Un saluto commosso e grato a Gian savino Pene vidari

Un saluto commosso e grato al Professor Gian Savino Pene Vidari

Con grande tristezza informiamo Soci e estimatori del Centro Studi Piemontesi che il professor Gian Savino Pene Vidari ieri, 17 novembre 2020, si è spento ad Aosta colpito da ictus.
Storico del diritto medievale e moderno, professore emerito dell’Università di Torino, presidente della Deputazione subalpina di Storia patria, membro dell’Accademia delle Scienze di Torino,
studioso attivissimo con profondi legami con le facoltà giuridiche di Nizza, Parigi-Sorbonne e Svizzere, Pene Vidari era membro del Consiglio direttivo del Centro Studi Piemontesi.
Amico del nostro fondatore Renzo Gandolfo, che ne apprezzava la serietà e la cultura, entrò trentacinquenne a far parte del nostro Comitato Scientifico di cui assunse in seguito la Presidenza, continuando la sua lunga collaborazione con la rivista «Studi Piemontesi» (fino al numero 2, 2020 in stampa) ove di lui sono pubblicati molti saggi e studi inediti e acute recensioni.

Il museo Egizio e Leonetto Ottolenghi

“Dalle Alpi alle Piramidi. Piccole storie di piemontesi illustri” un Progetto del Museo Egizio in collaborazione col Centro Studi Piemontesi e il patrocinio della Regione Piemonte

Oggi la puntata è dedicata ad Asti e a Leonetto Ottolenghi. Esponente di una delle più famose e influenti famiglie della città, fu un illustre mecenate e un raffinato collezionista.

Ogni martedì fino a dicembre un nuovo episodio

Il Repertorio Etimologico Piemontese

an flanand tra le pagine del Catalogo storico del Centro Studi Piemontesi

Repertorio Etimologico Piemontese – REP

Direzione scientifica di ANNA CORNAGLIOTTI, Università di Torino
Redattori: LUCA BELLONE, ANNA CERUTTI GARLANDA, ANNA CORNAGLIOTTI, MARISA FALCONI, LAURA
PARNIGONI, GIOVANNI RONCO, CONSOLINA VIGLIERO
Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2015. Pagg. CLXXXII-814 (2015)

Dopo quindici anni di lavoro di una équipe di studiosi sotto la direzione scientifica di Anna Cornagliotti, è uscito il monumentale Repertorio Etimologico Piemontese – REP: un “vocabolario” di grande formato di oltre 1.000 pagine che documenta la storia delle parole piemontesi dalla loro prima attestazione, con la ricerca dell’etimo, la registrazione delle varianti fonetiche e morfologiche e l’indicazione dei significati registrati fino a oggi. Due gli obiettivi dell’opera: “fornire uno strumento di facile consultazione per un pubblico non specialistico e, allo stesso tempo, permettere allo studioso di trovare tutte quelle indicazioni che qualificano l’opera come un serio contributo scientifico”.
Un’opera presente in tutte le più importanti Università e Biblioteche del mondo, che non dovrebbe mancare in ogni casa del Piemonte.

Il Museo Egizio e Carlo Vidua

“Dalle Alpi alle Piramidi. Piccole storie di piemontesi illustri” un Progetto del Museo Egizio in collaborazione col Centro Studi Piemontesi e il patrocinio della Regione Piemonte

Oggi la puntata è dedicata ad Alessandria e a Carlo Vidua. Il conte, originario di Casale Monferrato, fu uno dei più intrepidi viaggiatori dell’Ottocento! Grazie alla sua opera di persuasione, il re Carlo Felice di Savoia si assicurò la collezione che costituì il nucleo fondante del Museo Egizio.

Ogni martedì fino a dicembre un nuovo episodio

Il COnte Verde a Palazzo REale

La campagna “Il Grande Assente”, promossa dal Rotary Club Torino Palazzo Reale, a conclusione di un’importante collaborazione tra i Musei Reali e i giovani Talenti per il Fundraising della Fondazione CRT è nata per recuperare il quarto e ultimo dipinto della serie di tele a soggetto storico esposte nella Galleria della Sindone che, come molti altri capolavori di Palazzo Reale, nel 1997 ha subito gravi danni a causa dell’incendio della Cappella della Sindone: l’acqua di spegnimento ha ridotto la tensione della tela, compromettendo parte della pellicola pittorica.

Obiettivo della campagna è ricollocare lungo il percorso di visita di Palazzo Reale, nella Galleria della Sindone, il grande dipinto Amedeo VI presenta a Urbano V il patriarca di Costantinopoli, realizzato dal livornese Tommaso Gazzarrini e commissionato dal re Carlo Alberto per celebrare le gesta del celebre antenato, il Conte Verde.

storia della letteratura in piemontese

An flanand tra le pagine del
Catalogo storico delle edizioni del Centro Studi Piemontesi

Tre libri per conoscere la lingua piemontese e la sua lunga e ricca tradizione letteraria testimoniata da opere notevoli di prosa teatro e poesia

Prezzi speciali per Natale e spedizione gratuita. Scrivi a info@studipiemontesi.it

Storia della Letteratura in Piemontese

Tre volumi di storia e antologia della letteratura piemontese. Il primo volume, il Profilo di storia della letteratura in piemontese, è un panorama completo che si ferma al 1927; gli altri volumi dell’antologia vanno, il primo, Dalle origini al Settecento, ossia fino a Edoardo Ignazio Calvo, il poeta civile del Piemonte che si allinea all’ “imminente Risorgimento”; il secondo, L’Ottocento, con l’esperienza del “Parnas Piemontèis”, il passaggio fondamentale del Teatro di Toselli, le figure dominanti di Norberto Rosa e Angelo Brofferio.

Gianrenzo P. Clivio
Profilo di storia della letteratura in piemontese
Pagg. 507, 56 ill. a colori (2002)

La Letteratura in Piemontese. Raccolta antologica di testi. Dalle Origini al Settecento
A cura di GIULIANO GASCA QUEIRAZZA, GIANRENZO P. CLIVIO, DARIO PASERO
Pagg. 540 (2003)

La Letteratura in Piemontese. Raccolta antologica di testi. Dalla stagione giacobina alla fine dell’Ottocento
A cura di GIANRENZO P. CLIVIO, DARIO PASERO
Pagg. 650 (2004)

il Museo Egizio si racconta in piemontese

Il Museo Egizio si racconta in piemontese
Otto le clip del progetto
“Dalle Alpi alle Piramidi. Piccole storie di piemontesi illustri”

realizzate in collaborazione col Centro Studi Piemontesi
e patrocinate dalla Regione Piemonte

Il cammino di riscoperta delle proprie radici intrapreso dal Museo Egizio in vista della celebrazione dei suoi 200 anni di vita nel 2024, avviato nell’autunno scorso con il riallestimento delle cosiddette “sale storiche” dedicate alla genesi della collezione egittologica torinese, vive oggi una nuova e inedita tappa. Un’operazione culturale il cui protagonista è la “lingua” della Torino dell’800, il tempo in cui l’istituzione vide la luce: il piemontese è infatti stato scelto come strumento per un viaggio narrativo sul filo della memoria che racconta la storia del Museo Egizio e dei personaggi che l’hanno reso grande. Nascono così le otto clip del progetto “Dalle Alpi alle Piramidi. Piccole storie di piemontesi illustri” che, nel vero senso della parola, ridà voce, con la parlata del loro tempo (con sottotitoli in italiano), ad alcune delle più autorevoli figure del passato del Museo, ciascuna legata a una provincia della nostra regione. Sarà quindi possibile ascoltare in perfetto piemontese le vicende di Bernardino Drovetti nel video dedicato alla provincia di Torino, quelle del casalese Carlo Vidua per la provincia di Alessandria, conoscere l’astigiano Leonetto Ottolenghi, il biellese Ernesto Schiaparelli, per la provincia di Cuneo il monregalese Giulio Cordero di San Quintino, per quella di Novara Stefano Molli, natio di Borgomanero, mentre la provincia di Vercelli sarà rappresentata da Virginio Rosa e quella del Verbano Cusio Ossola da Giuseppe Botti. Nel corso dei mesi di novembre e dicembre, ogni martedì con cadenza settimanale, i canali social del Museo Egizio proporranno otto storie esclusive, offrendo al pubblico, con la collaborazione del Centro Studi Piemontesi/Ca dë Studi Piemontèis, non soltanto l’opportunità di riscoprire la lingua piemontese quale patrimonio linguistico accessibile, ridando vigore e dignità alla cultura regionale, studiata e vissuta in chiave europea e internazionale, ma anche l’occasione per dare un volto ai protagonisti di grandi imprese e guardare da una nuova prospettiva al legame fra il Piemonte e l’antico Egitto.

“Dalle Alpi alle Piramidi. Piccole storie di piemontesi illustri”
3 novembre CUNEO e Giulio Cordero di San Quintino. Lo studioso che trasferisce e ordina la collezione a Torino
10 novembre ALESSANDRIA e Carlo Vidua. L’intellettuale viaggiatore che suggerisce l’acquisto al re.
17 novembre ASTI e Leonetto Ottolenghi. Quando il collezionismo si traduce in un patrimonio della collettività.
24 novembre BIELLA ed Ernesto Schiaparelli. La straordinaria scoperta della tomba intatta di Kha e Merit
1° dicembre NOVARA e Stefano Molli. L’architetto che servì la causa dell’egittologia italiana.
8 dicembre VERCELLI e Virginio Rosa. La passione per l’antico Egitto che rende immortali.
15 dicembre Il VERBANO CUSIO OSSOLA e Giuseppe Botti. Il primo demotista dell’egittologia italiana.
22 dicembre TORINO e Bernardino Drovetti. L’avventuroso diplomatico che raccolse la collezione di antichità egizie.

Vedi il trailer del Progetto al link: https://youtu.be/hvyme15OX6U

E la prima clip, Provincia di Cuneo: https://youtu.be/zZ7tz7Ad9sk