Archivi categoria: Lectiones Renzo Gandolfo

Riprendono gli incontri in sede

Dal 27 ottobre riprendono gli appuntamenti del lunedì e del giovedì al Centro Studi Piemontesi, organizzati in  rete con associazioni, editori, realtà del territorio.

I Colloqui del Lunedì e le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal Territorio, sono i due tradizionali cicli di incontri che il Centro Studi Piemontesi organizza nella sua “Ca” di  Torino di via Ottavio Revel 15  su argomenti interdisciplinari, con particolare attenzione al territorio e in rete con le altre realtà della regione.

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I lunedì d’autunno iniziano con un incontro il 7 novembre alle ore 18 con Bice Mortara Garavelli, illustre studiosa dell’Università di Torino, che dialogherà con il pubblico su un tema di grande suggestione: “Silenzi eloquenti: dall’antichità al Novecento (con Lalla Romano, Primo Levi, Carlo Maria Martini)”; Lunedì 14 novembre ore 18, Arnaldo Di Benedetto e l’autore Pier Massimo Prosio presentano il libro “Lo sguardo degli altri Incontri in Piemonte tra letteratura pittura musica”,  Collana “Civilisation de l’Europe” del Centro Interuniversitario di Ricerche sul “Viaggio in Italia” (C.I.R.V.I.);  il  21 novembre sarà  Giuseppe Sergi, illustre medievista, a presentare con  l’autore, Giancarlo Chiarle,  il libro “L’Alba del popolo. Baratonia e le Valli di Lanzo nella crisi del Trecento”, pubblicato dalla Società Storica delle Valli di Lanzo;  Lunedì 28 novembre  si parlerà  dei primi due titoli della Collana “Terra di Confine. Percorsi tra storia e arte nelle valli di Susa” con Claudio Bertolotto, Piero Del Vecchio, Andrea Maria Ludovici, Giuseppe Sergi, Dario Vota.

Per le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal Territorio, si è iniziato con l’”Opificio in riva destra Sessera”, un patrimonio storico-ambientale presentato da Paolo De Vingo, Maurizio Rossi e Anna Gattiglia, e si prosegue giovedì 3 novembre, ore 18, con Carlo Naldi, che terrà una conferenza illustrata sugli “Affreschi del Quattrocento nel Novarese”; il 10 novembre lo scrittore e giornalista Massimo Novelli, parlerà del suo libro “L’ Avventura dell’Imperatore di bronzo. Una storia napoleonica nella Resistenza” (Edizioni Araba Fenice); e il 24 novembre, ultimo dei “giovedì” in sede, sarà Dedicato alle Langhe”, incontro con due autori de l’Arvangia-Casa delle memorie, Beppe Aimo e Giacomo Giamello presentati da Donato Bosca.

Una prof. piemontese nel Montana

      Giovedì 30 giugno, ore 18

in sede

Giovanni Tesio dialoga con l’autrice Renata Allìo

intorno al libro

Missoula, Montana

Neos edizioni Viaggi, 2015

 missoula

 

Renata Allìo, docente di Economia e Storia dell’Unione Europea all’Università di Torino, nel 2009 ha trascorso tre mesi come visiting professor nel campus dell’Università di Missoula, nel Montana, nord-ovest degli Stati Uniti.

Il libro racconta in modo brillante, ironico, poetico, garbato e curioso, questa esperienza, facendoci scoprire paesaggi e stili di vita, una realtà quotidiana che, al di là del mito americano, risente dei grandi spazi e della frontiera.

Le etichette dei vini di Langa

Giovedì 16 giugno, ore 18

in sede

Elena Gianasso

e i curatori

Silvia Sala e Lorenzo Mamino

dialogano intorno al volume

Dall’altra parte della natura. Etichette in Langa di Gianni Gallo

Villanova Mondovì, 2015

 etichette

 

«Interessante volume dedicato alle etichette realizzate da Gianni Gallo, disegnatore e incisore langarolo, il libro presenta e discute l’opera dell’artista che dal 1964 al 2011 si è occupato di etichette per il vino, l’olio, il pane, le marmellate, il miele, la grappa, i prodotti di bellezza. Quadro di una produzione soprattutto piemontese, il testo ripercorre il percorso professionale dell’artista: i primi disegni di galli tracciati per l’azienda di famiglia Ribote inaugurano una lunga serie di soggetti tratti dalla natura che, a parte alcune eccezioni, qualificano tutta la sua opera. I curatori del libro, Silvia Sala e Lorenzo Mamino, delineano il profilo artistico e umano di una persona che, scrive Carlo Petrini, “ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di langaroli e non solo”…» [dalla recensione di Elena Gianasso  in corso di stampa in “Studi Piemontesi”, 1, 2016]

www.studipiemontesi.it

La poesia di Remigio Bertolino

      Giovedì 26 maggio, ore 18

in sede

incontro con il poeta

Remigio Bertolino

autore della raccolta

Litre d’ënvern/Lettere d’inverno

Nino Aragno editore, 2015

Interviene Giovanni Tesio

 litre

In questa nuova raccolta poetica, Remigio Bertolino scava nel segreto della lettera. Non riproduzione di fedeltà antropologica, ma trasmutazione alchemica, un mondo capace di liberare tesori. Viene da qui la ‘grazia’ delle sue parole esatte, precise, concrete, in cui vibra la risonanza (mai la ridondanza) del ‘vento’ che le muove. Luoghi remoti, addirittura eremitici. Montagna povera, fatica, solitudine e silenzi. Figure defilate e però fantasiose, fantasticanti, fantasmatiche, persino favolose, fiabesche.

Remigio Bertolino, di Montaldo Mondovì, vive a Vicoforte. Poeta in lingua piemontese, nella variante monregalese. Tra le sue diverse raccolte,   Sbaluch, 1989, pubblicato nella Collana del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, lo consacra nel panorama delle letterature regionali.

Affreschi rinascimentali in Val di Lanzo

      Giovedì 19 maggio, ore 18

in sede

Claudio Bertolotto e Gian Giorgio Massara

discutono intorno al volume

Presenze pittoriche rinascimentali nelle Valli di Lanzo:
Cicli di affreschi a Lemie

In collaborazione con la Società Storica delle Valli di Lanzo, editore del volume, Lanzo 2015

Interviene Bruno Guglielmotto Ravet

massara

 Il volume consente di allargare lo sguardo dai cicli affrescati delle cappelle di Lemie alla grande pittura tardomedievale in Piemonte. Vi sono inoltre indagati, sulla base delle testimonianze figurative e documentarie, i rapporti tra gli affreschi della cappella di San Giulio a Forno di Lemie e le figure dei committenti, i fratelli Goffi, esponenti di un’antica famiglia di imprenditori minerari e metallurgici. In particolare si rilevano le connessioni fra le loro attività imprenditoriali e la presenza, del tutto insolita, delle marche degli armaioli sulle armature dei santi guerrieri raffigurati nella cappella.

L’architettura militare e G.I. Bertola

      Giovedì 5 maggio, ore 18

in sede (via Ottavio Revel 15 – Torino)

Amelio Fara e Luisa Clotilde Gentile

discutono intorno al volume

Giuseppe Ignazio Bertola (1676-1755)

Il disegno e la lingua dell’architettura militare

di Amelio Fara, con saggi di M.G. Bevilacqua, L.G. Clotilde, P.G. Tordella

Angelo Pontecorboli editore, Firenze 2015

bertola

Ricca di zone d’ombra per la scarsa attenzione critica sinora dedicatagli, l’opera del più importante ingegnere e architetto militare, e non solo, del Settecento sabaudo, Giuseppe Ignazio Bertola, attendeva ancora un recupero storico complessivo. Bertola è infatti tra altro autore della cittadella di Alessandria, della piazza da guerra di Fenestrelle, di fortificazioni alla Brunetta, Verrua, Demonte, Exilles, di ponti nella Savoia. Inoltre, del palazzo dei cistercensi della Consolata d’Asti realizzato nella contrada di Dora Grossa a Torino, nonché, a Cuneo, della raffinata interazione icnografica di ovali a connotare la chiesa di Santa Croce.
Blasonatore regio, nel 1736 Bertola elabora un progetto di Scuola militare trasversalmente innovativo nell’interazione didattica tra architettura militare e civile, disegno topografico e disegno di figura. Maturata sulle orme di Guarino Guarini e straordinariamente profonda, la sua cultura matematica emerge chiaramente nel 1739 all’interno dei programmi d’insegnamento delle Scuole Teoriche d’artiglieria e fortificazione che, fondate in quell’anno, lo vedono loro primo direttore.
Conservato nell’Archivio di Stato di Torino l’inedito Dizionario e repertorio di fortificazione, del 1721, conosce ora la sua prima edizione critica. Già nel 1853 Cesare di Saluzzo lamentava l’oblio totale che avvolgeva l’opera concepita dal Bertola in funzione della progettazione fortificatoria attraverso lo studio capillare dei principali trattatisti europei. Tra i quali gli italiani Leon Battista Alberti, Francesco de’ Marchi, Gabriello Busca, Buonaiuto Lorini, Francesco Tensini, Guarino Guarini, i francesi Jean Errard de Bar-le-Duc, Blaise-Fraçois de Pagan, Allain Manesson Mallet, Vauban nelle interpretazioni degli abati Du Fay e De Cambray, gli olandesi Adam Freitag, Matthias Dögen, Menno van Coehoorn, i tedeschi Wilhelm Dilich, Johann Friedrich Pfeffinger, lo spagnolo Sebastián Fernández de Medrano.

Amelio Fara, ingegnere e architetto, allievo di Cesare Brandi, generale del genio, è uno dei maggiori studiosi europei di architettura militare.

Luisa Clotilde Gentile, funzionario presso l’Archivio di Stato di Torino e membro dell’Académie Internationale d’Héraldique.

Un sarcofago egizio al Cimitero Monumentale di Torino

      Giovedì 14 aprile, ore 18, in sede

incontro con

Riccardo Manzini Anna Tozzi Di Marco

 autori del libro

 Un sarcofago egizio per Giuseppe Parvis

Kemet edizioni 2015

 sarcofago

Il Cimitero Monumentale di Torino ospita un sarcofago egizio autentico di pregevolissima fattura, mai studiato a fondo, la cui esistenza è ben nota nel mondo egittologico internazionale, ma di cui molti torinesi ignorano l’esistenza e l’importanza. Dalla sua analisi tecnica, richiesta dal prof. Silvio Curto, sono emerse caratteristiche assolutamente particolari che collegano il sarcofago ai parenti di Cheope e di Chefren, i destinatari delle più note piramidi egizie. Durante l’indagine ci si è soffermati anche sulla singolarità di questa presenza e sui motivi che possono aver fatto giungere il sarcofago nel nostro Cimitero, scoprendo l’affascinante e dimenticato mondo della società italiana in Egitto nella seconda metà del secolo XIX, di cui l’ebanista piemontese Giuseppe Parvis (1831-1909) fu uno degli esponenti più in vista. La sorprendente ricchezza di notizie emersa durante quest’esperienza è stata quindi compendiata nel libro Un sarcofago egizio per Giuseppe Parvis , con la prefazione del compianto e indimenticabile egittologo Silvio Curto.

Riccardo Manzini: di professione chirurgo, da oltre 30 anni studioso di egittologia, è Professional Member dell’International Association of Egyptologists (IAE).Già consulente del prof. Curto e della prof. Leospo (direttori del Museo Egizio di Torino) per gli edifici piramidali, da molti anni si occupa di questioni inerenti la correlazione tra l’evoluzione simbolica, architettonica e le tecniche costruttive dei Complessi piramidali egizi, nel cui ambito ha effettuato oltre 50 conferenze, è stato invitato ad intervenire a congressi Internazionali (Università di Varsavia, Università di Praga), ha scritto articoli scientifici ed ha collaborato alla stesura di alcuni libri.

Anna Tozzi Di Marco: è una ricercatrice indipendente in antropologia sociale e culturale, soprattutto di tematiche inerenti all’antropologia della memoria vissuta nel contesto della religiosità popolare sia cristiana che islamica in ambito mediterraneo, e alla tanatologia culturale nei paesi islamici. Attualmente svolge una indagine comparativa nel Mediterraneo sugli aspetti condivisi tra le tre religioni monoteistiche – ebraismo, cristianesimo, islam – inerenti ai luoghi cultuali e alla devozione ai Sette Dormienti/Ashab al Kahf – Sette Fratelli Maccabei

 

 

Nascita e sviluppo di Pinerolo nei secoli

Giovedì 31 marzo, alle ore 18

Paolo Cavallo e Maurizio Trombotto

in dialogo con l’autore

Franco A. Carminati

presentano il libro

Genesi di un Borgo: Pinerolo

Nascita e sviluppo della città nei secoli

in collaborazione con la Società Storica Pinerolese, Lar editore 2015

 pinerolo

 

Il libro oggetto di presentazione non ha l’intendimento di collocarsi fra le opere volte a far conoscere solo la storia di una cittadina piemontese ma quello di chiarire i momenti dello sviluppo di una città del Piemonte le cui sorti furono legate tanto alla storia italiana quanto a quella francese. Esso condensa i risultati di una ricerca di carattere urbanistico e militare condotta nell’arco di quaranta anni al fine di dare la versione più corretta possibile di quanto accaduto in città nel corso dei secoli. Per la presentazione della genesi della città si è optato per l’utilizzo di una tecnica piuttosto inconsueta basata sia sullo studio delle fonti ma anche sui riscontri possibili sul terreno.

Franco A. Carminati. Laurea in architettura nel 1960 – Collaboratore del Gen. Amoretti nella realizzazione del “Museo Pietro Micca”.  Allievo onorario dell’accademia degli ingegneri militari di Francia  – Ricercatore d’archivio dal 1960- Delegato per l’Italia dell’associazione Vauban – Docente di storia delle fortificazioni – Perito per le armi nevrobalistiche – Relatore a numerosi congressi nazionali ed internazionali

 

Napoleone a Torino

Giovedì 17 marzo, alle ore 18

incontro con

Alessandro Puato

autore del libro

Napoleone a Torino

Le visite del 1797, 1800, 1805 e 1807

Mediares Edizioni, Torino 2015

 napo

L’opera è frutto di oltre quindici anni di lavoro, ricerche e consultazione di documenti d’archivio. Sono raccontate le visite che Napoleone fece a Torino e dintorni nel 1797, 1800, 1805 e 1807. Vengono ricostruiti i soggiorni, descritti i luoghi che visitò, le persone che incontrò, le decisioni che prese. In numerosi passaggi il testo è arricchito e completato dalla pubblicazione di documenti d’archivio per fornire al lettore una visione in presa diretta degli avvenimenti narrati. Completa il tutto la presenza di un ricco apparato iconografico di personaggi e luoghi interessati da queste visite.

Alessandro Puato, torinese, laureato in storia delle istituzioni militari, ha lavorato come addetto museale presso varie realtà torinesi. Da sempre appassionato di storia napoleonica, è membro del Centro nazionale di studi napoleonici e del Souvenir napoléonien

 

 

Dario Voltolini, uno scrittore “foravìa”

Giovedì 10 marzo, ore 18

incontro con

 Dario Voltolini

Uno scrittore “Foravìa”

Interverrà il critico Giovanni Tesio

volto

Dario Voltolini dialogherà con il pubblico sui suoi romanzi, il suo linguaggio, la “sua” Torino.

 

Autore di romanzi di successo, Dario Voltolini, appartiene alla generazione impegnata di scrittori torinesi. “È uno scrittore – scrive Giovanni Tesio –  che non concede o non si concede a usi di facile consumo; uno di quelli che prestano attenzione al mistero del mondo e della scrittura con l’ambizione di indagarne i segreti, di scavarne i meccanismi mentali, di dirne la vitalità ramificata e complessa: un’ambizione di grana filosofica, a cui la narrativa corrisponde nella semplice volontà di mettere in scena un universo pieno di sensi commutabili, di enigmi, di imprevisti o di imprevedibili, di associazioni e distorsioni, di memoria e di ricordi, di doppi e tripli fondi e nello stesso tempo di geometriche apparenze […]. Vocazione all’ossimoro, tentativo di dire l’incompatibile, ciò che abbiamo sotto i nostri occhi e che – in tanti modi, e dunque anche nelle forme mentite dell’invenzione – tentiamo continuamente di eludere, di riprodurre secondo modalità forse più accettabili, ma ad un tempo tanto più evasive”.

 

Dario Voltolini (Torino1959) è uno scrittore e blogger italiano. Il suo stile è stato spesso descritto come minimalismo, anche se Voltolini descrive la propria tecnica di scrittura come spontanea e lontana dal paziente lavoro di limatura di un maestro del genere come l’americano Raymond Carver.