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Chiara Devoti presenta l’ultimo fascicolo di “Studi Piemontesi”

Chiara Devoti, membro del Comitato Scientifico del Centro Studi Piemontesi, presenta il secondo fascicolo 2021 di “Studi Piemontesi”, nel 50° anno di pubblicazione ininterrotta.

e’ USCITO IL 2° FASCICOLO 2021 DI “STUDI PIEMONTESI”

«Studi Piemontesi»

dicembre 2021, vol. L, fasc. 2

È uscito puntuale il secondo numero della cinquantesima annata di «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità pubblicata dal Centro Studi Piemontesi.

Gli studi sul Risorgimento hanno avuto gran parte e hanno fornito contributi di rilievo in questi cinquant’anni della rivista e Pierangelo Gentile ne traccia un interessante bilancio in apertura di fascicolo. Il volume offre poi tre saggi in materia risorgimentale: Giovanni Battista Boggione ripercorre gli anni giovanili di Carlo Felice Nicolis di Robilant (1826-1888), la sua partecipazione alla guerra 1859-60 e le sue prime esperienze diplomatiche; Luca Lavarino ricostruisce le vicende della prima spedizione ‘italiana’ in Oceania (1847) realizzata anche grazie alla collaborazione fra Carlo Alberto e Pio IX; l’edizione dell’epistolario di Massimo D’Azeglio è conclusa, ma una lettera è emersa mentre si stampava il dodicesimo volume; il curatore Georges Virlogeux la presenta ora. Di Tommaso Zerbi, “Immensa, misteriosa, leggera, fantastica, degna del Dio vivente”: Luigi Cibrario e la rinascita risorgimentale dell’architettura medievale.

  Si scende al Medioevo con Francesco Panero che attira l’attenzione sulla parte che ebbero signori ecclesiastici e laici nella nascita di alcuni comuni anche sul versante italiano delle Alpi, come è noto da tempo sia avvenuto sul versante francese. La documentazione delle liti iniziate nel Cinquecento e terminate solo nel 1732 permette a Mario Ogliaro di descrivere la trasformazione da gerbido a coltura dei terreni della cascina a corte chiusa nella tenuta Cerrone di Crescentino. Gilles Bertrand dà conto di come furono accolti nel 1792 gli emigranti francesi in Piemonte.

Porta alla storia del Novecento l’articolo di Renata Allìo sulla Biblioteca Civica e le biblioteche popolari nella Torino d’inizio secolo. Giada Aime e Livia Giacardi illustrano i risultati dell’inchiesta del 1952 sul ruolo della matematica nella società contemporanea e le riflessioni in merito di Guido Ascoli che la diresse. Marco Giani racconta gli inizi della carriera di Lydia Bongiovanni (1914-1998), campionessa di atletica leggera. Donato D’Urso ricorda persone comuni finora dimenticate vittime della seconda guerra mondiali nel Piemonte meridionale.

Tre le scrittrici del Novecento piemontese (Lalla Romano, Natalia Ginzburg, Marina Jarre) messe a confronto da Giovanni Tesio in una serrata lettura delle loro affinità e delle loro diversità in tre romanzi (La penombra che abbiamo attraversato, Lessico famigliare, I padri lontani) congiunti dal racconto di una comune età, l’infanzia.

Due i saggi sulla lingua del Piemonte: Dario Pasero estrae da testi letterari editi e inediti una trentina di parole assenti nei lessici. Livio Tonso illustra la formazione del sistema vocalico piemontese dall’indoeuropeo fino alla situazione contemporanea.

 Ampio spazio ha la storia dell’arte: il saggio di Arabella Cifani e Franco Monetti presenta per la prima volta in modo approfondito il pittore Giovanni Antonio Maria Panealbo (1742-1815), dal 1782 ufficialmente «pittore in ritratti» di Casa Savoia. In un dipinto del 1870 di Andrea Gastaldi, Giancarlo Melano ha riconosciuto una scure preistorica del Museo d’Artiglieria; ripercorre la storia del cimelio e avanza ipotesi sul perché il pittore lo ha riprodotto. Gianluca Kannès ricostruisce le tappe ideative e le varie repliche de Il Genio di Franklin, scultura attraverso la quale Giulio Monteverde cercò di esprimere il senso di esaltata ebbrezza che coglie la mente umana nell’attimo di concepire una nuova idea. Edoardo Villata rivendica a Tanzio da Varallo un dipinto seicentesco recentemente pubblicato. Luca Malvicino presenta documenti inediti che permettono di individuare gli interventi pensati ed eseguiti nel 1833 dal capo giardiniere Giovanni Battista De Lorenzi nel Castello Reale di Govone. Enrica Ballarè illustra come le residenze fatte costruire dagli emigrati di Fobello, che avevano fatto fortuna a Torino, si inseriscono nel paesaggio alpino. Liliana Bovo e Franco Quaccia danno notizie di alcune immagini della Sindone recentemente individuate su edifici sacri della diocesi di Ivrea.

A fine Ottocento la lirica andava in scena anche in provincia: Roberto Martelli segnala la presenza nel 1897, al Teatro Civico di Savigliano della cantante polacca Anna Lubraniecka nella parte di Gilda del Rigoletto.

Due le persone scomparse recentemente che vengono ricordate: Mario Chiesa traccia un breve profilo di Arnaldo Di Benedetto, professore emerito di Letteratura italiana nell’Università di Torino; Giuseppe Goria fa memoria di Censin Pich, cofondatore della Ca dë Studi Piemontèis e appassionato studioso della cultura piemontese.

Come sempre chiudono il fascicolo le dense pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi Piemontesi, alle notizie di mostre, convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale.

Abstracts in inglese di tutti i contributi

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Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Gilles Bertrand, Mario Chiesa, Gabriele Clemens, Anna Cornagliotti, Guido Curto, Chiara Devoti, Enrico Genta Ternavasio, Pierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Isabella Massabò Ricci,  Andrea Merlotti, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Pier Massimo Prosio,  Rosanna Roccia,  Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano,  Giovanni Tesio,  Georges Virlogeux.

Direttore, Rosanna Roccia; Responsabile, Albina Malerba.

Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali

Il Centro Studi Piemontesi al Salone del Libro

 

 

Da giovedì 9 a lunedì 13 maggio 2019 il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis vi aspetta al 32° Salone Internazionale del Libro Torino, Lingotto Fiere, Padiglione 2 – Stand K01

 

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis  ha partecipato con un suo stand fin dalla prima edizione del Salone Internazionale del Libro Torino, e sarà presente anche quest’anno –  50° di fondazione –  al Padiglione 2 – Stand K01.

Anche per questo #SalTo19 il Centro Studi Piemontesi ha realizzato un segnalibro, appositamente creato dall’artista Daniela Rissone, e aderisce all’iniziativa della Regione Piemonte Buono da leggere

Il Centro Studi Piemontesi è presente anche nello spazio degli Istituti Culturali del Piemonte al Pad. 3 – S68

E organizza alcune iniziative

[Scarica il programma]

Giovedì 9 maggio ore 11

Spazio Istituti Culturali Pad. 3-S68

Cinquant’anni al Servizio della Cultura

Il Centro Studi Piemontesi celebra i suoi 50 anni di lavoro e di impegno come custode e promotore di studi sul Piemonte e sugli antichi Stati sabaudi

Intervengono Giuseppe PichettoPresidente Centro Studi Piemontesi, Albina Malerba, Gustavo Mola di Nomaglio, Franco Cravarezza, Graziella Riviera, Rosanna Roccia, Giovanni Tesio, collaboratori, membri del Comitato Scientifico e Direttivo

 L’11 giugno del 1969 un gruppo di amici (Gaudenzio Bono, Giuseppe Fulcheri, Dino Gribaudi, Gianrenzo P. Clivio, Amedeo Clivio, Camillo Brero, Alfredo Nicola, Armando Mottura, Giacomo Calleri, Censin Pich, Tavo Burat), riuniti da Renzo Gandolfo (1900-1987), davano vita al Centro Studi Piemontesi, una istituzione pluridisciplinare dedicata allo studio della vita e della cultura piemontese in ogni loro manifestazione Nel 2019 il Centro Studi Piemontesi ha messo in campo una serie di iniziative per siglare questo importante traguardo, fare un Bilancio di mezzo secolo di intensa attività scientifica e editoriale, costruire, sulle solide radici della memoria storica, il lavoro futuro.

Venerdì 10 maggio ore 16

Spazio Istituti Culturali  Pad. 3 S68

Un Archivio per la Civiltà e la Cultura del Piemonte. L’Archivio istituzionale del Centro Studi Piemontesi

Intervengono Rosanna RocciaDirettore della rivista “Studi Piemontesi” Andrea LudoviciArchivista (Culturalpe s.c.)

Nella multiforme gamma delle possibili raccolte documentarie, gli archivi delle case editrici rappresentano una fattispecie particolare in cui il fare impresa si coniuga con una precipua visione della pratica culturale negli ambiti della scrittura, della divulgazione, della ricerca e dell’approfondimento scientifico. Nel caso del Centro Studi Piemontesi, poi, ogni attestazione documentaria posta in essere assume una connotazione ancor più peculiare, in quanto rispondente all’intento dell’Associazione di promuovere e appoggiare – in armonia con istituzioni affini – lo studio della cultura piemontese in ogni sua manifestazione. Ben consapevole della singolare importanza di un siffatto patrimonio documentario, la Ca dë Studi, in occasione del suo 50° anniversario di attività (1969-2019), ha riordinato e inventariato il proprio Archivio Istituzionale composto da quasi 4.000 unità tra fascicoli, registri, volumi e fotografie. Tale raccolta documenta senza soluzione di continuità la nascita e lo sviluppo nel tempo dell’Associazione sotto il profilo amministrativo, nonché le molteplici attività promosse dal Centro Studi nei campi dell’editoria, della promozione e valorizzazione della lingua e cultura piemontesi e della conservazione di fonti inedite afferenti alla lingua e alla storia del Piemonte. All’Archivio Istituzione propriamente detto, si affiancano anche diverse raccolte documentarie personali o famigliari donate nel corso degli anni alla Ca dë Studi a conferma del suo fattivo ruolo di “custode della memoria” e quale segno tangibile della fiducia in essa riposta da più parti. Così, tra i fondi archivistici ricevuti dal Centro Studi si possono citare quello del commediografo e alpinista Arrigo Frusta e quelli del prof. Renzo Gandolfo, del critico letterario, poeta e pittore Enrico Thovez, del decano del Teatro Piemontese Angelo Alessio, del poeta Alfonso Ferrero, del poeta e attore teatrale Giovanni Drovetti, dell’avvocato e dirigente d’azienda Renato Zaccone, del pittore e poeta Mario Becchis, del prof. Giuliano Gasca Queirazza, dell’attore e registra teatrale Gualtiero Rizzi.

Sabato 11 maggio ore 14

Sala Argento
Presentazione del libro

Costantino Gilodi Ingegnere e architetto a Torino e in Valsesia Tra Eclettismo e Belle Époque

Edizione Centro Studi Piemontesi-Società Valsesiana di Cultura

Con la curatrice Enrica Ballarè intervengono i Collaboratori Casimiro Debiaggi, Elena Gianasso, Gianluca Kannès, Enrico Moncalvo, Filippo Morgantini, Enrico Rizzetti

La figura di Costantino Gilodi (1853-1918), valsesiano di origine e torinese di adozione, resta sconosciuta ai più nonostante il suo legame con la cultura architettonica dell’Eclettismo. Il primo volume di studi a lui dedicato traccia un quadro volto a definirne il ruolo, ad un secolo dalla sua scomparsa. A Torino, Anversa, Parigi il nostro collabora con i più noti maestri torinesi alla creazione del mondo effimero delle esposizioni con fantastiche macchine, che la sua non comune abilità disegna con estrema facilità. Sono anche gli anni dello slancio costruttivo che rinnova la città: a Torino come a Borgosesia, Gilodi è uno degli interpreti del nuovo gusto borghese. Con maggior libertà coniuga poi con grazia ispirazioni alpine e citazioni orientaleggianti nella villa dei Musy a Fobello e nel piccolo gioiello rococò disegnato per sé sulle alte montagne valsesiane. Contributi di: Eredi Gilodi, Walter Canavesio, Enrica Ballarè, Filippo Morgantini, Gianluca Kannès, Elena Gianasso, Casimiro Debiaggi, Enrico Rizzetti.

Domenica 12 maggio ore 11

Sala Arancio
Presentazione del libro di Giuseppina Pellosio

Paroni di barche a Torino. La famiglia Clerico in Borgo Po. Dagli ultimi decenni del Seicento alla Restaurazione (1672-1814)

Edizioni Centro Studi Piemontesi

Con l’Autrice intervengono Gustavo Mola di Nomaglio Albina Malerba

Il libro riprende una originale ricerca storica compiuta con un viaggio a ritroso nel tempo sulle tracce dei Clerico, ardimentosi imprenditori torinesi. Affermatisi a fine Seicento nell’ambito dei trasporti fluviali, mantennero per quasi un secolo il prestigioso incarico di “Capitano delle barche e de’ ponti d’esse”, preposto dai sovrani sabaudi a tutela della navigazione sul Po in epoca prerisorgimentale.  Vivevano allora a Torino, presso l’antico porto di “Borgo di Po”, gruppi familiari molto coesi che si dedicavano all’arte della navigazione. Chiamati Paroni anche in Piemonte, i proprietari di barche erano veri e propri impresari che durante le guerre, fornivano natanti e uomini alle aziende sabaude per il trasporto dei soldati, munizioni e vettovagliamenti mentre, in tempo di pace, affidavano ai loro scafi ogni sorta di merce, generi alimentari compresi. Accanto ad essi in una straordinaria rappresentazione teatrale compare nel volume un’incredibile sequenza di persone di vario spessore storico che, di prepotenza, entrano sulla scena a vivacizzare la narrazione. Il materiale iconografico, tabelle e piantine coeve allegate, offrono infine lo spunto al lettore per calarsi definitivamente nell’atmosfera dell’epoca.

E per il Salone-off

Costantino Gilodi, architetto tra Torino e la Valsesia

Lunedì 18 marzo 2019 ore 18

Enrico Moncalvo con la curatrice Enrica Ballarè

e i Collaboratori  Walter Canavesio, Filippo Morgantini, Gianluca Kannès,  Elena Gianasso, Casimiro Debiaggi, Enrico Rizzetti

presentano il volume

Costantino Gilodi 

Ingegnere e architetto a Torino e in Valsesia. Tra Eclettismo e Belle Époque

Edizione Centro Studi Piemontesi- Società Valsesiana di Cultura

La figura di Costantino Gilodi (1853-1918), valsesiano di origine e torinese di adozione, resta sconosciuta ai più nonostante il suo legame con la cultura architettonica dell’Eclettismo. Il primo volume di studi a lui dedicato traccia un quadro volto a definirne il ruolo, ad un secolo dalla sua scomparsa. A Torino, Anversa, Parigi il nostro collabora con i più noti maestri torinesi alla creazione del mondo effimero delle esposizioni con fantastiche macchine, che la sua non comune abilità disegna con estrema facilità. Sono anche gli anni dello slancio costruttivo che rinnova la città: a Torino come a Borgosesia, Gilodi è uno degli interpreti del nuovo gusto borghese. Con maggior libertà coniuga poi con grazia ispirazioni alpine e citazioni orientaleggianti nella villa dei Musy a Fobello e nel piccolo gioiello rococò disegnato per sé sulle alte montagne valsesiane.

Contributi di: Eredi Gilodi, Walter Canavesio, Enrica Ballarè, Filippo Morgantini, Gianluca Kannès, Elena Gianasso, Casimiro Debiaggi, Enrico Rizzetti.

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Costantino Gilodi tra Torino e la Valsesia

Due presentazioni per il volume Costantino Gilodi. Ingegnere e architetto a Torino e in Valsesia tra Eclettismo e Belle Epoque, a cura di Enrica Ballarè, pubblicato in coedizione Centro Studi Piemontesi-Società Valsesiana di Cultura (2018, pp. 215)

E’ uscito il fascicolo di giugno 2016 di “Studi Piemontesi”

studi piemontesi

  «Studi Piemontesi»

giugno 2016, vol. XLV, fasc. 1, pp. 378, ill.

Gli «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, entrano nel loro quarantacinquesimo anno; a ricordarlo in apertura di questo primo fascicolo del 2016 è Andreina Griseri, che fa parte del Comitato Scientifico del periodico fin dal primo numero uscito nel 1972: rievoca coloro che più vi hanno lavorato a cominciare da Renzo Gandolfo, l’ideatore, e si sofferma sullo stile che egli ha impresso alla sua creatura e che continua a caratterizzarla.

È un saggio storico ad aprire il fascicolo: Pierpaolo Merlin propone alcune considerazioni storiografiche sui rapporti tra Piemonte e Francia nel primo Cinquecento; nella storia di due secoli dopo, quale si può cogliere nei documenti di vita quotidiana, ci porta Gianluigi Alzona che pubblica e descrive nelle sue linee essenziali l’inventario dei beni del Castello di Agliè redatto in occasione della morte del marchese Carlo Ludovico il 4 maggio 1712; nell’ambito storico si muove ancora Roberto Livraghi, che ricostruisce la storia dellAccademia Filarmonica (1835-1843), l’istituzione che diede inizio all’insegnamento musicale ad Alessandria.

Parecchi i profili di personaggi piemontesi, antichi e contemporanei: a cominciare dal commosso ricordo di Valerio Zanone scritto da Luigi Bonanate; Rosanna Caramiello e Pierangelo Lomagno illustrano i rapporti del medico-botanico Giovanni Bartolomeo Caccia (1695-1746) con l’Università di Torino; Daniela Maldini Chiarito riflette sulla biografia della figlia di Quintino Sella, Eva, fondatrice della Scuola superiore femminile; tre figure di restauratori che hanno lavorato sui manoscritti della Biblioteca Nazionale di Torino danneggiati dall’incendio del 1904, sono delineate da Angelo Giaccaria: Erminia Caudana, il suo maestro Carlo Marré e l’allievo Amerigo Bruno.

Entriamo nell’ambito letterario con i ‘ritratti paralleli’ di Umberto Eco e Sebastiano Vassalli delineati da Giovanni Tesio; Pier Massimo Prosio ricorda un collaboratore ‘storico’ della rivista, decano del Comitato Scientifico, Piero Cazzola. Ancora sulla linea biografica, ma non solo, si muove Arnaldo Di Benedetto, che illustra i rapporti tra Vittorio Alfieri e Tommaso Valperga di Caluso; si risale indietro alla metà del Settecento con Nicola Duberti, che presenta un molto interessante manoscritto monregalese, finora sconosciuto, che contiene poesie di Ignazio Isler; due i saggi sull’Ottocento: Simonetta Satragni Petruzzi dà conto della fortuna nel teatro musicale del romanzo Ettore Fieramosca di Massimo D’Azeglio; e Marco Sterpos si sofferma sulla storia e la geografia del Piemonte nella poesia di Carducci; il Novecento infine con Valeria Gerallini che esamina le poesie per l’infanzia di Nico Orengo.

Parecchi, anche in questo fascicolo, gli interventi di storia dell’arte: Arabella Cifani e Franco Monetti presentano nuovi documenti sul pittore quattrocentesco Amedeo Albini, moncalierese; Fabiano T. Fagliari Zeni Buchicchio offre notizie documentarie su Ascanio e Vitozzo Vitozzi; Walter Canavesio illustra l’opera di Pelagio Palagi nel presbiterio della cattedrale di Mondovì; Gianluca Kannés esamina la complessa gestazione, nei primi anni del Novecento, della scultura Idealità e materialismo di Giulio Monteverde; Pier Giorgio Dragone tratta dei gioielli creati da Ada Malnati Minola e dei suoi rapporti con l’International Center of Aesthetic Research di Torino; Paolo San Martino riflette sulla rivalutazione dei beni culturali in Piemonte a trent’anni dalla mostra Porcellane e argenti del Palazzo Reale di Torino. Piero Gondolo della Riva porta nuovi addenda al catalogo di piatti decorati con motivi piemontesi. Infine Alda Rossebastiano, Elena Papa e Daniela Cacia offrono un terzo mannello di schede onomastiche piemontesi; mentre Enrica Ballarè esamina il costume valsesiano tra contesto sociale e ricerca estetica.

Chiudono il fascicolo il Notiziario bibliografico e lo spoglio delle riviste che offrono un aggiornamento bibliografico quasi esaustivo nel campo degli studi sul Piemonte.

Leggi il  Sommario completo

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Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Anna Cornagliotti, Guido Curto, Pierangelo Gentile,  Livia Giacardi,  Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci,  Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio,  Rosanna Roccia,  Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano,  Giovanni Tesio,  Georges Virlogeux.

Rivista « Studi Piemontesi »

Direttore: Rosanna Roccia

Direttore Responsabile: Albina Malerba

Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali