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i Pichetto dal Biellese a Torino: dall’arte della lana all’arte del ferro

Storia, storie, figure del Piemonte e degli antichi Stati Sabaudi
Famiglie imprenditoriali

I Pichetto dal Biellese a Torino: dall’arte della lana all’arte del ferro

I primi passi da imprenditore del “fabbro” Giuseppe Pichetto (1850-1922) – iniziatore nel secondo Ottocento di un’industria artistica a lungo ben conosciuta in Italia ed Europa – non sembrano differire da quelli di altri industriali e uomini d’affari piemontesi che, come Giovanni Agnelli, Luigi Rossi, Marcel Bich poterono contare, anteriormente ai loro exploit personali, su solide basi economiche.
Pichetto nacque a Veglio Mosso il 7 novembre 1850, da una vecchia famiglia locale, il cui cognome compariva da tempo tra quelli impegnati nell’industria laniera radicata nella zona: già nel 1775 Giovanni Battista e Dionigio Pichetto figuravano in Mosso nello “Stato de’ fabbricatori aventi lanifici in Biella e nelle terre della provincia”.

Giuseppe Pichetto, Ringhiera in ferro battuto e scolpito per Scalone Castello Reale di Racconigi.
Da: Cartella Persistenza delle opere in ferro di Giuseppe Pichetto senior. Sei tavole e sei fotografie offerte da Giuseppe Pichetto junior, Torino 1986.
Le tavole della Cartella “sono state riprodotte dall’album, Lavori in ferro, pubblicato nel 1911 dal Cavaliere del Lavoro Giuseppe Pichetto […]. L’album originale è composto di 100 tavole: ne sono state scelte sei […]. Progettazione, ricerche, ricognizioni dei luoghi e fotografie di Giorgio Avigdor, su idea di Giuseppe Pichetto”. Torino, Biblioteca del Centro Studi Piemontesi.

Giuseppe Pichetto compì i primi studi nel paese natale, forse sotto la guida di uno dei non rari sacerdoti appartenenti alla sua famiglia, ed iniziò, giovanissimo, un mestiere ben diverso da quello che l’avrebbe reso famoso tra i propri contemporanei, facendo lo scrivano a Veglio, presso il notaio Prina. Ben presto, appassionato di meccanica, lo troviamo però a Torino, a frequentare scuole tecniche. È poco più che un ragazzo quando, mettendo a frutto gli insegnamenti impartitigli nei momenti liberi dal “serruriere” di Mosso Santa Maria, Antonio Galoppo, inventa una cassaforte a cilindro ed un congegno per aprire porte e finestre a distanza.
Con l’intento di studiare l’evoluzione dell’industria metallurgica mondiale, Pichetto effettuò viaggi in Europa e negli Stati Uniti. Nel 1879, al suo ritorno a Torino, fondò in corso Vittorio Emanuele II 21 un’“Officina per costruzioni in ferro”. In breve tempo aprì varie succursali in Italia e all’estero, dotando la propria fabbrica, secondo quanto si legge in un articolo del primo Novecento, «di ogni miglior macchina utensile e d’ogni moderno trovato della Scienza» e formando maestranze altamente specializzate.

Giuseppe Pichetto, Ringhiera per Scalone in ferro fucinato, Villa Boasso, Alba.
Da: Cartella Persistenza delle opere in ferro di Giuseppe Pichetto senior. Sei tavole e sei fotografie offerte da Giuseppe Pichetto junior, Torino 1986.
Le tavole della Cartella “sono state riprodotte dall’album, Lavori in ferro, pubblicato nel 1911 dal Cavaliere del Lavoro Giuseppe Pichetto […]. L’album originale è composto di 100 tavole: ne sono state scelte sei […]. Progettazione, ricerche, ricognizioni dei luoghi e fotografie di Giorgio Avigdor, su idea di Giuseppe Pichetto”. Torino, Biblioteca del Centro Studi Piemontesi.

Dalla fucina di Pichetto uscirono autentiche opere d’arte, che ne fecero il fornitore privilegiato della Casa Reale, della nobiltà e dell’alta borghesia. La sua opera fu richiesta anche all’estero, in Francia (dove operava la succursale di Parigi) e in altri paesi, non esclusa la Turchia, dove gli furono commissionati importanti lavori per il palazzo sultanale di Costantinopoli. Molte opere, nonostante le distruzioni dovute allo spasmodico bisogno di ferro dei periodi bellici, si conservano tuttora: basti ricordare gli splendidi Cancelli in ferro battuto con guarniture in bronzo del palazzo della Regina Margherita a Roma oppure, a Torino, la cancellata lungo l’ala nuova di Palazzo Reale, su via XX settembre e i cancelli della Mole antonelliana o, ancora, a Racconigi, la ringhiera in ferro battuto e scolpito per lo scalone del castello reale.

Giuseppe Pichetto, Cancelli in ferro battuto e guarniture in bronzo, Palazzo Margherita – Roma
Da: Lavori in ferro di Giuseppe Pichetto. L’architettura dei mestieri intelligenti. Sei fotografie di Giorgio Avigdor con un testo di Andreina Griseri, Torino 1987. Torino, Biblioteca del Centro Studi Piemontesi.

Di anno in anno il prestigio di Pichetto si accrebbe, al punto che nel 1908 fu creato Cavaliere del Lavoro, affiancandosi ai nomi di maggior prestigio dell’imprenditoria piemontese del tempo, come Giovanni Agnelli, Silvano Venchi, Vittorio Tedeschi, Giacomo Bosso, Teofilo Rossi, Felice Piacenza e Oreste Catella.
All’attività produttiva egli congiunse un impegno sociale e filantropico (fu tra l’altro consigliere e finanziatore delle Scuole-Officine serali, fondate nel 1887 e poste sotto la presidenza onoraria del Re) e svolse un ruolo attivo nelle organizzazioni che rappresentavano gli imprenditori, quali la Lega industriale, l’Associazione Generale fra Industriali e Commercianti e l’Associazione dell’Industria Meccanica ed Arti affini.

Giuseppe Pichetto, Cancellata in ferro fucinato. Villino C. Dellachà – Torino
Da: Lavori in ferro di Giuseppe Pichetto. L’architettura dei mestieri intelligenti. Sei fotografie di Giorgio Avigdor con un testo di Andreina Griseri, Torino 1987. Torino, Biblioteca del Centro Studi Piemontesi.
Archivio del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, Torino
Archivio del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, Torino

Allo scoppio della prima guerra mondiale il Genio militare arruolò la maggior parte degli operai delle Officine Pichetto: non era più il tempo di forgiare opere d’arte ma cannoni. L’azienda rimase praticamente paralizzata, sinché Giuseppe non fu costretto a cessare l’attività, cedendo successivamente la fabbrica. Ma l’avventura imprenditoriale della famiglia non finì qui. Dopo la sua morte (5 dicembre 1922) le tradizioni imprenditoriali furono continuate dai figli Antonio Virginio ed Angelo. Il primo, ingegnere, dopo esperienze in campo automobilistico in Italia divenne progettista di motori sportivi della Bugatti. Il secondo, studioso di chimica, allievo di Ponzio, compì ricerche che gli valsero premi importanti, alcuni conferitigli dall’Accademia dei Lincei. Negli anni Venti fondò l’Istituto Chimico Subalpino, acquistando qualche tempo dopo la F.lli Maraschi, un’importante ed antica azienda torinese produttrice di essenze, estratti ed aromi, tuttora operante (denominata attualmente Maraschi & Quirici, in seguito alla fusione con la Ercole Quirici) nel campo della chimica naturale. Questa tuttora legata al nome di un altro Giuseppe Pichetto, il Presidente del Centro Studi Piemontesi, anche lui Cavaliere del Lavoro e già, tra altri prestigiosi incarichi istituzionali, Presidente dell’Unione Industriale e della Camera di commercio di Torino il cui nome sottolinea la bisecolare continuità delle intraprese economiche familiari.

gmn

Esposizione Italiana di Architettura, Torino 1890. Medaglia d’oro conferita a Giuseppe
Pichetto (1850-1923) per la realizzazione, nella sua fonderia, di uno splendido grifone

Da: Torino Internazionale. Le grandi Expo tra Otto e Novecento, catalogo della mostra del 2015 alla Biblioteca della Regione Piemonte, a cura di Albina Malerba e Gustavo Mola di Nomaglio, introduzione storica di Pier Luigi Bassignana, Torino, Collana “Mostre della Biblioteca della Regione Piemonte” n. 37, Torino, Consiglio regionale del Piemonte, 2015

La stella della Mole copiata da un libro del Seicento

Nella sezione “Tutto scienze salute” del 13 marzo 2018 sul sito de “La Stampa”, si trova una pagina a firma di Piero Bianucci dedicata  alle ricerche di Daniela Rissone sulla stella della Mole Antonelliana,  Qui il link alla pagina.

La ricerca di Daniela RIssone, che porta molte notizie inedite, è stata pubblicata dal Centro Studi Piemontesi nel 2017: La stella fra le stelle. Uno story-board sulla stella della Mole Antonelliana  (pp. 56, prezzo di copertina € 7).

 

 

La stella fra le stelle

Lunedì 4 dicembre ore 18

Daniela Rissone

La STELLA fra le stelle

Story-board sulla stella della Mole Antonelliana

Pubblicazione del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

Daniela Rissone ricostruisce, come in uno story-board, basandosi su immagini inedite e documenti d’archivio, la storia e le vicende delle stelle innalzate sulla sommità della Mole Antonelliana e illustra con disegni, anche digitali, la complessa forma geometrica della stella, da Platone a Leonardo, da Luca Pacioli a J. F. Niceron, fino ad oggi. Sulla Mole Antonelliana sono stati scritti decine di libri ma della stella non si parla mai e le uniche immagini esistenti compaiono solo nei progetti architettonici, in cima alla guglia e con dimensioni di 4 o 5 cm. La stella, invece è un oggetto composito, molto raffinato e, forse, unico. Disegnato nel ‘600 dal Reverendo J. F. Niceron, un frate artista e matematico, le cui vicende toccano anche Torino. Nel convento di Trinità dei Monti, a Roma, da pochi anni, è visibile un suo spettacolare affresco anamorfico di oltre 30 m. di lunghezza.

La STELLA fra le stelle è un libretto piacevole, con solide basi scientifiche, adatto a tutti. Contiene anche una stereoscopia della stella e lo sviluppo del solido, con le spiegazioni per creare in carta, con dimensioni in scala, la stella della Mole che, nella realtà, misura m 2,40 di diametro. Del libro fa parte anche un film inedito realizzato nel 1961, in 16 mm, da Giovanni Borsetti, musicato oggi da Fabrizio Argiolas, sulla Ricostruzione della Guglia della Mole. Inquadrando il QR-Code, pubblicato nel libro, si può visionare la parte della salita della stella in cima alla Mole. Durata quasi 4 minuti.

Pagg. 56, oltre 50 illustrazioni, di cui quasi la metà inedite, un film in 16 mm inedito in QR. € 7.00

Immagine a colori, realizzata con un piccolo telescopio da Bartolomeo Montrucchio; Fotogramma della stella che sale in cima alla guglia tratto dal film “La STELLA … verso il cielo” – 1961

Il video della conferenza è sul nostro canale YouTube

La stella fra le stelle al Polo del ‘900

Il Centro Studi Piemontesi partecipa il 21 settembre, a partire dalle ore 18,30, al Polo del ‘900, Sala ‘900 (Via del Carmine 14, Torino) all’incontro “Prima fermata: Savigliano. Seconda fermata: Polo del ‘900”.

Nell’occasione Daniela Rissone presenterà  il suo volumetto “La stella fra le stelle”, ricerche e scoperte inedite sulle “stelle” della Mole Antonelliana, edito dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, di cui è imminente l’uscita della seconda edizione ampliata e aggiornata con nuovi documenti.