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Affreschi del Quattrocento nel Novarese

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Giovedì 3 novembre alle ore 18

conferenza con immagini

di Carlo Naldi (Politecnico di Torino)

Affreschi del Quattrocento nel Novarese

Nella seconda metà del secolo XV, le chiesette romaniche, gli oratori del Novarese vengono arricchendosi di pittura murale. Si tratta di produzione omogenea, costante nell’iconografia, di livello spesso notevole, con autonomia culturale. Gli artisti che rappresentano sulle pareti delle chiesette le credenze di tutta la comunità sono botteghe famigliari. Essi propongono agli occhi dei fedeli i santi localmente più venerati e gli accadimenti che si ripetono nelle sacre rappresentazioni. Tra i committenti più che i grandi feudatari sono i componenti del terzo stato, cioè il popolo, che dialoga direttamente con l’artista.

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Un pittore della prima metà del Quattrocento nel Canavese e in Valle d’Aosta

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  Lunedì 16 novembre, alle ore 18

Carlo Naldi (Politecnico di Torino)

 parlerà di

Giacomino da Ivrea, un pittore della prima metà del Quattrocento nel Canavese e in Valle d’Aosta

 

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Nella prima metà del ‘400 lo stato di permanenti lotte per rivendicazioni feudali tra i signorotti del Canavese (Valperga, Masino, San Martino, Biandrate) non poteva che nuocere alle arti figurative che invece fiorivano nelle potenti corti dei marchesi di Monferrato e dei Savoia.  Nel Canavese operano due “forestieri”: il pavese Aimone Duce e il marchigiano Domenico della Marca d’Ancona. Nel 1964 riaffiora tra gli studiosi anche la figura di un pittore locale, Giacomino da Ivrea, attivo tra il 1426 e il 1469.  Il suo linguaggio pittorico, pur privo delle preziosità stilistiche del gotico internazionale e della drammaticità di Jacquerio, incontrò un indubbio successo per la capacità di rappresentare con semplicità e vivacità un’arte sacra destinata essenzialmente a un pubblico incolto. La conferenza vuole ripercorrere la vicenda artistica di Giacomino d’Ivrea e dei suoi presunti maestri con un viaggio per immagini dal Canavese alla Valle d’Aosta e alla Savoia alla riscoperta di un pittore che fu un efficace narratore delle storie riportate nella Legenda Aurea, ma anche autore di scene della cultura cortese-cavalleresca.