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Studi Piemontesi, dicembre 2018

«Studi Piemontesi», dicembre 2018, vol. XLVII, fasc. 2

Puntualmente anche quest’anno è uscito il volume invernale di «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi.

I contenuti in sintesi

Da circa tre mesi è di nuovo possibile visitare la cappella della Sindone, inserita nel percorso dei Musei Reali, restituita alla collettività da un sapiente restauro: felice coincidenza, apre il numero di “Studi Piemontesi” un saggio in cui Fabrizio Corrado illustra i fondamenti cartesiani del razionalismo che ispira l’arte del grande architetto Guarino Guarini.

Siamo ancora nel campo della storia dell’arte con Lorenzo Mamino che presenta due disegni dei primi anni del Settecento dell’architetto Michelangelo Garove: la facciata del Castello di Buttigliera d’Asti, e il progetto di un casino da erigere all’ingresso di un parco. Sempre Lorenzo Mamino propone una ‘lettura’ dell’opera del pittore e incisore monregalese Francesco Franco mancato il 1° febbraio 2018. Roberto Antonetto, tra gli oggetti d’arte lasciati dalla fioraia-contessa Ercolina Diverio Roveda al Museo Civico di Torino, si sofferma su una scrivania nella quale egli riconosce l’impronta del più maturo Pietro Piffetti.

Numerose, come al solito, le ricerche storiche delle quali si presentano i risultati. Chiara Devoti ripercorre le vicende che hanno portato l’Ordine Mauriziano alla realizzazione, a metà dell’Ottocento, dell’«Ospedale de’ Lebbrosi» a Sanremo. E il caso ha voluto che altre ricerche che riguardano la zona meridionale del Regno di Sardegna siano qui riunite: i preliminari della vendita nel 1729 a Vittorio Amedeo II del territorio di Seborga, dal 954 priorato dell’abbazia benedettina di Sant’Onorato di Lérins (il minuscolo arcipelago presso Cannes), sono ricostruiti da Simonetta Tombaccini sulla scorta di una ricca documentazione d’archivio. Siamo invece a Nizza con Rosanna Roccia che racconta le alterne vicende dell’amicizia di Camillo Cavour con la facoltosa famiglia degli Avigdor: franca e solida quella con Samuele; interessata e altalenante quella con i figli Giulio Moise ed Enrico Samuele. Alessia Catalano presenta i documenti conservati nell’Archivio Storico della città di Torino su alcune personalità della famiglia sarda Pes di Villamarina: Emanuele generale e ministro, Salvatore diplomatico, Emanuele junior cortigiano.

Vicende di casa Savoia sono rievocate da Luca Piovano che scrive di Vittorio Amedeo I principe di Carignano, «ingegno naturalmente inclinato di dissipare», tra Torino e Parigi. Carlo Alberto ad Oporto trovò l’amicizia di Gerolamo Bobone, nativo di Sanremo, ma solidamente inserito nella società portoghese: Carlos Bobone ricostruisce sulla base dell’archivio di famiglia le vicende del breve soggiorno del Re in esilio.

Trattano di aristocrazia piemontese dell’Ottocento Georges Virlogeux che evoca la formazione diplomatica di Costantino Nigra, fra il 1852 e il 1859, nei suoi rapporti con Massimo d’Azeglio; Maria Teresa Reineri e Manuela Massola tracciano un profilo di una dama tra ancien régime e modernità, la marchesa Enrichetta Guasco di Bisio Carron di San Tommaso.

Tra Sette ed Ottocento si muovono Aldo A. Mola che scrive di una Loggia massonica nel Piemonte napoleonico: gli «Adelphes Nomophiles» di Saluzzo. Gianfranco Armando e Carlo Bazzani invece ricostruiscono i pochi mesi di vita (1800-1801) del «Giornale ecclesiastico» di Gaspare Morardo: lo scolopio, professore onorario di filosofia nell’Università di Torino dal 1788, lasciata la congregazione, abbracciò apertamente la causa rivoluzionaria e nel «Giornale» propose un cristianesimo riportato all’originaria semplicità e povertà. Paolo Anzile riferisce del progetto (1846-1851) di fondare nel complesso della Venaria Reale un Istituto Agrario Veterinario e Forestale, poi abbandonato per destinare i locali a sede dell’Artiglieria.

Per la sezione letteraria: Luisa C. Gentile e Pierangelo Gentile pubblicano una lettera inedita di Silvio Pellico del 27 settembre 1832 a Polissena di Benevello. Gustoso il resoconto dell’indagine intertestuale di Giovanni Tesio: nel romanzo ambientato nelle Langhe Di viole e liquirizia Nico Orengo utilizza alcune pagine sul Barolo di Massimo Martinelli, facendolo ‘in compenso’ personaggio della vicenda.

Curto, Sopetto, Babando, Barba, Barbiso, Borsalino, Tonda, Platino, Goffi, Grogno, Nano, Sordo e loro varianti e derivati sono i cognomi della ottava puntata di onomastica piemontese curata da Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia. Per la sezione Lessico Piemontese Giovanni Ronco firma due sostanziose schede: reuma e scogné. Livio Tonso, attraverso una puntuale analisi fonetico-prosodica, descrive l’accento subalpino, la tipica impronta che distingue il parlare piemontese.

Di tutti gli articoli sono pubblicati gli Abstracts in inglese (o in italiano se pubblicati in altra lingua). Come sempre chiudono il fascicolo le dense pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi Piemontesi, alle notizie di mostre convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale.

 

10 maggio al Salone: La Nazione Ebrea di Nizza

Lingotto Fiere via Nizza 294 – Torino

Giovedì 10 maggio ore 13

Sala Argento – Padiglione 3

 

Presentazione del libro

Simonetta Tombaccini

La “Nazione Ebrea” di Nizza

Popolazioni, istituzioni, usi e costumi (1814-1860)

Centro Studi Piemontesi, con il contributo della Fondazione Guglielmo De Lévy

 

Con l’Autrice intervengono

Alberto Cavaglion

Dario Disegni

Giuseppe Pichetto

Sandra Reberschak Furlotti

Modera Albina Malerba

 

Scarica la scheda del libro

Il video della presentazione sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi. iscriviti!

dal 10 maggio presso lo Stand del Centro Studi Piemontesi al Salone del Libro di Torino Padiglione 2 Stand H 06

Il Centro Studi al Salone del Libro 2018

Da giovedì 10 a lunedì 14 maggio 2018 (ore 10-20)

il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

vi aspetta al

31° Salone Internazionale del Libro Torino

Lingotto Fiere via Nizza 294 – Torino

Padiglione 2 – Stand H 06

 

 

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis ha partecipato con un suo stand fin dalla prima edizione del Salone Internazionale del Libro Torino, e sarà presente anche quest’anno al Padiglione 2 – Stand H 06.  Il Centro Studi Piemontesi ha realizzato anche per questo #SalTo18 un nuovo segnalibro, appositamente creato dall’artista Daniela Rissone.

Il Centro Studi Piemontesi ha aderito all’iniziativa della Regione Piemonte Buono da leggere

Il Centro Studi Piemontesi è presente anche nello spazio degli Istituti Culturali del Piemonte al Pad. 3 – T 125/126

 E organizza ogni giorno una presentazione:

 

Giovedì 10 maggio ore 13

Sala Argento – Pad. 3

Presentazione del libro di Simonetta Tombaccini

La “Nazione Ebrea” di Nizza.  Popolazioni, istituzioni, usi e costumi (1814-1860)

Centro Studi Piemontesi, con il contributo della Fondazione Guglielmo De Lévy

Con l’Autrice intervengono Alberto Cavaglion, Dario Disegni, Giuseppe PichettoSandra Reberschak FurlottiModera Albina Malerba.

 

Giovedì 10 maggio ore 18.30

Spazio Istituti Culturali – Pad. 3 T125/126

 presentazione dell’Opera

L’Epistolario del beato Sebastiano Valfrè (1651-1710). Scritti di un fedele dispensatore dei misteri di Dio

a cura di Daniele D’Alessandro

con il curatore interviene Daniele Bolognini

 

Domenica 13 maggio ore 17

  Sala Arancio

Presentazione del libro di  Graziella Riviera

La strada del Fiammingo. Dal Brabante al Monferrato: i Tabachetti di Fiandra

Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2017

Con l’Autrice intervengono Bruno Gambarotta, Renata Lodari, Laura Riviera Cavigliasso, Rosanna RocciaCoordina Albina Malerba.

Lunedì 14 maggio ore 10.30 

Sala Avorio

In collaborazione con la Fondazione Filippo Burzi 

Presentazione del libro

Filippo Burzio
L’alba del Demiurgo.  Scritti giovanili (1901-1910)

introduzione e cura di Paolo Bagnoli
trascrizioni e con una nota di Corinna Desole
presentazione di Alberto Sinigaglia

Con i Curatori intervengono Alberto Sinigaglia, Bruno Quaranta, Adriano Viarengo, Albina Malerba

 

Lunedì 14  maggio ore 16

Spazio Istituti Culturali Pad. 3 T125/126

Presentazione dell’opera

Anna Maria d’Orléans. Regina di Sardegna Duchessa di Savoia

di Maria Teresa Reineri

edizioni Centro Studi Piemontesi 2017

Con l’Autrice interviene  Gustavo Mola di Nomaglio

Lunedì 14  maggio ore 17

Spazio Istituti Culturali  Pad. 3 T125/126

Presentazione dell’opera di Elena Gianasso

Per l’immagine dello Stato. Sperimentazioni neobarocche a Torino: Castello del Valentino e Palazzo Carignano

pubblicato dal Centro Studi Piemontesi 2018

Con l’Autrice interviene Costanza Roggero, Politecnico di Torino

 

scarica il programma del Centro Studi Piemontesi al Salone del Libro

 

La “Nazione Ebrea” di Nizza nell’Ottocento

          

Mercoledì 14 marzo 2018 ore 21

Centro Sociale della Comunità Ebraica

Piazzetta Primo Levi 12 – Torino

Presentazione del libro di

Simonetta Tombaccini

La “Nazione Ebrea” di Nizza. Popolazioni, istituzioni, usi e costumi (1814-1860)

edizione Centro Studi Piemontesi, con il contributo della Fondazione Guglielmo De Lévy

Dopo i saluti di

Dario DisegniPresidente della Comunità Ebraica di Torino

 Giuseppe PichettoPresidente Centro Studi Piemontesi

Emanuele Menotti ChieliConsole onorario della Repubblica Francese in Torino

Con l’Autrice intervengono

Marco Carassi,  già Direttore Archivio di Stato di Torino

Rosanna RocciaDirettore “Studi Piemontesi”

 

 La “Nazione Ebrea” di Nizza Popolazioni, istituzioni, usi e costumi (1814-1860)

Premessa di Giuseppe Pichetto, Introduzione di Dario Disegni, Prefazione di Alberto Cavaglion. Con il contributo della Fondazione Guglielmo De Lévy. Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2017. Pagg. XI-414, ill. ISBN 978-88-8262-266-4.

 

In epoca sabauda, la contea di Nizza ospitava una «nazione ebrea» di circa 300 persone. Alcuni vi dimoravano da vecchia data, soprattutto gli Hebrei nationali sudditi di casa Savoia, altri erano arrivati nel corso dei secoli, da contrade vicine e lontane. Una comunità dalle costumanze e idiomi eterogenei, costretta nel Settecento, e poi di nuovo negli anni della Restaurazione, a vivere nell’antica Giudaria, per quanto i membri più opulenti – dal banchiere Avigdor al negoziante Colombo – si guardassero dall’obbedire all’ingiunzione. Era là, nelle case prospicienti una sola strada, che la più parte dipanava il filo della propria esistenza. Là che gli adolescenti imparavano i rudimenti del sapere, che gli adulti si davano all’arte mercatoria e che tutti rispettavano le feste ebraiche. L’emancipazione del 1848 li troverà pronti ad impegnarsi nella vita pubblica, nazionale e locale, coronamento di un’integrazione nella società circostante che, tutto sommato, li aveva accolti con benevolenza.

Simonetta Tombaccini è archivista presso l’Archivio dipartimentale delle Alpi Marittime e in tale veste ha riordinato e inventariato diversi fondi archivistici del periodo sabaudo (senato, intendenza generale e consolato di mare di Nizza).  Ha pubblicato articoli e saggi sul fascismo e sull’antifascismo italiano, tra cui La storia dei fuorusciti italiani in Francia. Si è dedicata in particolare allo studio della Restaurazione e del decennio antecedente la cessione della contea di Nizza alla Francia nel 1860. Su questo periodo ha scritto articoli e saggi di storia sociale e il volume La vie de la noblesse niçoise, 1814-1860, coedito dalla Acadèmia Nissarda e dal Centro Studi Piemontesi (2010). Collabora regolarmente alla rivista «Nice Historique» e a “Studi Piemontesi”.

E’ uscito il primo fascicolo 2017 di “Studi Piemontesi”

«Studi Piemontesi»

giugno 2017, vol. XLVI, fasc. 1, pp.  390, ill.

Da quarantasei anni, tra la festa di San Giovanni e quella dei Santi Pietro e Paolo, si verifica puntuale un evento bibliografico, la pubblicazione del primo fascicolo semestrale di «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi.

Nel numero uscito in questi giorni la notizia, minima per sé, che può incuriosire i lettori riguarda Rousseau: Luisa Clotilde Gentile prova che non nel palazzo di via San Domenico 11, come credeva il Cibrario, ma nel palazzo Trucchi, all’angolo tra via Alfieri e via XX Settembre (oggi sede della Banca Nazionale del Lavoro) Rousseau servì nel 1730 in casa Solaro di Govone. E proprio a Luigi Cibrario (1802-1870), a come si venne formando nel decennio dopo la morte il suo personaggio di uomo del Risorgimento, storico devoto della monarchia sabauda, è dedicato il saggio di Pierangelo Gentile. Ancora in ambito risorgimentale si muovono Rosanna Roccia (Direttore della rivista) che pubblica due lettere inedite di Quintino Sella; Carlo M. Fiorentino che delinea alcuni tratti del carteggio dei fratelli Visconti Venosta e Stefano Apostolo che rievoca la partecipazione alla prima guerra d’Indipendenza dello scrittore renano Friedrich Wilhelm Hackländer.

Dagli eroi all’antieroe: Matteo Traverso mostra come Giorgio Orsolano (1803, impiccato nel 1835) divenne nella letteratura dei frenologi la «iena di San Giorgio». Simonetta Tombaccini ricostruisce gli ultimi mesi di vita di Paganini a Nizza e le penose vicende che tormentarono le sue spoglie. Alessandro Zussini tratta di Gaspare Deabbate, primo Console (1819-1825) del re di Sardegna negli Stati Uniti.

Quando Napoleone arruolava i soldati dell’armée, un benestante poteva sottrarsi alla coscrizione pagando qualcuno che lo sostituisse: Ferdinando Sobrero presenta due lettere di un remplaçant, Carlo Domenico Bosio di Baldissero. Cecilia Russo delinea la figura dell’ambasciatore Benoît Cise de Grésy e pubblica una sua lettera nella quale informa Maria Cristina di Francia in merito all’incontro con Mazzarino.

Quasi una rubrica, le schede di onomastica piemontese a cura di Rossebastiano-Papa-Cacia, sono questa volta dedicate ai vari esiti del latino cauda. Stefano Baldi illustra l’opera di ricerca di Alberto Basso sulla musica e gli spettacoli nella Torino di Antico Regime, ora riunita nei due monumentali volumi L’Eridano e la Dora festeggianti.

Nel settore della storia dell’arte, varie ‘riscoperte’: Roberto Antonetto informa sul ritrovamento di una favolosa gabbia per uccelli, dono per le nozze fra il secondogenito di Carlo Alberto, Ferdinando di Savoia, ed Elisabetta di Sassonia nel 1850; la descrive e ne ricostruisce le vicende. Arabella Cifani e Franco Monetti presentano un dipinto sconosciuto di Angelo Bartolomeo Vacca senior (1746-1834) e nuovi documenti per la biografia. Thomas Wilke illustra alcuni disegni di Ascanio Vittozzi per la cappella della Sindone, ritrovati nello Staatliche Graphische Sammlung di Monaco di Baviera. Francesca Favaro descrive l’appartamento dei bagni del castello di Agliè e Paolo San Martino si sofferma sulla valenza scenografica dello scalone juvarriano di Palazzo Reale e le sue suggestioni interpretate dal cinema moderno: Craig, Hitchcock, Greenaway.

Alla scultura del primo Novecento sono dedicate le pagine di Alice Guido che pubblica documenti relativi al tentativo fallito di acquisire al Museo Civico di Torino il Pensatore di Rodin; e di Chiara A. Lanzi su due cere di Edoardo Rubino (1871–1954) conservate alla GAM, preparate per la fusione poi non realizzata.

Gian Savino Pene Vidari ricostruisce la storia dell’edizione 1978 (integrale) dei disegni ottocenteschi di Clemente Rovere e presenta quella (selettiva) edita recentemente dall’Artistica Savigliano, Viaggio in Piemonte di paese in paese.

Il settore letterario offre lo studio di Gianna Cerutti sulla figura femminile nella narrativa di Sebastiano Vassalli, e la presentazione di un mannello di lettere di Giovanni Bernardo De Rossi a Tommaso Valperga di Caluso, a cura di Milena Contini.

Infine, i profili: Paolo Bagnoli illustra la formazione del pensiero politico di Alessandro Passerin d’Entrèves; e i congedi: Pietro Terna e Renata Allìo ricordano Sergio Ricossa (1927-2016); Laura Gallo la figura di Gianni Carlo Sciolla (1940-2017).

Chiudono il fascicolo le fitte pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi Piemontesi, alle notizie di mostre convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale.

vedi il sommario

Rivista « Studi Piemontesi »

Direttore: Rosanna Roccia

Direttore Responsabile: Albina Malerba

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Gilles Bertrand, Anna Cornagliotti, Gabriele Clemens, Guido Curto, Pierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci, Andrea Merlotti, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio,  Rosanna Roccia,  Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano,  Giovanni Tesio,  Georges Virlogeux.

Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali