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LA COMEDIA DE L’HOMO ET DE SOI CINQUE SENTIMENTI di Giovan Giorgio Alione a Albugnano

Sabato 24 luglio 2021 alle ore 21, ad Albugnano nell’ambito della prima edizione del QUADILA Festival, esordisce la commedia farsesca di Giovan Giorgio Alione tratta dall’Opera Jocunda, di grande interesse linguistico e di geniale invenzione drammaturgica, con la regia di Eugenio Allegri.

Il capolavoro del poeta rinascimentale astigiano Giovan Giorgio Alione è una spassosa farsa che raccontai come l’uomo si trovi un giorno a ringraziare i suoi cinque ‘sentimenti’ (gli occhi, il naso, la bocca, le mani, i piedi) per le importanti attività che esercitano; e di come, all’improvviso, da una parte bassa del corpo giunga inattesa una voce la quale fa notare quanto sia indispensabile pure la sua funzione…
Composta in una lingua che combina il piemontese del tempo con inserimenti in francese e in fiammingo, l’opera è una mistura geniale, che la regia di Eugenio Allegri trasforma in una festa glottologica, in cui recitazione e musica si intrecciano con ritmi trascinanti; la tradizione e la lingua creano così una memoria mobile e diversificata, che permette di guardare al passato con consapevole presenza.

Giovan Giorgio Alione è l’autore della Opera Jocunda (raccolta che include la Comedia) di cui cade quest’anno, nel 2021, il V centenario della prima edizione a stampa, pubblicata nel 1521 ad Asti. A ogni spettatore verrà consegnata in omeggio copia del volumetto contenente il testo della Comedia, realizzato dalla Fondazione Enrico Eandi, con traduzione a fronte e cura di Lorenzo Ferrarotti (Università degli Studi di Torino).

Azienda Agricola Pianfiorito
Loc. Santo Stefano, 6, 14022 Albugnano (AT)
Sabato 24 luglio 2021, h 21.00

L’evento avverrà anche in caso di pioggia, in apposita area coperta.

Ingresso gratuito, con offerte libere. Necessaria prenotazione tramite questo MODULO ONLINE: https://forms.gle/vF2yzKNxU5w4vHPJ9

COMEDIA DE L’HOMO ET DE SOI CINQUE SENTIMENTI
di Giovan Giorgio Alione

Lettura scenica con musiche
regia di Eugenio Allegri con: Eugenio Allegri, Diego Coscia, Alessia Donadio, Chiara Galliano, Marco Gobetti, Elena Maistrello, Silvia Perrone, Alice Ripoli 
musiche scritte e interpretate in scena da Dario Buccino
consulenza linguistica di Lorenzo Ferrarotti

Produzione di: Società Cooperativa Artquarium
Nell’ambito del progetto dell’Università degli Studi di Torino:
“Una terra da solacz 1521-2021. 500 anni di teatro in piemontese: l’Opera Jocunda di Giovan Giorgio Alione” sostenuto da Fondazione CRT
In collaborazione con (in ordine alfabetico):
Centro Studi Piemontesi – Ca dë Studi Piemontèis
Compagnia Marco Gobetti
Comune di Albugnano
Fondazione Enrico Eandi
La Cabalesta
Unione Culturale Franco Antonicelli

Informazioni: Mail: spettacoli@compagniamarcogobetti.com Tel: 3470522739 Web: https://quadila.com/?page_id=59

nino costa racconta la resistenza

Martedì 8 settembre 2020, alle 21

al Polo del Novecento

Libero adattamento di Marco Gobetti e Beppe Turletti dal volume “Tempesta – (1939-1945) – Poesie Piemonteise” (Torino, 1983, Andrea Viglongo & C. Editori) e da altre opere di Nino Costa, con riferimenti a testimonianze e dichiarazioni rilasciate da Cesare Alvazzi

recitazione Marco Gobetti
musiche originali e canto Beppe Turletti
allestimento Simona Gallo
co-direzione S. Gallo, M. Gobetti, B. Turletti
immagini Domenico Sorrenti
supervisione e consulenza scientifica Corrado Borsa, Andrea Spinelli
supervisione filologica e consulenza bibliografica Giovanna e Franca Viglongo

Riallestimento 2020 / prima realizzazione 2014

spettacolo promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana
realizzato da Associazione culturale Compagnia Marco Gobetti
in collaborazione con Andrea Viglongo & C. Editori, Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus
e con la collaborazione di Centro Studi Piemontesi – Ca dë Studi Piemontèis, Fondazione Enrico Eandi, Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare
con il Patrocinio di Città di Torino, Comune di Ciriè, Comune di Pragelato, ANPI Comitato regionale del Piemonte

Lo spettacolo

Nino e Mario Costa, padre e figlio, sono seppelliti uno accanto all’altro nel cimitero di Ciriè. Mario, partigiano in Val Chisone, il 2 agosto 1944 assalta armato di bombe a mano un fortino occupato dal nemico durante la tremenda battaglia sul monte Génévris, nel territorio di Pragelato: colpito alla fronte, muore sul colpo, all’età di 19 anni. Nino Costa, poeta, fra i maggiori esponenti della letteratura piemontese, nell’ultima sua raccolta, “Tempesta”, evoca la Seconda guerra mondiale, con l’interruzione della pace, il crollo delle illusioni e le speranze tradite; la paura durante i bombardamenti, la risorsa – per lui preziosa – della fede religiosa di fronte al pericolo e alle avversità, l’antifascismo e la nascita della Resistenza. Sino alla morte in combattimento del figlio Mario, che con la sua benedizione era diventato partigiano. Il poeta canta intensamente il proprio dramma, calandolo nella tragedia collettiva che aveva colpito milioni di persone. Nel suo essere irreparabilmente sopraffatto dal dolore, trova infatti la forza per raccontare la libertà conquistata e la speranza restituita. Morirà poco dopo suo figlio, nel novembre del ’45, non ancora sessantenne.

I versi del poeta, provenienti soprattutto dalla raccolta “Tempesta”, sono alternati alla narrazione della guerra e della Resistenza; fondamentale, nella costruzione del testo, la diretta testimonianza di Cesare Alvazzi, che fu partigiano in Val Chisone e che conobbe sia Mario che Nino Costa. Lo spettacolo evoca così due “storie”: la storia italiana della metà del secolo scorso e una storia italiana, quella di un padre e di un figlio, di Nino e di Mario Costa.

Scriveva Luigi Einaudi: «Poeta piemontese Nino Costa? Sì, se “poeta piemontese” vuol dire cantare quel che gli uomini, che non sono capaci ad esprimersi col canto, sentono quando guardano con gli occhi intenti a quel che accade intorno ad essi e cercano di comprendere quel che veramente dicono le stelle, le piante, la terra, le bestie, gli uomini. (…) Spontaneamente, istintivamente egli ha cantato in piemontese, perché questa era la sua lingua. Non un dialetto destinato a essere a poco a poco obliterato; ma vera e propria lingua».

scarica la scheda dello spettacolo

via del Carmine 14
Cortile di Palazzo San Daniele
(in caso di mal tempo, l’evento sarà svolto al chiuso) Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

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