Archivi categoria: Segnalazione

Il Fai-Torino organizza un ciclo di conferenze su zoom, condividiamo volentieri il programma per chi fosse interessato a questi temi:

Mercoledì 14 aprile, alle 18, Musei e Ricerca, le memorie del futuro, con Evelina Christillin, Presidente della Fondazione Museo Egizio e Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torino.

Mercoledì 21 aprile, alle 18, Dall’album al desktop, collezionare fotografie, con Walter Guadagnini, direttore di Camera – Centro Italiano per la Fotografia.

Mercoledì 28 aprile, alle 18, Storia del giardino, con Edoardo Santoro, curatore di giardini botanici tra cui il giardino medievale di Palazzo Madama

Per maggiori informazioni e per iscriversi alle conferenze cliccare QUI

Aldo A. Mola su Il Misterioso caso del Benjamin Button

“Il Giornale del Piemonte” dedica l’editoriale del 4 aprile, firmato da Aldo A. Mola alle ricerche di Patrizia Deabate, sfociate nella pubblicazione del libro “Il misterioso caso del Benjamin Button da Torino a Hollywood” per i tipi del Centro Studi Piemontesi.

Qui puoi leggere l’articolo.

Giornata dell’unità nazionale in diretta streaming dal castello Cavour di Santena

Come ogni anno, 17 marzo, in occasione della “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” il Prefetto di Torino, in rappresentanza delle Autorità Nazionali, sarà a Santena, al Castello Cavour, pre rendere omaggio a Camillo Benso di Cavour. Quest’anno la manifestazione sarà arricchita dal taglio del nastro per il Memoriale Cavour, dopo 4 anni di lavori di recupero e ristrutturazione.

Per permettere a tutti di partecipare, la manifestazione sarà trasmettessa in diretta streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Fondazione Cavour mercoledì 17 marzo, a partire dalle 9,45

Visite guidate alla mostra di juvarra

Filippo Juvarra. Regista di corti e capitali dalla Sicilia al Piemonte all’Europa

Mostra allestita alla Biblioteca Nazionale Universitaria, con la collaborazione dell’ABNUT, del Centro Studi Piemontesi, del DIST-Politecnico di Torino

Visite guidate con i Curatori

Intervengono Gustavo Mola di Nomaglio, Vice Presidente del Centro StudiPiemontesi, con un inquadramento storico e politico a Juvarra e i Savoia; Franca Porticelli, già responsabile dell’Ufficio Manoscritti e Rari della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, con un accenno al Corpus Juvarrianum e al suo arrivo alla Nazionale; Fabio Uliana, responsabile dell’Ufficio Manoscritti e Rari della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, ci presenterà la mostra nel suo insieme.

ll 14 marzo si celebra la Giornata nazionale del Paesaggio, istituita con l’obiettivo di promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e a sensibilizzare i cittadini sui temi ad essa legati.
Con tali obiettivi la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino partecipa con tre iniziative virtuali visibili sui canali Youtube e Facebook con al centro l’arte e il paesaggio interpretati attraverso l’occhio e la mano del grande architetto, scenografo e incisore Filippo Juvarra.
All’interno del corpus juvarrianum, la più grande raccolta di disegni del grande messinese, è possibile godere di straordinarie visioni di paesaggi, arditiprogetti di opere sul territorio realizzate e anche solo immaginate, fantasiose scenografie frutto della mano e dell’arte di Juvarra e dei suoi collaboratori che rappresentano riferimenti di bellezza, di armonia e della proattiva capacità dell’uomo di modificare e plasmare a suo uso l’ambiente e lo spazio per farne sede aulica della sua vita. Messina, Palermo, Roma, Torino, Mantova Lisbona, Madrid… un viaggio fantastico e reale, per scoprire il corpus juvarrianum attraverso:
tre visite virtuali a diversi settori della mostra in compagnia dei curatori alle ore 11.00 di venerdì 12, 19 e 26 marzo
• un tour virtuale nei paesaggi juvarriani del Corpus Juvarrianum
domenica 14 marzo a partire dalle ore 10

Per le prossime visite andare sul sito ufficiale della mostra dove si troveranno i link dedicati .

Direttore per il Forte di Bard

Valle d’Aosta. Lo straordinario Forte di Bard cerca un direttore.

Il Comitato d’Indirizzo dell’Associazione Forte di Bard, ente gestore del polo turistico e culturale valdostano, ha pubblicato l’avviso di selezione pubblica per titoli ed esami per il conferimento dell’incarico di direttore presso l’Associazione Forte di Bard mediante assunzione a tempo determinato per un periodo di tre anni, a decorrere dal 15 maggio 2021. Le domande dovranno pervenire entro le ore 14.00 del 26 febbraio pv.

CERCASI DIRETTORE. I COMPITI
Il direttore tra i suoi compiti ha la gestione dell’ente, l’elaborazione del progetto culturale comprendente la programmazione delle attività e dei servizi di valorizzazione del Forte, la cura gli allestimenti museali.

Il Forte di Bard rappresenta una sfida ambiziosa non solo sotto il profilo della riqualificazione e valorizzazione di un sito monumentale di straordinario interesse ma si pone come esempio di un nuovo modello di sviluppo turistico. Accanto ad una valenza prettamente culturale, il Forte è impegnato nel rilancio dell’economia della Bassa Valle d’Aosta e si fa promotore dell’intero sistema turistico regionale.

L’ASSOCIAZIONE
L’Associazione gestisce i musei del complesso monumentale, organizza mostre ed eventi istituzionali, convegni scientifici e promuove nel corso dell’anno eventi culturali, concerti ed animazioni. La fortezza, i musei e le mostre, insieme agli eventi, costituiscono un’offerta completa per il visitatore e creano un circolo virtuoso di attrattività. Il Forte è inoltre motore di progetti nell’ambito della sostenibilità ambientale, culturale e artistica che interessano in modo trasversale il settore turistico, scolastico e scientifico.

cartoline storiche al castello di vinovo

E’ aperta al Castello di Vinovo la mostra di cartoline storiche “Saluti da Vinovo dal ‘900 ad oggi”, a cui il Centro Studi Piemontesi ha dato il suo patrocinio.

La mostra è aperta fino al 5 marzo, il venerdì mattina con ingresso libero e il venerdì pomeriggio per le visite guidate. In entrambi i casi è necessario PRENOTARE la visita telefonando al n. 3382313951 il giovedì tra le 19,30 e le 21.

Premio Oberto 2021

Il Centro Gianni Oberto ha lo scopo di salvaguardare e promuovere il patrimonio culturale piemontese, raccogliendo e conservando il materiale esistente e incoraggiando nuovi studi e ricerche. Il Centro è diretto dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte e si avvale di un Comitato Consultivo .eletto dal Consiglio Regionale.

La Biblioteca della Regione Piemonte, Centro Gianni Oberto bandisce il concorso a premi “Premio Gianni Oberto –edizione 2021”, con la finalità di promuovere e diffondere la cultura piemontese, valorizzandone la storia e la tradizione, incentivando lo studio del patrimonio culturale del Piemonte.

Il concorso è riservato a laureati e laureate in discipline letterarie e umanistiche presso le Università piemontesi per tesi di laurea quadriennale, vecchio ordinamento, e magistrale, nuovo ordinamento, e per dissertazioni finali di laurea triennale, conseguite dal 1/1/2016 al 30/9/2021, relative alla letteratura italiana in Piemonte, alla letteratura in piemontese e nelle lingue minoritarie del Piemonte, alla cultura popolare in Piemonte e al teatro piemontese.

li elaborati devono pervenire entro e non oltre le ore 12.00 di venerdì 29 ottobre 2021, esclusivamente via email, in formato pdf al seguente indirizzo: centro.oberto@cr.piemonte.it

A questo link, il bando completo e la scheda di partecipazione

VITTORIo EMANUELE II, STORIA, IMMAGINE E MEMORIA

Mercoledì 27 gennaio – ore 18
Conferenza on line, in diretta Zoom a questo link

Vittorio Emanuele II. Storia, immagine e memoria del primo re d’Italia


Andrea Merlotti, direttore del Centro studi del Consorzio delle residenze reali sabaude e Pierangelo Gentile, ricercatore di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino presentano la figura di Vittorio Emanuele II.

Vittorio Emanuele II in un ritratto di F. Perrini del 1851.

Nato nel 1820, nel plumbeo clima della Restaurazione, ed educato per esser un sovrano d’antico regime, salì al trono a meno di trent’anni per la drammatica abdicazione del padre dopo la Prima guerra d’indipendenza e si trovò ad esser il primo sovrano costituzionale della monarchia sabauda e l’unico in Italia. Iniziò allora un percorso che lo portò ad esser il primo capo di stato dell’Italia unita e uno degli ‘eroi’ del ‘Risorgimento’ italiano. Un percorso tutt’altro che lineare e ricco di contraddizioni. Basti pensare che a lui, cattolico convinto, toccò guidare la progressiva laicizzazione del Regno di Sardegna prima e di quello d’Italia poi. «Re Galantuomo», «Padre della Patria», «re cacciatore», caporale degli zuavi… sono queste solo alcune delle tanti immagini che egli ebbe e seppe ben utilizzare nel suo regno quasi trentennale, che lo portò dalla sconfitta di Novara all’ascesa in Campidoglio.

Ricordo per Gianrenzo P. Clivio

Il 22 gennaio 2006, a Toronto (Canada), dove era professore ordinario nel Dipartimento di Studi Italiani dell’University of Toronto, moriva Gianrenzo P. Clivio (Torino 18 gennaio1942).
Lo ricordiamo, a 79 anni dalla nascita e a 15 dalla sua scomparsa, per i suoi studi, per il suo ruolo tra i fondatori del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis e della prestigiosa rivista semestrale interdisciplinare “Studi Piemontesi”, con una poesia tratta dalla raccolta Gianrenzo P. Clivio, Na lòsna an fior. Poesie in lingua piemontese, a cura di Dario Pasero e Albina Malerba, versione in lingua inglese di Celestino De Iuliis, Prefazione di Giovanni Tesio, Collana di Letteratura Piemontese Moderna 22. Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2019. Pagg. XVI-94. ISBN 9788882622947.

Un di marcc-rai da sol

A gem sota tò pugn ël tavo ëd nosera,
e a smija ch’at mossa andrinta ’l vin brulé:
a ti ch’it fure ’l me pì car amis
l’é tuta dverta com ëdnans a Dé
mia ànima d’ancheuj!
Goblòt ëd branda costa sèira:
minca na stissa a l’é na gran-a
passà al gariòt ëd në spovrin dle masche,
ùltima gòj, contradansa e contraltar,
dongion d’una speransa!, për voi,
òmini moch, ch’i marce an trantoland,
parèj dij cioch…

It làudo, ò Mossant, ò S-cèt, ch’it ëm ancioche!
Ti ’t ses la sàiva, l’ùltima sàiva, ëd costa tèra…

Pòche bestie an sle colin-e, òmini
pòchi – tuti gris – apress la slòira a la matin d’otugn;
e pra d’erbass, ronze e gratacuj, e nen na man da deje feu.
Drocheri ’d veje tor, ciabòt ëd pere, rive d’arbron,
sle piasse dij pais vej sensa giovo,
e ant ij pais ij pra dla fera, ancoronà d’urtije:
tèra che tò abandon, ross, it pióres ant ël sangh
ëd j’arovej a mass sij vataron baross.
Sensa can ch’a bàulo, cassin-e langareule:
èire canavzan-e, sensa masnà ch’a geugo.

Ël tòr noviss monta pì nen la vaca
a la stagion dl’amor!

Ahidé! a l’é ben l’ora dj’ànime bastarde
ch’an anciarmo parèj dle serp oslere:
slussi d’assel, për la tèra monfrin-a,
e ant ël vent pa dle nòste, le paròle.

It làudo, ò Fòrt, ò Dru, ch’it ëm ësbòrgne!
Ti ’t ses la gòj, l’ùltima gòj, ëd costa tèra…

I l’hai ciamà për nen dëdnans la bërgerìa.
L’uss ëd malëzzo con un càuss d’amor e ’d rabia
a l’é drocà. Parèj ëd na carëssa.
Fin-a l’eva dël baciass smijava bastarda.
J’òmini strach an fons dla val,
piturà le fomne, fumeria nèira parëss ch’a dagna,
an sla toa trun-a, ò fier Piemont,
ch’l’é daspërtut, e sensa fior, e sensa lus.
A bacaja ’l fumlam, le masnà a uco.
Lassù, gnanca pì n’òm ch’a-i passa.

It làudo, sent mila vire it làudo, ò vin monfrin,
it làudo, ò vin monfrin ch’it ëm andeurme!
Ti ’t sèi ra mimòria, r’ùltima, dra mè tèra…

Mi sai che un di marcc-rai da sol
sla tèra piemontèisa, an mes
a gent strangera e a fieuj dësradisà:
venturand i pass-rai torna, com un neuv Gianpetadé1,
për le colin-e dël Monfrà, ant un’aria nissa,
e an sla piassa dël mërcà ’d minca pais
ëd fije bërnufie, masche dël temp neuv,
con la facia amblëttà am faran dë svergne.
I seu pa nen, se spìrit i sareu, o i sareu còrp:
ma i seu franch ben che un di marcc-reu da sol
sla tèra piemontèisa.

Un giorno camminerò da solo

Geme sotto il tuo pugno il tavolo di noce,/ e sembra che il vin brulé ti frizzi dentro:/ a te che fosti il mio più caro amico/ è tutta aperta come davanti a Dio/ la mia anima di oggi!/ Bicchierini di grappa questa sera:/ ogni goccia è un granello/ passato attraverso il gozzo di una clessidra di streghe,/ ultima gioia, contraddanza e contraltare,/ baluardo di una speranza!, per voi,/ uomini delusi, che camminate a tentoni/ come gli ubriachi…// Ti lodo, o Frizzante, o Schietto, che mi ubriachi!/ Tu sei la linfa, l’ultima linfa, di questa terra…// Poche bestie sulle colline, uomini/ pochi – tutti grigi – dietro l’aratro nel mattino d’autunno;/ e prati di erbe selvatiche, rovi e rose canine, e neanche una mano per bruciarle./ Ruderi di vecchie torri, capanne di pietra, rive di pioppi,/ sulle piazze dei paesi vecchi senza giovani,/ e nei paesi i prati della fiera, incoronati d’ortiche:/ terra che piangi il tuo abbandono, rosso, nel sangue/ dei rovi a mazzi sulle zolle rossicce./ Senza cani che abbaino, cascine langarole:/ aie canavesane, senza bambini che giochino.// Il toro giovane non monta più la vacca/ nella stagione dell’amore!// Ahimé! è proprio l’ora delle anime bastarde/ che ci affascinano come le serpi uccellatrici:/ luccichio d’acciaio, per la terra monferrina,/ e nel vento non delle nostre, le parole.// Ti lodo, o Forte, o Fertile, che mi accechi!/ Tu sei la gioia, l’ultima gioia, di questa terra…// Ho chiamato inutilmente davanti all’ovile./ L’uscio di larice con un calcio d’amore e di rabbia/ è caduto. Come una carezza./ Persino l’acqua della pozzanghera sembrava bastarda./ Gli uomini stanchi al fondo della valle,/ dipinte le donne, nube di fumo appare che gocciola/ sulla tua cantina, o fiero Piemonte,/ che è dappertutto, e senza fiori, e senza luce./ Grida forte il donname, i bambini ululano./ Lassù, neanche più un uomo che passi.// Ti lodo, centomila volte ti lodo, o vino monferrino,/ ti lodo, o vino monferrino che mi fai dormire!/ Tu sei la memoria, l’ultima, della mia terra…// Io so che un giorno camminerò da solo/ sulla terra piemontese, in mezzo/ a gente straniera e a ragazzi sradicati:/ alla ventura passerò di nuovo, come un novello Ebreo Errante,/ per le colline del Monferrato, in un’aria livida,/ e sulla piazza del mercato di ogni paese/ ragazze sfrontate, streghe del tempo nuovo,/ con la faccia imbellettata mi faranno sberleffi./ Non so nulla, se spirito sarò, o sarò corpo:/ ma so con assoluta certezza che un giorno camminerò da solo/ sulla terra piemontese.

One Day I Shall Walk Alone

It groans beneath your fist the chestnut table,
it is as though the vin brulé were bubbling within you:
to you, who were my dearest friend,
it lies wide open as before God
my soul this day!
Goblets of grappa this evening:
each drop a grain
passed through the gullet of a water clock of witches,
final joy, contradance and counter altar,
a bastion of hope! for you,
o hapless dreamers, who walk about groping
like drunkards…

I praise you, o Bubbly, o Pure, oh make me drunk!
You are the lymph, the final lymph of this land…

Few beasts upon the hills, men
few – all grey – behind the plough on a fall morning;
and fields of weeds, brambles and wild rose, and not one
hand to burn them.
Ruins of ancient towers, stone huts, poplars along the banks,
in the squares of the towns, the old with no young
and in the towns, the fairgrounds crowned with nettles:
land, you weep at being abandoned, red in the blood
of the tufts of brushwood on the reddish clumps of earth.
No dogs barking, farmhouses of the Langhe:
courtyards of the Canavese, where no children play.

The young bull no longer covers the cow in the season of love!

Alas! It is truly here the time of bastard souls
who bewitch us like birding serpents:
a glint of steel, throughout the land of Monferrato,
and in the wind waft, not ours, words.

I praise you, o Powerful, o Fruitful One, may you make me blind!
You are the joy, the final joy, of this land…

I have called out in vain before the fold.
The larch door with a kick of love and rage
has fallen. Like a caress.
Even the water of the mudhole seemed a bastard.
Exhausted men at the bottom of the valley,
painted the women, a cloud of smoke appears which drips
on your wine cellar, o proud Piedmont,
and it is everywhere, and without flowers, and without light.
Womenfolk scream loudly, children howl.
Up there, not one man walking past.

I praise you, a hundred thousand times I praise you, wine of Monferrato,
I praise you, o wine of Monferrato who bring me sleep!
You are the memory, the last one of my land…

I know that one day I shall walk alone
over the land of Piedmont, among
strangers and uprooted young men :
peradventure I will walk again, like a latter-day Wandering Jew,
among the hills of Monferrato, through a leaden air,
and in the market square of each town,
shameless girls, witches of the modern age,
their faces painted, will sneer at me.
I know not, whether I shall be spirit, or I shall be flesh:
but I know with absolute certainty that one day I shall walk alone
over the land of Piedmont.
(traduzione di Celestino De Iuliis)

BIBLIOGRAFIA
(delle opere di G. P. Clivio attinenti alla lingua ed alla letteratura piemontese)

Opere generali sulla lingua e la letteratura piemontese

Bibliografia ragionata della lingua regionale e dei dialetti del Piemonte e della Valle d’Aosta, e della letteratura in piemontese (con A. Clivio), Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1971, pp. XXIII-254.

Profilo di storia della letteratura in piemontese, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis 2002, pp. 508.

La letteratura in piemontese. Dalle origini al Settecento, Raccolta antologica di testi, con G. Gasca Queirazza e D. Pasero, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2003, pp. 540.

La letteratura in piemontese. Dalla stagione giacobina alla fine dell’Ottocento, Raccolta antologica di testi, con D. Pasero, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2004, pp. 650.

Opere su aspetti generali e particolari della lingua e della letteratura piemontese. Edizioni di testi

Camillo Brero, Gramàtica piemontèisa, sconda edission, con prefassion ëd Gianrenzo P. Clivio, Turin, Musicalbrandé, 1969, pp. X-72.

Le ridicole illusioni, un’ignota commedia piemontese dell’età giacobina, Introduzione, note, testo e glossario, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1969, pp. XXIII-92.

Camillo Brero, Breviari dl’ànima, poesìe piemontèise, a cura di G. P. Clivio, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1969, pp. XIII-69.

Arrigo Frusta, Fassin-e ’d sabia, pròse piemontèise, a cura di G. P. Clivio, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1969, pp. XI-110.

Alfredo Nicola, Stòria dle Valade ‘d Lans, poesìe piemontèise, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1970, pp. IX-40.

Ël nodar onorà, commedia piemontese-italiana del secondo Settecento, Testo, traduzione e nota linguistica. Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1971, pp. LXXX-150.

Edoardo I. Calvo, Poesie piemontesi e scritti italiani e francesi, Edizione del bicentenario a cura di G. P. Clivio, Torino Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1973, pp. XXXVIII-350.

Concordanza linguistica dei Sermoni Subalpini, con Marcel Danesi, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1974, pp. XXXVII-475.

Tòni Bodrìe (Antonio Bodrero), Val d’Inghildon, poesìe piemontèise, a cura di G. P. Clivio, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1974, pp. XIX-90.

Storia linguistica e dialettologia piemontese, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1976, pp. XII-228.

Tòni Bodrìe (Antonio Bodrero), Dal prim uch a l’aluch, poesie piemontesi, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2000, pp. XVI-190.

Curatele di Atti di convegni e di opere miscellanee

Civiltà del Piemonte. Studi in onore di Renzo Gandolfo nel suo settantacinquesimo compleanno, a cura di G. P. Clivio e R. Massano, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1975, 2 voll., pp. XV-885.

Lingue e dialetti nell’arco alpino occidentale, a cura di G. P. Clivio e G. Gasca Queirazza, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1978, pp. IX-334.

At dël Rëscontr antërnassional dë studi an sla lenga e la literatura piemontèisa, con C. Pich e D. Pasero: 1987 (Alba 1988, pp. 150)
1988 (Alba, 1989, pp. 219) 1993 (Ivrea, 1995, pp. 120) 1994 (Ivrea, 1996, pp. 152)
1989 (Alba, 1990, pp. 196) 1995-96 (Ivrea, 1998, pp. 378)
1990 (Alba, 1991, pp. 290) 1997-98 (Ivrea, 2002, pp. 250)
1991 (Alba, 1992, pp. 430)

I dialetti italiani. Storia, struttura, uso, a cura di C. Marcato, G. P. Clivio, M. Cortellazzo, N. De Blasi, Torino, Utet, 2002.

Articoli in riviste e in Volumi miscellanei

Poesie piemontesi del Seicento: una recente riscoperta, in «Musicalbrandé», 40 (dzèmber 1968), pp. 2-10.

Analogic Levelling of the Perfect in Piedmontese, in «Romance Notes», 11 (1969), pp. 452-456.

The Volgare in Piedmont from the Middle Ages to the End of the Sixteenth Century, in «Romanische Forschungen», 82 (1970), pp. 65-93.

Le particelle affermative in piemontese, in «Forum Italicum», 4 (1970), pp. 70-75.

Brevi prose in volgare piemontese del Quattrocento, in Studies in Honour of Louis Francis Solano, Chapel Hill, N. C. University of North Carolina Press, 1970, pp. 53-64.

The Pronunciation of Italian in Piedmont, in Actes du Xe Congres International des Linguistes, Bucarest, 1970, vol. 4, pp. 275-280.

Possibilità di applicazione della grammatica trasformazionale agli studi dialettologici, in Atti dell’VIII Convegno del Centro per gli studi dialettali italiani, Torino, Università di Torino, 1970, pp. 58-62.

Vocalic Prosthesis, Shwa-Deletion and Morphophonemics in Piedmontese, in «Zeitschrift für romanische Philologie», 87 (1971), pp. 334-344.

Appunti su omofonia e influssi lombardi nella storia del lessico piemontese, in Atti del XIV Congresso internazionale di linguistica e filologia romanza, Napoli, 1970, vol. 2, pp. 515-523.

L’Amor marcand da mòda di Chiaffredo Casale, a cura di G. P. Clivio, in «Almanacco Piemontese Viglongo», 1971, pp. 183-193.

La stagione giacobina e il problema della religione nella poesia di Edoardo Ignazio Calvo, in “Studi Piemontesi”, II, 1 (1973), pp. 3-26

Su alcune vicende lessicali del gallo-italico occidentale, in Civiltà del Piemonte. Studi in onore di Renzo Gandolfo nel suo settantacinquesimo compleanno, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1975, pp. 29-46.

Aspetti linguistici del Piemonte settecentesco, in Teorie e pratiche linguistiche nell’Italia del Settecento, a cura di Lia Formigari, Bologna, Il Mulino, 1984, pp. 269-279.

Passà, present e avnì dla lenga piemontèisa, in At dël III Rëscontr antërnassional dë studi an sla lenga e la literatura piemontèisa, Alba, 1986, pp. 61-73.

Dal latin al piemontèis: a l’arserca dla stòria ’d nòsta lenga, in At dël IV Rëscontr antërnassional dë studi an sla lenga e la literatura piemontèisa, Alba, 1987, pp. 125-136.

Lupus rapax: la denominazione della lince (Felis lynx L.) in piemontese e in gallo-italico, in «Studi Piemontesi», XVI, 2 (1987), pp. 341-347.

Coj ëd San Giòrs: a propòsit dël prim document ëd vej piemontèis ch’a sia datàbil e localisàbil, in At dël V Rëscontr antërnassional dë studi an sla lenga e la literatura piemontèisa, Alba, 1988, pp. 193-215.

Due noterelle lessicali piemontesi (ancora a proposito del diav e del luv ravass), in «Studi Piemontesi», XVIII, 1 (1989), pp. 119-122.

Ël piemontèis parlà, ël piemontèis literari e ’l dissionari stòrich dla lenga piemontèisa, in At dël VI Rëscontr antërnassional dë studi an sla lenga e la literatura piemontèisa, Alba, 1989, pp. 175-184.

Osservazioni sui testi delle poesie di Vittorio Amedeo Borrelli e sul piemontese del Settecento, in «Studi Piemontesi», XXIII, 2 (1994), pp. 279-288.

Doe speranse cite: prim rapòrt d’un esperiment d’educassion an doe lenghe ’d famija, in At dël VIII Rëscontr antërnassional dë studi an sla lenga e la literatura piemontèisa, Alba, 1992, pp. 400-430.

Per un’edizione critica delle poesie piemontesi di Ventura Cartiermetre (Giuseppe Ignazio Avventura, 1733-1777), in At dël XII Rëscontr antërnassional dë studi an sla lenga e la literatura piemontèisa, Ivrea, 1998, pp. 97-184.

La poesia per gioco e il gioco per poesia: per un’edizione critica delle poesie piemontesi di Silvio Balbis (1737-1796), in At dël XV Rëscontr antërnassional dë studi an sla lenga e la literatura piemontèisa, Ivrea, 2002, pp. 197-239.

Pulizia linguistica o ecologia linguistica?, in “Studi Piemontesi”, XXXIII, 1 (2004), pp. 3-9

Opere poetiche

Trenin e dësmore e buàte. Poesiòte piemontèise pr’ij cit, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2001, pp. 98.

Na lòsna an fior. Poesie in lingua piemontese, a cura di Dario Pasero e Albina Malerba, versione in lingua inglese di Celestino De Iuliis, Prefazione di Giovanni Tesio, Collana di Letteratura Piemontese Moderna 22. Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2019. Pagg. XVI-94. ISBN 9788882622947.