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E’ uscita la rivista

«Studi Piemontesi», giugno 2020, vol. XLVIX, fasc. 1

Grazie al «travaj svicc» (alias «lavoro agile», alias «Smart Working») della Direzione e della Redazione, il primo dei due volumi annuali di «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità pubblicata dal Centro Studi Piemontesi, anche quest’anno esce puntuale a fine giugno. È la storia dell’arte, sempre uno dei settori più ricchi e solidi della rivista, che il lettore incontra quando apre questo fascicolo; più precisamente storia dell’architettura: il compianto Luciano Re in questo suo ultimo lavoro racconta la moda dei ponti sospesi in voga all’inizio dell’Ottocento e, in particolare, di quelli realizzati nei parchi delle ville a cominciare da quello fatto costruire dal notaio Vitale Prié nella sua di San Giorgio Canavese. Paolo San Martino passa in rassegna le varie tipologie di ville principesche, dalla Venaria Reale a quella fiorentina di Boboli.

Lauro Mattalucci descrive i giochi di putti negli affreschi del castello dei San Martino di Parella. Isabella Stancari presenta Alfonso Goldini (1863-1898) scenografo nel Teatro Regio di Torino. Lo scultore Pietro Canonica (1869-1959) lasciò in eredità al comune di Stresa una cospicua raccolta delle proprie opere: Gianluca Kannès ricostruisce le tribolate vicende relative alla loro collocazione.
Tra arte e storia si muove Paolo Anzile nel raccontare le vicende del Corpo Reale d’Artiglieria dagli anni Venti del Novecento alla fine della guerra nei “Quartieri Militari” alla Venaria Reale.
Altri temi storici prendono gran parte del fascicolo: degli Statuti resi pubblici da Amedeo VIII il 17 giugno 1430 e restati vigore fino al 1723 è stata finalmente fornita una edizione critica preparata da Franco Morenzoni dell’Università di Ginevra; illustra l’importanza del documento e dell’edizione Gian Savino Pene Vidari. Nell’ambito della storia del diritto costituzionale conduce anche Flavia Carmen Di Pasqua con le sue pagine dedicate agli esordi (1848-1855) della monarchia rappresentativa con lo Statuto albertino.
Luca Piovano delinea la figura del quarto principe di Carignano, Luigi (1721-1778), che restaurò i rapporti con il ramo regnante compromessi dal padre. Maria Teresa Reineri e Cristina Corlando presentano le memorie della marchesa Faustina Roero di Cortanze (1817-1871), interessanti per le vicende relative agli anni 1817-1850 raccontate dalla confidente della Regina Maria Teresa, moglie di Carlo Alberto. Nel saggio di Carlo Orsi è la provincia piemontese ad essere protagonista nella relazione di viaggio compiuto dalla marchesa de Taulignan nel 1822.
La sconfitta di Novara (1849) scatenò una caccia ai responsabili e si parlò di tradimento: fu istituita una Commissione d’inchiesta, che non condusse a conclusioni unanimi: Luca Zecchi ne ricostruisce i lavori.
Donato D’Urso delinea un profilo biografico di Pietro Baratono (1884-1947), al ministero dell’interno dal 1908 alla morte e si sofferma sui quattordici mesi (1937-38) in cui fu prefetto a Torino. L’articolo di Erika Luciano è dedicato a una delle conseguenze delle leggi razziali del 1938, la forzata emigrazione di un gruppo di matematici ebrei.
Due i saggi di storia della scienza: Aldo Musumarra ricorda l’opera di Orazio Silvestri (1835-1890), primo titolare di una cattedra di vulcanologia; Alessia Anna Bortolamai ricostruisce la vicenda della rivolta dei “pazzi criminali” nel manicomio di Collegno del luglio 1912 per delineare un quadro del sistema manicomiale del tempo.
I cognomi schedati nella undicesima puntata di onomastica piemontese curata da Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia sono legati a due vegetali il panìco piem. baraval e il castagno.
Le pagine di Lorenzo Ferrarotti mostrano l’importanza e l’utilità per i lettori non specialisti del Piccolo Atlante Linguistico del Piemonte.
Un unico saggio, ma prezioso, tratta di temi letterari: Mariarosa Masoero presenta una lettera inedita di Guido Gozzano, del 9 maggio 1910, ad una giovane appassionata di poesia conosciuta in un soggiorno a Firenze.
Chiudono il fascicolo le ricche pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi, alle notizie di mostre, convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale: una miniera.

Abstracts in inglese di tutti i contributi

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Gilles Bertrand, Mario Chiesa, Gabriele Clemens, Anna Cornagliotti, Guido Curto, Pierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Isabella Massabò Ricci, Andrea Merlotti, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio, Rosanna Roccia, Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano, Giovanni Tesio, Georges Virlogeux.
Direttore, Rosanna Roccia; Responsabile, Albina Malerba.
Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali

E’ uscito il primo fascicolo 2018 di “Studi Piemontesi”

«Studi Piemontesi» giugno 2018,  vol. XLVII, fasc. 1. Pagg.370, ill.

 

La puntualità di uscita di «Studi Piemontesi», rivista di storia, arti, lettere e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi, è paragonabile a quella… del farò di San Giovanni.

 

Apre il primo numero del 2018 un intrigante articolo nel quale Georges Virlogeux con ampie citazioni dal carteggio di Luisa d’Azeglio Blondel ci introduce in un interno di grande famiglia del Risorgimento; e offre il ritratto di una donna impegnata nella società del suo tempo. Questo articolo dà un po’ il tono al volume che si caratterizza per il numero di inediti, di documenti, di indagini di prima mano: dalle pagine di Arabella Cifani e Franco Monetti sulla ‘Clementina’, alias Giovanna Battista Maria Buzano, ritrattista di corte del Settecento; ai documenti che permettono a Massimo Cerrato di fornire il profilo di una donna saluzzese tra i secoli XII e XIII, Matheuda Rossella; alla presentazione del Fondo della Real Casa nell’Archivio Centrale dello Stato da parte di Carlo M. Fiorentino; ai disegni di Carlo di Castellamonte per il Palazzo Ducale scoperti da Thomas Wilke; ai documenti che permettono a Gianluigi Alzona di provare la presenza di Amedeo di Castellamonte durante la ristrutturazione secentesca del Castello di Agliè; a quello, scoperto da Graziella Riviera, che rivela l’incarico a Giovanni Tabachetti e Gaudenzio Ravelli per un tabernacolo a Varallo, oggi scomparso; al manoscritto presentato da Gilles Bertrand con gli appunti del luogotenente generale di polizia di Parigi Jean Charles Pierre Lenoir che visita Torino nell’autunno 1780; sulla base di un dipinto di primo Ottocento di Baldassarre Luigi Reviglio, Luca Malvicino ricostruisce il disegno del giardino (completamente cancellato nel secolo scorso) del Castello di Govone, progettato da Xavier Kurten, l’architetto del paesaggio che introdusse in Italia la moda del giardino ‘all’inglese’; infine Carlo Burdet informa su marsala e moscato in casa Gozzano (e dell’Amica di Nonna Speranza).

Siamo nel campo della storia dell’arte con Rosanna Roccia che presenta i Taccuini aperti nei quali Andreina Griseri rivela le tappe del suo percorso di studiosa e ne elenca sobriamente i risultati; mentre Walter Canavesio fa il punto su Bernardo Vittone e Arnaldo Di Benedetto prende lo spunto dalla mostra Pittori / Poeti / Pittori, organizzata dalla Fondazione Bottari Lattes a fine 2017 ad Alba, per trattare in maniera breve e acuta il tema del rapporto tra poesia e pittura e dei poeti anche pittori e dei pittori anche poeti; Anselmo Nuvolari Duodo presenta l’unica opera d’arte sacra nota del pittore Antenore Soldi, la Madonna con Gesù Bambino e santi del 1871, conservata ad Acceglio.

Un gruppo di studi è dedicato a vari aspetti della storia di Casa Savoia: Giorgio Federico Siboni tratta dei sepolcri sabaudi; Gigliola Bianchini e Marco Testa delle Messe da Requiem in memoria di Carlo Alberto; Paolo San Martino del contributo di Augusto Telluccini nella rivalutazione delle residenze sabaude. La storia del territorio è toccata da Valentina Burgassi che si occupa della commenda di Sant’Egidio di Moncalieri, un ente che, per la ricca documentazione superstite (inizia del secolo XIII), permette di seguire le trasformazioni nel corso dei secoli di una istituzione che gli Ospedalieri ereditarono dai templari. Fabio Milazzo racconta un decennio (anni Settanta dell’Ottocento) del manicomio di Racconigi, momento nel quale la visione della struttura come luogo di cura si confronta con quella che lo vede come luogo di detenzione. Il declino demografico di molti piccoli comuni piemontesi è descritto sulla base di dati statistici da Antonio Cravioglio.                                           Garetto, Garetto, Tallone, Talon e Taloni sono i cognomi della settima puntata di onomastica piemontese curata da Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia. Quattro i ritratti di personaggi piemontesi: Donato D’Urso traccia il profilo di un prefetto ottocentesco, Cesare Bardesono di Rigras; Claudio Marazzini quello del bibliofilo Francesco Malaguzzi; Giovanni Tesio della scrittrice Elisabetta Chicco Vitzizzai; la ricerca onomasiologica di Alda Rossebastiano sul nome Redi Sante (il docente di pedagogia Di Pol) in ricordo del collega. E poi i ricordi di Gustavo Mola di Nomaglio per Federico Bona, di Albina Malerba per Camillo Brero e Francesco Franco.

Come sempre chiudono il fascicolo le dense pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi Piemontesi, alle notizie di mostre, convegni e altre iniziative riguardanti la cultura del Piemonte e degli antichi Stati Sabaudi.

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E’ uscito “Studi Piemontesi”

È uscito con la consueta regolarità e tempestività, il numero 2, dicembre 2014 della rivista “Studi Piemontesi”, annata XLIII, pp. 283-562

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QUI l’indice del fascicolo

Dopo il ricordo nel 2011 dei centocinquant’anni dell’unificazione, quest’anno è stato il momento di richiamare alla memoria i fatti dolorosi che accompagnarono il trasferimento della capitale a Firenze: lo fa Umberto Levra in apertura del secondo fascicolo 2014 di «Studi Piemontesi» – la rivista di lettere, storia, arti e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi – con il saggio Settembre 1864: centocinquant’anni, che esordisce elencando i nomi di una decina delle 52 vittime che persero la vita nelle due tumultuose sere del 20 e 21 settembre: dalla cameriera al soldato, dal muratore all’oste, dal negoziante allo studente, a rappresentare i vari strati sociali coinvolti in quel momento di protesta.

Due saggi sono dedicati a questioni minori della storia del Novecento: Roberto Alciati ricorda Un “oriundo” quattordiese a Redipuglia: storia del generale Pietro Tommaso Monti (1868-1917); Donato D’Urso tratta della Vigilanza poliziesca sui “funerali rossi” ad Alessandria durante il ventennio fascista. Alla storia della scienza è dedicato il saggio di Simone Baral, Crani su misura. La frenologia in Piemonte.

Fra storia e costume si muove Enrico Edoardo Barbero con Il Palazzo Reale di Torino residenza dei Re d’Italia. Di un grande personaggio del liberalismo si occupa Paolo Bagnoli: La filosofia demiurgica di Filippo Burzio.

Diversi gli studi dedicati alle arti e, in particolare, all’architettura e  all’urbanistica: Maria Vittoria Cattaneo, Castello del Valentino, la cappella: storia, descrizione e nuovi documenti; Gianluigi Alzona, Origini e disavventure di un frate-architetto alla corte sabauda: Andrea Costaguta (Genova 1604 – Loano ≤1669); Giuseppe Pacciarotti, Il volto moderno del Verbano. Architetti e ingegneri attivi nei paesi del Lago Maggiore dalla fine del Settecento al 1915; Liliana Pittarello, I protagonisti dell’architettura argentina fra Otto e Novecento nati e formati in Piemonte: una ricerca in corso. Ancora alle relazioni culturali con l’Argentina all’inizio del Novecento è dedicato il saggio di Giovanna D’Amia, Francesco e Giovanni Gianotti, due artisti piemontesi fra Milano e Buenos Aires.

Quello di Giovanni Tesio, La parola non è (solo) una “questione privata”. Per un panorama letterario di Langhe Roero e Monferrato, è il primo dei saggi dedicati alla letteratura e dà conto di una ricerca avviata dal Centro Studi Piemontesi e dall’Università del Piemonte Orientale sugli scrittori che hanno parlato di un territorio recentemente dichiarato dall’Unesco bene dell’umanità. Gabriella Olivero traccia un profilo di un personaggio minore da non dimenticare: «Quella fragile creatura che è il piccolo teatro cattolico». Per una rilettura delle opere di Consolato Reineri (1900-1968). Il cinema torinese degli inizi non poteva trascurare uno scrittore torinese d’adozione: lo mostra Felice Pozzo: Delenda Carthago! Appunti salgariani tra Alberto Della Valle e Arrigo Frusta. Ad uno scrittore meno noto, Agostino Della Sala Spada (1842-1913), è dedicata la breve nota di Simonetta Satragni Petruzzi, Torino porto di mare. Nel 2073!. Luca Bellone, Lo sciocco in piemontese: preliminari di un’indagine onomasiologica, censisce un gran numero di termini, individua le aree semantiche da cui sono tratti e i meccanismi mentali con cui sono piegati a designare colui che mostra poco senno.

Due i ‘ricordi’ di personaggi scomparsi: Francesco Malaguzzi fa memoria dell’inglese Anthony Hobson (1921-2014), studioso della legatura italiana, che partecipò a pubblicazioni dedicate al libro in Piemonte; Marcella Filippa ricorda con commozione Marisa Piola Quazza, docente all’Istituto Magistrale Regina Margherita di Torino.

Nella sezione dei documenti e inediti, Michele Amedei pubblica una serie di lettere inedite scritte fra il 1905 e il 1909 dal pittore inglese John Singer Sargent (Firenze 1856 –  Londra 1925) all’artista piemontese Alberto Falchetti (Caluso 1878-1951), da una collezione privata.

Come sempre chiudono il fascicolo il «Notiziario bibliografico», con almeno un centinaio di libri recensiti o segnalati, lo spoglio delle riviste, e le notizie asterischi.

«Studi Piemontesi» :Direttore Rosanna Roccia – Responsabile Albina Malerba – Segreteria Giulia Pennaroli

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Piero Cazzola,   Anna Cornagliotti, Guido Curto, Richard Drake, Pierangelo Gentile,  Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio, Rosanna Roccia, Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano, Giovanni Tesio, Georges Virlogeux Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali