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LUNA DI MARZO

La Luna

Il 24 marzo arriverà la luna nuova: luna di marzo.

Molte sono le credenze legate alla luna.

In campagna tenevano in conto la luna per seminare: con la luna nuova, durante il primo quarto, non si deve seminare altrimenti le piantine cresceranno solo in altezza, ma non saranno fruttuose. Si semina di luna calante. La luna diventerà “buona” dopo otto giorni, cioè dopo il primo quarto. C’è chi dice che trascorso il venerdì (“passatole il venerdì sopra”) allora la luna diventa buona anche se fosse venuta al giovedì (cioè il giorno prima). Con la luna nuova non si deve tagliare la legna, altrimenti tarla. Per lo stesso motivo anche la tela non si deve tagliare di luna nuova. Il bucato delle lenzuola (che una volta si faceva con acqua bollente e cenere) non si doveva fare di luna nuova, altrimenti non risultavano candide.

Se si taglia il fieno di luna nuova ammuffirà.

La luna nuova è soltanto adatta per i raccolti.

Se la luna viene con la pioggia, vuol dire che avremo brutto tempo.

E così via….

Degli effetti della Luna sulle attività umane ne ha scritto Cesare Pavese ne Il mestiere di vivere:

1 luglio 1942

E sempre Pavese ne La luna e i falò, capitolo nono: “…Allora credi anche nella luna? – La luna, – disse Nuto, – bisogna crederci per forza. Prova a tagliare a luna piena un pino, te lo mangiano i vermi. Una tina la devi lavare quando la luna è giovane. Perfino gli innesti, se non si fanno ai primi giorni della luna, non attaccano. Allora gli dissi che nel mondo ne avevo sentite di storie, ma le più grosse erano queste. Era inutile che trovasse tanto da dire sul governo e sui discorsi dei preti se poi credeva a queste superstizioni come i vecchi di sua nonna. E fu allora che Nuto calmo calmo mi disse che superstizione è soltanto quella che fa del male, e se uno adoperasse la luna e i falò per derubare i contadini e tenerli all’oscuro, allora sarebbe lui l’ignorante e bisognerebbe fucilarlo in piazza. Ma prima di parlare dovevo ridiventare campagnolo. Un vecchio come il Valino non saprà nient’altro ma la terra la conosceva”