Archivi categoria: Lectiones Renzo Gandolfo

Riti e tradizioni delle Valli di Lanzo

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Giovedì 26 marzo, ore 18,  per le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal territorio, Bruno Guglielmotto Ravet presenta il libro di Ariela Robetto, pubblicato dalla Società Storica delle Valli di Lanzo

Una maschera sul volto. Carnevale e Quaresima fra trasgressione e ordine

 

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L’emigrazione dal Piemonte in Argentina

Giovedì 27 novembre ore 18, in sede, Giancarlo Libert, a colloquio con Giampaolo Verga, presenta il suo libro, Torinesi nella Pampa. L’emigrazione dal Piemonte e dalla provincia di Torino in Argentina, pubblicato nelle edizioni Atene del Canavese, San Giorgio Canavese, 2014.

La pubblicazione rappresenta il punto di arrivo di un pluriennale lavoro che ha portato l’autore a studiare il fenomeno dell’emigrazione piemontese effettuando ricerche storiche e iconografiche, raccogliendo testimonianze e facendo interviste, ricerche d’archivio e a incontrare più volte le comunità dei piemontesi in Argentina. Questo volumeè dedicato all’emigrazione dalla provincia di Torino in Argentina. Fa seguito a precedenti volumi curati dall’autore e dedicati, alle province di Asti e Cuneo. Dopo una breve introduzione illustra la prima analisi dell’emigrazione italiana nel mondo, tratta dal primo censimento degli italiani avvenuto il 31 dicembre 1861 e le cause quali la fame e la miseria che favorirono l’emigrazione dalle montagne, dalle colline e dalle pianure della provincia di Torino verso l’Argentina. Alcuni capitoli sono dedicati all’arrivo dei primi italiani in Argentina, al riconoscimento ufficiale, da parte del Regno di Sardegna della Confederazione Argentina avvenuto nel 1837, primo tra gli Stati pre-unitari e l’opera del console Marcello Cerruti. Viene analizzato il fenomeno diffuso dei gemellaggi  tra paesi piemontesi e argentini  e i dati aggiornati tratti dal registro degli italiani residenti all’estero, registro tenuto presso tutti i comuni. La seconda parte è dedicata alla colonizzazione della provincia di Cordoba a partire dal 1870, successiva a quella verso Santa Fe. La capitale provinciale è gemellata con Torino e molti comuni della provincia di Cordoba sono anch’essi gemellati con paesi della provincia di Torino. Si deve in particolare ai piemontesi il dissodamento delle terre e la nascita della cosiddetta “Pampa Gringa”.   La terza parte è dedicata a oltre un centinaio di personaggi di origine torinese (di Torino e della sua provincia) emigrati in Argentina, come i fratelli Compagno di Rueglio, i fratelli Casalis di Carmagnola e altri colonizzatori, i salesiani come Domenico Milanesio e Stefano Bourlot, e i numerosi sacerdoti diocesani come padre Lorenzo Cot e Michele Pessutto. Un capitolo è dedicato al contributo degli insegnanti nelle scuole e nelle Università Argentine come Beppo Levi e i fratelli Terracini. Numerosi i pionieri dello sport come Carlo Anesi e Giovanni Antonio Gaudino, farmacisti e medici, architetti e costruttori edili come Placido Aimo e Francesco Gianotti. Industriali del settore molitorio furono attivi in numerose città argentine tra le quali San Francisco e Santa Fe come i membri della famiglia Boero, nel settore meccanico sono ancora attivi i Casale e i Pescarmona a Mendoza, mentre in passato operò Ferdinando Maria Perrone (divenuto successivamente proprietario dell’Ansaldo).   Sono illustrati i legami di Jorge Mario Bergoglio con Torino località dove nel 1908 nacque Mario Francesco, padre di Papa Francesco e viene inoltre illustrata la visita di S.E. Torquato di Tella ambasciatore argentino presso la Repubblica Italiana, alla frazione Vallongo di Carmagnola nel settembre del 2012.  Una parte è dedicata all’emigrazione da alcuni comuni della provincia di Torino in Argentina, come Santena, Piobesi Torinese, Castagnole Piemonte, Vinovo e Poirino.

A conclusione un’ampia bibliografia sul tema dell’emigrazione piemontese.

Canti brevi di Nino Oxilia

Giovedì 13 novembre, in sede, alle ore 18, Patrizia Deabate presenterà il libro da lei curato Canti brevi, riedizione della raccolta, datata 1909, del poeta torinese Nino Oxilia (1889-1917).    Interverrà Roberto Rossi Precerutti, al quale si deve l’iniziativa della ristampa  per i tipi della Neos Edizioni di Rivoli nella collana La Mandetta.

Nel 2014, in occasione delle celebrazioni per il centenario di Cabiria, Oxilia  – poeta crepuscolare della cerchia di Guido Gozzano,  autore teatrale e regista delle dive ai tempi d’oro del cinema muto – è stato ricordato con la proiezione di uno dei suoi film più celebri, Rapsodia satanica (1917) all’Auditorium Rai di Torino. La Cineteca di Bologna, invece, nel centenario del film di culto Sangue bleu  del 1914 l’ha proposto in un dvd contenente pure un documentario sulla vita e le opere di regista, alla cui realizzazione ha collaborato anche Patrizia Deabate e che verrà presentato all’appuntamento del 13 novembre.

Nino Oxilia (1889 – 1917) poeta torinese a cavallo fra Crepuscolarismo e Futurismo, nel 1909 pubblicò la prima raccolta Canti brevi nonché Il Commiato, canto goliardico destinato ad essere trasformato prima in inno degli Arditi della Grande Guerra e poi nell’inno nazionale fascista Giovinezza. Già giornalista, a ventidue anni raggiunse la fama in Italia e all’estero nel 1911 con la commedia a tema studentesco Addio giovinezza! (scritta con l’amico Sandro Camasio) poi trasformata in operetta nel 1915 dal M° Giuseppe Pietri e pubblicata da Sonzogno.  Divenuto regista, Oxilia diresse prima a Torino e poi a Roma le maggiori dive cinematografiche italiane celebri nel mondo, come Francesca Bertini, Lyda Borelli e Maria Jacobini, alla quale fu sentimentalmente legato e a cui dedicò versi appassionati. Caduto al fronte nel 1917, lasciò una raccolta di poesie inedite e incomplete (parzialmente andate distrutte in battaglia) che furono pubblicate, nel 1918, col titolo Gli orti