Archivi categoria: Colloqui del lunedì

Le valli di Lanzo nel Trecento

Lunedì 21 novembre, ore 18.00

Giuseppe Sergi

e l’autore

Giancarlo Chiarle

presentano il libro

L’alba del popolo

Baratonia e le Valli di Lanzo nella crisi del Trecento

                  Volume CXXXII della Società Storica delle Valli di Lanzo 2016

baratonia

 

Il Trecento è un secolo vivace. L’egemonia sulle “Valli di Lanzo” (non più: “di Mathi”) passa dai vescovi di Torino ai Monferrato ai Savoia. L’assedio di Balangero segna la sconfitta degli Acaia. I nobili Baratonia declinano e crescono famiglie del popolo, come Ruatta, Polterio, Carroccio, Arcour, impegnate nel servizio pubblico, nell’allevamento, nella siderurgia. Alluvioni, carestie, peste accentuano il disagio sociale, che infine esplode nel dilagare dell’eresia e nel sostegno alla rivolta del Tuchinaggio. Parlano le pergamene antiche, provenienti da archivi pubblici e privati.

valli lanzo

Giuseppe Sergi, storico, ha insegnato fino al 2015 storia medievale all’Università di Torino; membro del Consiglio di Presidenza della Deputazione Subalpina di Storia Patria, fa parte del Consiglio scientifico del Centro italiano di studi sull’alto medioevo di Spoleto.

Giancarlo Chiarle si interessa di storia medievale e di storia del libro. Ha curato la realizzazione dell’Antiquarium del Castello di Baratonia (Varisella). È presidente dell’Associazione Amici dell’Ecomuseo della Val Ceronda.

 

Lo sguardo degli altri sul Piemonte

Lunedì 14 novembre, ore 18.00

Arnaldo Di Benedetton e l’autore Pier Massimo Prosio

presentano il libro

Lo sguardo degli altri. Incontri in Piemonte tra letteratura pittura musica

Collana “Civilisation de l’Europe” del Centro Interuniversitario di Ricerche sul “Viaggio in Italia” (C.I.R.V.I.), 2016

Interviene Emanuele Kanceff, Direttore C.I.R.V.I.

Cattura

Scrittori, pittori, musicisti hanno lanciato il loro sguardo su Torino e il Piemonte e lasciato tracce e testimonianze del loro incontro e del loro passaggio, con le osservazioni vergate in diari e lettere, o prendendo Torino e il Piemonte come sfondo delle loro opere letterarie o artistiche, raffigurando in modo personale e spesso inatteso città e regione.
Il volume illustra un proficuo e suggestivo scambio e rapporto tra letteratura pittura e musica, con influssi e corrispondenze tra quadri e poesie, fra tragedia e opera lirica: un quadro alla Galleria Sabauda che eccita la fantasia di uno scrittore francese; L’Isola dei morti, il dipinto di Böcklin, accolto e variamente “tradotto” dai poeti torinesi; musiche di Verdi e opere di David accostati a confronto con  le tragedie di Alfieri; legami tra lo scrittore torinese Thovez e i pittori Preraffaelliti; riflessi ed echi della poesia di Walter Scott nella Torino del 1821; rapporti della  musica di Bellini con le poesie di Diodata Saluzzo.
Una regione vista nelle sue relazioni europee e mondiali, nei suoi legami e rinvii con le letterature e le arti e le musiche europee. E una città, Torino con i suoi dintorni, rivisitata sotto varie prospettive, dalla memoria personale e storica ad un excursus sul suo “clima letterario”, su come, cioè, i vari scrittori – piemontesi e forestieri – che ne hanno parlato l’hanno rappresentata nel suo vario aspetto climatico e nei suoi mutamenti meteorologici.

Pier Massimo Prosio, membro del Comitato Scientifico del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, collaboratore della rivista “Studi Piemontesi”; scrittore, autore tra i tanti titoli della fortunata Guida letteraria di Torino, pubblicata e aggiornata in tre edizioni, e ormai nuovamente quasi esaurita. Prontuario di (2014), Silenzi d’autore (2015), Prontuari

Silenzi d’autore con Bice Mortara Garavelli

Lunedì 7 novembre, ore 18.00

incontro con

Bice Mortara Garavelli

Silenzi eloquenti: dall’antichità al Novecento

(con Lalla Romano, Primo Levi, Carlo Maria Martini)

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Il silenzio personificato come nell’Orlando furioso di Ariosto; il silenzio meravigliato del montanaro che – in una similitudine della Divina Commedia – ‘ammuta’ quando vede per la prima volta la città; il religioso silenzio di Chiara d’Assisi e quello ‘sfavillante’ che Elsa Morante coglie nello stupore infantile; il silenzio ‘di chiostro e di caserma’ di Gozzano e il silenzio ‘che tutto nega e tutto comprende’ di Lalla Romano. Il silenzio come reazione all’indicibile crudeltà in Primo Levi. Quante parole può nascondere un silenzio? Moltissime, soprattutto quando è d’autore, carico di significati che vanno oltre quelli veicolati dalla lingua. Bice Mortara Garavelli in Silenzi d’autore (Edizioni Laterza) attraversa le pagine letterarie più note sul silenzio, dalla classicità greco-latina fino alla letteratura dei nostri giorni, lungo un percorso che rivela ciò che l’assenza di parole può dire.

 

Bice Mortara Garavelli, professore emerito di Grammatica italiana nell’Università di Torino, è Accademica della Crusca. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Le parole e la giustizia. Divagazioni grammaticali e retoriche su testi giuridici italiani. Per Laterza ha pubblicato: Storia della punteggiatura in Europa (2008), Prima lezione di retorica (2013), Il parlar figurato (2014), Silenzi d’autore (2015), Prontuario di punteggiatura (2015).

Riprendono gli incontri in sede

Dal 27 ottobre riprendono gli appuntamenti del lunedì e del giovedì al Centro Studi Piemontesi, organizzati in  rete con associazioni, editori, realtà del territorio.

I Colloqui del Lunedì e le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal Territorio, sono i due tradizionali cicli di incontri che il Centro Studi Piemontesi organizza nella sua “Ca” di  Torino di via Ottavio Revel 15  su argomenti interdisciplinari, con particolare attenzione al territorio e in rete con le altre realtà della regione.

scarica il programma

I lunedì d’autunno iniziano con un incontro il 7 novembre alle ore 18 con Bice Mortara Garavelli, illustre studiosa dell’Università di Torino, che dialogherà con il pubblico su un tema di grande suggestione: “Silenzi eloquenti: dall’antichità al Novecento (con Lalla Romano, Primo Levi, Carlo Maria Martini)”; Lunedì 14 novembre ore 18, Arnaldo Di Benedetto e l’autore Pier Massimo Prosio presentano il libro “Lo sguardo degli altri Incontri in Piemonte tra letteratura pittura musica”,  Collana “Civilisation de l’Europe” del Centro Interuniversitario di Ricerche sul “Viaggio in Italia” (C.I.R.V.I.);  il  21 novembre sarà  Giuseppe Sergi, illustre medievista, a presentare con  l’autore, Giancarlo Chiarle,  il libro “L’Alba del popolo. Baratonia e le Valli di Lanzo nella crisi del Trecento”, pubblicato dalla Società Storica delle Valli di Lanzo;  Lunedì 28 novembre  si parlerà  dei primi due titoli della Collana “Terra di Confine. Percorsi tra storia e arte nelle valli di Susa” con Claudio Bertolotto, Piero Del Vecchio, Andrea Maria Ludovici, Giuseppe Sergi, Dario Vota.

Per le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal Territorio, si è iniziato con l’”Opificio in riva destra Sessera”, un patrimonio storico-ambientale presentato da Paolo De Vingo, Maurizio Rossi e Anna Gattiglia, e si prosegue giovedì 3 novembre, ore 18, con Carlo Naldi, che terrà una conferenza illustrata sugli “Affreschi del Quattrocento nel Novarese”; il 10 novembre lo scrittore e giornalista Massimo Novelli, parlerà del suo libro “L’ Avventura dell’Imperatore di bronzo. Una storia napoleonica nella Resistenza” (Edizioni Araba Fenice); e il 24 novembre, ultimo dei “giovedì” in sede, sarà Dedicato alle Langhe”, incontro con due autori de l’Arvangia-Casa delle memorie, Beppe Aimo e Giacomo Giamello presentati da Donato Bosca.

Il Santuario della Consolata e la sua fondazione

Lunedì 13 giugno, ore 18.00

 in sede

incontro con Luca Guglielmino, autore del volume

 Fondazione del Santuario della Consolata

 

consolata

L’adozione di un metodo storico che, partendo da quello tucidideo, passa attraverso le sottintese analisi filosofiche della storia e quindi del divenire, secondo Vico e soprattutto secondo Hegel, ci porta ad analizzare un fatto storico con tutta la sua fenomenologia reale, come se si trattasse di un lungo zoom mirante a restringere un campo visivo distante fino a giungere al fatto realizzato che si stempera in una lunga carrellata storica precedente che ad esso conduce. È l’analisi che dovrebbe portare ad ogni fatto storico che mai va visto isolatamente, ma contestualmente al divenire temporale [dalla quarta di copertina del volume, edizione Etica, Torino, 2013]

Luca Guglielmino: studioso di storia medievale dei paesi cristiani e musulmani, è funzionario del Comune di Torino ove tratta la storia di Palazzo Civico come ricercatore e guida nelle visite tenute anche in lingua straniera.Ha pubblicato articoli storici e storico-artistici su riviste e su siti internet.  Diplomato in lingue slavo balcaniche all’università di Zagabria con specializzazione in filologia slava e orientale (bizantinologia e turcologia),  ha in corso di pubblicazione  in croato  Prilozi proučavanju Hrvata u pokrajni Pijemonta od 17.do XXI stoljeća ( Contributi allo studio sui Croati nella regione Piemonte dal XVII al XXI secolo)  per le edizioni S.E Zagreb .

 

L’eloquenza secondo Adriano Pennacini

Lunedì 30 maggio, ore 18.00

 in sede

Adriano Pennacini

Professore Emerito dell’Università di Torino

dialoga con Giovanni Tesio

intorno alla sua opera

Discorsi eloquenti da Ulisse ad Obama ed oltre con una giunta fino a papa Francesco

Edizioni dell’Orso, Alessandria 2015

penna

“Ecco un’opera che è la summa di una vita, sia scientifica, sia didattica. Perché qui si congiungono i due poli di un’attività di studio, che diventa professione, e professione che diventa lavoro appassionato. Vale a dire la ricerca di un grecista e latinista come Adriano Pennacini, docente (emerito) dell’Università di Torino e autore – tra le tante pubblicazioni – di una ponderosa Storia della letteratura latina pubblicata con Franco Gianotti da Loescher…[…]il grande corpus di exempla qui raccolti, da Omero a Obama a papa Francesco, passando per Sofocle, Erodoto, Tucidide, Pericle, Lisia, Isocrate, Demostene, Catone il Vecchio, Cicerone, Cesare, Sallustio, Virgilio, Livio, Plinio il Giovane, Tacito, Iordanes (forse un goto), un prete (forse ariano e poi cattolico e infine vescovo), che visse nel VI sec. Ma poi, ancora, Alcuino, Dante (una vera e propria lectura Dantis la preghiera di San Bernardo alla Vergine nell’ultimo del Paradiso), Boccaccio, Machiavelli, Bonaparte, Foscolo, Cattaneo, Cavour, Charles d’Aviernoz (deputato al Parlamento Subalpino: curioso perché Pennacini adotta nel caso l’espressione “spending rewiew” per designare il budget corrente di un Paese di cui d’Aviernoz, nella seduta del 29 aprile 1852, parla difendendo la sua “sabaudità”, ma non la sua “italianità”). E ancora: Vittorio Emanuele II, Garibaldi, Carducci, Lenin, Mussolini, Einaudi (Luigi), Pertini, Giovanni Paolo II, Rabin, Berlusconi, Obama, Benedetto XVI, Matteo Renzi, Beppe Grillo, Papa Francesco. E basti il semplice elenco a dire la ricchezza e la varietà del pescato tra prosa e poesia,tra oratoria e letteratura: una modalità che scavalca le barriere e fa parlare i secoli tra loro”. [Dalla recensione di Giovanni Tesio in corso di pubblicazione in “Studi Piemontesi”, XLV, 1 (2016)]

Quadri votivi nelle Alpi occidentali

Lunedì 23 maggio, ore 18.00

 in sede

incontro con

Rita Cristina Manfro

autrice del libro

Quadri votivi nei Santuari delle Alpi Occidentali

prefazione di Enrico Camanni

Susalibri 2015

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Il libro ha come oggetto gli ex voto pittorici datati dalla seconda metà del XVIII secolo ad oggi, conservati nei santuari situati nelle Alpi Occidentali al di sopra dei 600 metri di altitudine.  Gli ex voto analizzati sono una testimonianza visiva della vita quotidiana degli alpigiani, che ci è stata tramandata nei secoli: quadretti realizzati ad olio, a tempera, a pastello, su supporto di legno o di materiale cartaceo, raffiguranti un tragico evento da cui l’essere rimasti illesi è sentito come un miracolo, del che il manufatto costituisce testimonianza e al contempo ringraziamento. Si sono privilegiati i quadri votivi raffiguranti vicende capitate in un contesto di montagna. L’idea guida è stata infatti quella di provare ad osservare le Alpi e le grandi trasformazioni ambientali e culturali che hanno interessato il loro territorio, i loro abitanti e frequentatori, attraverso le “finestrelle popolari” degli ex voto.

Rita Cristina Manfro: laureata in Scienze del Turismo Alpino si è occupata di Cascine e territorio, Santità e religiosità popolare, medicina veterinaria di campagna. È impegnata in attività  atte a promuovere lo sviluppo turistico religioso di montagna.

Beppe Gastaldi poeta e scrittore in piemontese

Lunedì 2 maggio, alle ore 18.00

al Centro Studi Piemontesi (via Ottavio Revel 15 – Torino)

Reading poetico per i 90 anni di

Beppe Gastaldi poeta e scrittore in piemontese

con Michele Ponte, Renzo Belletti 
e le Vos grise an libertà

 gastaldi

Giuseppe Gastaldiè nato a Torino il 27 gennaio 1926. Orfano di padre, dopo i primi apprendimenti in una scuola professionale, nel 1940 si impiegò presso la Stipel, l’allora società telefonica. Erano gli anni della guerra, dei bombardamenti, delle distruzioni, degli sfollamenti, dei disagi; ma anche della presa di coscienza della causa di tali mali: la guerra fascista. Gastaldi trovò riscontro e condivisioni con compagni di lavoro coetanei, insieme inseguendo sogni giovanili di un mondo di pace e di giustizia. Nel ’44 ,come tanti amici, prese la via  della montagna che sentiva lembo di Patria libera da difendere. Tra il giugno ’44 e l’aprile ’45 fu in Val Chisone, Val Varaita e Val Maira. Dopo la liberazione frequentò le scuole serali, conseguì il diploma di geometra e continuò la sua attività lavorativa di impiegato tecnico nella medesima azienda, fino al raggiungimento della quiescenza. Ha sempre coltivato l’amore per la montagna e per la lingua piemontese.

Dagli anni ’50 assiduo collaboratore de “Ij Brandé” di Pinin Pacòt, in piemontese ha pubblicato due raccolte poetiche: Sbòss,Turin, A l’ansegna dij Brandé, 1971; Balada d’avril, Turin, A l’ansegna dij Brandé, 1973. Sempre in piemontese ha scritto: Un frà piemontèis martir a Dachau: Padre Giuseppe Girotti, realizzato artigianalmente in un numero limitato di copie, per gli amici. Altre sue prose e poesie sono pubblicate su Ij brandé – Armanach ëd poesìa piemontèisa e su il Musicalbrandé.  In italiano ha pubblicato: Giorni Partigiani, Torino, Cerriglio Edizioni, 2003.

Per festeggiare i suoi 90 anni gli amici e la Ca dë Studi Piemontèis gli dedicano questo incontro di poesie a canzoni.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti in sala.

Giuseppe Falchetti, pittore piemontese

Lunedì 18 aprile, ore 18.00

in sede (via Ottavio Revel 15 – Torino)

Angelo Mistrangelo

in dialogo con l’autore

Ferdinando Viglieno-Cossalino

presenta l’opera

Giuseppe Falchetti 

Una vita per la pittura 1843-1918

Editrice Il Punto-Piemonte in Bancarella 2015

Interverrà Gian Giorgio Massara

 

falchetti

“Il volume di oltre cinquecento pagine, per lo più illustrato a colori, è dedicato dall’autore alla dinastia dei pittori Falchetti di Caluso, ma in particolare a Giuseppe, l’artista che a soli dodici anni frequenta l’atelier del maestro Giuseppe Camino macinando colori e pulendo i pennelli; lo studio era situato in via Tintori della Seta 11, oggi via Maria Vittoria. […]. Su Giuseppe Falchetti mancava una pubblicazione importante nonostante il pittore risulti presente alle mostre della Promotrice di Torino dal 1862 al 1913, del Circolo degli Artisti, a Milano, Genova e Palermo; sarà la rassegna postuma del 1928 a rendere omaggio al Falchetti, uomo che intende “la pittura come piacere interiore” e che nella propria produzione spazia dalle vedute di montagna ai ritratti, alle scene di vita contadina, a una nutrita serie di cartoline il cui tema s’incentra sulla cacciagione, alle composizioni con “servizi” pronti per chi ama il caffè, ai frutti, alle amatissime Uve. La complessa e appassionata ricerca sul Falchetti articolata in ben dieci anni di lavoro, porta lo studioso a scoprire i soffitti garbatamente decorati fra il 1880 e il 1889 di casa Falchetti, di Villa Piana (Favara), di Casa Gnavi (con l’aiuto del giovanissimo figlio Alberto), di Villa Maggia a Sordevolo […] il salotto di casa Falchetti ( Torino, corso Re Umberto, 42 ) ove troneggiano i busti in gesso modellati da Leonardo Bistolfi per Giuseppe e la moglie. Ben sei sono i rami di parentela che costituiscono l’albero genealogico della famiglia Falchetti, famiglia che comprende la presenza dei pittori Michele (severo ma cromaticamente vivace il Ritratto del Padre), di Alberto che nel 1898 aiuta il padre a dipingere le principali uve del Trentino, di Ernesto, medico ma altresì dignitoso pittore […]”.

Dalla recensione di Gian Giorgio Massara in corso di pubblicazione su “Studi Piemontesi”, 1, 2016.

Angelo Mistrangelo: critico d’arte, giornalista, scrittore.  Vicepresidente della Promotrice Belle Arti di Torino, scrive d’arte per La Stampa e Torinosette. Direttore della rivista culturale Il Platano di Asti.

Ferdinando Viglieno-Cossalino: Pittore, già docente di Disegno Ornato e di Storia dell’Arte in diversi Istituti.

 

Collina magra

Lunedì 11 aprile, ore 18.00

Grado G. Merlo in dialogo con l’autore Aldo A. Settia

presenta il libro

Collina Magra: una patria

Edizioni Viella, Roma 2015

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Collina Magra perché le sue vigne erano nate dal faticoso dissodamento del tufo nudo, e troppo spesso la grandine distruggeva spietatamente i raccolti. Le dinastie contadine là stabilite nel tempo in cui c’erano ancora i lupi, benché vivessero lontano da quanto succedeva nel resto del mondo, dovettero partecipare all’avventura della grande guerra, e ai loro figli fu insegnato a gridare “viva il duce”; poi vi fu licenza di uccidere e di seppellire il proprio nemico nella vigna, come fecero anche quelli del Diavolo rosso. Ma chi alla Collina Magra è nato e cresciuto, benché ne sia poi vissuto lontano, inevitabilmente conserva il marchio della piccola patria anche se essa ormai più non esiste: riuscirà questo libro, intessuto di storia e memoria, a evitare che il suo ricordo si perda subito del tutto?

Aldo A. Settia: nato ad Albugnano, frazione Collina Magra. E’ stato professore di Storia degli insediamenti tardo antichi e medievali a Torino e poi di Storia Medievale all’Università di Pavia.

Grado G. Merlo: già ordinario di Storia del cristianesimo dell’Università degli Studi di Milano. Dal 1994 è Presidente della Società internazionale di studi francescani con sede in Assisi. È socio ordinario della Deputazione subalpina di storia patria.