Specchio dei tempi da sessantacinque anni continua a dar voce ai cittadini per fatti di costume, di politica, di morale, di cronaca. I lettori assicurano ad ogni occasione speranza e conforto a chi soffre. L’azione di Specchio dei tempi è caratterizzata da rigore, trasparenza e rapidità d’intervento con costi di struttura e di raccolta minimi. Con la progettazione sociale, la Fondazione sta sviluppando una presenza sempre più attiva nei settori della sanità, della terza età, dell’infanzia e del contrasto alla povertà.

Venerdì 15 novembre alle 17,30, al Conservatorio Giuseppe Verdi (Piazza Bodoni 6, Torino), Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, e Lodovico Passerin d’Entrèves, Presidente della Fondazione Specchio, illustreranno attività e progetti, dando voce i protagonisti delle “Mille Storie di Specchio dei tempi” che riflettono una Torino generosa e propositiva.

Per partecipare è NECESSARIO registrarsi al tel. 0115629708 o alla mail specchiodeitempi@agenziauno.com

alla scoperta di un artista cuneese

Lunedì 11 novembre 2019, ore 18

Matteo Olivero. La formazione, i temi, la fortuna

Presentazione del volume curato da

Antonio Musiari

Edizioni Centro Studi Piemontesi-Albertina Press

Con il curatore intervengono

Edoardo Di Mauro

e il Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti

Paola Gribaudo

Matteo Olivero, Veduta di Cuneo con figura, collezione privata (foto Paolo Robino)

Personalità complessa, al cui fascino contribuirono le origini occitane e i viaggi, Matteo Olivero (Acceglio 1879-Saluzzo 1932) ritrova in questo volume aspetti della biografia e dell’opera rimasti in ombra. Anzitutto, si riscoprono la formazione dal 1896 in Accademia Albertina e, dal 1902, la vita di bohème a Torino che fecero maturare un precoce talento. Nel 1905, Olivero si trasferì a Saluzzo anche in polemica con la competizione tra artisti nella città sabauda, mal camuffata da istanze socialisteggianti. Dapprima in difficile equilibrio tra la provincia e l’orizzonte internazionale cui lo traeva anche l’amicizia con Giuseppe Pellizza da Volpedo e Alexis Mérodack-Jeaneau, il pittore visse poi tra entusiasmo e scoraggiamento. A sostenerlo provvidero, accanto alla madre Lucia, committenti spesso divenuti confidenti, tra cui Alice Galimberti Schanzer e quindi Luigi Burgo. A Saluzzo, le Collezioni Civiche, la Pinacoteca Matteo Olivero e il Fondo Olivero nell’Archivio Storico hanno suggerito contributi sulla costituzione di un tale patrimonio di testimonianze visive e scritte intorno all’artista che nella città d’elezione spirò anzitempo. A Cuneo, il Museo Casa Galimberti e il lascito di Ermete Revelli confluito nella Fondazione intitolata a suo figlio Nuto hanno riaperto l’esplorazione della rete di rapporti intrecciata da Olivero, incluso il dialogo con il pioniere della demoetnoantropologia Euclide Milano. L’attenzione ai documenti si accosta in questa ricerca polifonica alla lettura della produzione di Olivero per temi, nell’intento sia di valorizzare zone riposte come il senso del sacro, sia di meglio individuare la cifra dei ritratti e degli autoritratti. Olivero amò e infinite volte raffigurò il paesaggio alpino: in Val Varaita e nella Val Maira che gli diede i natali sono stati condotti raffronti tra dipinti e vedute, ritrovando i punti di vista e precisando così soggetti e titoli fin qui confusi o inesatti. Anche grazie a questo tesoro di immagini e informazioni ricavate sul campo, l’omaggio a colui che – tra tante maschere – volle presentarsi come semplice figlio della montagna vale da auspicio per la continuazione degli studi al suo riguardo.

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

tecnologia e cultura umanistica in dialogo

Al Palazzo dell’Arsenale, dopo i saluti di Salvatore Cuoci (Comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito) e di Alberto Sinigaglia (Presidente della Fondazione Burzio), ne parleranno Vittorio Marchis, Giuseppe Lupo, Claudio Marazzini.

Per partecipare al convegno è INDISPENSABILE dare la propria adesione al tel. 011/56032096 entro il 6 novembre

Scarica il programma degli interventi

residenze reali a un secolo dalla dismissione

Nel 1919 Vittorio Emanuele III sancì la consegna di una parte dei beni della Corona al Demanio dello Stato, una legge che stabiliva il “riordinamento del patrimonio artistico nazionale “e istituiva un Sottosegretariato di Stato per le antichità e le belle arti. Il convegno si propone di mettere a fuoco gli sviluppi del passaggio alla Stato delle residenze reali di Monza, Milano, Genova, Caserta,con i loro patrimonio di arredi e collezioni, e la conseguente riflessione sul il ruolo e le forme dei musei.

Nell’ambito del progetto “Residenze Reali, dismissioni, musei 1919-2019” realizzato dal Centro Studi delle Residenze Sabaude di Venaria con l’Università degli studi di Torino e dal Centro documentazione Residenze Reali Lombarde con il Politecnico di Milano è stato organizzato un convegno sul tema “Residenze storiche e patrimonio culturale“, il 13 novembre al Centro Conservazione e Restauro della Reggia di Venaria e il 14 novembre al Palazzo Reale di Milano.

Mercoledì 13 novembre, h. 9,30. Reggia di Venaria, Aula Magna del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”. Scarica il programma

Giovedì 14 novembre, h. 14 – Palazzo Reale di Milano, Sala Conferenze Scarica il programma

piero gobetti oggi visto da bruno quaranta e pietro polito

Lunedì 4 novembre 2019 ore 18

Bruno Quaranta dialoga con Pietro Polito

autore del libro

L’eresia di Piero Gobetti

Raineri Vivaldelli editore

In collaborazione con il Centro Studi Piero Gobetti

L’autore raccoglie nel volume gli studi gobettiani compiuti negli anni Duemila, riletti, aggiornati e in parte riscritti.  Il filo conduttore che li riunisce e li lega tra loro è l’eresia, se così si può dire, applicata all’illuminismo, alla democrazia, all’eredità del Risorgimento e alla storia d’Italia, al meridionalismo, all’amicizia, alla politica e alla cultura. L’eresia viene proposta gobettianamente come una risorsa per l’oggi.

Trovi la conferenza sul Canale You Tube del Centro Studi Piemontesi

Al Centro Studi Piemontesi libri e scritti autografi del Principe Eugenio

Se il primo semestre del 2019 ha segnato per il Centro Studi Piemontesi alcune tappe importanti di un anno speciale per il primo cinquantenario di fondazione,

lunedì 28 ottobre alle ore 18

si apre la stagione autunnale con la “cerimonia di donazione” al Centro Studi Piemontesi dei volumi della Biblioteca del Principe Eugenio da parte del Presidente Giuseppe Pichetto: “Del Principe Eugenio”. Libri e scritti autografi del principe Eugenio dalla Collezione privata di Giuseppe Pichetto, in dono alla Biblioteca del Centro Studi Piemontesi.

Con Giuseppe Pichetto interviene Clelia Arnaldi di Balme Conservatore arte antica – Palazzo Madama. Museo Civico d’Arte Antica.

Libri, carte appartenuti al Principe Eugenio di Savoia donati da Giuseppe Pichetto vanno ad arricchire la Biblioteca del Centro Studi Piemontesi, già catalizzatrice d’ importanti donazioni, collocati in una teca appositamente costruita per la conservazione e la fruizione: “nella consapevolezza che ogni cittadino possa affiancare le Istituzioni pubbliche e private nella diffusione delle molte valenze della cultura”. Proprio con il titolo “Del Principe Eugenio”, le opere sono state esposte alla mostra Piemonte, bonnes nouvelles. Testimonianze di storia sabauda nei fondi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino nel 600° anniversario del Ducato di Savoia, allestita fino al 10 gennaio 2017 alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. Si tratta di quattro volumi, il testamento della erede di Eugenio, Vittoria di Savoia Saxehilburghausen e due lettere autografe del Principe Eugenio. Per questi preziosi tasselli di storia e di cultura, Giuseppe Pichetto aveva “inventato” la categoria dei libri “genetici”: Eugenio li ha scelti, acquistati, fatti rilegare da Stefano Boyet, posseduti, letti, usati. Hanno, per così dire, la sua impronta, il suo profumo, forse il Suo DNA è ancora rilevabile grazie alla perfetta conservazione in splendide biblioteche (uno dei volumi proviene dalla Biblioteca di Hans Fürstenberg). Rarissimi, se ne sono conservati soltanto una novantina dalla Sua Biblioteca di 16.000 volumi, dismessi e salvati perché doppi, donati al bibliotecario, timbrati “Duplo. Biblioteca Vindobonae”.

Ascolta la conferenza

Gli altri appuntamenti in Via Revel 15 alle 18 proseguiranno fino a dicembre, e come sempre si concluderanno con la tradizionale mostra Un libro per Natale, accompagnata dall’esposizione di “Vecchie réclame. Schegge d’antan d’economia piemontese: oggetti e immagini”.

Il calendario dei prossimi Lunedì:

4 novembre: Bruno Quaranta dialoga con Pietro Polito autore del volume “L’eresia di Piero Gobetti”, in collaborazione con il Centro Studi Piero Gobetti. 11 novembre : Matteo Olivero. La formazione, i temi, la fortuna”, presentazione del catalogo della mostra,curata da Antonio Musiari, Edizioni Centro Studi Piemontesi-Albertina Press. Con il curatore interviene Paola Gribaudo,PresidenteAccademia Albertina di Belle Arti di Torino. 18 novembre, presentazione dei due volumi di “Storia delle valli di Susa”, intervengono Silvia Giorcelli Bersani,  Andrea Maria Ludovici,  Piero Del Vecchio e Dario Vota curatori del progetto editorialeper le Edizioni Il Graffio di Borgone Susa. 25 novembre: incontro con Alessandro Macchi, Autore del volume “Desmè. L’esperienza di un ingegnere di grandi opere e lo sviluppo infrastrutturale italiano”, Edizioni Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis 2019.  2 dicembre:presentazione del volume “Ponti a Torino Costruzioni e costruzione della città” di Luciano Re, con l’Autore interviene Costanza Roggero Bardelli, Edizioni Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis 2019.

Tutte le conferenze sono visibili sul canale You Tube del Centro Studi Piemontesi

Profumi d’autunno a Buttigliera

Sabato 26 ottobre a Buttigliera Alta l’Associazione Tutela e Valorizzazione Baratuciat e Vitigni minori organizza una giornata per il recupero del patrimonio ampelografico dei territori della Collina Morenica, 8 ettari di vigne tra Almese, Avigliana, Buttigliera, Caprie, Condove, Giaveno, Reano, Rivoli, Rubiana, Sant’Ambrogio, Trana, Villarbasse, Villardora.

Il programma prevede alle 16,30 un “simposio storico” con i contributi di Maria Teresa Reineri, che commenterà antichi documenti che testimoniano la presenza della coltura della vita sulle terre moreniche, di Anna Schneider e Giuliano Bosio, che illustreranno le caratteristiche del vitigno Baratuciat, di Rosa Rubino, Gustavo Mola di Nomaglio, che parleranno dei legami, storici e vinicoli, che uniscono Piemonte e Sicilia. Infinr Diego Maggio e Massimiliano Barbera accompagneranno alla scoperta della Sicilia del vino, in particolare il Marsala.

La degustazione dei vini sarà accompagnata dalle “memorie gastronomiche” dello chef Emanuele Russo delle Lumie di Marsala e di Marco Giaccone di Pane Madre di Buttigliera.

Pietro Canonica tra Moncalieri e ROma

SGUARDI SU MONCALIERI Incontri per una Storia di Moncalieri

Riprende il cammino attraverso la storia e le storie di Moncalieri e del suo territorio, tramite incontri frutto di una proficua collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura della Città di Moncalieri, la Biblioteca civica “A. Arduino” e il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis di Torino. Per aprire nuovi “Sguardi”, volti ad approfondire i temi legati all’identità territoriale, nella consapevolezza che è importante il riferimento alle comuni radici per rinsaldare il senso di appartenenza e di radicamento alla comunità. E questo vale per tutti, per i moncalieresi d’antan, ma anche per tutti coloro che qui sono venuti a vivere in anni più recenti. Avere poi lo sguardo aperto al territorio è la condizione naturale di un luogo crocevia di cultura e di culture, capace di creare sinergie come Moncalieri si è dimostrata attraverso i suoi secoli di storia.

Mercoledì 23 ottobre 2019 ore 17,30

Biblioteca civica “A. Arduino” – Via Cavour, 31 Moncalieri

Saluto dell’Assessore alla Cultura Città di Moncalieri Laura Pompeo

Conferenza di Walter Canavesio

Lo scultore Pietro Canonica a 150 anni dalla nascita (Moncalieri 1869-Roma 1959)

Pietro Canonica (Moncalieri, 1° marzo 1869-Roma, 8 giugno 1959). Allievo dello scultore Odoardo Tabacchi, iniziò presto la sua attività artistica perseguendo un ideale di classicità quasi mai toccato dalle influenze delle mode che si sono succedute nei decenni tra Otto e Novecento. Abile ritrattista, fu particolarmente apprezzato dalla nobiltà e dall’alta borghesia europea; a lui furono affidate grandi imprese scultoree, come i monumenti celebrativi per lo zar in Russia e per Kemal Ataturk in Turchia. La sua personalità artistica si sviluppò in varie sedi italiane, e trovò un approdo finale nel museo a lui dedicato nel parco di Villa Borghese a Roma. Fu anche stimato compositore musicale.

Canonica (primo a destra) a Roma, con Giuseppe Pella, il poeta Pinin Pacòt e Renzo Gandolfo. Sopra un ritratto giovanile.




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Coordinamento Albina Malerba