Archivi tag: Giovanni Francesco Fiochetto

le biografie sabaude di Maria Teresa Reineri

Il Centro Studi Piemontesi racconta…

Maria Teresa Reineri racconta la sua passione per i personaggi della storia sabauda, dal medico Giovanni Francesco Fiochetto ad Anna di Orléans, moglie di Vittorio Amedeo II e prima regina di Sardegna, fino ai suoi studi sulla marchesa Faustina Roero di Cortanze, di cui pubblicherà presto il Diario ritrovato al Castello di Racconigi.

G.F. Fiochetto, archiatra di Casa Savoia e protomedico durante la peste del 1630 a Torino

Su “La Stampa” di oggi, l’articolo di Giorgio Ballario sulla peste del 1630 a Torino fa riferimento al protomedico Giovanni Francesco Fiochetto, autore dell’allora molto innovativo “Trattato della peste e del pestifero contagio”, stampato nel 1631.

Ci fa piacere segnalare che il Centro Studi Piemontesi, nel 2010, ha pubblicato una esauriente biografia del Fiochetto, autrice Maria Teresa Reineri: Dal secolo d’oro al flagello nero. L’archiatra di Casa Savoia Giovanni Francesco Fiochetto (Vigone 1564-Torino 1642)(pagg. 442), presente in tutte le più importanti biblioteche, non solo piemontesi.

La biografia di un personaggio dalla vita straordinaria è di per sé un “romanzo” e tale può definirsi questo libro che narra, con penna leggera ma storicamente documentata, la vita di Giovanni Francesco Fiochetto. Nato nel 1564 a Vigone da un notaio di provincia dimostra fin dalla gioventù che non avrà un’esistenza banale. Studia medicina alla Sorbona, si laurea a Torino dove esercita con sapienza così da essere, in breve, chiamato ad insegnare all’Università, nominato archiatra di Carlo Emanuele I e pedagogo dei suoi figli che poi segue alla corte di Filippo III di Spagna. Per più di quindici anni Fiochetto vive il “secolo d’oro”: alterna i soggiorni alla corte madrilena con i viaggi attraverso il Mediterraneo sulle navi spagnole comandate da Emanuele Filiberto, terzogenito del duca, e infine risiede in Sicilia con lui, creato viceré. Fino alla morte del Principe nel 1624.
Fedeltà e conoscenza gli sono riconosciute: nominato protomedico del ducato sabaudo si prodiga durante l’infuriare della peste (il “flagello nero”) del 1630 che descrive nel ben noto Trattato della peste.
Ammirevoli i rapporti familiari che mantiene, pur lontano. Elegge la natia Vigone sede del suo sepolcreto (portandovi ad operare Carlo di Castellamonte e le sue maestranze) e depositaria dei tanti lasciti caritatevoli.
Il libro segue con appassionata attenzione le vicende private e pubbliche lungo l’intera vita di Fiochetto fino alla morte, avvenuta nel 1642, raccontandone anche il sogno ambizioso ma vano, faro dell’intera sua esistenza: far vivere nella discendenza il nome a cui ha dato così grande lustro.
Le sue opere, in latino e in volgare, sono testimonianza della scienza, modernità, erudizione di un uomo, un grande piemontese, di altissima statura morale.