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Liriche dell’Antica Provenza

An flanand tra le pagine del Catalogo Storico delle edizioni del Centro Studi Piemontesi

MARCO PICCAT
Donne piemontesi e corti d’amore
Una raccolta di liriche dell’antica Provenza

Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2016. Pagg. 360, ill. ISBN: 978-88-8262-250-3 .

I trovatori provenzali sono stati gli autori, tra XII e XIII secolo, delle prime canzoni d’amore composte in uno dei linguaggi che, sostituitisi al latino, innovarono profondamente e la tradizione linguistica e la cultura letteraria dei popoli di tutta Europa.
Dalla loro terra d’origine, alcuni di questi poeti si mossero ad esportare il loro nuovo messaggio, intrecciato di parole, musiche e gesti, in due opposte direzioni: da una parte verso le regioni catalano-aragonesi, e dall’altra verso il Piemonte. Qui, in particolare, essi trovarono accoglienza e ospitalità presso alcune corti, da quella potente e ricca come quella dei Marchesi di Monferrato, a quella in lenta ma graduale espansione quale quella dei Conti di Savoia, e ancora in quella piccola ma orgogliosa e tenace come quella dei Marchesi di Saluzzo; nonostante la difficoltà di linguaggio, le differenze dei costumi, il proverbiale riserbo per le novità, in queste tre aree, nel corso di pochi decenni, il canto provenzale riuscì non solo a trovare occasioni o radici, ma persino a far attecchire tradizioni del tutto inedite ed inusuali nei luoghi. La nomea del marchese Bonifacio del Monferrato, grande protettore e mecenate, costituì un esempio di accoglienza per giullari e poeti migranti, che ricambiarono con l’’invenzione di una poesia cantata e musicata, a metà tra propaganda politica e vanto del sentimento amoroso, tra abbandono sensuale e nostalgia ‘guerriera’, tra folle avventura cavalleresca e rigorosa osservanza di un codice d’onore”. Poco alla volta, nomi di figure femminili, quali quelli di Beatrice di Monferrato, della Contessa di Piemonte o della Marchesa di Saluzzo, cominciarono a comparire come destinatarie dei canti, o comunque celebrate al loro interno, con sottolineature ripetute, per le sembianze e per la ‘cortesia’: da queste prime, leggiadre quanto delicate immagini della ‘dama di Piemonte‘, scrittori come Boccaccio o Petrarca trassero ispirazione per descrivere a loro volta le ‘gesta’ di nobili eroine. Nei loro percorsi in Piemonte, i provenzali portarono quello che era il loro repertorio poetico classico, con quello che vi era di sentimentale, di polemico, di provocatorio, di cortese e di ironico, di sublime e di volgare, rivisitandolo, alla luce di una diversa situazione politico-culturale e di una nuova stagione culturale.
Il libro, dopo una premessa relativa alle ‘corti’, raccoglie, presentandole per la prima volta in modo completo e organico, le composizioni per le dame d’origine ‘piemontese’, facendo emergere frammenti di temi, moduli e stili di una poesia senza frontiere.

Donne e corti d’amore a Palazzo Lascaris

Cattura

giovedì 17 novembre, alle ore 17,30

a Palazzo Lascaris, Sala Viglione

(Via Alfieri 15, Torino)

presentazione del libro

Donne piemontesi e corti d’amore

Una raccolta di liriche dell’antica Provenza

edizione Centro Studi Piemontesi, 2016

con l’autore Marco Piccat, intervengono Silvia Cavallero e Rinaldo Comba. Coordina Albina Malerba

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Si prega di dare la propria adesione a rel.esterne@cr.piemonte.it  -0115757507 -0115757807

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piccat figura

Donne e corti d’amore a Saluzzo

Sabato 24 settembre alle 17,30

a Saluzzo

al Refettorio del Convento di San Giovanni

presentazione del volume a cura di

Marco Piccat

Donne piemontesi e corti d’amore

Una raccolta di liriche dell’antica Provenza

edizioni Centro Studi Piemontesi, 2016

piccat figura

 

Con l’Autore intervengono:

Albina MalerbaCentro Studi Piemontesi

Rinaldo CombaUniversità degli studi di Milano

Silvia BeltramoPolitecnico di Torino

Silvia CavalleroCastello della Manta – FAI

Lucy Lorini TascaAssociazione Clemente Rebora

Claudia CaffagniEnsemble La Reverdie

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Il “Gelindo” dall’Ottocento ad oggi

Giovedì 9 aprile, ore 18,  per le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal territorio, incontro con Mario Chiesa e Marco Piccat sul tema

Per una nuova edizione del “Gelindo”

dramma sacro piemontese

 

gelindo

Il Gelindo è la sacra rappresentazione natalizia che da più di due secoli rappresenta uno dei ‘monumenti’ emblematici del Piemonte, al pari della Sacra di San Michele o della basilica di Sant’Andrea di Vercelli. Letta e messa in scena in Piemonte per tutto l’Ottocento e ancora, pure se con minore assiduità, nel Novecento, diffusa in decine e decine di edizioni, non è disponibile in edizione moderna, di qui il progetto del Centro Studi Piemontesi di preparare una nuova edizione.