Lunedì 24 febbraio 2020 ore 19

al Centro Studi Piemontesi

Presentazione del libro

9 marzo 1946. L’audizione di Camillo Venesio Amministratore delegato della Banca Anonima di Credito-Torino alla Commissione Economica del Ministero per la Costituente

Prefazione di Antonio Patuelli; edizione Centro Studi Piemontesi

Intervengono

Nerio Nesi, Presidente onorario Fondazione Cavour

Lodovico Passerin d’Entrèves, Consigliere Superiore Banca d’Italia

Antonio Patuelli, Presidente ABI-Associazione Bancaria Italiana

Camillo Venesio, Amministratore Delegato Banca del Piemonte

Conduce Maurizio Molinari, Direttore La Stampa

Nel “quadro di accurata e approfondita pluralista attività preparatoria dell’Assemblea Costituente si inquadra… l’audizione (allora definita impropriamente “interrogatorio”) del banchiere piemontese Camillo Venesio [1900-1983], noto al Comitato di Liberazione Nazionale (che esprimeva i Governi di quell’epoca) anche per gli aiuti che Egli fornì alla Resistenza e alla Liberazione. L’audizione del banchiere Venesio è molto accurata ed echeggia il pensiero e l’opera in particolare di Luigi Einaudi, anch’egli piemontese, che proprio negli stessi mesi guidava la ricostruzione finanziaria e produttiva dell’Italia libera come Governatore della Banca d’Italia. L’audizione del banchiere Venesio contribuì al dibattito culturale, propedeutico alle discussioni alla Costituente e rimane illuminante e attualissima per limpidezza e coerenza dei principi e dei ragionamenti, con un linguaggio al tempo stesso semplice e qualificato. Si tratta di una testimonianza importante e preziosa anche per la meticolosità della preparazione della Carta Costituzionale, la legge fondamentale dell’Italia libera. Quelle consapevolezze culturali, ideali e metodologiche, quella grande serietà e volontà di costruzione di una più matura Democrazia italiana, lontana da settarismi e da miopi interessi di parte, è sempre validissima come indicazione strategica per chi volesse, ora o in futuro, metter mano ad adeguate modifiche di parti della Costituzione della Repubblica” [dalla Prefazione di Antonio Patuelli]

La conferenza potrà essere seguita in differita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Il convegno intende far luce sulle vicende storico-religiose della Congregazione dei Cistercensi Foglianti, presente nei territori dell’antico ducato di Savoia con ben 15 monasteri, al di qua e al di là delle Alpi.

I Foglianti erano stati fondati da Jean de la Barrière, riformatore dell’ordine Cistercense, nella seconda metà del Cinquecento. In Italia i Foglianti furono meglio noti come Riformati di San Bernardo o Bernardoni. S’insediarono per volere di Carlo Emanuele I di Savoia nei territori sabaudi sul finire del XVI secolo ed ebbero una rapida diffusione, rappresentando una significativa presenza monastica nel Piemonte dell’età moderna. Vennero soppressi dai Francesi, come tutti i Regolari, nel 1802, e mai più ricostituiti.

Ad oggi mancano ricerche e pubblicazioni che c’informino sulle vicende di questa Congregazione monastica, cosi legata a Casa Savoia, per due secoli fiorente ed operante in Piemonte e in Savoia. I Riformati di San Bernardo erano presenti, tra l’altro, a Staffarda, alla Consolata di Torino, al santuario di Vicoforte Mondovì, a Pinerolo, ad Asti, alla Novalesa, a Vercelli, a Testona, ad Abondance in Savoia. Annoverarono, tra le loro fila, personalità quali il cardinale Giovanni Bona, monregalese, insigne teologo, mons. Giuseppe Morozzo zelante vescovo di Saluzzo, padre Filippo Malabayla importante storiografo sabaudo.

Qui il programma delle due giornate: