Sabato 7 settembre, alle 17,30

al Castello dei Marchesi Alfieri di San Martino Alfieri

presentazione del libro

Li Huomini de Sancto Martino e li Signori di esso luoco

Con i curatori Adolfo e Wilma Sacco interverrà Barbara Molina dell’Archivio Storico del Comune di Asti

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis augura un buon rientro a Soci e Amici. La sede è regolarmente aperta con il consueto orario: 9-13/ 14, 30-18 da lunedì a giovedì; 9-14 il venerdì.

E’ uscito il primo fascicolo 2019 di “Studi Piemontesi”: chi non l’avesse ancora ricevuto può ritirarlo in sede negli orari sopra indicati, così come il X volume dell’Epistolario di Massimo d’Azeglio.

A causa di alcuni lavori di ristrutturazione della sede la Biblioteca è consultabile su appuntamento e alcuni fondi non sono al momento utilizzabili.

Buona estate

Auguriamo una buona estate a Soci e Amici del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

La sede riaprirà al pubblico lunedì 2 settembre

In attesa di riprendere l’attività in sede, segnaliamo due mostre aperte in agosto:

Al Filatoio Rosso di Caraglio, “Amarcord piemontese. Emozioni e incantesimi nell’opera di Federigo Sclopis”.

A Biella, in diverse sedi, “Il Rinascimento a Biella. Sebastiano Ferrero e i suoi figli”.

E’ uscito “Studi Piemontesi”

«Studi Piemontesi», giugno 2019, vol. XLVIII, fasc. 1. Pagg. 442

L’11 giugno di cinquant’anni fa, un gruppo di studiosi guidato da Renzo Gandolfo, dava vita al Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis con lo scopo di promuovere le ricerca su storia, arti, letteratura e tutto quello che è cultura del Piemonte; tre anni dopo nasceva la rivista «Studi Piemontesi» che ogni anno, in due fascicoli, puntuali a giugno e a dicembre, pubblica i risultati delle indagini sul Piemonte svolte in Italia e nel mondo. In occasione del Cinquantenario è stato portato a compimento il progetto di riordino dell’archivio del Centro: ne discorrono in chiusura di questo fascicolo Daniela Caffaratto e Andrea Maria Ludovici.

            Sono invece cento gli anni trascorsi dalla nascita di Primo Levi e nel saggio di apertura Giovanni Tesio propone alcuni primi passi per un’indagine sulla Bibbia di Primo Levi, tra ebraismo ed erranza; ancora in ambito letterario, Arnaldo Di Benedetto prende lo spunto dalla mostra “Un ritratto e un mistero svelato” per un articolo ricco di informazioni su Massimo d’Azeglio e le sue amicizie pittoriche e letterarie. Tra letteratura e arte si pongono anche le due lettere inedite, pubblicate da Milena Contini, di Carlo Botta a Carlo Marocchetti sui bassorilievi del monumento a Emanuele Filiberto.

            La sezione propriamente dedicata alla storia dell’arte, è sempre assai ricca: vi troviamo un altro risultato dell’opera di scavo negli archivi condotta da Arabella Cifani e Franco Monetti, che informano sui due fratelli Giorgio Domenico e Giuseppe Andrea Duprà, pittori di corte a Torino nel XVIII secolo;  le riflessioni di Rita Binaghi che scrive di Mario Ludovico Quarini (1736-1808) e del suo contributo per l’allestimento del Salone dell’Accademia delle Scienze di Torino; arretriamo al Seicento con Paola Caretta, che presenta una ricca documentazione sulla monaca pittrice Orsola Maddalena Caccia, figlia del pittore Guglielmo; e ancor più indietro nel tempo ci conduce Luisa Clotilde Gentile che illustra le decorazioni del soffitto trecentesco del castello di Pavarolo; tre i saggi novecenteschi: Paolo San Martino presenta un volume (1902) che, con le incisioni di Michele Dellera, Ugo Capisano e Fedele Rainelli costituisce un repertorio di mobili Liberty; Giuseppe Pacciarotti scrive di alcuni alberghi di lusso sul Lago Maggiore tra Otto e Novecento; Sara Panetti delinea un profilo di Paola Levi Montalcini nel contesto della modernità torinese. Siamo nel campo della storia della musica con il saggio di Jorge Morales, che illustra come l’arrivo di Cristina di Francia a Torino (1620) abbia influito sul rinnovamento musicale a corte.

            La sezione storica offre, in ordine cronologico, un intervento di Andrea Boero che studia i complessi rapporti nel basso Medioevo nel contado del comune di Novara. Ma è la storia del Risorgimento ad avere lo spazio maggiore: Lauro Rossi pubblica due lettere inedite di Cavour ad Alessandro Manfredi Luserna d’Angrogna e Rosanna Roccia due lettere e un attestato di Urbano Rattazzi scaturiti dal suo incontro con Gerolamo Bobone presso Carlo Alberto esule ad Oporto; Alessandro Parola rievoca l’insurrezione genovese del 1849 attraverso alcuni scritti di Alfonso Ferrero della Marmora; Andrea Bertolino scrive della British Italian Legion in Piemonte negli anni 1855-56. Nella selva di Vaucresson presso Parigi, alle 5 antimeridiane del 15 agosto 1897,il Conte di Torino, Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta, sconfisse in duello il principe Henri d’Orléans, che aveva mosso accuse di codardia agli ufficiali italiani nella campagna d’Abissinia; il fatto fece scalpore; ne scrisse anche la «Civiltà Cattolica» con netta riprovazione ma puntuale informazione; Giorgio Federico Siboni rievoca il fatto con riferimenti al quadro internazionale.

            Per la storia minore: un cuciniere di corte che avrebbe inventato a metà Ottocento hamburger e Coca Cola è una realtà o una beffa erudita? Lo svela in pagine eruditissime Nicola Gallino. Mentre Marco Giani informa sulla nascita del calcio femminile ad Alessandria nel 1933.

            Per la storia del pensiero politico, Paolo Bagnoli scrive di Filippo Burzio, del suo isolamento nel panorama del Novecento; mentre Corinna Desole presenta l’archivio della Fondazione a Burzio intitolata.

            La nona puntata di onomastica piemontese curata da Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia tratta di cognomi a carattere soprannominale di origine fitonimica, cioè, per esempio: Pomo, Melo, Ceresa, Graffioni… di Silvia Corino In area contigua si muove la ricerca toponomastica di Elena Chiri Pignocchino su piccole località nel territorio di Pino Torinese.

            Tre i saluti di congedo a personalità che in vario modo hanno onorato il Piemonte: Rosanna Roccia ricorda Paul Guichonnet, storico e geografo savoiardo; Maria Luisa Betri la studiosa del Risorgimento Daniela Maldini Chiarito; Gian Savino Pene Vidari l’imprenditore e uomo politico Luigi Rossi di Montelera; Comino e Armando Maria Franca Mellano; e diversi In Memoriam.

            Chiudono il fascicolo le fitte pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi Piemontesi, alle notizie di mostre convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale: una miniera.

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Gilles Bertrand, Mario Chiesa, Gabriele Clemens, Anna Cornagliotti, Guido Curto, Pierangelo Gentile, Livia Giacardi,  Andreina Griseri, Corine Maitte, Isabella Massabò Ricci,  Andrea Merlotti, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio,  Rosanna Roccia,  Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano,  Giovanni Tesio,  Georges Virlogeux. Direttore, Rosanna Roccia; Responsabile, Albina Malerba. Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali

Concerto d’estate

Venerdì  5 luglio, alle ore 21

al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino (Piazza Bodoni)

Concerto d’estate

organizzato dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis nell’ambito delle iniziative per il 50° anniversario di fondazione

Da le rèis për l’avnì

Musiche tradizionali del Piemonte e composizioni contemporanee

con

Amemanera

Marica CanaveseVoce, Chitarra e Marco Soria, Chitarra, Voce

Ensemble Pianà

Enzo Vacca, ArpaSimone Barbiero, Contrabbasso, Basso elettrico Martino Vacca, Uilleann Pipe, FlautoVik Noello, Batteria

Orchestra Progetto Futuro Musica

Diretta dal Maestro Aldo Sardo

Flauti: Valentina Bollito, Chiara Audenino, Veronica Corapi, Gaia Moro, Patrizia Paolone, Letizia Turato

Clarinetto: Matteo Montrucchio

Violini: Manuela Detta, Simone Cusano, Elena Mondo, Chiara Carrer, Sara Audenino, Francesca Valpreda, Rebecca Marchetti, Margherita Stocco, Francesca Mosso, Sofia Turato

Violoncelli: Chiara Sardo, Enrica Mondo, Andrea Ferrero

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti in sala

SCARICA IL PROGRAMMA CON TUTTI I TESTI

letteratura ebraica in piemonte

Si tiene a Cuneo

alla Biblioteca e Centro Studi sugli Ebrei in Piemonte “Davide Cavaglion” (Contrada Mondovì 18)

dal 26 al 28 giugno

la XII International Conference on Italian Jewish Literature

dedicata al tema

Letteratura ebraica in Piemonte

da Guido Artom a Aldo Zargani

organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell’Università di Genova e il Dipartimento di Lingue, Letteratura e Comunicazione dell’Università di Utrecht

scarica il programma del convegno

50 anni

L’atto di fondazione

L’11 giugno del 1969 un gruppo di amici (Gaudenzio Bono, Giuseppe Fulcheri, Dino Gribaudi, Gianrenzo P. Clivio, Amedeo Clivio, Camillo Brero, Alfredo Nicola, Armando Mottura, Giacomo Calleri, Censin Pich, Tavo Burat), riuniti da Renzo Gandolfo, davano vita al Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, una istituzione pluridisciplinare dedicata allo studio della vita e della cultura piemontese in ogni loro manifestazione.

Oggi, in coincidenza del 50° anniversario dalla nascita, il Centro Studi Piemontesi mette in campo una serie di iniziative per siglare questo traguardo, fare un Bilancio di mezzo secolo di intensa attività scientifica e editoriale, per costruire, sulle solide radici della memoria storica, il lavoro futuro. La cifra che in qualche modo rende quasi unico nel panorama piemontese (e nazionale) il profilo del Centro Studi Piemontesi è la costante ricerca di equilibrio tra territorio, tradizione, radici, e sguardo internazionale, locale e globale.

Ranzo Gandolfo (1900-1987)

“Rinnovare conservando” è il principio ispiratore che ha governato e governa l’istituzione. La scommessa avviata in questi anni di rinnovare con costanza i principi e i valori fondamentali che portarono alla fondazione dell’Istituto nel 1969, ha permesso al Centro Studi Piemontesi di « resistere » all’onda d’urto più complessa degli ultimi tempi, anche grazie al sostegno  del Ministero Beni e Attività Culturali, della Compagnia di San Paolo,  della Regione Piemonte, della Fondazione CRT, della Reale Mutua, di Privati, e alla risposta degli Associati. Nuovi soggetti, altri enti o istituzioni che operano sul territorio, ma anche nel più ampio raggio degli antichi Stati sabaudi, sono stati coinvolti; nuovi collaboratori si sono rivolti alla rivista «Studi Piemontesi» internazionalizzando il suo Comitato Scientifico; nuovi Soci sostituiscono le inevitabili perdite. Tutti fattori che contribuiscono al rinnovamento generazionale dell’Associazione, garantendone la continuità, aggiornamento, tenuta e futuro.

           

L’Archivio

Per «festeggiare» l’importante traguardo, ad aprile è stato inaugurato, presso la sede sociale di via Revel 15 (nel locale appositamente allestito, grazie al lascito della Socia Agar Pogliano) l’ Archivio Istituzionale (1969-2019). Entro l’anno l’archivista Andrea Maria Ludovici della Coperativa Culturalpe, incaricato del Progetto, concluderà il lavoro con l’inventariazione della grande messe del materiale fotografico, e dei Fondi archivistici aggregati. Tra i più importanti e consistenti l’archivio Enrico Thovez; l’Archivio Renzo Gandolfo, l’Archivio Angelo Alessio, l’Archivio Gualtiero Rizzi, l’Archivio Giovanni Drovetti e diversi altri minori. Per la schedatura dell’Archivio il Centro Studi Piemontesi ha aderito alla piattaforma regionale Mèmora. L’Archivio è consultabile in sede, accedendo agli Inventari che saranno inseriti nel sito internet. Una successiva tappa di lavoro per l’Archivio, dal 2020, sarà la digitalizzazione dei più significativi documenti archiviati, così da permettere ragionevolmente in tre anni la consultazione via informatica dell’intera documentazione, sia istituzionale, che degli archivi aggregati. Al termine dell’inventariazione, l’impressione complessiva restituita dalla raccolta documentaria è quella di un vero e proprio «giacimento di bellezza, di intelligenza e di sapere che negli anni si è depositato e stratificato”. In particolare, la peculiarità dell’Archivio Istituzionale del Centro Studi Piemontesi risiede nella sua doppia natura di archivio di impresa e archivio letterario nel quale le vicende connesse alla fondazione e al successivo sviluppo dell’Associazione (un’impresa culturale a tutti gli effetti) si accompagnano alle molteplici iniziative editoriali, didattiche e di approfondimento scientifico (come convegni, seminari, mostre, ecc.) organizzate dall’Ente, insieme al fondamentale apporto offerto di volta in volta da personalità di assoluta rilevanza nella promozione della conoscenza e della valorizzazione della lingua e cultura piemontesi.

Il primo fascicolo di “Studi Piemontesi”

Gli oltre 600 volumi editi dal Centro Studi Piemontesi in cinquant’anni di attività hanno visto la partecipazioni di più di 1.000 autori, con studiosi di rilievo nazionale e internazionale. È in preparazione e sarà pubblicato in e-book e a stampa il Catalogo ragionato e illustrato delle edizioni realizzate, compresi i Sommari di Studi Piemontesi e dei Quaderni di Bibliofilia, dal 1969 al 2019. Con alcune parti introduttive volte a “narrare” brevemente i cinquant’anni di presenza, presidio, laboratorio del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis nel panorama della cultura regionale, nazionale e internazionale. I protagonisti, le realizzazioni, la continuità, il futuro.

Il Centro Studi Piemontesi, pur avendo già conseguito senza soluzione di continuità risultati coerenti con la missione originaria, cioè la valorizzazione della civiltà del Piemonte e degli Stati sabaudi nella più ampia accezione disciplinare, culturale, morale, territoriale (guardando anche agli antichi Stati sabaudi) e metodologica, fa registrare nel suo cinquantenario un notevole crescendo di dinamismo e di conseguenti realizzazioni.

In parallelo con le tradizionali attività di ricerca scientifica, editoriali e di diffusione della cultura, sono in corso iniziative che, attingendo alle innovazioni della più aggiornata “modernità” tecnologica ed applicativa, sono finalizzate a proiettare l’azione e le realizzazioni dell’Istituto nel futuro con lo sguardo rivolto allo sviluppo di relazioni e contatti con un pubblico sempre più vasto, spesso non soltanto italiano. Un pubblico che si rivela anche un prezioso bacino di ampliamento della compagine associativa che costantemente si rinnova e si incrementa.

Il passato del Centro Studi Piemontesi consente di censire risultati rilevanti e utili. Studi multidisciplinari sono stati ideati, promossi o incoraggiati trovando sbocco editoriale in centinaia di monografie e negli – ormai migliaia – articoli pubblicati in “Studi Piemontesi”. Non vi è anno in cui non sia stato realizzato un intenso programma culturale: conferenze, convegni, seminari, concerti, mostre e tante altre attività offerte ai cittadini piemontesi, antichi e nuovi, per tutelare e diffondere la lingua, la storia, il patrimonio artistico e culturale e l’ambiente naturale del territorio.

E guardando alle nuove sfide e all’impegno che da parte di ciascuno è auspicato di fronte a un mondo in turbinosa evoluzione, merita concludere con alcune espressioni del professor Gandolfo che ci ha lasciato un monito che è, ad un tempo, esortazione a difendere e diffondere dinamicamente valori e civiltà, agendo e “partecipando”: «senza miti, senza drapò di raccolta e di battaglia, quale società mai ha fiorito? I popoli inerti sono destinati a rientrare nel ventre oscuro della storia».

L’Epistolario di Urbano rattazzi

Mercoledì 19 giugno 2019, ore 16,30

all’ Archivio di Stato di Torino (piazzetta Mollino 1)

presentazione dell’

Epistolario  di  Urbano  Rattazzi (1846 – 1873)

a cura di  Rosanna  Roccia

edito in tre volumi dall’Istituto per la storia del Risorgimento italiano (Roma, 2009 – 2019)

Intervengono  

Umberto Levra, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, Comitato di Torino

Pierangelo Gentile, Università di Torino

Disperse sin dagli ultimi decenni dell’Ottocento e in gran parte ritrovate da Carlo Pischedda, le lettere di Urbano Rattazzi (Alessandria, 1808 – Frosinone, 1873), sono ora raccolte nell’Epistolario, a cura di Rosanna Roccia, edito nella collana “Fonti” dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Il carteggio scandisce i tempi della vita privata e le tappe della carriera politica dell’avvocato piemontese, dal 1848 deputato alla Camera subalpina e poi italiana, più volte ministro, chiamato dal re al vertice del governo nel 1862 e nel 1867. Il dialogo con i molti interlocutori, nonostante lacune e discontinuità, delinea un profilo più netto e articolato di colui che la storiografia ha sinora inesorabilmente legato ai drammatici eventi di Novara, Aspromonte e Mentana, mettendo in luce responsabilità oggettive e aprendo squarci inediti nella sfera dell’intimità.   

In prossimità  della scadenza della dichiarazione dei redditi, ci permettiamo di ricordare che l’assegnazione del 5×1000 al Centro Studi Piemontesi fornisce, sommando il contributo di tutti i donatori, senza alcun onere per loro, un utile contributo alla vita dell’associazione, alla promozione di ricerche e convegni, alla pubblicazione di nuovi libri. In una parola alla diffusione della cultura e dei valori del Piemonte.

Per concedere il contributo è sufficiente apporre la firma nel riquadro in alto a sinistra del modulo indicando il codice fiscale del Centro Studi Piemontesi: 97539510012