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Il Repertorio Etimologico Piemontese su “La Stampa”

beccaria

Il linguista Gianluigi Beccaria parla del Repertorio Etimologico Piemontese in un ampio articolo pubblicato su “La Stampa” del 6 gennaio 2016.

QUI si può leggere l’articolo, completato da una breve video-intervista.

Il Repertorio Etimologico Piemontese è in vendita al Centro Studi Piemontesi. Prezzo di copertina e 110. Per informazioni: 011/537486 – info@studipiemontesi.it

E’ uscito il secondo fascicolo 2015 di “Studi Piemontesi”

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E’ uscito “Studi Piemontesi”, dicembre 2015, vol. XLIV, fasc. 2, pp. 305-664.

La politica internazionale può essere ansiogena, le condizioni climatiche della terra aleatorie, i mercati finanziari perplessi, ma «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità, edita dal 1972 dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, resta puntuale: così nella pausa natalizia i Soci, gli abbonati, gli appassionati di storia e civiltà del Piemonte, potranno viaggiare tra le pagine del secondo fascicolo 2015.

I saggi storici vertono sopra tutto sull’Ottocento: e l’attualità potrà spingere il lettore a cominciare da quello che scrive Barbara Curli su come il Piemonte fu coinvolto nel progetto del Canale di Suez; per poi fermarsi sul grande progetto italiano, il Risorgimento; troverà il saggio di Jean-Yves Frétigné su Massimo d’Azeglio e l’Oriente; alcuni appunti di d’Azeglio sull’ultimo viaggio di Carlo Alberto sono illustrati da Pierangelo Gentile e Georges Virlogeaux; Giorgio Federico Siboni scrive dell’attività diplomatica di Luigi Bossi fra rivoluzione ed età napoleonica; ancora di diplomazia nella prima metà dell’Ottocento tratta Alessandro Zussini che si occupa dei consoli piemontesi a Beirut.

Il lettore potrà farsi incuriosire da una specie di ossimoro: delle riforme giudiziarie di Carlo Felice, il re che è un po’ l’emblema della Restaurazione scrive Gianluca Smiriglia. Agli stessi decenni sono dedicati il saggio di Davide Arecco su scienza, letteratura e politica nella Restaurazione e quello di Pier Massimo Prosio sulla Beatrice di Tenda di Vincenzo Bellini e il Catello di Binasco di Diodata Saluzzo.

Un tassello per la storia del piemontese di quegli anni si trova in un documento di polizia illustrato da Andrea Bosio. Alla storia della scienza nel Settecento sono dedicati il saggio di Roberto Scoth sulle scienze matematiche nella Sardegna Sabauda e quello di Paolo Cozzo sul prete e medico Giuseppe Ragazzi.

Possono ricreare anche gli occhi con le illustrazioni i saggi di storia dell’arte: Franco Gualano scrive sui pittori della cattedrale di Ivrea; Simonetta Pozzati sui mobili di Palazzo Reale nel 1760; Angela Maisano dello scultore Carlo Marochetti; vertono sull’urbanistica l’intervento di Annalisa Dameri che dà notizia di un atlante di disegni di fortificazioni approntato fra Cinque e Seicento e quello di Luciano Re su un manoscritto (1681) di Donato Rossetti per il porto di Nizza.

La storia economica trova il suo spazio con i saggi di Luciano Frasson sull’associazione di mestiere dei ‘cerari’ fra Sei e Settecento; e di Valentina Lombardo sui Vincent, famiglia di commercianti di Gressoney, fra Sette e Ottocento.

Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia offrono una seconda puntata sull’onomastica piemontese, Patrizia Deabate scrive di Maria Jacobino interprete di Joan of Arc un successo del cinema muto torinese (1913); Deborah Guazzoni della partecipazione torinese al Congresso di educazione fisica di Parigi del 1913.

Tre i ritratti: Alessandro Roccati, Profilo di Silvio Curto; Francesco Malaguzzi, Per un ricordo di Francesco Federico Cerruti; Felice Pozzo, Ricordo di Mario Vugliano.  Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della morte di Nino Costa: Mario Chiesa propone una lettura ravvicinata del capolavoro del poeta torinese, Tempesta, l’opera che lo consacra come erede della tradizione civile della letteratura piemontese.

Come sempre chiudono il numero il «Notiziario bibliografico» e lo spoglio delle riviste: un aggiornamento bibliografico quasi esaustivo nel campo degli studi sul Piemonte.

Torino e il Monte dei Cappuccini per Voyager

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Il programma Voyager (Rai2 – ore 21,15) dedicherà la trasmissione di venerdì 18 dicembre a Torino. Tra i contributi della puntata, l’intervista a Padre Luca Isella sulle vicende della  Bastita e Filippo d’Agliè.

 

Capucinorum in summo montem supra Padi ripam coenobium, Theatrum Sabaudiae, vol I, tav. 30, immagine tratta da  da www.museotorino.it

Piero Cazzola

Ieri, 13 dicembre, nella sua casa di Torino, è mancato il professor  avvocato Piero Cazzola, decano del Comitato Scientifico del Centro Studi Piemontesi, amico buono e generoso, galantuomo d’altri tempi.

Il Santo Rosario sarà recitato oggi,  lunedì 14 dicembre alle ore 18 nella Chiesa di Santa Rita; i funerali saranno celebrati domani 15 dicembre, alle ore 11, sempre nella Chiesa di Santa Rita.

Piero Cazzola è stato docente di lingua e letteratura russa all’Università di Bologna: ha firmato centinaia di studi sui suoi amati scrittori; Collaboratore assiduo, prezioso, attento, disponibile della nostra rivista “Studi Piemontesi”. Tra le edizioni del Centro Studi Piemontesi, che negli ultimi anni è stato “la sua casa”, segnaliamo:

A.V. Suvorov, La corrispondenza dalla Campagna d’Italia (marzo – agosto 1799), traduzione, introduzione e note di Piero Cazzola, 1999;

l’ autobiografia,  Una vita in 4/5 di secolo, presentazione di Giovanni Tesio, 2004;

Piero Cazzola sessant’anni intorno al pianeta Russia, Atti dell’incontro di studi, Torino 26 maggio 2006, a cura di A. Malerba, premessa di Rosanna Roccia, 2008.

 

La Casa Editrice Viglongo e Nino Costa

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La Casa Editrice Viglongo festeggia i 70 anni di attività con una mostra allestita nel loggiato antistante alla Sala Marmi di Palazzo Civico (Piazza Palazzo di Città 1, Torino), dal 21 ottobre al 5 novembre 2015 (orario: da lune dì a venerdì 9-17; sabato 9-12).

La manifestazione si concluderà Giovedì 5 novembre alle 17, in Sala Rossa, con la lectio magistralis di Giovanni Tesio su Nino Costa, con le testimonianze di Cesare Alvazzi Del Frate e Giovanna Spagarino Viglongo.
Per partecipare alla lectio magistralis è INDISPENSABILE dare la propria adesione alla mail iniziative.istituzionali@comune.torino.it  o ai telefoni 011/23384 – 011/24012 – 011/22547
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A Torino, nel 1945, a due mesi dalla fine della guerra, nel fervore del clima esaltante e pieno di slanci, di voglia di costruire e ricostruire, Andrea Viglongo, con la moglie Giovanna Spagarino, inizia l’attività della Casa Editrice Andrea Viglongo & C. Editori con la pubblicazione del volume Bastian Contrario di Luigi Gramegna.
Tra edizioni e ristampe la Casa Editrice giunge a pubblicare circa 800 titoli, che spaziano dalla letteratura avventurosa (Salgari, Motta, Verne, i classici Defoe, Kipling, Swift) a quella alpinistica
(Rey, Whymper, Mummery), dall’arte, archeologia, architettura, alla manualistica tecnico-divulgativa, veri strumenti di lavoro.
Sempre all’insegna dei due filoni intrecciati, l’interesse regionale e la vocazione popolare, ha ridato vita a pagine dimenticate di Vittorio
Alfieri, Edmondo De Amicis, Guido Gozzano, Carolina Invernizio, Augusto Monti, Alberto Viriglio, ha pubblicato tutti i romanzi storici – tanto apprezzati da Luigi Einaudi e Umberto Eco – di Luigi Gramegna, la serie degli “inviti” alle regioni del Piemonte, l’intera produzione poetica in piemontese di Nino Costa, Brofferio, Calvo, Isler, i romanzi di Luigi Pietracqua e, per 40 anni, l’Almanacco Piemontese lodato da Norberto Bobbio.
Il suo fondatore Andrea Viglongo, amico d’infanzia di Piero Gobetti e collaboratore della “Rivoluzione Liberale”, redattore all’Ordine Nuovo di Gramsci, con un passato da giornalista militante e come studioso della lingua e cultura subalpina, ha legato il suo nome a quello di Nino Costa, che si può considerare per eccellenza il
cantore di Torino e del Piemonte: il più conosciuto e il più amato dei poeti in piemontese che a Torino, dove morì il 5 novembre 1945, dedicò bellissime liriche.

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Torino Spettacoli per il CSP

Il Centro Studi Piemontesi ha attivato una convenzione con Torino Spettacoli per la stagione 2015/2016.

Ai Soci del Centro Studi Piemontesi sono riservate tariffe agevolate per l’acquisto degli abbonamenti  nei teatri Alfieri, Erba e Gioiello di Torino e dei biglietti per singoli spettacoli per i cartelloni Cultura ClassicaGrande ProsaOperettaPer farvi riderePiemonte in scenaMezzogiorno a teatroSolferino di mattina e di sera.

Per informazioni: www.torinospettacoli.it – 011/6618404

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Repertorio Etimologico Piemontese

Fino al 30 settembre è possibile prenotare il REP-Repertorio Etimologico Piemontese al prezzo speciale di 65 euro (+ le spese di spedizione), ed inserire il proprio nome nella tabula gratulatoria del volume.

Per prenotare il REP, bisogna scaricare il modulo, compilarlo e inviarlo a info@studipiemontei.it o spedirlo al Centro Studi Piemontesi, Via Ottavio Revel 15, 10121 Torino.

Il REP è un vocabolario di grande formato, di oltre 1200 pagine che documenta la storia delle parole piemontesi dalla loro prima apparizione, con la ricerca dell’etimo, la registrazione delle varianti fonetiche e morfologiche e l’indicazione dei significanti  registrati fino a oggi, frutto di quindici anni di lavoro di una équipe di studiosi sotto la direzione scientifica di Anna Cornagliotti.

L’arte di dipingere in filo a Vercelli

Invito tessuti

Nell’ambito della rassegna “Passeggiando tra Sacro e Profano”,  sabato 26 settembre alle ore 16 al Palazzo Arcivescovile di Vercelli  la Fondazione Museo del Tesoro del Duomo e Archivio Capitolare ha organizzato un incontro sul tema

L’arte di dipingere in filo

 

Intervengono:

Nello Forti Grazzini, Un arazzo e il suo contesto. Il “Battesimo di Cristo” del Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli e altre opere dello stesso cartonista
Massimiliano Caldera, La committenza del cardinale Giuliano della Rovere: spunti e riflessioni a partire dai restauri dei ricami vercellesi

L’ingresso è gratuito;

per info: 0161/51650 – info@tesorodelduomovc.it

 

Famiglie di Demonte

famiglie demonte

Demonte, il principale paese della Valle Stura, si estende, con i suoi centri abitati, su un territorio comunale tra i più vasti del Piemonte. La sua importanza storica, sottolineata dalla presenza di un pregevoli beni e patrimoni culturali e ambientali, deriva anche dall’essere esso stato crocevia, nel corso dei secoli, di intensi transiti e traffici commerciali. Qui sorgeva il forte detto della Consolata, definito da antichi storici come «uno dei più considerabili d’Europa», che fu per oltre quattrocento anni uno dei cardini del sistema difensivo sabaudo, contribuendo a condurre a Demonte insigni personalità militari e “politiche”. Da sempre il paese fu dimora di famiglie insigni. Nel volume sono riassunte le vicende di parecchie centinaia di famiglie cittadine e notabili. Se alcuni nomi, come quello della scrittrice e pittrice Lalla Romano o del ministro Giacinto Borelli (uno dei padri dello Statuto albertino), sono inseparabilmente legati a quello del paese, anche tanti altri, illustri in numerosi campi, dovrebbero esserlo. Nomi che si sono illustrati dai tempi più remoti sino all’età contemporanea, quando spicca anche il nome, ma è soltanto un esempio tra moltissimi che potrebbero essere citati, della famiglia Perrier, un rappresentante della quale, Carlo, nel 1937 scoprì congiuntamente a Emilio Segré, il Tecnezio, l’elemento a numero atomico 43, il primo in assoluto prodotto in laboratorio con mezzi artificiali, che riveste un ruolo estremamente importante nella medicina moderna.

Gustavo Mola di Nomaglio, Famiglie nella storia di Demonte, I, Ceti urbani e notabilato, Demonte, Centro Studi Piemontesi, Regione Piemonte, Comune e “Associazione Amici” di Demonte, 2015, pp. XI, 166, (4), ISBN 978-88-8262-229-9.