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Il genio delle finanze di Napoleone

Lunedì 20 aprile, alle ore 18, per i Colloqui del Lunedì, conferenza di Paolo Cirri su

Il novarese Giuseppe Prina (1766-1814)

Il genio delle finanze di Napoleone

 Giuseppe Prina

Paolo Cirri, Presidente della Società Storica Novarese, si propone di scalfire attraverso una accurata ricostruzione dei fatti la damnatio memoriae durata duecento anni inflitta al novarese “Giuseppe Prina (1766-1814), valente ministro dell’età napoleonica, divenuto proverbiale non tanto per l’illuminata capacità di governo delle finanze pubbliche, quanto per l’efferatezza della sua condanna a morte seguita dallo scempio delle spoglie e dalla deliberata cancellazione d’ogni ricordo materiale. Studioso di storia patria e cultore delle memorie novaresi, l’Autore riporta in luce l’acume e la solerzia dell’uomo integerrimo e colto, che, trentenne appena, fu capace di «rimediare al dissesto finanziario» del Regno di Sardegna sconfitto dalla Francia rivoluzionaria, mediante una rigida e impopolare politica di esazione fiscale, proseguendo poi, nel nuovo corso determinato dagli eventi, l’impegno di amministratore pubblico e risanatore di bilanci….”. [Dalla recensione di Rosanna Roccia, in “Studi Piemontesi”, 2, 2014]

 

Torino 1864 alla Biblioteca della Regione Piemonte

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Il volume di Valerio Monti, La strage impunita. Torino 1864 (Edizioni Savej) viene presentato giovedì 12 marzo alle 15,30 alla Biblioteca della Regione Piemonte, in via Confienza 14.

Con l’Autore intervengono Gustavo Mola di Nomaglio, Vice Presidente del Centro Studi Piemontesi, e Enrico Eandi, Presidente della Fondazione Savej.

L’ingresso è libero.

Luigi Bossi, un milanese a Torino

I Colloqui del Lunedì e le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal Territorio, sono i due seguitissimi cicli di incontri che il Centro Studi Piemontesi organizza nella sua sede di  Torino di via Ottavio Revel 15,  su argomenti interdisciplinari, come è nel DNA dell’attività di studi e ricerche del  Centro Studi Piemontesi, che sempre più si conferma un presidio aperto e dinamico di cultura e di civiltà, capace di coniugare insieme il “locale” e l’internazionale.

Sarà Giorgio Federico Siboni dell’Università degli Studi di Milano, con una conferenza su Luigi Bossi (1758-1835). Un milanese a Torino tra fermenti unitari e Impero napoleonico ad aprire i Colloqui  lunedì 2 marzo alle ore 18.  Un omaggio ai rapporti che da sempre legano Torino, prima Capitale d’Italia, con Milano che tra pochi mesi ospiterà l’EXPO 2015.

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L’erudito e letterato milanese Luigi Bossi (1758-1835) ricoprì nel periodo rivoluzionario e napoleonico diversi incarichi diplomatici e amministrativi che lo posero al centro della complessa macchina riformatrice napoleonica. Incaricato d’affari a Torino – prima nel 1799 e poi più lungamente dal 1801 al 1808 – il Bossi avviò nella città subalpina un’importante rete di contatti culturali con i maggiori esponenti del mondo letterario e scientifico, giungendo quindi a essere aggregato alla stessa Accademia delle Scienze, con cui collaborò attivamente nel corso degli anni. Il soggiorno torinese di Luigi Bossi lo vide protagonista di primo piano della visita di Germaine madame de Staël, della ricezione della monta merinos tra Piemonte e Lombardia e dell’introduzione del sistema metrico decimale. Anni di rivolgimenti importanti che si accompagnarono a sussulti politici precorritori della temperie risorgimentale. Di questi e di altri aspetti – diplomatici, economici e sociali – che attraversarono il Piemonte rivoluzionario e napoleonico, Luigi Bossi fu osservatore attento, sagace e privilegiato. La sua testimonianza diretta restituisce i chiaro-scuri di un’età percorsa da mutamenti epocali e tenaci persistenze

Giorgio Federico Siboni, socio e collaboratore del Centro Studi Piemontesi, Dottore di ricerca, membro di comitati scientifici per istituti culturali e società storiche nazionali ed estere, coordina progetti di studio interministeriali relativi alla storia del territorio. Autore di saggi e monografie, le sue ricerche vertono in prevalenza sul XVIII secolo e sull’Età rivoluzionaria e napoleonica. A Luigi Bossi ha dedicato un volume di studi nel 2010 per la Leone Editore di Milano.

I Colloqui del Lunedì si tengono in sede, tutti i lunedì  – fino al 4 maggio – alle ore 18. L’ingresso è aperto a tutti, fino ad esaurimento dei posti in sala.

incontri al Centro Studi Piemontesi

“Immaginare la Nazione”: visita guidata

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Giovedì 5 marzo, alle ore 16,30, è programmata una visita riservata ai Soci e agli Amici del Centro Studi Piemontesi alla mostra Immaginare la Nazione”. Saperi e rappresentazioni del territorio a Torino 1848-1911″, allestita al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano fino al 29 marzo.

Ci guiderà Pierangelo Gentile. L’appuntamento è all’ingresso del Museo, in piazza Carlo Alberto, alle 16,15.

Ai partecipanti è riservato l’ingresso ridotto € 5; per i titolari dell’Abbonamento Musei l’ingresso è gratuito.

Chi desidera partecipare è pregato di prenotarsi in Segreteria: 011/537486 – info@studipiemontesi.it

museo

Massimo d’Azeglio a Parigi

maisonMartedì 27 gennaio alle ore 18, alla Maison de l’Italie di Parigi, verrà presentato l’VIII volume dell’Epistolario di Massimo d’Azeglio, curato dal prof. Georges Virlogeux e edito dal Centro Studi Piemontesi nell’ambito del  progetto “Massimo d’Azeglio. Un torinese per l’Italia e per l’Europa. Epistolario di Massimo d’Azeglio (1819-1866)” sostenuto dalla Compagnia di San Paolo.

Dopo i saluti di Roberto Giacone e Albina Malerba, interverranno: Jean-Yves Frétigné, Laura Fournier-Finocchiaro, Georges Saro, Rosanna Roccia, Georges Virlogeux.

L’appuntamento è alle ore 18 alla Maison de l’Italie, Cité Internationale Universitaire, 7A, Blvd Jourdan, Paris

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La Casa di Misericordia in Borgo Nuovo – Presentazione

 

 

copertina case di misericordia

Martedì 28 ottobre, alle ore 18, all’ Asilo San Massimo in via dei Mille 19, Torino, presentazione del volume La Casa di Misericordia in Borgo Nuovo (1854-2014) di Maria Teresa Testa Cavaglià (edizioni Centro Studi Piemontesi).

Saluti di Maria Pia e Anna Maria Solaroli di Briona, Associazione Dame di Carità, Albina Malerba, Direttore Centro Studi Piemontesi; introduce Gustavo Mola di Nomaglio; con l’Autrice intervengono, Fabrizio Antonielli d’Oulx e Rosanna Roccia.

Il volume racconta 160 anni di vita dell’Associazione Pie Dame di Carità, ente benefico nato in una Torino risorgimentale ricca di fermenti politici, economici, sociali e capofila nel fondare e alimentare un grande numero di opere benefiche.Sulla base di documenti e testimonianze conservate con “orgogliosa affezione” nell’Archivio dell’Ente, e puntigliose ricerche in archivi privati, l’Autrice narra la genesi, lo sviluppo, le varie attività, le traversie dell’Opera attraverso gli anni dell’Unità d’Italia, delle due guerre mondiali, del fascismo, del dopoguerra fino ai giorni nostri. “Una storia  di obiettivi generosi, di felici  realizzazioni e di qualche inciampo, di buone azioni”, un cammino attivo, concreto, che ha visto in prima fila molti esponenti del vecchio ceto nobiliare piemontese e della buona borghesia, a partire dalla contessa Giuseppina Malyna di Capriglio, promotrice e sostenitrice dell’opera e da Edoardo Ferrero della Marmora, tesoriere “storico” dell’Ente, accanto alle operose Figlie della Carità e oggi al Gruppo di Volontariato Vincenziano. “ Molte sono le voci che risuonano nel libro – scrive Rosanna Roccia nella Prefazione – dagli accenti misurati delle dame e delle damigelle impegnate in una continua gara di solidarietà, ai toni comprensivi dei sostenitori dell’opera, impresari, tecnici, artigiani, fornitori, ai mormorii dei rari speculatori”. Il libro, corredato di fotografie, planimetrie, carte, lettere, documenti d’archivio, dà voce anche ai bimbi accolti nella crèche e alle loro mamme, a quelli della scuola materna, alle allieve del meraviglioso laboratorio di ricamo… e sullo sfondo il Borgo Nuovo e la sua vita quotidiana. Una storia lunga oltre un secolo e mezzo che ancora oggi continua.