Per Ij Sant/ Per Ognissanti

Nella ricorrenza di Ognissanti, Ij Sant, nella nostra tradizione, offriamo una piccola antologia di versi di poeti in piemontese, che con le loro parole possono accompagnarci in un momento di riflessione in questi tempi difficili.

RENZO GANDOLFO (1900-1987)


Mè rosari

N’àutr di…n’àutra neuit… e ‘l rosari a continua.
Di dij Mòrt…di dij Sant: pare e mare, e mi fieul.

Ma për Ti la coron-a l’era, Mare, un gran sercc
ëd misteri gaudios, doloros, che a finìo
ant ël Pater e ël Glòria, alfa e omega dla vita,

mentre ‘l mè l’é na stra spèrsa, van-a, ant la nebia
dova ij ier a son seugn e ij doman a son ombre…

e j’ancheuj as bilaucio.

Un altro giorno… un’altra notte… e il rosario continua. / Giorno dei Morti…giorno dei Santi:/ padre e madre, e io, figlio. / Ma per Te la corona del rosario era, Mamma, un grande cerchio/ di misteri gaudiosi, dolorosi, che finivano/ col Padre Nostro e col Gloria, alfa e omega della vita, / mentre il mio è una strada sperduta, vana, nella nebbia/ dove i giorni di ieri sono sogni e i domani sono ombre…/ e gli oggi si alternano.

MARIO ALBANO (1880-1963)

La castagna

…..O fruta nòstra san-a, montagnin-a,
t’arlegre ‘l cheur dij grand e dle masnà,
e an tute le famije, ai Sant, dòp sin-a

s’as prega për ij Mòrt, ti ‘t mache pa.
Mentre ch’it beuje drinta la ramin-a
it bërbòte un tò requiem, da stërmà.

… O frutto nostro sano, montanaro,/ rallegri il cuore dei grandi e dei bambini,/ e in tutte le famiglie, ai Santi, dopo cena/ se si prega per i Morti, tu non manchi./ Mentre ribolli dentro la pentola/ borbotti un tuo requiem, di nascosto.

PININ PACÒT (1899-1964)

Miserere

Miserere, Nosgnor, për tuti ij mòrt,
che a-j compagna toa gràssia për confòrt.
…..

Pietà pr’ij mòrt e ij viv, póver satìa
Ai pe ‘d toa glòria. Réchie, e così sia!

Miserere, o Signore, per tutti i morti, / che la tua grazia li accompagni a conforto. /…/ Pietà per i morti e i vivi, polvere trita / ai piedi della tua gloria. Requiem, e così sia!

NINO COSTA (1886-1945)

Grisantem

Ij grisantem: ste fior ëd sangh e d’òr,
ch’a smijo nostran-e e ‘n fond son forestere,
gentile se, ma ‘n pochetin severe
e ch’a-j dan a l’otonn l’ùltim tesòr,

veuj ch’i-i pòrto a brassà sle sepolture
….
nen mach dij nòstri…Oh! ‘nsima a la sporcissia
dla gent ch’as vend, ch’as compra e ch’ambaron-a,
bsògna quaidun ch’as drissa e ch’a përdon-a
për na pietà pì granda dla giustissia,


E se mai da la stra dij simiteri
l’é vnuje ‘ncontra a l’anima dla gent
na paròla, ‘n consej, n’avertiment…
sai pa…’n sospir surtì dal gran misteri,

ch’a sìa stavòlta për ij giovo e ij vej
na paròla d’amor: uman-a e onesta,
ch’an giuta a vince st’ùltima tempesta,
ch’an mostra a torna diventé fratej.

I grisantemi: questi fiori di sangue e d’oro, / che sembrano nostrani e in fondo sono forestieri, / gentili, sì, ma un pochino severi/ e che recano all’autunno l’ultimo tesoro, / voglio che li portiamo a fasci sulle sepolture/…/non solo dei nostri…Oh! Al di sopra della sporcizia/ della gente che si vende, che si compra e che accaparra, / c’è bisogno di qualcuno che si innalzi e che perdoni/ per una pietà più grande della giustizia,/…/ E se mai dalle strade dei cimiteri/ è venuta incontro all’anima della gente/ una parola, un consiglio, un avvertimento…/ non so …un sospiro uscito dal gran mistero, / sia questa volta per i giovani e i vecchi/ una parola d’amore: umana e onesta,/ che ci aiuti a vincere quest’ultima tempesta, che ci insegni a diventare di nuovo fratelli.

Il nido dell’Ornero nel Camposanto di Plaza San Francisco (Cordoba, Argentina)

CAMILLO BRERO (1926- 2018)

Përchè soa pas conòssa nen la neuit


Andoma, cé, mentre che ‘l sol n’ancanta,
travers ai pra, coma ant un mar dë stèile:
se tò gognin l’ha greve le parpèile
ti càntje ij cant dla nòstra tèra santa.

Pòrt-me con Ti drinta ai giardin già veuid
a cheuje j’ùltim grisantém pi bei,
che i veuj quaté l’Autar dij nòstri Vej
përchè soa pas conòssa nen la neuit.

Andiamo, nonno, mentre il sole ci incanta, / attraverso i prati, come in un mare di stelle:/ se il tuo piccolo ha le ciglia stanche/ tu cantagli i canti della nostra terra santa. / Portami con Te dentro ai giardini già vuoti/ a raccogliere gli ultimi bei crisantemi, / che voglio ricoprire l’Altare dei nostri Antenati/ perché la loro pace non conosca notte.

A l’arvista!

Il Centro Studi Piemontesi continua la sua attività, e tiene aperta per il momento la sede, seppur con tutte le limitazioni imposte. Sarà chiusa al pubblico venerdì 30 ottobre, per la sanificazione di routine.
Per non perdere il contatto e per non perderci d’animo ogni giorno pubblichiamo sul sito qualcosa di nuovo e speriamo di interessante. Seguiteci anche su Facebook, YouTube, Instagram , Twitter.
A l’arvista!

La nazione ebrea di nizza

An flanand tra le pagine del
Catalogo storico delle edizioni del Centro Studi Piemontesi

SIMONETTA TOMBACCINI
La “Nazione Ebrea” di Nizza
Popolazioni, istituzioni, usi e costumi (1814-1860)

Premessa di Giuseppe Pichetto, Introduzione di Dario Disegni, Prefazione di Alberto Cavaglion. Con il contributo della Fondazione Guglielmo De Levy. Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2017. Pagg. XI-414, ill. a colori. ISBN 978-88-8262-266-4.

In epoca sabauda, la contea di Nizza ospitava una «nazione ebrea» di circa 300 persone. Alcuni vi dimoravano da vecchia data, soprattutto gli Hebrei nationali sudditi di casa Savoia, altri erano arrivati nel corso dei secoli, da contrade vicine e lontane. Una comunità dalle costumanze e idiomi eterogenei, costretta nel Settecento, e poi di nuovo negli anni della Restaurazione, a vivere nell’antica Giudaria, per quanto i membri più opulenti – dal banchiere Avigdor al negoziante Colombo – si guardassero dall’obbedire all’ingiunzione. Era là, nelle case prospicienti una sola strada, che la più parte dipanava il filo della propria esistenza. Là che gli adolescenti imparavano i rudimenti del sapere, che gli adulti si davano all’arte mercatoria e che tutti rispettavano le feste ebraiche. L’emancipazione del 1848 li troverà pronti ad impegnarsi nella vita pubblica, nazionale e locale, coronamento di un’integrazione nella società circostante che, tutto sommato, li aveva accolti con benevolenza.

Simonetta Tombaccini è archivista presso l’Archivio dipartimentale delle Alpi Marittime e in tale veste ha riordinato e inventariato diversi fondi archivistici del periodo sabaudo (senato, intendenza generale e consolato di mare di Nizza). Ha pubblicato articoli e saggi sul fascismo e sull’antifascismo italiano, tra cui La storia dei fuorusciti italiani in Francia. Si è dedicata in particolare allo studio della Restaurazione e del decennio antecedente la cessione della contea di Nizza alla Francia del 1860. Su questo periodo ha scritto articoli e saggi di storia sociale e un volume su La vie de la noblesse niçoise, 1814-1860, coedito dalla Acadèmia Nissarda e dal Centro Studi Piemontesi (2010). Collabora regolarmente alle riviste «Nice Historique» e “Studi Piemontesi”.

Dai Costa ai duchi del chiablese: convegno in streaming

24 Ottobre 2020 ore 9,30

Nel bicentenario della nascita di Vittorio Emanuele II:
dai Costa al Duca del Chiablese


Coordinato dal Centro Studi Piemontesi con la collaborazione di Vivant

Saluto delle Autorità e degli Organizzatori
Moderatore: Attilio Offman (Ass. Culturale Amici di Bene – Onlus)

Relatori:
Gustavo Mola di Nomaglio (Centro Studi Piemontesi)
Vittorio Emanuele II un ponte tra il Piemonte e l’Italia nel bicentenario della nascita
Fabrizio Antonielli d’Oulx (Vivant)
Alessandro Pernati di Momo: al servizio di quattro re
Rinaldo Comba (Università degli Studi di Milano –
Società per gli Studi Storici, Archeologici e Artistici per la Prov. di Cuneo)
I Costa tra età medioevale e età moderna
Paola Briante (Già Direttore Coordinatore presso l’Archivio di Stato di Torino)
Benedetto Maurizio duca di Chiablese e principe di Bene
Attilio Offman (Ass. Culturale Amici di Bene – Onlus)
I Gazzera di Bene: brevi note di genealogia e di araldica
Roberto Sandri Giachino (Rivista del Collegio Araldico) e
Marc’ Alvise de Vierno (Società Italiana di Studi Araldici)
Due illustri famiglie benesi nella storia del Piemonte: Oreglia e Manassero

Per seguire il Convegno online collegati :

  YouTube  https://www.youtube.com/watch?v=WhssPGGYp6o&feature=emb_title

Facebook      facebook.com/amicidibeneonlus

Giovanni Orso Giacone racconta la sua collezione di filmati d’epoca

Il Centro Studi Piemontesi racconta…

Giovanni Orso Giacone racconta la sua passione di collezionista di filmati e video d’epoca, dal precinema al cinema, alla radiofonia, con particolare attenzione per produzioni e soggetti legati al territorio piemontese

In questi campi Orso Giacone non è solo un “collezionista” ma un esperto di riconosciuta autorità, la cui attività si è articolata attraverso la realizzazione di esposizioni, conferenze, convegni , nonché con la collaborazione a testate specializzate.

L’Archivio di Bernardo Vittone

Il 22 ottobre si terrà on line il seminario

Un archivio disperso: disegni, documenti e libri dall’atelier vittoniano

organizzato dal Politecnico di Torino, Castello del Valentino

coordinato da Roberto Caterino, Francesca Favaro, Francesco Novelli, Edoardo Piccoli

con il patrocinio di: Dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di Torino, Accademia delle Scienze di Torino, Accademia Nazionale di San Luca, Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti.

Qui il programma e gli abstract dei contributi

Qui il sito per informazioni sul collegamento on line


Giorgio siboni e gustavo mola parlano di “studi sabaudi”

Il Centro Studi Piemontesi racconta…

Giorgio Federico Siboni, con Gustavo Mola di Nomaglio, presenta il suo libro Studi Sabaudi, una raccolta di saggi su temi legati alla storia sabauda dell’Otto e Novecento (ed. Gammarò, 2020)