese di Storia della Resistenza fin dalla sua fondazione, sì è altresì occupato di storia politica e militare del Novecento su scala non solo locale.

Filippo Beraudo di Pralormo è discendente del Ministro Carlo Beraudo di Pralormo cui si deve il primo serio avviamento delle iniziative per la realizzazione della ferrovia Torino-Genova.

La conferenza è Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Donne, scuola e società alla Villa della Regina

Lunedì 4 febbraio 2019 ore 18

Incontro dedicato al tema

Formazione femminile dalla Torino post-unitaria al passato recente. Il caso dell’Istituto Figlie dei militari

Paola Bianchi, Università della Valle d’Aosta  
dialoga con Cinzia Ballesio, autrice del volume
Le Figlie dei Militari. Una scuola nuova per le donne della nuova Italia

Neos Edizioni

Il libro racconta una storia in parte dimenticata, quella dell’Istituto nazionale per le Figlie dei Militari di Torino, una scuola laica e innovativa, punto di riferimento per l’educazione femminile a cavallo fra Ottocento e Novecento.

L’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari, istituzione scolastica nata nel fertile contesto culturale della Torino post-unitaria, è stata un’eccellenza fra i collegi femminili, in grado di competere con il più famoso Poggio Imperiale di Firenze. Legato a uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia della città di Torino, la Villa della Regina, dove, dopo la donazione dell’edificio da parte di Vittorio Emanuele II nel 1865, avrà la sua sede principale dal 1869 fino ai bombardamenti del 1942. Nata dall’iniziativa della marchesa Maria Luisa del Carretto, l’idea dell’Istituto per le Figlie dei Militari viene sostenuta da una serie di personaggi di spicco del periodo, tra cui quel Massimo d’Azeglio a cui è attribuita la frase “fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”. E proprio per “fare” i futuri italiani e dar loro “degne madri”, si volle creare una “scuola di civile e morale educazione per le venture generazioni”. Cinzia Ballesio ricuce con sensibilità storica tutti i pezzi di un’istituzione quasi dimenticata, ricostruita sulla base di una ricca documentazione archivistica, integrata con le testimonianze delle ex allieve intervistate, dove la memoria si mescola con i fatti, creando storie nella Storia: donne, scuola e società, un fitto intreccio in un universo ricchissimo e poco indagato.

Sul canale YouTube del Centro Studi Piemontesi il video della conferenza

 

Il parco storico del castello di Moncalieri

SGUARDI SU MONCALIERI 

Incontri per una Storia di Moncalieri

Prosegue il cammino attraverso la storia e le storie di Moncalieri e del suo territorio, tramite incontri frutto di una proficua collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura della Città di Moncalieri, la Biblioteca civica “A. Arduino” e il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis di Torino. Per aprire nuovi “Sguardi” volti ad approfondire i temi“scrivere” una Storia della Città.

Giovedì 24 gennaio 2019 ore 17,30

Biblioteca civica “A. Arduino” – Via Cavour, 31 Moncalieri

Salvaguardia e Valorizzazione del Parco Storico del Castello di Moncalieri.  Studi preliminari

Conferenza di

Federica Larcher, Paola Gullino, Marco Devecchi

Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari, Università degli Studi di Torino

Interviene Laura Pompeo, Assessore alla Cultura Città di Moncalieri

Auguri

 

Ringraziamo chi vorrà rispondere al questionario sul Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis per conoscere meglio i nostri Soci e Amici

Sabato 22 dicembre “Un libro per Natale” e la mostra “Antiche pubblicità di latta” saranno aperte con orario continuato 10-18

Pubblicità di latta su antiche scatole in Piemonte

Accanto a Un libro per Natale”, fino al 22 dicembre, per “Le piccole mostre del Centro Studi Piemontesi”, è allestita, nella sede di Via Ottavio Revel 15 a Torino, l’esposizione “Antiche pubblicità di latta: dalla Venchi alla Talmone Venchi Unica”, a cura di Silvie Mola di Nomaglio.

Tra le numerose industrie dolciarie torinesi che diffusero in Italia e fuori dai confini le proprie specialità alimentari, biscotti, cioccolato, cacao, caramelle e, nel contempo, il nome di Torino, si devono ricordare almeno la Michele Talmone (fondata nel 1850), la Moriondo e Gariglio (la quale, fondata nel 1868, produceva nel tardo Ottocento oltre 3500 Kg. di cioccolato e cacao al giorno), la Caffarel Prochet (fondata nel 1826), la Biscotti Delta di M. A. Gatti (1911) con scatole talora originalissime, la Baratti e Milano, le ditte Beata & Perrone, Cacao Lac, Cacao Davit, Leone, De Coster, Mondino, Wamar, Dora Biscuits. I metallici contenitori utilizzati per conservare e distribuire i loro prodotti, multiformi e deliziosamente illustrati e colorati, giunsero un po’ dovunque nel mondo.

In questa piccola mostra sono raccolte alcune delle scatole della Venchi (fondata nel 1878 da Silviano Venchi, 80 dipendenti nel 1896, oltre 500, in costante crescendo, nel 1905, esportatrice letteralmente in tutto il globo) e delle sue successive evoluzioni societarie. Nel 1924 –  mentre la Venchi continuava a andare a gonfie vele nonostante la morte, nel 1922 del Venchi, sotto la guida dei suoi nipoti e del direttore Gerardo Gobbi (poi a lungo amministratore delegato della società)  – nacque, per iniziativa di Riccardo Gualino la società anonima Unica (Unione Nazionale Industria Commercio Alimentari),  raggruppando sotto questa denominazione quattro aziende del settore, alcune delle quali appena citate: la Michele Talmone, la Moriondo Gariglio, la Cioccolato Bonatti e le Fabbriche riunite Gallettine & Dora. Lo stabilimento di produzione, realizzato su corso Francia, non lontano dai limiti di Torino, era imponente: vi lavoravano oltre 1500 operai, 300 impiegati e alcune decine di altri dipendenti. Nel 1934, in seguito al fallimento di Gualino l’Unica viene acquistata dalla Venchi e prende vita per fusione la Venchi Unica, che si prevarrà, a fianco di questi marchi, anche di quello Talmone. La Venchi, disponendo ormai del grande stabilimento Unica di corso Francia cedette allo Stato la propria sede, realizzata nel 1907 su progetto dell’architetto Pietro Fenoglio in corso Regina Margherita 16. Questa, passata al demanio militare, ne ospiterà a lungo l’opificio.  Dopo la morte di Gerardo Gobbi, avvenuta nel 1954, subentrerà quale presidente Giovanni Maria Vitelli, che ne resterà a capo sino agli anni settanta del secolo scorso. In seguito, caduta nelle mani di speculatori, l’azienda fallirà e solo il marchio potrà essere salvato da un creditore del fallimento, cosa che consentirà successivamente di vederlo risorgere, tornando a rappresentare un’eccellenza piemontese e italiana.

Orari: la mostra proseguirà, accanto a “Un libro per Natale”, fino al 22 dicembre. Da lunedì a giovedì 9-13 / 14,30-18; Venerdì 21 e Sabato 22 dicembre apertura con orario continuato 10-18.