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è uscita la rivista “Studi Piemontesi”, 50° annata

«Studi Piemontesi»

giugno 2021, vol. L, fasc. 1

        Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, nato l’11 giugno 1979 per iniziativa di Renzo Gandolfo con lo scopo di promuovere le ricerche su storia, arti, letteratura e tutto quello che è cultura del Piemonte, tre anni dopo avviava la pubblicazione della rivista «Studi Piemontesi», della quale è appena uscito, puntuale come sempre, il primo dei due numeri del cinquantesimo volume. La direttrice Rosanna Roccia rievoca in apertura i personaggi che ne hanno segnato l’attività in questi cinquant’anni traendo le linee guida per continuare – come si legge nell’antiporta –  «a segnare, coordinare, approfondire programmi e rapporti ideali e reali di cultura e gusto». Purtroppo a festeggiare il cinquantenario manca Gian Savino Pene Vidari (1940-2020) a lungo presidente del comitato scientifico, scomparso improvvisamente: Michele Rosboch ne ricorda la figura umana e di studioso.

            Un’impresa che continua quella della rivista e una impresa che si conclude, quella della pubblicazione (dodici volumi) a cura dell’italianista francese Georges Virlogeux dell’epistolario di Massimo d’Azeglio annunciata nell’autunno 1985; traccia un profilo dell’opera con la competenza e la partecipazione di una grande esperta di epistolari risorgimentali Rosanna Roccia. A dimostrare che certe imprese finiscono ma non sono mai concluse, in chiusura del fascicolo Virlogeux, che ha condotto in porto la flotta dei dodici volumi, pubblica altre diciannove lettere (dal 1838 al 1864 quelle datate) di d’Azeglio al barone savoiardo Hector Garriod (1803-1883) commerciante di opere d’arte: sono comparse sul mercato antiquario mentre il XII volume era in corso di stampa. E ancora di d’Azeglio tratta Fabio Cafagna presentando un dipinto di Luigi Barne (1798-1837) citato nei Miei ricordi.

L’opera memorialistica ci offre il destro di aprire la sezione letteraria: del 1830 è il poemetto di Enrico Bussolino (1774-1838) Poupourì a la sënëvra: Andrea Bosio lo colloca nel contesto del dibattito sull’uso del dialetto in letteratura negli anni della Restaurazione. Una ventina d’anni prima (1809) era uscita ad Asti la prima edizione oggi nota del Gelindo Mario Chiesa esamina la lingua italiana usata dai personaggi illustri della sacra rappresentazione e riconosce la mano di due autori diversi. Siamo ancora nella prima metà dell’Ottocento con Coriolano Malingri di Bagnolo (1790-1855), amico di Diodata Saluzzo: Giacomo Cellerino ne ricostruisce la biografia e ne censisce l’opera letteraria edita. A tempi più recenti ci porta Giovanni Tesio che ci fa partecipi delle riflessioni di Primo Levi sulla rima ed illustra l’uso che ne fa.

Dalla letteratura alla storia, grazie alle lettere, quelle degli ambasciatori veneti a Torino tra Cinque e Seicento: Pierpaolo Merlin vi cerca i caratteri che essi riconoscevano nella sovranità dei Savoia. Enrico Genta Ternavasio ricorda un particolare istituto benefico del Settecento a favore delle giovani povere ma meritevoli, la ‘Rosière’. Ancora nel Settecento con Isabelle Eve Carlotti Devier che informa sull’accoglienza dei viaggiatori britannici alla corte di Savoia. Federica Merlo estrae trame di storie perdute dal fondo di autografi dei devianti conservati nel Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso. Erika Luciano racconta i campi universitari per studenti militari internati istituiti da Gustavo Colonnetti esiliato in Svizzera.

Siamo così alla sezione della storia dell’arte; architettura anzi tutto: Chiara Devoti ricostruisce dai documenti la Commenda di San Giovanni Battista nell’Isola di Sant’Avventore, oggi scomparsa, e la sua cappella nella Chiesa dei Santi Processo e Martiniano. Cristina Ruggero, con una ampia recensione al volume edito dal Centro Studi Piemontesi, pone l’accento sul fondo juvarriano conservato nella Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e sul catalogo dei disegni approntato in occasione della recente mostra su Filippo Juvarra. Laura Palmucci e Laura Aime, grazie alla liberalità della Famiglia Della Chiesa di Cervignasco e Trivero, illustrano progetti inediti destinati a Cuneo e al cuneese di Mario Ludovico Quarini, collaboratore di Bernardo Antonio Vittone. Giovanna D’Amia tratta della formazione piemontese dell’architetto Carlo Morra (1854-1926) attivo in Argentina. Roberto Antonetto invece richiama l’attenzione su Antonio Bonadè (1807-1873), un dimenticato maestro di tarsia. Giancarlo Melano segnala una collezione genovese tra gli antecedenti dell’Armeria Reale.

La tredicesima puntata di onomastica piemontese curata da Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia ha un solo protagonista, il fagiano, naturalmente declinato nei suoi esiti piemontesi: Fasan, Fasano, Fasani, ecc.

Come sempre chiudono il fascicolo le dense pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi, alle notizie di mostre convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale.

Indice

Abstract

Comitato Scientifico

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Gilles Bertrand, Mario Chiesa, Gabriele Clemens, Anna Cornagliotti, Guido Curto, Chiara Devoti, Enrico Genta Ternavasio, Pierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Isabella Massabò Ricci,  Andrea Merlotti, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Pier Massimo Prosio,  Rosanna Roccia,  Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano,  Giovanni Tesio,  Georges Virlogeux.

Direttore, Rosanna Roccia; Responsabile, Albina Malerba.

Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali

visita guidata a juvarra n.3, con elena gianasso e maria vittoria cattaneo

Filippo Juvarra regista di corti e capitali

dalla Sicilia al Piemonte all’Europa

Mostra allestita alla Biblioteca Nazionale Universitaria,
con la collaborazione dell’ABNUT,
del Centro Studi Piemontesi, del DIST-Politecnico di Torino

visita guidata dai curatori Venerdì 26 marzo

con Elena Gianasso e Maria Vittoria Cattaneo

Per chi fosse interessato al volume che accompagna la mostra, vedi QUI a scheda del libro.

In attesa che la mostra e il bookshop possano essere aperti ai visitatori, il libro può essere acquistato presso il Centro Studi Piemontesi rivolgendosi a lara.ferrando@studipiemontesi.it / 3914302055

Juvarra – visita guidata con costanza Roggero e Chiara Devoti

Filippo Juvarra. Regista di corti e capitali

dalla Sicilia al Piemonte all’Europa

Mostra allestita alla Biblioteca Nazionale Universitaria, con la collaborazione dell’ABNUT, del Centro Studi Piemontesi, del DIST-Politecnico di Torino

Seconda visita guidata, venerdì 19 marzo

con Costanza Roggero e Chiara Devoti

Per chi fosse interessato al volume che accompagna la mostra, vedi QUI a scheda del libro

In attesa che la mostra e il bookshop possano essere aperti ai visitatori, il libro può essere acquistato presso il Centro Studi Piemontesi rivogelndosi a lara.ferrando@studipiemontesi.it / 3914302055

Visite guidate alla mostra di juvarra

Filippo Juvarra. Regista di corti e capitali dalla Sicilia al Piemonte all’Europa

Mostra allestita alla Biblioteca Nazionale Universitaria, con la collaborazione dell’ABNUT, del Centro Studi Piemontesi, del DIST-Politecnico di Torino

Visite guidate con i Curatori

Intervengono Gustavo Mola di Nomaglio, Vice Presidente del Centro StudiPiemontesi, con un inquadramento storico e politico a Juvarra e i Savoia; Franca Porticelli, già responsabile dell’Ufficio Manoscritti e Rari della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, con un accenno al Corpus Juvarrianum e al suo arrivo alla Nazionale; Fabio Uliana, responsabile dell’Ufficio Manoscritti e Rari della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, ci presenterà la mostra nel suo insieme.

ll 14 marzo si celebra la Giornata nazionale del Paesaggio, istituita con l’obiettivo di promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e a sensibilizzare i cittadini sui temi ad essa legati.
Con tali obiettivi la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino partecipa con tre iniziative virtuali visibili sui canali Youtube e Facebook con al centro l’arte e il paesaggio interpretati attraverso l’occhio e la mano del grande architetto, scenografo e incisore Filippo Juvarra.
All’interno del corpus juvarrianum, la più grande raccolta di disegni del grande messinese, è possibile godere di straordinarie visioni di paesaggi, arditiprogetti di opere sul territorio realizzate e anche solo immaginate, fantasiose scenografie frutto della mano e dell’arte di Juvarra e dei suoi collaboratori che rappresentano riferimenti di bellezza, di armonia e della proattiva capacità dell’uomo di modificare e plasmare a suo uso l’ambiente e lo spazio per farne sede aulica della sua vita. Messina, Palermo, Roma, Torino, Mantova Lisbona, Madrid… un viaggio fantastico e reale, per scoprire il corpus juvarrianum attraverso:
tre visite virtuali a diversi settori della mostra in compagnia dei curatori alle ore 11.00 di venerdì 12, 19 e 26 marzo
• un tour virtuale nei paesaggi juvarriani del Corpus Juvarrianum
domenica 14 marzo a partire dalle ore 10

Per le prossime visite andare sul sito ufficiale della mostra dove si troveranno i link dedicati .

Filippo Juvarra regista di corti e capitali


Dal 5 marzo al 31 maggio è allestita alla sala mostre della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino la mostra

Filippo Juvarra regista di corti e capitali dalla Sicilia al Piemonte all’Europa

A cura di Maria Vittoria Cattaneo, Chiara Devoti, Elena Gianasso, Gustavo Mola di Nomaglio, Franca Porticelli, Costanza Roggero, Fabio Uliana

L’inaugurazione è giovedì 4 marzo alle 11, in streaming. Per partecipare occorre iscriversi sul sito www.juvarraallanazionale.it

La cospicua raccolta di disegni del celebre architetto e dei suoi collaboratori fu acquisita dalla Biblioteca negli anni 1762-1763, andandosi ad arricchire nel 1857 dell’album noto con l’attuale segnatura Riserva 59.4, l’unico composto dallo stesso Juvarra e che reca un originale titolo proprio: Penzieri diversi p. studio d’architettura fatti da me D. Filippo Juvarra a 9 luglio 1707 in Roma.

Gli album esposti offrono il profilo di unartista “a tutto tondo”, dentro e oltre il barocco: non solo geniale architetto, ma anche – come testimoniato dai suoi disegni – vedutista, scenografo, interior designer e molto altro. Tre sono i filoni nei quali si dipana il percorso espositivo, arricchitoda un apparato multimediale che permette lo sfoglio di tutto il corpus su monitor a parete: il primo dedicato agli studi di Juvarra e dei suoi collaboratori più specificamente legati alle architetture, religiose e civili; il secondo nucleo espositivo ripercorre l’attività di Juvarra scenografo, in particolare negli anni romani, tra il 1709 e il 1714, mentre la terza sezione si incentra sul legame storico politico tra Sicilia, Piemonte ed Europa.

La mostra è corredata da una corposa pubblicazione che ospita saggi per l’inquadramento storico, artistico e culturale della produzione juvarriana e anche l’inventario aggiornato dell’intero Corpus juvarrianum edito dal Centro Studi Piemontesi, acquistabile anche nel bookshop.

Filippo Juvarra regista di Corti e Capitali dalla Sicilia al Piemonte all’Europa, a cura di FRANCA PORTICELLI, COSTANZA ROGGERO, CHIARA DEVOTI, GUSTAVO MOLA DI NOMAGLIO
in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, l’Associazione Amici della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (ABNUT), il DIST-Politecnico di Torino,  2020. Pagg. XVII-490, ill. ISBN 978-88-8262-298-5 – DOI 10.26344/JUV20. Prezzo di copertina € 40.

nOVITà: fILIPPO jUVARRA

Filippo Juvarra regista di Corti e Capitali
dalla Sicilia al Piemonte all’Europa

a cura di FRANCA PORTICELLI, COSTANZA ROGGERO, CHIARA DEVOTI, GUSTAVO MOLA DI NOMAGLIO

Torino, Centro Studi Piemontesi, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, l’Associazione Amici della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (ABNUT), il DIST-Politecnico di Torino, 2020. Pagg. XVII-490, ill. ISBN 978-88-8262-298-5 – DOI 10.26344/JUV20
Prezzo di copertina € 40; prezzo riservato ai Soci € 25.

Nel terzo centenario della sua istituzione, la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino dedica una mostra al grande architetto messinese, permettendo al pubblico di fruire ‒ nella sala espositiva che sarà intitolata allo stesso Filippo Juvarra ‒ del Corpus Juvarrianum nel suo complesso e in duplice forma, quella statica, ma affascinante, dei volumi originali esposti, e quella animata, con lo sfoglio digitale di tutti gli album “sfogliabili” come se fossero tra le mani del visitatore, grazie all’allestimento digitale di Tomaso Cravarezza e Marzia Gallo.
Il volume che accompagna la mostra porta all’attenzione del pubblico, da quello più vasto agli specialisti, l’eccezionalità del Corpus Juvarrianum, presentandolo per la prima volta nella sua compiutezza offerto con aggiornamenti critici. Al centro del volume, come valore assoluto, la pubblicazione del complesso degli album del Corpus Juvarrianum che ha richiesto un lungo e laborioso lavoro di revisione delle schede cartacee che lo accompagnavano, trascritte e uniformate da Giulia Bergamo, tutte aggiornate e riverificate sui disegni originali da Maria Vittoria Cattaneo e Elena Gianasso, con la collaborazione di Fabio Uliana, fino alla organizzazione grafica del repertorio finale, curata da Luisa Montobbio.
Alla pubblicazione dell’intero repertorio degli album si associa una selezionata serie di saggi, che mettono in luce la ricchezza non soltanto della figura di Juvarra, ma innanzitutto del milieu culturale juvarriano con le sue ricadute evidenti sul panorama torinese ed europeo. Contributi di: CLELIA ARNALDI DI BALME, NICOLA BADOLATO, GIULIA BERGAMO, PAOLA BIANCHI, GIOSUÈ BRONZINO, MARIA VITTORIA CATTANEO, PAOLO CORNAGLIA, ANNARITA COLTURATO, CHIARA DEVOTI, ENRICO GENTA TERNAVASIO, ELENA GIANASSO, ANDREA MERLOTTI, GUSTAVO MOLA DI NOMAGLIO, FRANCA PORTICELLI, GIUSEPPINA RAGGI, COSTANZA ROGGERO, JOSÉ LUIS SANCHO GASPAR, CRISTINA SCALON, FABIO ULIANA, FRANCA VARALLO. Abstract in inglese dei testi.

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filippo juvarra: la mostra e il libro

La mostra “Filippo Juvarra – Regista di corti e capitali dalla Sicilia al Piemonte all’Europa” è già allestita alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e appena possibile sarà aperta al pubblico.

Tra pochi giorni sarà disponibile il volume che accompagna la mostra con i contributi di curatori e studiosi juvarriani.