Riservato ai Soci:

Ricordiamo ai Soci che  martedì 16 aprile 2019 alle ore 18,00  è convocata l’Assemblea annuale ordinaria del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis con il seguente o.d.g.:
  1. Relazione del Consiglio Direttivo sull’attività sociale dell’anno 2018 e previsioni per la gestione del 2019
  2. Conto consuntivo della gestione 2018; relazione dei Revisori dei conti e delibere relative; Bilancio Preventivo 2019
  3. Votazione per il rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2019-2021
  4. Varie ed eventuali

All’Assemblea hanno diritto di intervenire tutti i Soci in regola con la quota sociale

Inaugurazione dell’Archivio del Centro Studi Piemontesi

lunedì 15 aprile alle ore 18

inauguriamo

l’Archivio istituzionale

del  Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis 1969-2019

primo atto delle iniziative pensate per il 50° di Fondazione

Intervengono

Daniela Caffaratto Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Piemonte e della Valle d’Aosta

Andrea Ludovici Archivista

Giuseppe Pichetto Presidente Centro Studi Piemontesi

Albina Malerba Direttore Centro Studi Piemontesi

Qui il video della conferenza di inaugurazione dell’Archivio

 

Come sapete il 2019 segna per il Centro Studi Piemontesi i 50 anni di attività e di presenza nel panorama culturale e editoriale del Piemonte e degli antichi Stati Sabaudi con ampi riconoscimenti internazionali. Per «festeggiare» l’importante traguardo l’associazione ha messo in campo una serie di iniziative, tra cui la più significativa l’intervento di Schedatura, riordino e inventariazione dell’Archivio, conservato in via Revel 15.  Consapevole della singolare importanza del suo patrimonio documentario, il 15 aprile 2019 inaugura la prima tappa del lavoro: l’Archivio Istituzionale, sistemato e consultabile nella sala Agar Pogliano appositamente allestita presso la sede sociale. L’iniziativa, ricompresa in un più ampio progetto integrato di conservazione, tutela e valorizzazione esteso a tutti i fondi archivistici custoditi dall’Associazione, consente oggi, e consentirà un domani, il confronto con un corpus di carte di sicura rilevanza per il Piemonte, e non solo, rimasto sinora quasi del tutto inedito. Il riordino e l’inventariazione dei documenti sono stati condotti secondo gli standard stabiliti dalla normativa vigente in materia e in ottemperanza alle indicazioni formulate dalla competente Soprintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta. L’Archivio Istituzionale del Centro Studi Piemontesi è stato organizzato dall’archivista Andrea Ludovici in due sezioni, denominate rispettivamente “Amministrazione” e “Attività culturali”. Nella prima la priorità è stata data alle attestazioni inerenti l’istituzione e la prima organizzazione dell’Associazione, per poi passare agli atti prodotti dai diversi organi sociali, all’attività promossa da Renzo Gandolfo e dai Fondatori, dalla Presidenza, dalla Direzione e dall’ufficio di Segreteria (documentata in modo precipuo da una nutrita corrispondenza con Soci, Sostenitori, Collaboratori, studiosi italiani e stranieri, illustri protagonisti della vita culturale e economica di questi 50 anni), alla gestione del personale, della contabilità, del patrimonio immobiliare e, da ultimo, ai riconoscimenti ricevuti da Enti pubblici e Società culturali in genere. La seconda sezione dell’Archivio, invece, è stata riservata alle attività promosse nei campi dell’editoria, della rivista “Studi Piemontesi”, della promozione e valorizzazione della lingua e cultura piemontesi, della conservazione di fonti inedite afferenti alla civiltà e alla storia subalpina conferite all’Associazione tramite donazioni da parte di privati. Un archivio che non rappresenta soltanto l’istituto ma in generale un cinquantennio di vita culturale dell’intero Piemonte.

Pierangelo Gentile sullo Statuto Albertino

Per il ciclo di conferenze

Dalla salita al trono alla concessione dello Statuto. Carlo Alberto riformatore, collezionista e committente 

organizzato dai Musei Reali Torino con gli Amici del Museo di Antichità, gli Amici della Galleria Sabauda, gli Amici di Palazzo Reale e il Centro Studi Piemontesi,

 alla sala conferenze del Museo di Antichità (corso Regina Margherita 105, Torino),

 

giovedì 11 aprile 2019  alle  17,30

interviene Pierangelo Gentile

 “Il faut la donner, non se laisser imposer”. Carlo Alberto e la tormentata concessione dello Statuto

Salito al trono nel 1831, Carlo Alberto ebbe tra i primi obiettivi di un’intensa politica culturale la trasformazione della capitale sabauda in un centro artistico di richiamo europeo, in grado di rivaleggiare con le altre grandi città d’arte della penisola italiana. Con l’organizzazione della Regia Pinacoteca e l’istituzione della Deputazione di Storia Patria, dell’Armeria Reale e della Società Promotrice di Belle Arti, egli intese autocelebrare il mecenatismo dei Savoia in una prospettiva prevalentemente nazionale, diffondendo il mito della coincidenza tra storia sabauda e storia d’Italia. Il nuovo sovrano mirava infatti a costruire una politica del consenso attraverso la glorificazione e la “nazionalizzazione” della dinastia, che investì anche le opere pubbliche. Ma il regno di Carlo Alberto (1831-1849) lasciò in eredità anche un’altra opera fondamentale: lo Statuto che porta il suo nome.

Giorgio Bàrberi Squarotti critico

  Nei giorni 11 e 12 aprile 2019  si terrà il convegno  di studi “La declamazione onesta. L’attività critica di Giorgio Bàrberi Squarotti”, organizzato dl Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino e dal Centro Studi “Guido Gozzano – Cesare Pavese”

Le sessioni di studio saranno Lunedì 11, dalle ore 15, a Palazzo Nuovo e Martedì 12 dalle 9 in poi al Palazzo del Rettorato di via Po 15 a Torino.

Scarica il programma

Per informazioni: valter.boggione@unito.it

Un carteggio risorgimentale tra romanticismo e storia

Martedì 9 aprile ore 17

Auditorium Vivaldi

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

piazza Carlo Alberto 5/a

Presentazione del volume

  Cara Adele, caro Sigismondo 

Millerose fu cominciamento di un sogno… 

Carteggio Savio-Castromediano (1859-1905)

a cura di Maria Alessandra Marcellan

Galatina (Lecce), Mario Congedo Editore

Le oltre 500 lettere accolte nel volume Cara Adele, caro Sigismondo. Millerose fu cominciamento di un sogno…, a cura di Maria Alessandra Marcellan, narrano una storia che si intreccia tra l’incanto di migliaia di rose della villa torinese dei Savio (Millerose, oggi IPLA) e il fascino del palazzo ducale dei Castromediano di Lymburg di Cavallino (Lecce). Il verde dei pascoli alpini e il candore delle vette innevate si incontrano con il cielo “non solo di fuoco, ma di bronzo” del Salento: geografia fisica e, soprattutto, geografia di due anime mosse da ideali e sentimenti comuni di libertà, di affetto e di patria. Il carteggio racconta di due mondi, di due culture, di viaggi, di problemi della quotidianità, di incontri con uomini e donne illustri e con persone semplici, e di luoghi che fanno da sfondo alla Storia del Risorgimento Italiano, dal Piemonte al Mezzogiorno d’Italia.

Ne parlano con la curatrice  Franco Cravarezza,  Gustavo Mola di Nomaglio, Rosanna Roccia
Saluti di  Igor Boni, amministratore delegato IPLA

Eccezionalmente in esposizione una scelta delle porcellane di Dome Cravarezza

Info:   info@studipiemontesi.it –  info@abnut.it – Tel. 011/537486

Federigo Sclopis al Filatoio di Caraglio

In occasione della riapertura del Filatoio di Caraglio dopo la pausa invernale, la Fondazione Filatoio Rosso  vi aspetta con una mostra particolare, presentata da Vittorio Sgarbi.

Amarcord piemontese

Emozioni e incantesimi nell’opera di Federigo Sclopis

a cura di Ivana Mulatero

Inaugurazione  Domenica 14 aprile 2019 alle ore 17

al Filatoio di Caraglio 

Via Giacomo Matteotti 40, Caraglio (Cuneo)

 

 

Per chi parte da Torino, è possibile usufruire di un autobus a pagamento in partenza  alle ore 14.30  davanti al Circolo della Stampa (Corso Stati Uniti 27). Rientro da Caraglio alle 19.30- 20 , arrivo a Torino alle 21.30 ca.  Prenotazione autobus  ENTRO IL 10 APRILE alla mail andreinadagliano@hotmail.com 

Cristoforo Colombo dal Piemonte al Nuovo Mondo

Lunedì 8 aprile 2019 ore 18

Giorgio Casartelli Colombo di Cuccaro
Gustavo Mola di Nomaglio
Gian Savino Pene Vidari

conversano su

Cristoforo Colombo dal Piemonte alla Liguria  alla Penisola Iberica verso il Nuovo Mondo

 

Per la presentazione del volume degli Atti del III Congresso Internazionale Colombiano nel 525° anniversario della scoperta dell’America, tenutosi a Torino il 12 e 13 ottobre 2017.

Con i contributi di: Giorgio Casartelli Colombo di Cuccaro,  Gustavo Mola di Nomaglio, Carlo Tibaldeschi, Guido Gay di Quarti, Mario Traxino, Costanza Orsi, Edoardo Garis, Joseph. A. Levi, Gianfranco Ribaldone, Giorgio Bazzurro, Massimo Carcione, Gabriele Reina, Filippo De Nobili, Claudia Ghiraldello, Gian Luigi Bovio della Torre, Angelica Valentinetti Mendi

Edizione Associazione Centro Studi Colombiani Monferrini (CE.S.CO.M.) con la collaborazione del Centro Studi Piemontesi

Ascolta la conferenza sul canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Il mondo di Piera Oppezzo, poetessa tra Torino e Milano: un film

Archivio nazionale cinematografico della Resistenza
e Centro Studi Piemontesi

presentano

Giovedì 4 aprile 2019 ore 18 

al Polo del ‘900   (Corso Valdocco 4A, Torino)

IL MONDO IN UNA STANZA

PIERA OPPEZZO POETA

di Luciano Martinengo, 2018, 54 min.
in sala saranno presenti  il regista e Bruno Gambarotta

 

Il mondo in una stanza ha come protagonista Piera Oppezzo una delle voci più innovative della poesia italiana del secondo Novecento e disegna un percorso alla ricerca della misteriosa poetessa. Aveva fortemente incuriosito Guido Davico Bonino, Italo Calvino e Giulio Einaudi che decisero di pubblicarla nella prestigiosa collana bianca Einaudi di poesia. Nata a Torino nel 1934, verso la metà degli anni Sessanta Piera si spostò a Milano dove visse fino alla morte: qui, il suo orizzonte si allargò ai temi politici e al femminismo. Per sua stessa ammissione, il decennio 1968-1978 fu il periodo più intenso della sua vita, quando il fervore delle speranze e la passione di tutta una generazione le fecero intravvedere la possibilità di conciliare vita e scrittura. Foto d’epoca e spezzoni di filmati fanno da contrappunto alle immagini moderne di Torino e di Milano dove i protagonisti vanno alla ricerca dei luoghi e delle atmosfere in cui Piera Oppezzo aveva vissuto. Ma il suo mistero non ha soluzioni né aperture: solo la sua scrittura parla alludendo a un rovello interiore, fitto di domande e consapevolmente senza risposta. Fra le persone intervistate: Bruno Gambarotta, Giancarlo Majorino, Maria Martinotti, Giulia Niccolai, Laura Lepetit, Giovanni Tesio, Michelangelo Coviello, Paola Redaelli.

Per informazioni: Archivio nazionale cinematografico della Resistenza via del Carmine 13, Torino – 011 4380111 – info@ancr.to.it

Piera Oppezzo, nata a Torino il 2 agosto 1934, è vissuta a Milano dal 1966. Ha lavorato come sarta, commessa, dattilografa, collaboratrice editoriale (Einaudi, Rai, Feltrinelli, Guanda, SE). Nel 1966 una sua raccolta di poesie (L‘Uomo qui Presente) è stata pubblicata nella collana Bianca di poesia dell’Einaudi. Vicina alla politica extraparlamentare negli anni Sessanta, ha poi partecipato a un gruppo di autocoscienza femminista. A metà degli anni Settanta ha organizzato con altre donne il collettivo Pentole e fornelli girando l’Italia con uno spettacolo di canzoni e testi vari. E’ morta in solitudine il 19 dicembre 2009 nell’Eremo di Miazzina, sul lago Maggiore. Voce solitaria e unica nel panorama della poesia italiana contemporanea, Piera Oppezzo interessò e affascinò autorevoli personalità della cultura, da Giulio Einaudi a Enzo Siciliano, da Giovanni Raboni a Giancarlo Majorino, forzando a limiti estremi la sua personale ricerca linguistica.

Romanzi:  Minuto per minuto (La Tartaruga, 1978). Premio Mondello Opera prima narrativa (1979);  A note legate  (Corpo 10, 1991).

Raccolte di poesie: L’uomo qui presente  (Einaudi, 1966); 1967 sì a una reale interruzione (Geiger, 1976); Le strade di Melanchta  (Editrice Nuovi autori, 1987); Andare qui (Manni, 2003).

Altre poesie e racconti inclusi in antologie: Donne in poesia , a cura di Biancamaria Frabotta e Maria Pia Quintavalla (Savelli 1976); Contemporary italian women poets  (Italica Press. New York 2001);Italian poetry 1960-1980 (Invisible City, San Francisco,  1982); Versi d’amore (Corbo e Fiore – Venezia, 1982); The defiant muse  Italian feminist poems from the Middle Ages to the present  (The Feminist Press, N.Y. 1986) Racconta  (La Tartaruga, 1989); The quality of light (Serpent’s Tail, New York, London, 1993); Poesia contro guerra  (Edizioni Punto rosso, 1996); Voci di questi anni  (Marocchino Blu, 2003).

Luciano Martinengo, nato a Torino, è vissuto molti anni in Canada, dove si è laureato, e Stati Uniti, prima di trasferirsi a Milano dove vive.  E’ autore di documentari autoprodotti sull’emigrazione italiana in Canada, le comuni e la controcultura USA, Méliès. In Italia ha prodotto e diretto programmi Rai sulle scuole dell’infanzia a Bologna, archeologia e  musica; partecipato alle ricerche e all’organizzazione di alcuni programmi di  musica etnica per Talam-Televisione Svizzera; diretto la serie di 50  Città del Mondo (vhs-dvd di De Agostini); diretto e montato una serie di documentari basati su Attraverso l’Italia del Touring Club.  Fondato e diretto la scuola di cinema Albedo di Milano finanziata dal Fondo Sociale Europeo. Tradotto l’antologia poetica Garzanti di P.P. Pasolini in inglese con Norman MacAfee (pubblicata da Random House, New York). Pubblicato per Interlinea l’antologia poetica di Piera Oppezzo (Una lucida disperazione). Prodotto e diretto il documentario Il mondo in una stanza su Piera Oppezzo poeta.

Cavalli per Sua Maestà dalla Sardegna al continente

Lunedì 1° aprile 2019 ore 18

conferenza di

Elisabetta Deriu

Université de Paris-Est Créteil

“In nave per conto di Sua Maestà”

L’invio di cavalli per il servizio del Regno di Sardegna tra l’Isola e il Continente (XVIII-XIX secolo)

Tra il XVIII e il XIX secolo, la Sardegna è al cuore degli scambi che permettono ai Savoia di ottenere i cavalli necessari al loro servizio, per le attività militari, l’allevamento e il dono. Grazie ai decreti, carteggi, mémoires, e resoconti custoditi nel fondo Segreteria di Stato e di Guerra dell’Archivio di Stato di Cagliari è possibile studiare i preparativi e i percorsi dei preziosi quadrupedi che, provenienti da vari paesi, percorrono le vie di terra e di mare che separano l’Isola dal Continente.

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi