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OLTRE IL GIARDINO A MIRADOLO

Per un anno intero, fino a maggio 2022, la Fondazione Cosso propone una grande mostra dedicata ai progetti e al pensiero dell’architetto Paolo Pejrone, laureato in Architettura con Carlo Mollino, collaboratore di Russel Page e Roberto Burle Marx e autore di alcuni dei più importanti e significativi giardini del mondo.

L’idea nasce da un anno di incontri, interviste e riflessioni con l’architetto Paolo Pejrone che, in oltre 50 anni di carriera, ha progettato più di 800 giardini.

Elementi cruciali del progetto saranno la stagionalità dell’esposizione e il percorso della mostra, che non soltanto si svilupperà nelle quindici sale storiche del Castello, ma si diffonderà anche nei sei ettari del parco all’inglese che circonda l’antica dimora, in cui è possibile incontrare alcune specie botaniche provenienti da tutto il mondo e cinque alberi monumentali.

Questo progetto, inoltre, permetterà al pubblico di scoprire l’Orto del Castello: l’idea di far rinascere l’orto al Castello di Miradolo è un desiderio da anni che ha preso vita grazie alla capacità visionaria dell’Architetto e delle numerose persone che ne hanno permesso il ripristino.

Giorni e orari di apertura: venerdì, sabato, domenica e lunedì, ore 10/19.30 (ultimo ingresso 17.30)
Ingresso solo su prenotazione: 0121 502761 prenotazioni@fondazionecosso.it

Il Fai-Torino organizza un ciclo di conferenze su zoom, condividiamo volentieri il programma per chi fosse interessato a questi temi:

Mercoledì 14 aprile, alle 18, Musei e Ricerca, le memorie del futuro, con Evelina Christillin, Presidente della Fondazione Museo Egizio e Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torino.

Mercoledì 21 aprile, alle 18, Dall’album al desktop, collezionare fotografie, con Walter Guadagnini, direttore di Camera – Centro Italiano per la Fotografia.

Mercoledì 28 aprile, alle 18, Storia del giardino, con Edoardo Santoro, curatore di giardini botanici tra cui il giardino medievale di Palazzo Madama

Per maggiori informazioni e per iscriversi alle conferenze cliccare QUI

Antiche dimore e giardini a Dronero

Lunedì 13 novembre, ore 18

gli autori

Federico Fontana, Luca Giacomini,  Renata Lodari

con Gustavo Mola di Nomaglio e Matteo Ferrione

presentano il volume

Antiche Dimore e Giardini a Dronero

Edito dal Centro Studi Piemontesi in collaborazione con l’Associazione DroneroCult

La bibliografia esistente sulla città di Dronero e la Val Maira, sulla storia e sull’evoluzione di quel territorio pedemontano tra Saluzzo, Busca, Caraglio e Cuneo è ponderosa e approfondita. In questa spicca l’opera di Giuseppe Manuel di San Giovanni (1810-1886) al quale si devono gli approfonditi studi storici sulla Dronero antica sino al XVII secolo editi tra il 1847 e il 1868 e, più recentemente, le pubblicazioni di Milli Chegai (Dronero. Un borgo rivisitato, 1989) e di Patrizia Chierici (Dronero: la costruzione della città e dell’architettura tra medioevo ed età moderna, 1992) che hanno contribuito a scoprire e interpretare, con puntuali approfondimenti, l’evoluzione urbanistica della città tra XVII e XIX secolo. Antiche dimore e giardini a Dronero edito dal Centro Studi Piemontesi propone una diversa lettura della storia recente di Dronero e si focalizza soprattutto nel periodo tra la fine del XVIII e l’inizio del XX secolo, contestualmente all’evoluzione urbana della città che la porterà ad espandersi oltre le antiche mura medioevali. La pubblicazione, voluta dall’Associazione Dronero Cult e sostenuta dall’Amministrazione Comunale e dalla Compagnia di San Paolo, descrive particolarmente le trasformazioni delle antiche residenze nobiliari dei casati storici di Dronero (Blanchi di Roascio, Manuel di San Giovanni, Ponza di San Martino, Valfrè di Bonzo, De’ Bottini di Sant’Agnese, Voli, Travaglini, Savio, ecc.) per adattarle a villeggiature stagionali. Le dimore descritte sono quasi tutte dotate di giardini che, seppur nelle semplici forme giunte sino ad oggi, documentano efficacemente uno stile e una struttura paesaggistica e compositiva assolutamente simile a quella delle altre antiche dimore piemontesi contemporanee.  Lo studio ha inoltre permesso di scoprire importanti relazioni intellettuali tra i membri di colte famiglie locali e l’opera specialistica di alcuni autorevoli progettisti – tra questi soprattutto Edoardo Arborio Mella (1808-1884) e Giuseppe Roda jr (1866-1951) noti anche a livello nazionale – o di altri personaggi tra i quali spiccano le figure di Alessandro Savio (+1925) e don Giovanni Raviolo (1905-1982) che operarono in Dronero con intenti diversi lasciando comunque tutti qualificati episodi del loro impegno professionale e sociale ed autorevoli esempi di un modus operandi  ancora utile come riferimento per il futuro di questa città.

Sul nostro canale YouTube il video dell’incontro