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Le residenze sabaude: il castello di Moncalieri

Il Centro Studi Piemontesi racconta…

Andrea Merlotti racconta il rapporto tra il Castello di Moncalieri e la corte sabauda, con particolare attenzione ai soggiorni reali del XiX secolo, in riferimento al volume Il Castello di Moncalieri. Una presenza sabauda tra corte e città, a cura di Albina Malerba, Andrea Merlotti, Gustavo Mola di Nomaglio, maria Carla Visconti, edito dal Centro Studi Piemontesi in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Moncalieri

Il castello di Moncalieri tra corte e città

Il Centro Studi Piemontesi racconta…

Maria Carla Visconti, curatrice con Andrea Merlotti, Gustavo Mola di Nomaglio, Albina Malerba, del volume Il Castello di Moncalieri . Una presenza sabauda fra Corte e Città, pubblicato per i tipi del Centro Studi Piemontesi in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Città di Moncalieri, racconta la storia del castello e le sue diverse funzioni nel corso dei secoli.

il castello di moncalieri

Giovedì 23 luglio 2020 ore 18,30
Castello Reale di Moncalieri
Giardino delle Rose

presentazione del volume

Il Castello di Moncalieri
Una presenza sabauda fra Corte e Città

Pubblicato per i tipi del
Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis
In collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Città di Moncalieri

Saluti di
PAOLO MONTAGNA
Sindaco della Città di Moncalieri
LAURA POMPEO
Assessore alla Cultura della Città di Moncalieri

Intervengono

i curatori del volume
MARIA CARLA VISCONTI
ANDREA MERLOTTI
GUSTAVO MOLA DI NOMAGLIO
ALBINA MALERBA

e gli autori dei diversi saggi
CRISTINA LA ROCCA, ENRICO LUSSO, DANIELA CEREIA, PIER PAOLO MERLIN, PAOLO COZZO, ELENA GIANASSO, MARIA VITTORIA CATTANEO, LUISA BERRETTI, ROSANNA ROCCIA, PAOLO CORNAGLIA, GIANCARLO COMINO, PIERANGELO GENTILE, GIAN SAVINO PENE VIDARI, LORENZA SANTA, MARCO R. GALLONI, LAURA MORO, GIANNI OLIVA, LINO MALARA, MARCO DI BARTOLO, MICHELANGELO FERRERO

Leggi la scheda del libro

Info e prenotazioni:

Ufficio Cultura Comune di Moncalieri tel. 011/6401206 – 011/6401270
Centro Studi Piemontesi – tel. 011/537486 info@studipiemontesi.it

Cartoline dai nostri Saloni del Libro #SalToEXTRA

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis ha partecipato con un suo stand fin dalla prima edizione del Salone Internazionale del Libro Torino, e era prenotato per l’Edizione 2020!
Da 33 anni come oggi, da Torino Esposizioni al Lingotto, siamo sempre stati gioiosamente impegnati ad allestire il nostro Stand.
Un amarcord di immagini, persone, iniziative, impegno, lavoro….che affidiamo a qualche fotografia dalle migliaia che custodiamo nell’Archivio istituzionale…., nell’attesa di rivederci presto al Lingotto.

Maria Teresa Reineri con la sua biografia di Anna di Orléans
#SalTo19: si parla dell’Archivio del Centro Studi Piemontesi con Andrea Ludovici e Rosanna Roccia
#SalTo 18: Graziella Riviera e Bruno Gambarotta presentano La strada del Fiammingo
Enrico Eandi
Federico Bona, Roberto Sandri-Giachino, Roberto Placido , Albina Malerba, Gustavo Mola di Nomaglio
Con Elena Gianasso
Albina malerba, Tavo Burat, Giovanni Tesio
Il nostro stand con Lara Ferrando
Allo stand con Lara Ferrando e Valeria Moser
La sindaca Chiara Appendino, con Albina Malerba e Giulia Pennaroli
Massimo Bray al nostro stand, con Albina Malerba e Giulia Pennaroli
Stand in allestimento
Dietro le quinte
#SalTO18: Alberto Cavaglion, Giuseppe Pichetto, Simonetta Tombaccini, Sandra Rebershack, Albina Malerba presentano La nazione Ebrea di Nizza
Franca Varallo, Marco Carassi, Rita Marchiori
Un particolare dello stand
Il convegno “Comunicare le lingue meno diffuse in Piemonte” nello spazio del Consiglio regionale del Piemonte
Il REP- Repertorio Etimologico Piemontese
il nostro stand, con Giulia Pennaroli e Adriano Savio
#SalTo2010 Conferenza Salviamo la memoria e il futuro, con Emanuele Filiberto di Savoia.
Uno dei disegni realizzati da Daniela Rissone per il Centro Studi Piemontesi

Proponiamo dal nostro canale YouTube il video di alcuni incontri delle scorse edizioni del Salone del Libro:

#SalTo19 Cinquant’anni al servizio della cultura – in occasione dei 50 anni del Centro Studi Piemontesi, con Giuseppe Pichetto, Rosanna Roccia, Franco Cravarezza, Graziella Riviera, Albina Malerba, autori e collaboratori di “Studi Piemontesi”

#Salto18 Presentazione Per l’immagine dello stato di Elena Gianasso, con l’Autrice e Costanza Roggero

#Salto18 Presentazione Anna Maria d’Orléans di Maria Teresa Reineri, con l’Autrice e Gustavo Mola di Nomaglio

#Salto18 Presentazione La strada del fiammingo di Graziella Riviera. Con l’Autrice intervengono Bruno Gambarotta, Renata Lodari, Rosanna Roccia; letture di Laura Riviera

#Salto 18 Presentazione La Nazione Ebrea di Nizza di Simonetta Tombaccini. Con l’Autrice intervengono Giuseppe Pichetto, Albina Malerba, Sandra Rebershack, Alberto Cavaglion

Il Castello di Moncalieri. Una presenza sabauda fra Corte e Città

Su La Stampa/Torinosette di venerdì 3 aprile, Bruno Gambarotta ha dedicato la sua rubrica “Storie di Città”, al libro sul Castello di Moncalieri, pubblicato dal Centro Studi Piemontesi con il patrocinio e la collaborazione della Città di Moncalieri. Il volume doveva essere presentato nelle sale del Castello il 14 marzo. Come tutte le iniziative anche questo evento purtroppo è stato rinviato.

In attesa di poter riprogrammare la presentazione, ecco la scheda del volume. Chi fosse interessato può scrivere al Centro Studi Piemontesi (info@studipiemontesi.it; redazione@studipiemontesi.it; lara.ferrando@studipiemontesi.it ). Provvederemo alla spedizione il prima possibile.

Il Castello di Moncalieri. Una presenza sabauda fra Corte e Città, a cura di Albina Malerba, Andrea Merlotti, Gustavo Mola di Nomaglio, Maria Carla Visconti, pagg. XIV-422, ill. a colori (Prezzo di copertina € 58,00. ISBN 978-88-8262-292-3).

Il volume, di grande formato e riccamente illustrato, è il primo che si proponga di raccontare la storia del Castello dalle origini al 1926, quando terminò definitivamente le funzioni di residenza. Storici, storici dell’arte e dell’architettura hanno lavorato insieme per costruire un volume che racconti la vicenda del Castello con un esito unico nel pur ricco panorama della produzione editoriale sulle residenze sabaude. Storici, storici dell’arte e storici dell’architettura hanno lavorato insieme per costruire un volume che racconti la vicenda del Castello, con un esito che crediamo, almeno per il momento, pressoché unico nel pur ricco panorama della produzione editoriale sulle Residenze sabaude. Sospeso fra echi di medioevo e un Risorgimento di cui restano le poche sale sopravvissute al riuso militare e all’incendio del 2008, il Castello fu amata residenza collinare e testimone di molti eventi importanti della storia dei Savoia e del loro stato, una storia che si intreccia con quella della città e del fiume ai suoi piedi.

Contributi di: Cristina La Rocca, Enrico Lusso, Daniela Cereia, Pier Paolo Merlin, Andrea Merlotti, Paolo Cozzo, Elena Gianasso, Maria Vittoria Cattaneo, Luisa Berretti, Rosanna Roccia, Paolo Cornaglia, Giancarlo Comino, Pierangelo Gentile, Gian Savino Pene Vidari, Maria Carla Visconti, Lorenza Santa, Gustavo Mola di Nomaglio, Marco R. Galloni, Laura Moro, Gianni Oliva, Lino Malara. Marco Di Bartolo, Michelangelo Ferrero. Prefazione del Sindaco, Paolo Montagna, e di Laura Pompeo, Assessore alla Cultura e al Turismo della Città di Moncalieri.

Na lòsna an fior/Un lampo in fiore

Nel nostro tradizionale calendario de “I colloqui del lunedì” della primavera 2020 – tutti tristemente rinviati per i motivi che ben conosciamo – il 6 aprile era in programma la presentazione del libro pubblicato nella collana di Letteratura piemontese moderna n. 22 del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

Na lòsna an fior

Poesie in lingua piemontese di Gianrenzo P. Clivio

 a cura di Albina Malerba e Dario Pasero

Versione in lingua inglese di Celestino De Iuliis

Prefazione di Giovanni Tesio

 Il volumetto raccoglie le poesie in lingua piemontese di Gianrenzo P. Clivio (Torino 1942-Toronto 2006), accompagnate dalla traduzione in italiano e in inglese.

Filologo, Professore all’Università di Toronto, tra i fondatori del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, autore di molti studi su temi di linguistica e letteratura piemontese, Clivio è stato anche poeta per un breve segmento della sua vita, forma letteraria in cui amava utilizzare anche termini ed espressioni del piemontese antico, ormai in disuso nel XX secolo. I testi sono collocati secondo la cronologia della loro edizione nelle varie riviste che li hanno ospitati, mantenendone la grafia, peraltro perfettamente aderente alla “Pacotto-Viglongo”, al cui perfezionamento lui stesso aveva collaborato negli anni Settanta. “Tutt’altro che un esercizio a latere – scrive Giovanni Tesio nella Prefazione – è la poesia di Gianrenzo P. Clivio. Non numerosa, no, ma solida e profonda, sicuramente lirica, tendenzialmente poematica, ossia non frammentistica, e meno che mai frammentaria. Clivio porta nella sua poesia la sua passione di studioso…”.   Il libro, pubblicato nella ricorrenza dei cinquant’anni di fondazione della Ca dë Studi Piemontèis, vuole essere una testimonianza di gratitudine, di affetto, di continuità. “Le paròle ‘d poesìa sono la pera ch’a dura e nel ricordo di rinnova”.

Proseguendo nel percorso della nostra piccola antologia di poesie in piemontese, tratta da Na lòsna an fior, proponiamo la poesia

Ant j’ore

di Gianrenzo P. Clivio

Ant j’ore ch’a men-o an tormenta l’arbeuj ëd la vita,

la scòrsa dura dël nòst cheur a smija che a casca

com un ariss antorn a na castagna mura:

e a no parëss antlora che ant l’aria diversa

d’un mond sensa pressa

a canta e a piora mës-cià për mascarìa

tuta la gòj e tut ël mal dla vita,

tuta la blëssa ’d n’aragnà ‘nt ël sol,

tut lë sgiaj ëd na lòdola

sfrisà al vòle da na reusa ‘d piomb.

(1968)

Nelle ore. Nelle ore che trasformano in tormenta il ribollire della vita,/ la scorza dura del nostro cuore sembra che cada/ come un riccio intorno ad una castagna matura:/ e ci sembra allora che nell’aria diversa/ di un mondo senza fretta/canti e pianga mescolandoli per stregoneria/ tutta la felicità e tutto il male della vita,/ tutta la bellezza di una ragnatela nel sole,/ tutto il ribrezzo di una allodola/ fatta a pezzi al volo da una rosa di piombo.

In the Hours. In the hours that transform into a tempest the bustle of life,/ the hard rind of our hearts seems to fall/ like a husk around a ripe chestnut:/ then it seems to us that in the different air/ of an unhurried world/ there sings and weeps, mingling them through magic,/ all the happiness and all the evil of life,/ all the beauty of a spider’s web in the sunlight,/ all the horror of a skylark/ shredded in mid-flight by a spray of lead.

la via della montagna

Torino Sette, il settimanale de “La Stampa”, seppur ridimensionato perché privo di quella gran messe di appuntamenti che declinavano le nostre settimane torinesi e piemontesi, continua ad arrivare nelle nostre case, grazie a Cristina Caccia e Alma Toppino…

Pubblichiamo qui il testo di Albina Malerba, uscito venerdì 27 marzo 2020 nella rubrica “An piemontèis”, che segnala un volume molto denso e interessante La via della montagna, del filosofo piemontese Francesco Tomatis, pubblicato da Bompiani.

foto di Simon Matzinger – pexels.com

Ël lìber a s’ëntitola “La via della Montagna”, a l’ha scrivulo Francesco Tomatis, për le edission Bompiani (2019, pp. 686, € 20). Tomatis, anlev ëd Pareyson,  a l’é professor ëd filòsofia teoretica a l’Università ‘d Salerno, ma a l’é ‘d Carù, a l’é alpinista e “garante scientifico di Mountain Wilderness”. I na parloma ambelessì, nen mach përchè a l’é un lìber ch’a ven a taj lese an costi temp maleuros: “per volgere gli occhi lassù, ai monti e anche oltre cime, è necessario rallentare il passo, affinare sensi e pensieri, ascoltare con l’anima ogni respiro”,  ma përchè  ant ël percors dlë studi, s-ciass e apassionant, l’autor  – coma a scriv Giuseppe Goria ant la recension ch’a l’ha fàit an “Studi Piemontesi”, XLVIII, 2, 2019 – “conosce bene l’affermazione heideggeriana per cui ‘il linguaggio è la casa dell’essere. Nella sua dimora abita l’uomo. I pensatori e i poeti sono i custodi di questa dimora’”, e a va a l’arserca ‘d poeta che con sò lengagi pì s-cet e genit an parlo ‘d montagna, e a scriv ëd poeta coma Barba Tòni Baudrier (Barba Tòni Bodrero), che “ha composto, nell’ascolto delle più remote voci degli avi…, un sogno multicolore e paradisiacamente bianco…”; ëd Remigio Bertolino, poeta ‘d Mondvì, “il maestro della montagna…che può ben additarsi quale ‘miglior fabbro del parlar materno’”, e ‘d tante vos dle valade ocitane e dël Piemont: Anghilante, Salvagno, Mariano… ma trovoma ‘dcò ‘d figure come Giorgio Maria Lombardi, Roberto Einaudi, Fredo Valla, Gianni Vattimo, j’alpinista pì avosà Bonatti, Messner, i Sacri Monti, artista come Ugo Giletta, musicista, ‘l CAI, tut un mond ch’a varda e a parla ‘d montagna, lesù e sentì con j’euj d’un filosof-poeta. Bianca Dorato a sarìa stàita franch bin an cost catalogh… Na letura nen sempia ma ch’an arpossa vers l’àut, ant l’abim dl’esistensa: “verticalità illimite e orizzonte finito, libertà e comunione, Deità e uomo, cura e natura”.

Suggeriamo l’ampia recensione dedicata al libro, a firma di Giuseppe Goria, pubblicata sulla rivista “Studi Piemontesi”, dicembre 2019, vol. XLVIII, numero 2, pp. 709-710.

una poesia per questi giorni

GIOVANNI TESIO: Professore, critico letterario, studioso di letteratura italiana con una gran messe di saggi su poeti e scrittori italiani e piemontesi. Da alcuni anni si dedica con impegno alla poesia. Citiamo soltanto i due libri di Sonetti, pubblicati per le edizioni del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis: Stantesèt sonèt, Prefazione di Lorenzo Mondo, postfazione di Albina Malerba (Pagg. IX-108, 2015); e Vita dacant e da canté, Prefazione di Pietro Gibellini (Pagg. XIII-380 ,2017).

Pubblichiamo qui un suo sonetto inedito dedicato a questi nostri difficili giorni.

                      S’a-i é chi a canta da pogieuj e fneste

                      i veuj pa dì ch’a l’abio nen le teste

                      combin ch’i treuva che fé festa ai mòrt

                      a sia ‘n po’ da mat o spirit fòrt.

                      La nav dij fòj ch’ambarca ‘l pess ëd noi

                      con l’ilusion ëd fé na còsa bon-a

                      e noi tuj lì a remé, o che brajoma,

                      për nen pensé che soma ‘n t’un garboj.

                      Mi penso ai mòrt ch’i peuss nen compagné

                      ai mòrt ch’a van da soj drinta la neuit

                      e a cole file ‘d bare sensa deuit.

                      E treuvo che al doman va bin pensé

                      e penso ch’a sia bel fin-a canté

                      ma riesso nen a varì ‘n mi col veuid.

Traduzione

Se c’è chi canta da balconi e finestre/ non voglio dire che non abbiamo le teste/ benché io trovi che far festa ai morti/ sia un po’ da matti o da spiriti forti.// La nave dei folli che imbarca il peggio di noi/ con l’illusione di fare una cosa buona/ e noi tutti lì a remare, o che gridiamo,/ per non pensare che siamo in un groviglio.// Io penso ai morti che non posso accompagnare/ ai morti che vanno da soli nella notte/ e a quelle file di bare senza grazia.// E trovo che al domani va bene pensare/ e penso che sia bello anche cantare/ ma non riesco a guarire in me quel vuoto.

Nonostante tutto è primavera

Pinin Pacòt

Torino, 20 febbraio 1899 – Castello d’Annone (Asti), 16 dicembre 1964

Negli anni dopo la prima guerra mondiale, in un clima di decadenza e di progressivo abbandono del piemontese, raccoglie attorno alla rivista “Ij Brandé” (1927) le forze nuove per ripensare un programma di seri studi storico-filologici, come base di rinnovamento e rinascita della poesia e della lingua piemontese sentita e vissuta con coscienza critica e impegno artistico. Con Andrea Viglongo elabora anche i principi per la codificazione della grafia piemontese. Vicino al movimento dei Félibres di Mistral, a Crissolo, nell’agosto del 1961, fonda con alcuni poeti piemontesi e provenzali “L’Escolo dόu Po”, premessa per il risveglio della cultura provenzale nelle vallate del Piemonte.

Renzo Gandolfo con Pinin Pacòt, lo scultore Pietro Canonica, il Presidente del Consiglio Giuseppe Pella, il Senatore Teodoro Bubbio, alla Famija Piemontèisa di Roma.

La sua opera poetica è raccolta nel volume, Poesìe e pàgine ‘d pròsa, pubblicato in prima edizione nel 1967, a cura di Renzo Gandolfo,  per iniziativa della Companìa dij Brandé, con il concorso dell’Istituto Bancario San Paolo di Torino e sotto gli auspici della Famija Turinèisa e della Famija Piemontèisa di Roma, con la Prefazione di Gustavo Buratti, poi in edizioni successive, dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, a cura di Renzo Gandolfo e Albina Malerba, con l’aggiunta quasi a postfazione del saggio di Riccardo Massano, Pinin Pacòt artista e poeta.

Per iniziativa del Centro Studi Piemontesi Pinin Pacòt è ricordato con “tre pere e na cita targa”, un menhir, ai Giardini Cavour di Torino e con l’intitolazione di una via cittadina.

Primavera

Deurb la fnestra, poeta, che ‘l sol a së spatara an toa stansa:

a-i nassrà na speransa, minca uns eugn che at ancanta.

E le rόndole svice at diran le rijente paròle,

che a përfumo le viòle, che la lòdola a canta.

E deurb l’ànima a st’ària pien-a ‘d vòli ant ël cel e ‘d rijade,

e ‘d përfum e ‘d cantade, e dë smens frissonante,

përchè ti it peusse vive le vite pi àute e profonde,

për che it perde e it confonde con j’osei e le piante;

për che it sente e che it cante le vive creature sorele,

le còse sempie e bele, con toa vos fàita pura,

ansema a la rόndola che a vòla për l’ària seren-a,

con la pianta che a pen-a, con la pera che a dura.

Primavera. Apri la finestra, poeta, che il sole si sparga nella tua stanza:/ nascerà una speranza, per ogni sogno che ti incanta. //E le rondini svelte ti diranno le ridenti parole, / che profumano le viole, che l’allodola canta. // E apri l’anima a quest’aria colma di voli nel cielo e di risate, / e di profumi e canzoni, e di semi frizzanti, //  perché tu possa vivere vite più alte e profonde,/ per perderti e confonderti con gli uccelli e le piante; // per sentire e cantare le vive creature sorelle,/ le cose semplici e belle, con la tua voce fatta pura,//  insieme alla rondine che vola per l’aria serena, / con l’albero che soffre, con la pietra  che dura.