Pierangelo Gentile sullo Statuto Albertino

Per il ciclo di conferenze

Dalla salita al trono alla concessione dello Statuto. Carlo Alberto riformatore, collezionista e committente 

organizzato dai Musei Reali Torino con gli Amici del Museo di Antichità, gli Amici della Galleria Sabauda, gli Amici di Palazzo Reale e il Centro Studi Piemontesi,

 alla sala conferenze del Museo di Antichità (corso Regina Margherita 105, Torino),

 

giovedì 11 aprile 2019  alle  17,30

interviene Pierangelo Gentile

 “Il faut la donner, non se laisser imposer”. Carlo Alberto e la tormentata concessione dello Statuto

Salito al trono nel 1831, Carlo Alberto ebbe tra i primi obiettivi di un’intensa politica culturale la trasformazione della capitale sabauda in un centro artistico di richiamo europeo, in grado di rivaleggiare con le altre grandi città d’arte della penisola italiana. Con l’organizzazione della Regia Pinacoteca e l’istituzione della Deputazione di Storia Patria, dell’Armeria Reale e della Società Promotrice di Belle Arti, egli intese autocelebrare il mecenatismo dei Savoia in una prospettiva prevalentemente nazionale, diffondendo il mito della coincidenza tra storia sabauda e storia d’Italia. Il nuovo sovrano mirava infatti a costruire una politica del consenso attraverso la glorificazione e la “nazionalizzazione” della dinastia, che investì anche le opere pubbliche. Ma il regno di Carlo Alberto (1831-1849) lasciò in eredità anche un’altra opera fondamentale: lo Statuto che porta il suo nome.