Archivi categoria: Colloqui del lunedì

Storia di famiglia: i Sannazaro di Giarole

Lunedì 22 febbraio, ore 18.00

primo appuntamento per i Colloqui del lunedì  2016:

Giorgio Federico Siboni

in dialogo con l’autore Giuseppe Sannazaro Natta di Giarole

presenta il libro

De Sancto Nazario

Mille anni di una famiglia tra arte, libertà e territorio

 nazaro

Il volume, pubblicato da Gammarò edizioni (Collana “Famiglie storiche d’Italia”, 2015, pp. 178), racconta la storia della famiglia Sannazzaro, vissuta per oltre mille anni tra Lombardia, Piemonte, Monferrato, Napoli e la Spagna e con incursioni nel Vicino Oriente. Una famiglia “normale”, la definisce l’Autore, che vive nel castello di Giarole, fondato dai suoi avi nel 1163, e in cui ha continuato l’attività agricola dei suoi antenati, sviluppando anche quella turistica e culturale attraverso l’apertura del castello al pubblico.

Giuseppe Sannazaro Natta di Giarole: ha lavorato nel mondo della finanza sviluppando importanti progetti industriali e infrastrutturali, conseguendo risultati di rilievo nel settore dell’energia rinnovabile. Da sempre appassionato di storia, è sensibile custode della memoria famigliare.

Giorgio Federico Siboni: socio e collaboratore del Centro Studi Piemontesi. dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano, membro di comitati scientifici per istituti culturali e società storiche nazionali ed estere, coordina progetti di studio interministeriali relativi alla storia del territorio.

Addio a Valerio Zanone

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis saluta con commozione e riconoscenza il Senatore Valerio Zanone, e ricorda l’intensa collaborazione di anni belli e fruttuosi con la Fondazione Filippo Burzio e l’Associazione dei Piemontesi a Roma da lui presiedute con passione piemontese e visione europea.

Le Memorie storiche di Alessandria di Pietro Civalieri

Lunedì 30 novembre alle  ore 18

Pierangelo Gentile e  Roberto Livraghi

presentano l’opera

Le Memorie Storiche di Alessandria (1759-1869) di Pietro Civalieri

Archivio di Stato di Alessandria- Associazione Città Nuova

 civa

Dopo quasi dieci anni di intenso, scrupoloso e appassionato lavoro da parte dei curatori Roberto Livraghi, Gian Maria Panizza e Gianluca Ivaldi, con la pubblicazione del sesto volume (quinto della serie), si chiude definitivamente l’edizione di quella straordinaria fonte risorgimentale conservata presso l’Archivio di Stato di Alessandria, costituita dalle memorie del conte Pietro Civalieri di Masio. […] .Gli eventi che sono al centro del volume raccontano una fase centrale nella storia del Regno di Sardegna, anni segnati dapprima dalla rotta nella prima guerra di indipendenza, poi dallo sviluppo economico e tecnologico del Piemonte cavouriano, infine dalla proiezione dello stato sabaudo sullo scacchiere internazionale a seguito dell’intervento in Crimea.  In questi grandi accadimenti della storia patria, Alessandria e il conte Civalieri non sono sullo sfondo, anzi. La democratica città sul Tanaro e l’aristocratico acuto osservatore della realtà del suo tempo, emergono al centro di alcune delle pagine più significative del Risorgimento. Invitato alla tavola del sovrano in procinto di recarsi al tragico destino riservatogli sui campi di Novara, Civalieri è una delle ultime persone a vedere re Carlo Alberto in vita e uno dei primi a comprendere come l’epopea del “re magnanimo” si sarebbe presto trasformata nella contraddittoria trama mitologica del “re martire” intessuta da Luigi Cibrario. Passioni «troppo ardenti», che vedevano, da un lato, coloro che all’esule monarca mai avrebbero perdonato «d’aver tutto sacrificato de’ suoi sudditi per un’ardua e difficilissima impresa», dall’altra chi, senza remore, proclamava Carlo Alberto con «entusiasmo delirante il Martire dell’Italiana indipendenza, il primo cittadino d’Italia, l’Uomo perseverante, forte, l’Uomo unico nella Storia». […] Civalieri restava il disincantato “cantore” delle sue glorie e delle sue miserie, anche se con sentimento: lo stupore e il piacere per la nascente strada ferrata; l’incredulità per gli onori municipali resi al novello presidente della Camera, il redivivo e mai amato avvocato Urbano; l’ammirazione per Cavour che, «dotto ed esperiente nell’economia politica, dall’eminente suo scanno», predicava lo sviluppo dell’industria e dei commerci; la speranza per quella spedizione di Crimea, che «utile e gloriosa pel Piemonte quantunque onerosissima», avrebbe fatto acquistare al regno «forza morale ed importanza politica nel consorzio de’ Cabinetti europei ed indirettamente e col tempo essere utile al rigeneramento d’Italia». Guardava lontano il conte Civalieri.  (dalla recensione di Pierangelo Gentile, pubblicata  in “Studi Piemontesi”, XLIV, 1, 2015)

 

Residenze sabaude: il castello di Rivoli

Lunedì 23 novembre, alle ore 18

incontro con

Alessia M. S. Giorda

(Servizio Promozione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico del Museo e della Residenza Sabauda Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea)

 e

Silvano Bertalot

(Ufficio Stampa e Comunicazione)

curatori della guida interattiva

Castello di Rivoli guida alla Residenza Sabauda

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea/Robin Edizioni-Biblioteca del Vascello 2014

rivoli

Una guida bilingue, nata da un’idea di Beatrice Merz e Silvano Bertalot, dedicata non al contenuto – le collezioni di arte contemporanea allestite al Castello fin dagli anni Ottanta – ma al contenitore, il castello, importante residenza sabauda dalla metà del Duecento fino alla fine dell’Ottocento, e ora sede di uno dei più importanti musei d’arte contemporanea a livello europeo.  Finalmente chi visita il Castello di Rivoli ha la possibilità di apprezzare il percorso di visita anche dal punto di vista storico e artistico.

La guida, curata da Alessia Giorda, responsabile per la valorizzazione del patrimonio artistico e storico del Castello, si apre con alcune pagine dedicate alle vicende storiche e architettoniche del castello che, residenza di loisir di Casa Savoia per oltre sei secoli, fu soggetta poi a un lungo periodo di degrado fino a quando non venne restituita al pubblico, nel 1984, come Museo di Arte Contemporanea. Alla presentazione generale segue la parte più corposa della guida, secondo un percorso storico e artistico che si dipana di sala in sala, così che, chi visita il Museo di Rivoli possa non solo apprezzare le collezioni conservate ma anche approfondire gli aspetti architettonici e artistici di ogni ambiente. Per ogni sala, alla descrizione artistica si affianca la segnalazione di curiosità o elementi particolari e una scheda di approfondimento sui personaggi più significativi per la storia del Castello, siano essi esponenti di Casa Savoia o artisti che lasciarono la loro impronta nelle sale [dalla recensione di G. Pennaroli, in “Studi Piemontesi”, XLIV, 1 (2015)].

Un pittore della prima metà del Quattrocento nel Canavese e in Valle d’Aosta

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  Lunedì 16 novembre, alle ore 18

Carlo Naldi (Politecnico di Torino)

 parlerà di

Giacomino da Ivrea, un pittore della prima metà del Quattrocento nel Canavese e in Valle d’Aosta

 

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Nella prima metà del ‘400 lo stato di permanenti lotte per rivendicazioni feudali tra i signorotti del Canavese (Valperga, Masino, San Martino, Biandrate) non poteva che nuocere alle arti figurative che invece fiorivano nelle potenti corti dei marchesi di Monferrato e dei Savoia.  Nel Canavese operano due “forestieri”: il pavese Aimone Duce e il marchigiano Domenico della Marca d’Ancona. Nel 1964 riaffiora tra gli studiosi anche la figura di un pittore locale, Giacomino da Ivrea, attivo tra il 1426 e il 1469.  Il suo linguaggio pittorico, pur privo delle preziosità stilistiche del gotico internazionale e della drammaticità di Jacquerio, incontrò un indubbio successo per la capacità di rappresentare con semplicità e vivacità un’arte sacra destinata essenzialmente a un pubblico incolto. La conferenza vuole ripercorrere la vicenda artistica di Giacomino d’Ivrea e dei suoi presunti maestri con un viaggio per immagini dal Canavese alla Valle d’Aosta e alla Savoia alla riscoperta di un pittore che fu un efficace narratore delle storie riportate nella Legenda Aurea, ma anche autore di scene della cultura cortese-cavalleresca.

Questi Piemontesi, con Lorenzo Mondo e Giovanni Tesio

Lunedì 9 novembre, ore 18
Lorenzo Mondo in dialogo con Giovanni Tesio

presenta il suo libro

Questi Piemontesi

Profili di scrittori italiani tra Otto e Novecento

curato da Mariarosa Masoero per le edizioni Olschki, Firenze 2014

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“[…]Con Questi piemontesi , che esce ora da Olschki per la cura discreta di Mariarosa Masoero, Lorenzo Mondo non fa che impartire – senza petulanza – una solida lezione di lettura, che gli viene sia da una preparazione rigorosa (Mondo, fin dall’esordio del suo Cesare Pavese, avrebbe potuto avviarsi con passo sicuro alla carriera accademica, e v’è qui un ricordo nella dedica “Alla cara memoria di Giovanni Getto”), sia da un gusto allenato per anni nell’esercizio di recensore primario, prima della “Gazzetta del Popolo” e poi della “Stampa” (“Tuttolibri” incluso), di cui è stato a lungo anche vice-direttore. Critico militante, se non fosse del sospetto che l’attributo reca con sé (ma “militanza” vale qui come designazione di assiduità, di severità, di guida onesta e degna, non già come pratica di ideologiche esclusioni o di preclusioni in qualche modo eterodirette), Mondo si è sempre attenuto a una equilibrata scienza delle parti, alla ricchezza e alla pluralità delle risonanze testuali, alla chiarezza del dettato, alla trasparenza del giudizio. Appartenendo in ciò alla non fitta schiera di quei giornalisti culturali, da Pampaloni a Pontiggia (solo per indicare due apici), capaci di congiungere alla scienza della letteratura (se mai ve ne sia una) la giusta dose di una larghezza interpretativa libera da schematismi e tecnicismi. Dopodiché, a imporsi è l’eleganza del tratto, del tocco. Un’eleganza stilistica, che Mondo ha declinato in più modi: sia nella pratica propriamente narrativa, in cui personalmente riconosco il gran risultato nei Padri delle colline, sia nella biografia di Pavese, Quell’antico ragazzo, che è proceduta da un lavoro accudito per anni, sia, infine, nella moralità di fondo e nelle moralità anche sferzanti del Calendario dei giorni dispari con cui ha accompagnato fatti e figure della più vibrante e bruciante attualità, del tutto fuori da cedimenti al pettegolezzo o al chiacchiericcio o da concessioni all’effimero modaiolo.  Saremmo quindi al terzo motivo che va sottolineato per il volume di Questi piemontesi, comprensivo di testi editi ma anche di ben nove inediti: ossia la lunga fedeltà (Una lunga fedeltà s’intitola una delle tre sezioni con cui il libro è compaginato, raccogliendo scritti su Mario Soldati, Cesare Pavese, Primo Levi, Beppe Fenoglio, Giovanni Arpino, Sebastiano Vassalli) non solo a una pratica, che inadeguatamente potrei definire professionale, vista la passione che la anima, ma anche a un versante, a uno spazio, a una geografia affettiva, che è appunto la parte piemontese delle ricognizione di Mondo: una sorta di filo rosso nel ben più ampio orizzonte di stazioni e di esplorazioni “fuori di casa” alla ricerca dei libri degli altri[…]” [dalla recensione di G. Tesio in “Studi Piemontesi”, XVIV, 1 (2015)]

Barnaba Pecco, poeta in piemontese

Lunedì 26 ottobre alle ore 18

Ricordo di

      Barnaba Pecco (1905-1995)

        ingegnere poeta della Companìa dij Brandé

a vent’anni dalla morte

     Reading di poesie a cura di Vittorio Aime

 

pecco

Barnaba Pecco nasce, all’inizio del secolo, da una famiglia della borghesia torinese, il nonno Edoardo ingegnere Capo della città di Torino, il bisnonno materno, Panizza, di cui porta il nome Barnaba, architetto tra i più affermati del tempo (a lui si devono i progetti e la direzione di notevoli edifici in Torino, consigliere ed assessore ai lavori pubblici del Comune di Torino dal 1860 al 1865).   Il padre, Pietro, industriale torinese fondatore della Stilus “fabbrica italiana di penne stilografiche” apparteneva a quella borghesia attenta al proprio profitto ma conscia del ruolo sociale e civile dell’impresa che a inizio secolo era il nerbo di un’Italia che si trasformava da contadina a operaia. Borghesia “etica” ma nello stesso tempo autoritaria e rigida, più legata al vecchio secolo che al nuovo, una borghesia uscita da due guerre mondiali smarrita e minata nelle sue certezze non solo economiche. Con questo retroterra Barnaba, dopo le scuole primarie, frequenta il liceo Cavour e successivamente ubbidendo al desiderio del padre, va a studiare a Liegi, città che ricorderà grigia e nebbiosa: triste come lui che patisce la lontananza da casa. Passa poi all’Università di Grenoble dove consegue la laurea in ingegneria, giusto in tempo per vedere disconosciuto il suo titolo da un fascismo autarchico e nazionalista.

Barnaba ha sempre avuto un profondo attaccamento a Torino, città sua e dei suoi avi, e amore per la poesia e per la poesia in lingua piemontese, grazie all’incontro con Nino Costa e Pinin Pacòt. Ingegnere, ha smorzato il tecnicismo di una razionalità che lo ha portato ad intraprendere studi e lavoro “tecnico “,  e ha guidato le scelte della sua vita materiale con un “ romanticismo” che proprio in questa razionalità affonda le sue radici. Un ingegnere poeta che non ha scritto una parola “che non rispondesse al (suo) bisogno”[…] “per sfogare una gioia troppo grande per essere tenuta racchiusa nel cuore o per cercare un conforto a un dolore, una rabbia o un accoramento troppo pesanti o perché restasse a quelli che amo la parte più vera di me quando la mia voce sarà spenta, o per rivivere la Storia o per cantare il mio amore per la città che mi ha visto nascere e dove i miei genitori mi stanno aspettando o per ruminarvi dentro, come si snocciola un confetto, un momento di bellezza, affinché, cercando rima e misura, mi durasse più a lungo il gusto in bocca” . Un ingegnere che ha saputo dominare con il cuore quella prepotente ragione che ha dominato i suoi tempi. Attivo nella Companìa dij Brandé e nel Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis.

Ha pubblicato una sola raccolta: E peui… j’arcòrd! Poesìe an lenga piemontèisa, cudì e presentà da Camillo Brero, edission “Piemontèis ancheuj”- Centro Studi Don Minzoni, 1992.

1943: l’eccidio di Boves, raccontato da Chiara Genisio

 Lunedì 19 ottobre, alle ore 18
Maurilio Guasco e l’autrice Chiara Genisio

presentano il volume

Martiri per amore

L’eccidio nazista di Boves

Edizioni Paoline, Milano 2015

chiara

In una fase cruciale della seconda guerra mondiale, quella immediatamente successiva all’armistizio dell’8 settembre 1943, Boves, cittadina a pochi chilometri da Cuneo, è teatro della prima rappresaglia nazista in Italia. Chiara Genisio racconta, in Martiri per amore. L’eccidio nazista di Boves, lo svolgersi di quei giorni e in particolare la storia di don Giuseppe Bernardi e don Mario Ghibaudo, il parroco e il suo vice, di cui nel 2013 è iniziato l’iter per la beatificazione. Il 19 settembre due soldati tedeschi vengono fatti prigionieri dai partigiani. Il maggiore Peiper, capo delle SS, coinvolge il parroco, don Giuseppe Bernardi, e l’imprenditore Antonio Vassallo, in una trattativa per ottenerne la liberazione. La mediazione va a buon fine, ma i tedeschi mettono in atto comunque una rappresaglia: il paese viene incendiato, don Bernardi e Vassallo sono trucidati e il viceparroco don Mario Ghibaudo ucciso a colpi di mitragliatrice mentre aiuta i compaesani a fuggire. Oggi Boves è sede di una «Scuola di Pace», la prima sorta in Italia, per trasformare la tragedia del 19 settembre 1943 in forza che redime. Nel 2014 a suggellare questo impegno, alcuni esponenti della comunità parrocchiale di Boves hanno incontrato dei rappresentanti della comunità di Schondorf, il paese della Baviera dove è sepolto Peiper, il boia impunito morto misteriosamente in Francia negli anni ’70 dove era riparato dopo essere sfuggito alla giustizia, «per costruire ponti di amicizia e solidarietà proprio là dove la storia sembrava aver ravvisato fratture insuperabili». Scrive don Bruno Mondino, l’attuale parroco di Boves, nella postfazione: “Raccontare la vita di due preti morti più di settant’anni fa, è il compito che si è assunta Chiara Genisio. È una storia coinvolgente, resa bene dall’autrice. Una domanda, tuttavia, può emergere: ha ancora significato per noi questo raccontare? Questa domanda è ben presente nel testo e l’autrice fa emergere dalla storia stessa tanti elementi per la risposta”.

Maurilio Guasco, professore emerito di Storia del pensiero politico contemporaneo dell’Università del Piemonte Orientale. Presidente della giuria del premio Acqui Storia. Autore di numerose pubblicazioni di storia politica-religiosa tra cui Carità e giustizia. Don Luigi Di Liegro 1928-1997 (Il Mulino).

Chiara Genisiotorinese, giornalista, è direttore dell’Agenzia Giornali diocesani del Piemonte. Collaboratrice del quotidiano “Avvenire”, con le Paoline ha già pubblicato, Un prete ribelle. La storia di padre Carmelo Di Giovanni.

Visite guidate al Polo Reale di Torino

Nel corso del mese di ottobre il Polo Reale di Torino propone tre cicli di visite guidate tematiche, per approfondire la conoscenza dello straordinario patrimonio custodito tra fasti barocchi, testimonianze di collezionismo dinastico e reperti archeologici. La partecipazione non comporta costi ulteriori, ma è compresa nel biglietto di ingresso.

I percorsi di Palazzo Reale, Armeria Reale Galleria Sabauda accolgono il pubblico Alla scoperta del Polo Reale: una serie di visite guidate attraverso le figure dei più importanti protagonisti che hanno vissuto e lavorato in questi ambienti, mettendo in luce gli interventi di rinnovamento stilistico eseguiti dagli artisti di corte, le scelte di Casa Savoia, le peculiarità di tecniche e apparati decorativi.

Palazzo Reale propone inoltre Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo, un itinerario tra devozione religiosa, committenza artistica e celebrazione dinastica che si snoda attraverso gli spazi adiacenti al Duomo, con l’opportunità di ammirare ambienti solitamente non aperti, quali la Galleria della Sindone, quella delle Battaglie, le Tribune Reali e la Cappella Regia.

Il Museo di Antichità offre invece un’occasione per scoprire il modo in cui si organizza la sezione di un museo con Prove di allestimento: le Collezioni cipriote del Museo di Antichità, permettendo al pubblico di confrontarsi con archeologi, commentare proposte e avanzare suggerimenti.

 CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI

Martedì 13 ottobre 2015:

dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

Mercoledì 14 ottobre 2015:

 dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

ore 11 Alla ricerca di antichi tesori: i primi scavi a Cipro a cura di Sara Lassa (Museo di Antichità)

Giovedì 15 ottobre 2015:

dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

ore10.30 «Una falcata spada infra le tante». Le collezioni dell’Armeria Reale a cura di Maria Giuseppina Romagnoli (Armeria Reale)

ore 11 Alla ricerca di antichi tesori: i primi scavi a Cipro a cura di Sara Lassa (Museo di Antichità)

ore 14.30 Le varie facce del ritratto tra Palazzo Reale Armeria Reale a cura di Valerio Mosso (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 15.30 Il collezionismo dinastico a cura di Alessandro Uccelli (Galleria Sabauda)

ore16.30 «Una falcata spada infra le tante». Le collezioni dell’Armeria Reale a cura di Maria Giuseppina Romagnoli (Armeria Reale)

Venerdì 16 OTTOBRE 2015:

ore10.30 Legno, oro smalti: le tecniche artistiche nei capolavori della Galleria Sabauda a cura di Anna Moretti (Galleria Sabauda)

ore11.30 Ilpiacere della luce: il Palazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali, storia tecnologia a cura di Barbara Improta (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore12.30 Il nuovo allestimento della Galleria Sabauda: come cambia un museo moderno a cura di Sara Comoglio (Galleria Sabauda)

ore15.30 Il piacere della luce: il Palazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali, storia tecnologia a cura di Erik Costamagna (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore16.30 Il nuovo allestimento della Galleria Sabauda: come cambia unmuseo moderno a cura di Sara Comoglio (Galleria Sabauda)

ore 17.30 Dagli antichi  templi di Cipro:  statue di dei e sacerdoti  a cura di Federica Pepi (Museo di Antichità)

SABATO 17 OTTOBRE 2015:

10,30 e 12,30 Il piacere della luce: iPalazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali, storia tecnologia a cura di Barbara Improta (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore15.30 «Sullo scudo divino sono effigiate molte storie». Il mito in Armeria Reale a cura di Fabio Uliana (Armeria Reale)

ore16.30 Il nuovo allestimento della Galleria Sabauda: come cambia unmuseo moderno a cura di Sara Comoglio (Galleria Sabauda)

ore 17.30 Splendenti dettagli:  ornamenti e gioielli dell’antica Cipro a cura di Daniela Speranza (Museo di Antichità)

Martedì  20 OTTOBRE 2015:  

 dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

Mercoledì 21 OTTOBRE 2015:

dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

ore 17.30 Tra uomini e dei: oggetti per il culto dalle collezioni cipriote a cura di Patrizia Petitti (Museo di Antichità)

Giovedì 22 OTTOBRE 2015:

dalle ore 9.30 alle ore 17 Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo a cura del personale di Palazzo Reale (Palazzo Reale – verificare presso la biglietteria l’orario di partenza dei gruppi)

ore10.30 «Sullo scudo divino sono effigiate molte storie». Il mito in Armeria Reale a cura di Fabio Uliana (Armeria Reale)

ore 11 Dall’olio la luce: le lucerne dell’antica Cipro a cura di Alessia Monticone (Museo di Antichità)

11.30 Tra mito realtà: dei ed eroi alla corte sabauda tra Seicento Settecento a cura di Serena Manfredi (Galleria Sabauda)

ore12.30 Architettare il potere. La progettazione degli spazi servizio della dinastia sabauda attraverso segni effimeri duraturi a cura di Stefania Manassero (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 15.30 Le varie facce del ritratto tra Palazzo Reale Armeria Reale a cura di Valerio Mosso (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 16.30 Il collezionismo dinastico a cura di Alessandro Uccelli (Galleria Sabauda)

Venerdì  23 OTTOBRE 2015:

ore10.30 Legno, oro smalti: le tecniche artistiche nei capolavori della Galleria Sa bauda a cura di Anna Moretti (Galleria Sabauda)

ore11.30 Il piacere della luce: il Palazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali, storia tecnologia a cura di Erik Costamagna (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 15.30 Da celebrazione del potere a musei. Gli spazi dell’Appartamento di Rappresentanza e dell’Armeria Reale a cura di Silvia Blanchietti (Palazzo Reale-Armeria Reale)

16.30 Il nuovo allestimento della Galleria Sabauda: come cambia un museo moderno a cura di Sara Comoglio (Galleria Sabauda)

ore 17.30 Pietre traslucide: i vasi in alabastro delle collezioni cipriote a cura Paola Greppi (Museo di Antichità)

sabato 24 OTTOBRE 2015:

ore 17.30 Pietre traslucide: i vasi in alabastro delle collezioni cipriote a cura Paola Greppi (Museo di Antichità)

Mercoledì 28 OTTOBRE 2015:

ore 17.30 Fragranze divine: vasi per profumi  dall’isola di Afrodite a cura di Patrizia Petitti (Museo di Antichità)

Giovedì 29 OTTOBRE 2015:

ore10.30 Il piacere della luce: il Palazzo l’Armeria Reale tra percezioni sensoriali,storia tecnologia a cura di Barbara Improta (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore 11 Splendenti dettagli:  ornamenti e gioielli dell’antica Cipro a cura di Daniela Speranza (Museo di Antichità)

ore11.30 Legno,oroesmalti:letecnicheartisticheneicapolavoridellaGalleriaSabauda a cura di Anna Moretti (Galleria Sabauda)

ore15.30 Le varie facce del ritratto tra Palazzo Reale Armeria Reale a cura di Valerio Mosso (Palazzo Reale-Armeria Reale)

ore16.30 Il collezionismo dinastico a cura di Alessandro Uccelli (Galleria Sabauda)

Venerdì 30 OTTOBRE 2015:

ore9.30 «Sullo scudo divino sono effigiate molte storie». Il mito in Armeria Reale a cura di Fabio Uliana (Armeria Reale)

ore10.30 Tra mito realtà: dei ed eroi alla corte sabauda tra Seicento Settecento a cura di Serena Manfredi (Galleria Sabauda)

ore11.30 «Sullo scudo divino sono effigiate molte storie». Il mito in Armeria Reale a cura di Fabio Uliana (Armeria Reale)

ore 12.30 Tra mito realtà: dei ed eroi alla corte sabauda tra Seicento e Settecento a cura d iSerena Manfredi (Galleria Sabauda)

ore 15.30 Da celebrazione del potere a musei. Gli spazi dell’Appartamento di Rappresentanza e dell’Armeria Realea cura di Silvia Blanchietti (Palazzo Reale-Armeria Reale)

 ore16,30 «Una falcata spada infra le tante». Le collezioni dell’Armeria Reale a cura di Maria Giuseppina Romagnoli (Armeria Reale)

ore 17.30 Dagli antichi  templi di Cipro:  statue di dei e sacerdoti  a cura di Federica Pepi (Museo di Antichità)

sabato 31 OTTOBRE2015:

ore 17.30 Dall’olio la luce: le lucerne dell’antica Cipro a cura di Alessia Monticone (Museo di Antichità)

 Info: Biglietteria presso Palazzo Reale – piazzetta Reale, 1; orario 8.30-18.

Tariffe: il costo delle visite è compreso nel biglietto di ingresso;biglietto intero € 12,00; ridotto € 6,00; in vigore riduzioni e gratuità di legge.

La durata di ogni visita è di circa un’ora; le partenze dei gruppi per le visite guidate avvengono presso i musei interessati, per tutte le informazioni rivolgersi al personale di biglietteria.

Contatti: per i cicli Alla scoperta del Polo Reale e Potere e devozione: il percorso del sacro a Palazzo

tel. 0114361455, e-mail pr-to.reale@beniculturali.it;

per il ciclo Prove di allestimento: le Collezioni cipriote del Museo di Antichità

tel. 011 5212251; e-mail sar-pie.museoantichita@beniculturali.it

 

Un’infanzia di guerra per Tilde Giani Gallino

Lunedì 12 ottobre, alle ore 18

incontro con la scrittrice

 Tilde Giani Gallino

 che dialogherà con Albina Malerba e con il pubblico

sul suo libro

Non avevo sei anni ed ero già in guerra

 pubblicato da Einaudi

 gianigallino

“Il libro presenta in uno stile insolito, a volte scanzonato e ironico, a volte dolente e accorato, un periodo di undici anni, dal 1934 al 1945, durante il quale il fascismo e la Seconda guerra mondiale hanno imperversato in Italia, sull’esistenza dei singoli e delle famiglie. Il racconto si svolge come “un romanzo di formazione” o Bildungsroman, e narra – in prima persona – emozioni e sentimenti, eventi imprevedibili, e una storia di vita dall’infanzia alla preadoloscenza….”[dall’Introduzione dell’autrice]

Una infanzia dorata è interrotta a causa della guerra. È il 1940. Subito incominciano i bombardamenti su Torino e le città del nord. Inizia così una nuova vita per la protagonista, allora bambina, costretta a fuggire da un mondo cittadino ricco di interessi per sfollare in un ambiente rurale. Nell’estate del 1943 è a Trana dove l’esercito tedesco sta per fucilare per rappresaglia una persona alla quale è molto affezionata, e lei stessa implora il comandante tedesco di non ucciderla. Nessuno verrà fucilato, ma lei e i suoi genitori sono presi in ostaggio. Nel 1945 la Wehrmacht in rotta occupa la sua casa di sfollata. A guerra finita tornerà in città. Ma solo per assistere alla morte delle due persone che ama di più. E il suo “Ragnarök”, la morte dei suoi dèi, dopo un “gelido inverno durato tre anni”. Troverà un rilevante sostegno negli scrittori del “secolo d’oro della letteratura russa”: veri maestri di vita.

Tilde Giani Gallino, torinese, è stata ordinario di Psicologia dello Sviluppo nell’Università di Torino. Ha pubblicato numerosi libri e saggi scientifici sui processi cognitivi e socioemotivi e sull’immaginario, nell’infanzia e negli adulti. Collabora con «la Repubblica», «La Stampa», «il Corriere della Sera» e «Psicologia contemporanea».