Un viaggio nella Torino dell’Ottocento tra Vittorio Bersezio e Giuseppe Culicchia

Lunedì 25 marzo 2019 ore 18

al Centro Studi Piemontesi

Proiezione del film prodotto dalla Fondazione Vittorio Bersezio

A spasso con i fantasmi 

Un viaggio nella Torino dell’Ottocento

Regia di Enrico Verra

Scritto e interpretato da Giuseppe Culicchia

Intervengono

Cesare Carlo Chiesa Segretario Generale Fondazione Vittorio Bersezio  

il Regista Enrico Verra

Ispirato a I miei tempi di Vittorio Bersezio, il film si snoda tra vie, piazze, palazzi, locali storici di Torino, sotto la guida di un interprete/narratore d’eccezione, lo scrittore Giuseppe Culicchia, che nella magica atmosfera di una fredda notte invernale, conduce lo spettatore alla scoperta di una città apparentemente scomparsa, ma che, a ben guardare, salta fuori a ogni angolo, offrendo lo spunto a ricostruzioni storiche, notazioni curiose, osservazioni

La conferenza potrà essere seguita in differita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Carlo Alberto riformatore, collezionista, committente: tre conferenze

Organizzato dai Musei Reali Torino con gli Amici del Museo di Antichità, gli Amici della Galleria Sabauda, gli Amici di Palazzo Reale e il Centro Studi Piemontesi, il ciclo di conferenze

Dalla salita al trono alla concessione dello Statuto. Carlo Alberto riformatore, collezionista e committente

che si terranno alla sala conferenze del Museo di Antichità

(corso Regina Margherita 105, Torino), con questo programma:

mercoledì 20 marzo, ore 17,30  Silvia Cavicchioli, La politica culturale di Carlo Alberto: temi, luoghi, personaggi

giovedì 11 aprile, ore 17,30 Pierangelo Gentile, “Il faut la donner, non se laisser imposer”. Carlo Alberto e la tormentata concessione dello Statuto

giovedì 23 maggio, ore 17,30 Maria Beatrice Failla, Committenza, collezionismo e musei negli anni di Carlo Alberto

 

 

 

Salito al trono nel 1831, Carlo Alberto ebbe tra i primi obiettivi di un’intensa politica culturale la trasformazione della capitale sabauda in un centro artistico di richiamo europeo, in grado di rivaleggiare con le altre grandi città d’arte della penisola italiana. Con l’organizzazione della Regia Pinacoteca e l’istituzione della Deputazione di Storia Patria, dell’Armeria Reale e della Società Promotrice di Belle Arti, egli intese autocelebrare il mecenatismo dei Savoia in una prospettiva prevalentemente nazionale, diffondendo il mito della coincidenza tra storia sabauda e storia d’Italia. Il nuovo sovrano mirava infatti a costruire una politica del consenso attraverso la glorificazione e la “nazionalizzazione” della dinastia, che investì anche le opere pubbliche. Il che spiega perché proprio l’età carloalbertina diede il via alla grande stagione della monumentalistica torinese, inaugurata dal capolavoro di Carlo Marochetti, la statua equestre di Emanuele Filiberto. Ma il regno di Carlo Alberto (1831-1849) lasciò in eredità anche un’altra opera fondamentale: lo Statuto che porta il suo nome.

 

 

Costantino Gilodi, architetto tra Torino e la Valsesia

Lunedì 18 marzo 2019 ore 18

Enrico Moncalvo con la curatrice Enrica Ballarè

e i Collaboratori  Walter Canavesio, Filippo Morgantini, Gianluca Kannès,  Elena Gianasso, Casimiro Debiaggi, Enrico Rizzetti

presentano il volume

Costantino Gilodi 

Ingegnere e architetto a Torino e in Valsesia. Tra Eclettismo e Belle Époque

Edizione Centro Studi Piemontesi- Società Valsesiana di Cultura

La figura di Costantino Gilodi (1853-1918), valsesiano di origine e torinese di adozione, resta sconosciuta ai più nonostante il suo legame con la cultura architettonica dell’Eclettismo. Il primo volume di studi a lui dedicato traccia un quadro volto a definirne il ruolo, ad un secolo dalla sua scomparsa. A Torino, Anversa, Parigi il nostro collabora con i più noti maestri torinesi alla creazione del mondo effimero delle esposizioni con fantastiche macchine, che la sua non comune abilità disegna con estrema facilità. Sono anche gli anni dello slancio costruttivo che rinnova la città: a Torino come a Borgosesia, Gilodi è uno degli interpreti del nuovo gusto borghese. Con maggior libertà coniuga poi con grazia ispirazioni alpine e citazioni orientaleggianti nella villa dei Musy a Fobello e nel piccolo gioiello rococò disegnato per sé sulle alte montagne valsesiane.

Contributi di: Eredi Gilodi, Walter Canavesio, Enrica Ballarè, Filippo Morgantini, Gianluca Kannès, Elena Gianasso, Casimiro Debiaggi, Enrico Rizzetti.

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Davide Damilano ci ha lasciato

Davide ‘d Cavalion, amis bin doss

che a l’improvista it l’has tocà l’adoss

ëd cola vita ch’i tl’has chërdù pì viva

dla vita ch’it vivije ‘d vita viva.

Davide, piemontèis ‘d rasa fin-a,

pressios come na lus ëd luminèt,

ch’it l’has mostà col tò savèj pì s-cet

tut lòn ch’as peul con toa passion divin-a.

Davide ‘d sentiment, che con corage

it l’has brandà tò cheur onest e bon

gropand la tera e ‘l cel ën religion,

Davide, it ses ‘ndat-ne a n’àut finage,

ma tò vive l’é stàit ën feu d’amor:

për sòn ora ‘t ses là, ‘n brass a Nosgnor.

Giovanni Tesio

Traduzione

Davide di Cavallerleone, amico dolcissimo/ che all’improvviso hai toccato la sorgente/ di quella vita che hai creduto più viva/ della vita che vivevi di vita viva.// Davide, piemontese di razza fine,/ prezioso come una luce di lucciola,/ tu hai insegnato con il tuo sapere più schietto/ tutto ciò che si può con la tua passione del divino.// Davide di sentimento, che con coraggio/ hai acceso il tuo cuore onesto e buono/ legando la terra e il cielo in religione,// Davide, tu te ne sei andato a un altro confine,/ ma il tuo vivere è stato un fuoco d’amore:/ per questo ora sei là, abbracciato al tuo Signore.

Davide con Piero Cazzola

La notizia tremenda della improvvisa, ingiusta perdita di Davide Damilano è arrivata come una fucilata al “cheur” nella sede di Via Revel 15 della Ca dë Studi Piemontèis, che da anni e anni ha avuto la gioia della sua presenza come Socio fedele, amico, collaboratore prezioso. Davide è (non posso dire era) un “pivò”, una persona su cui potevi contare: “angagià” sempre a viso aperto per il Piemonte, la cultura, la lingua piemontese. Generoso, elegante, sensibile, dotato di una intelligenza pronta attenta e “antivista”, amato da tutti. Ci sarà il tempo del ricordo, ma oggi abbiamo soltanto lacrime e dolore e “deul” e “sens d’impotensa”….

Con tutta la comunità piemontese,  e con i piemontesi d’Argentina, privati di  una persona speciale e preziosa, ci stringiamo  forte alla cara mamma e affidiamo a “Nosgnor”   la  nostra preghiera …

L’improvvisa tragica scomparsa del nostro carissimo Consocio, Amico e Collaboratore  Davide Damilano ieri ha fatto immediatamente il giro del Piemonte e delle Comunità Piemontesi d’Argentina.

Chi volesse salutare il caro Davide:

Camera ardente Ospedale di Savigliano martedì 12  dalle 13 alle 19, rosario alle 18.

A Cavallerleone  rosario martedì 12 alle 20.30.

Funerale domani 13 marzo ore 15  Parrocchia di Cavallerleone.

Davide Damilano alla Ca dë Studi Piemontèis con i docenti dei corsi di piemontese

 

 

 

 

Acquerellisti piemontesi dall’Ottocento ad oggi

Lunedì 11 marzo 2019 ore 18

incontro con

Marcella Pralormo e Monica Tomiato

autrici del volume

L’acquerello in Piemonte dall’Ottocento ad oggi

Daniela Piazza Editore

 L’acquerello è una tecnica affascinante e particolarmente attuale di cui siamo appassionate. Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere un libro che ne ripercorresse la storia nella nostra regione, cercando di far uscire dall’ombra i nomi di pittori spesso sottovalutati o dimenticati proprio perché dediti a questa particolare forma d’arte che pur avendo goduto in passato di grande fortuna è stata spesso considerata minore, accattivante e raffinata quanto si vuole ma non in grado di stare al passo con le espressioni più innovative dell’arte contemporanea. [ . . . ] abbiamo pensato che sarebbe stato utile, per chi volesse accostarsi all’argomento, poter disporre di una sorta di mappa che in attesa di letture critiche più approfondite facesse emergere almeno le caratteristiche salienti di una produzione estremamente vasta e diversificata, evidenziando di volta in volta l’affermazione o il declino di tematiche e linguaggi, le presenze di artisti – professionisti, ma anche dilettanti – e il livello qualitativo, in genere molto alto dei dipinti eseguiti con i colori ad acqua. Anche se a malincuore, si è scelto di operare una selezione rispetto alla realtà, ben più complessa e articolata di quanto la nostra panoramica lasci immaginare: ci siamo concentrate sugli aspetti di carattere stilistico, trascurando volutamente le molteplici applicazioni della tecnica in campo scientifico come nell’editoria, nel rilievo topografico e nel disegno d’architettura, che da sole fornirebbero materiale per scrivere più d’un libro, dedicando comunque diversi cenni all’attività di alcuni pittori insieme illustratori e acquerellisti. [ . . .] .Dall’introduzione delle autrici

La conferenza può essere seguita  sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Per Camillo Brero

A un anno dalla scomparsa di Camillo Brero, il Comune di Pianezza organizza un pomeriggio di studi e testimonianze in suo ricordo

Sabato 9 marzo alle 14 

al cinema Lumiere , via Rosselli, 19, Pianezza

Convegno in ricordo di Camillo Brero

“Pianëssa, ‘l Piemont con Brero, Sëmna-Sal e Maria Bricca”

 

Relatori: Roberto Brero, Giovanni Tesio, Sergio Maria Gilardino, Giovanni Tesio, Albina Malerba Dario Pasero, Giuseppe Goria, Clara Nervi, Gianfranco Pavesi, Davide Damilano, Rita Giacomino, Piero Ferrarotti.

Moderatore:  Michele Bonavero.

Intrattenimento musicale a cura di Umberto e Giorgio Rosso e del gruppo storico folcloristico La Lusentela.

 

I trasporti fluviali in Piemonte nel passato

Lunedì 4 marzo 2019 ore 18

presentazione del libro di

Giuseppina Pellosio

Paroni di barche a Torino. La famiglia Clerico in Borgo Po
Dagli ultimi decenni del Seicento alla Restaurazione (1672-1814)

Edizioni Centro Studi Piemontesi

Con l’Autrice intervengono

Luciano RePolitecnico di Torino Gustavo Mola di Nomaglio

 

 Il libro riprende una originale ricerca storica compiuta con un viaggio a ritroso nel tempo sulle tracce dei Clerico, ardimentosi imprenditori torinesi. Affermatisi a fine Seicento nell’ambito dei trasporti fluviali, mantennero per quasi un secolo il prestigioso incarico di “Capitano delle barche e de’ ponti d’esse”, preposto dai sovrani sabaudi a tutela della navigazione sul Po in epoca prerisorgimentale.  Vivevano allora a Torino, presso l’antico porto di “Borgo di Po”, gruppi familiari molto coesi che si dedicavano all’arte della navigazione. Chiamati Paroni anche in Piemonte, i proprietari di barche erano veri e propri impresari che durante le guerre, fornivano natanti e uomini alle aziende sabaude per il trasporto dei soldati, munizioni e vettovagliamenti mentre, in tempo di pace, affidavano ai loro scafi ogni sorta di merce, generi alimentari compresi. Accanto ad essi in una straordinaria rappresentazione teatrale compare nel volume un’incredibile sequenza di persone di vario spessore storico che, di prepotenza, entrano sulla scena a vivacizzare la narrazione. Il materiale iconografico, tabelle e piantine coeve allegate, offrono infine lo spunto al lettore per calarsi definitivamente nell’atmosfera dell’epoca.

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Programmi per la primavera

Caro/a Amico/a,

conclusa con soddisfazione l’intensa attività che ha impegnato la Ca dë Studi Piemontèis per tutto l’anno passato (notizie dettagliate delle iniziative si trovano sui n. 1 e 2, 2018 di “Studi Piemontesi”), comunichiamo brevemente le principali attività in corso per il 2019. Un anno speciale perché registra per l’Associazione i primi 50 anni di fondazione.

Mentre proseguono tutte le iniziative tradizionali, per “segnare” il Cinquantennio sono in programma – senza spatuss, ma con la coscienza di aver scritto insieme una bella pagina di storia del Piemonte – alcuni momenti specifici di festa, di ricordo, di bilancio, di progetti per il futuro e la continuità.

Prima tappa fondamentale l’intervento di Schedatura, riordino e inventariazione dell’Archivio dell’Associazione. La sezione Archivio Istituzionale è conclusa e sarà inaugurata lunedì 15 aprile p.v. nella “Sala Agar Pogliano” ricavata dai lavori di risistemazione della Sede, inaugurati nell’autunno scorso.

Tra le altre diverse iniziative in programma si segnala l’11 giugno (giorno del verbale di fondazione 11 ëd giugn 1969) un incontro conviviale per tutti i Soci, gli amici, gli sponsor  per festeggiare insieme quanto realizzato in questi 50 anni e pensare con sguardo aperto e fiducioso agli anni a venire.

La pubblicazione del Bilancio sociale 1969-2019. Le cose, i protagonisti, la continuità, il futuro in e-book e a stampa: Catalogo ragionato e illustrato delle edizioni realizzate, compresi i Sommari di Studi Piemontesi e dei Quaderni di Bibliofilia, dal 1969 al 2019. Con alcune parti introduttive volte a “narrare” brevemente i cinquant’anni di presenza, presidio, laboratorio del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis nel panorama della cultura regionale, nazionale e internazionale. I protagonisti, le realizzazioni, la continuità, il futuro.

Il 4 marzo prenderanno avvio in sede i “Colloqui del lunedì” con un calendario di appuntamenti fino a luglio. Programma completo nel pieghevole allegato.

Le conferenze in sede sono trasmesse in differita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi: si può accedere da www.studipiemontesi.it/blog.

Il numero di giugno 2019 di “Studi Piemontesi” è in preparazione, e sono in uscita alcuni libri e alcune pubblicazioni appositamente realizzate per il Cinquantenario.

Altre iniziative, manifestazioni, novità editoriali, saranno via via comunicate per mail (ricordiamo di comunicare la mail alla Segreteria) e si potranno consultare sul sito

La Biblioteca e i diversi Fondi librari custoditi sono via via schedati on-line. Il link del catalogo on-line è http://bct.comperio.it/opac/advancedsearch: è il catalogo delle biblioteche civiche torinesi, scegliendo nel primo campo Biblioteca anziché titolo e poi scegliendo Centro Studi Piemontesi nel campo Valore si trova il catalogo dei titoli finora inseriti del CSP.

Ringraziamo i Soci e gli Amici che hanno risposto all’appello di Sostegno speciale versando na vòta tant/una tantum € 1.000, anche con versamenti di un più alto contributo: una grande incoraggiante manifestazione di stima ed affetto. Ci auguriamo che altri Amici raccolgano l’invito per l’anno del nostro Cinquantenario.  Invitiamo gli Amici a sostenere la nostra attività e il nostro impegno aderendo per il 2019 al Centro Studi Piemontesi. Raccomandiamo ai Soci che ancora non l’avessero fatto di rinnovare la loro adesione per il 2019: la quota associativa ordinaria è ancora sempre di 60 Euro. Per “dare una mano” sarebbe già importante che ogni Socio portasse almeno un nuovo Socio!

Un grande riconoscente grazie a quanti in questi anni hanno destinato alla Ca dë Studi Piemontèis il 5 per mille! Con l’invito a tutti di continuare a sostenerci: firmare nel riquadro riservato alla Scelta per la destinazione del 5 per 1000 dell’Irpef  e scrivere il codice fiscale del Centro Studi Piemontesi: 97539510012.

Nel ringraziare tutti coloro che hanno rinnovato la loro adesione al Centro Studi Piemontesi, ci permettiamo di sottolineare che anche per il 2019, le Quote Associative sono rimaste invariate:Ordinaria € 60; Benemerita € 120; Consultori € 270; Consultori sostenitori – con diritto a ricevere oltre ai due fascicoli della rivista, tutte le edizioni che il Centro realizza nell’anno – € 520. Sostegno benemerito speciale € 1.000. Le quote possono essere versate direttamente in Segreteria oppure sui c.c. bancari intestati al Centro Studi Piemontesi: Banca Prossima (IBAN: IT 31 P033 5901 6001 0000 0116 991); UNICREDIT BANCA (IBAN: IT 83 H 02008 01046 000110049932); BANCA DEL PIEMONTE (IBAN: IT 37 N 03048 01000 000000046333); o sul C.C. POSTALE n. 14695100 di Torino (IBAN: IT 16 R 07601 01000 0000 14695100).